{"id":167773,"date":"2024-04-14T08:46:40","date_gmt":"2024-04-14T06:46:40","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=167773"},"modified":"2024-04-14T08:48:32","modified_gmt":"2024-04-14T06:48:32","slug":"toxicily-il-mostro-chimico-di-augusta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2024\/04\/14\/toxicily-il-mostro-chimico-di-augusta\/","title":{"rendered":"\u00abToxicily\u00bb, il mostro chimico di Augusta"},"content":{"rendered":"<p>di <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/archivio?autore=Serena%20Tarabini\">Serena Tarabini<\/a> &#8211;<\/p>\n<div class=\"ArticleBody\">\n<p>\u00abDa queste parti, quelli che parlano, rischiano\u00bb. Queste parole si accompagnano a immagini che comunicano uno scenario distopico: un accatastarsi monumentale di centrali, silos, turbine, depositi, altiforni, pozzi, vasche, antenne, accanto a spiagge con bagnanti, mare esteso, campi coltivati, bestiame al pascolo e abitazioni. Una ragazza fotografa il paesaggio costellato da onnipresenti ciminiere, un ragazzo incappucciato si aggira con una bomboletta fra bui capannoni, una donna al mercato si informa della provenienza di ogni prodotto. Sono le battute iniziali del documentario <em>Toxicily<\/em> di Fran\u00e7ois-Xavier Destors e Alfonso Pinto (Francia-Italia, 2023, 75\u2019) che nasce per dare voce alle persone che vivono a nord di Siracusa, dove la quotidianit\u00e0 \u00e8 avvelenata dalla convivenza con uno dei pi\u00f9 grandi petrolchimici d\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>NEL 1949 L\u2019ARRIVO DELLA RAFFINERIA<\/strong> ha permesso di superare le miserie di un\u2019economia agricola durissima e precaria. I pescatori, i contadini e i pastori sono diventati a poco a poco operai, evitando cos\u00ec quell\u2019ineluttabile destino che ha segnato generazioni di loro conterranei: l\u2019emigrazione. L\u2019opportunit\u00e0 di un lavoro stabile e duraturo \u00e8 ancora il fattore alla base di una rassegnazione e di un silenzio sulle conseguenze di una gestione criminale degli impianti, che ha reso in 70 anni il territorio tra Augusta, Priolo, Gargallo e Melilli, fino alle porte di Siracusa, un vero e proprio \u00abquadrilatero della morte\u00bb: i livelli di inquinamento di spingono oltre ogni immaginazione, basti pensare che nelle acque della rada di Augusta, le fabbriche hanno sversato senza soluzione di continuit\u00e0 sostanze tossiche di ogni tipo \u2014 mercurio, piombo, idrocarburi pesanti, esaclorobenzene e policlorobifenili. Mescolandosi con i fondali hanno formato un impasto tossico gigantesco. Cinquecento tonnellate dal 1959 al 1981 e poi si stima altre 250.<\/p>\n<p><strong>OLTRE LA RADA, POI, L\u2019INQUINAMENTO<\/strong> si \u00e8 insinuato dappertutto, ha pervaso il suolo e il sottosuolo, i pozzi d\u2019acqua e anche l\u2019aria. Un avvelenamento progressivo e costante che in superficie si manifesta nel colore del mare, che da cristallino \u00e8 diventato marrone e nell\u2019odore nauseabondo che caratterizza ogni giornata; mentre in profondit\u00e0, provoca tumori, malformazioni e altre patologie che nella zona raggiungono valori vertiginosi, al di sopra delle percentuali nazionali, come accertato annualmente dallo studio epidemiologico Sentieri. E\u2019 cos\u00ec che la prospettiva lavorativa si \u00e8 trasformata nel pi\u00f9 classico dei ricatti: lavoro o salute.<\/p>\n<p><strong>\u00abMEGLIO MORIRE DI CANCRO CHE DI FAME\u00bb<\/strong> \u00e8 la frase agghiacciante che si sussurra fra le persone e grida dai muri. Chi parla affinch\u00e9 questa ingiustizia non venga sottaciuta, come i protagonisti del documentario, non sempre \u00e8 apprezzato. Le loro storie appena accennate sono le porte aperte su un universo tragico vissuto senza rassegnazione: don Palmiro, sacerdote, che dal 2014 tiene il conto delle persone di ogni et\u00e0 morte per cancro e le nomina ad una ad una durante la messa domenicale, Lina e sua figlia Chiara che dall\u2019et\u00e0 di sette anni lotta contro una rara malformazione congenita, Andrea che ha tentato durante tutta la sua vita di operaio di limitare nel suo piccolo i danni dell\u2019industria sull\u2019ambiente e sulla salute, Nino che malgrado la sua cecit\u00e0 lotta contro l\u2019inquinamento anche delle menti.<\/p>\n<p><strong>E POI C\u2019E\u2019 GIUSI, IL CUI PADRE,<\/strong> entrato in fabbrica all\u2019et\u00e0 di 18 anni nella sezione lubrificati, si \u00e8 ammalato di leucemia ed \u00e8 morto quando lei stava facendo l\u2019Universit\u00e0: un lutto che l\u2019ha portata a decidere di cambiare corso di studi, da lingue a giurisprudenza, per poi specializzarsi in diritto dell\u2019ambiente ed avere gli strumenti per individuare e far riconoscere i crimini commessi. Giusi \u00e8 fra le poche ma tenaci persone che fanno parte del comitato Stop veleni che dal 2014 cerca di ottenere giustizia. \u00abCi additano strumentalmente come quelli che vogliono far chiudere il petrolchimico, ma non \u00e8 cos\u00ec. Sappiamo bene che sarebbe un disastro dal punto di vista lavorativo. Quello che vogliamo \u00e8 mettere fine a questo sistema di sversare tutto nell\u2019ambiente, di fregarsene totalmente delle normative e della salute della gente, devono mettersi in regola\u00bb.<\/p>\n<p><strong>ANCHE GRAZIE AL LAVORO DI DENUNCIA,<\/strong> al momento sono aperti due filoni d\u2019inchiesta: la prima denominata No Fly riguarda i miasmi industriali e le molestie olfattive che da anni torturano i cittadini residenti giorno e notte con turni regolari avvicendati, in base a come spirano i venti. L\u2019accusa iniziale \u00e8 quella d\u2019inquinamento ambientale in concorso. I dati di analisi raccolti da consulenti e tecnici hanno, nella buona sostanza, rilevato \u00abconcentrazioni stabilmente elevate delle sostanze\u00bb prese in considerazione dalle misurazioni effettuati presso le centraline di rilevamