{"id":167659,"date":"2024-04-05T23:43:11","date_gmt":"2024-04-05T21:43:11","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=167659"},"modified":"2024-04-05T23:44:26","modified_gmt":"2024-04-05T21:44:26","slug":"sovranita-alimentare-e-palestina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2024\/04\/05\/sovranita-alimentare-e-palestina\/","title":{"rendered":"Sovranit\u00e0 alimentare e Palestina"},"content":{"rendered":"<p>di <a class=\"autori\" href=\"https:\/\/comune-info.net\/autori\/veronica-villa\/\">Ver\u00f3nica Villa<\/a> &#8211;<\/p>\n<div class=\"entry-data\">\n<p>Distruggere la produzione di alimenti \u00e8 una tattica storicamente utilizzata dai colonizzatori per sradicare culture e creare dipendenza. Alimentazione, territori e libert\u00e0 vanno di pari passo, lo sa bene il collettivo di comunicazione <em><strong><a href=\"https:\/\/www.agrowingculture.org\/\">A Growing Culture<\/a><\/strong>. <\/em>AGC fornisce informazione e strumenti al servizio delle resistenze contadine di tutto il mondo. Sanno che l\u2019attenzione delle persone \u00e8 il nuovo campo di battaglia e si impegnano perch\u00e9 pi\u00f9 gente possibile si unisca alla lotta per la sovranit\u00e0 alimentare.<\/p>\n<p>Quella che segue \u00e8 una dichiarazione di AGC approfondita e pungente sul genocidio del popolo palestinese.<\/p>\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-8d7e718a4af2344c3242a6177b694912\"><strong>Furto di terre<\/strong><\/p>\n<p>Fin dall\u2019inizio Israele si \u00e8 accaparrato pi\u00f9 dell\u201985 per cento della terra che storicamente apparteneva agli abitanti della Palestina. Durante la Nakba (l\u2019esodo dei popoli palestinesi causato dalla nascita dello stato di Israele nel 1948) furono distrutte pi\u00f9 di 700 mila comunit\u00e0 palestinesi. Da allora Israele ha costruito insediamenti e zone militari separando uomini e donne palestinesi dalla loro terra. <strong>Nel 60 per cento del versante occidentale, a noi noto come Cisgiordania, contadini e contadine per coltivare devono chiedere un permesso, che molto spesso viene revocato dalle autorit\u00e0 israeliane<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019autorit\u00e0 di Israele distorce una legge di epoca ottomana, progettata per promuovere l\u2019agricoltura assegnando le terre a riposo a chi voleva coltivarle. Manipolando questa legge, Israele distrugge campi e boschi palestinesi per confiscare le terre<\/strong>. Questa strategia deriva dallo sfruttamento di circa il 40 per cento della sponda occidentale del fiume Giordano (<em>fonte: Ufficio centrale di statistica palestinese delle Nazioni Unite).<\/em><\/p>\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-d990232d574fe7b1968fd1e27e3f3cc5\"><strong>Separare le comunit\u00e0 dalle loro acque<\/strong><\/p>\n<p><strong>La costruzione del muro in Cisgiordania ha impedito l\u2019accesso alle tradizionali fonti d\u2019acqua al 95 per cento della gente in Palestina<\/strong>, che \u00e8 costretta a consumare acqua controllata da aziende israeliane. Israele nega ai palestinesi ogni accesso al fiume Giordano e controlla pi\u00f9 dell\u201985 per cento delle riserve idriche del versante occidentale. Gli insediamenti israeliani consumano in media sei volte pi\u00f9 acqua delle comunit\u00e0 palestinesi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da prima dell\u2019assedio che ha seguito il 7 ottobre era impossibile bere pi\u00f9 del 90 per cento dell\u2019acqua di Gaza, a causa della sistematica distruzione delle infrastrutture per mano di Israele. Pi\u00f9 di due milioni di abitanti di Gaza subivano la permanente carenza di acqua prima di Ottobre 2023. L\u2019unica fonte idrica a Gaza \u00e8 una falda contaminata da acque di scarico, chimiche e marine. L\u2019agricoltura palestinese dipende molto dall\u2019irrigazione, e la crisi idrica aumenta la dipendenza dagli aiuti alimentari e dalle importazioni (fonti: <em>Al Jazeera, Amnesty International e The Guardian<\/em>).<\/p>\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-5bab39406dfc7efbbb75ccc4821e9409\"><strong>La distruzione dell\u2019agricoltura<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 del 70 per cento dei palestinesi sussistevano grazie all\u2019agricoltura prima della colonizzazione israeliana<\/strong>. Nel 1967 la produzione agricola della Palestina competeva con quella di Israele. I contadini in Cisgiordania producevano tanto da esportare l\u201980 per cento della verdura e il 45 per cento della frutta.<\/p>\n<p>Nel 1985 il ministro della difesa israeliano Yitzhak Rabin dichiar\u00f2 che il governo di Israele non avrebbe favorito lo sviluppo dei territori occupati, n\u00e9 ci sarebbero stati permessi per espandere l\u2019agricoltura o l\u2019industria che avrebbero potuto essere di competenza dello stato israeliano. Come risultato di questa politica, il contributo dell\u2019agricoltura Palestinese al Prodotto Interno Lordo cal\u00f2 del 28 per cento, arrivando al 4.8 nel 1993 e al 2.6 nel 2018. Dal 2007 pi\u00f9 del 77 per cento dei residenti di Gaza dipende dagli aiuti alimentari (fonti: <em>McMaster University and Econometric Research Limited, Applied Research Institute di Gerusalemme, OIT, GRAIN<\/em>).<\/p>\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-38dbd9a5649a19c57206776540d24b93\"><strong>La dieta della morte<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal 2008 l\u2019occupazione israeliana ha istituito un sistema di \u201cconteggio calorico\u201d progettato per diminuire i consumi alimentari degli abitanti di Gaza a livelli appena sopra il limite della fame<\/strong>. Dov Weisglass, consigliere dell\u2019ex primo ministro israeliano Ehud Olmert, ha dichiarato che \u201cl\u2019idea \u00e8 mettere i palestinesi a dieta senza che muoiano di fame\u201d.<\/p>\n<p>Nel 2022 le Nazioni Unite hanno riferito che pi\u00f9 del 64 per cento degli abitanti di Gaza erano in stato di severa o moderata insicurezza alimentare. Molti bambini nati e cresciuti sotto l\u2019occupazione soffrono di ritardo nello sviluppo, insufficienza renale, denutrizione, malnutrizione, anemia e carenza di micronutrienti. Oggi tutta Gaza soffre di severa insicurezza alimentare (fonte: <em>Nazioni Unite<\/em>).<\/p>\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-448e70d63048891733ab522f6369232d\"><strong>Estirpare gli alberi alla radice<\/strong><\/p>\n<p>La produzione di olive \u00e8 centrale nella cultura e nell\u2019economia della Palestina. Lungo il versante occidentale del Giordano e nella striscia di Gaza, <strong>il 45 per cento dei terreni agricoli \u00e8 coperto da ulivi, grazie a cui sopravvivevano pi\u00f9 di 100 mila famiglie. Dall\u2019anno 2000 le forze israeliane hanno sradicato pi\u00f9 di tre milioni di alberi.<\/strong> Pi\u00f9 del 70 per cento degli alberi estirpati in Cisgiordania erano ulivi.<\/p>\n<p>Israele ha spruzzato quotidianamente erbicidi e pesticidi e gettato rifiuti pericolosi nei territori palestinesi. Si concentra sui frutteti e cerca di degradare i terreni e di contaminare l\u2019acqua, in modo che l\u2019agricoltura sia impossibile da praticare (fonti: <em>Nazioni Unite, Al Jazeera, Reliefweb, +972 Magazine<\/em>).<\/p>\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-49e0150dc8c6d2876f518f634b0d8587\"><strong>Bloccare le vite di donne e uomini palestinesi<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2007 Israele ha trasformato Gaza in una prigione a cielo aperto imponendo il blocco delle esportazioni e importazioni, restringendo l\u2019accesso a cibo, sementi, mezzi di produzione agricoli e combustibili. Allo stesso tempo \u00e8 aumentato il flusso verso la Palestina di beni israeliani di basso costo, cosa che distrugge la fragile economia dei prodotti locali. Le esportazioni dalla Palestina invece sono diventate costosissime per via dei requisiti commerciali, stabiliti da Israele, alle frontiere e alle dogane. Come effetto di blocco, sanzioni e restrizioni Israele controlla pi\u00f9 del 58 per cento delle importazioni palestinesi e l\u201986 per cento delle esportazioni.<\/p>\n<p>Israele ha anche limitato la pesca a una distanza di 11 chilometri dalla costa, tagliando l\u2019accesso all\u2019acqua migliore per uomini e donne palestinesi, minacciando o assassinando pescatori e confiscando le loro barche e attrezzature (fonte: <em>International Trade Administration, Ufficio\u00a0centrale\u00a0di\u00a0statistica palestinese delle Nazioni Unite e Grassroots International).<\/em><\/p>\n<p>L\u2019attuale genocidio dei popoli palestinesi \u00e8 giustificato come risposta ai fatti del 7 ottobre. Questo discorso nasconde la realt\u00e0 che gli abitanti della Palestina vivono sotto un brutale colonialismo di Stato da pi\u00f9 di 75 anni, spiega A Growing Culture.<strong> I 30 mila morti sono solo la superficie della violenza che subiscono. Migliaia di altri continuano a morire di fame, mancanza d\u2019acqua, di cure mediche e altre forme di violenza messa in atto dai tempi della Nakba. La Nakba \u00e8 un processo continuo<\/strong> che cerca di eliminare il popolo palestinese dalla faccia della terra strappandogli territori, diritti e sovranit\u00e0.<\/p>\n<p>La distruzione dell\u2019alimentazione e dei sistemi agricoli \u00e8 una tattica molto usata dai colonizzatori per sterminare popoli e culture. Lo sanno molto bene le comunit\u00e0 di tutto il mondo. <strong>Ci\u00f2 che accade in Palestina \u00e8 tremendamente familiare per i popoli indigeni e contadini dell\u2019America Latina e per chiunque resista all\u2019oppressione del sistema. La liberazione della Palestina \u00e8 la liberazione del mondo.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Ver\u00f3nica Villa &#8211; Distruggere la produzione di alimenti \u00e8 una tattica storicamente utilizzata dai colonizzatori per sradicare culture e creare dipendenza. 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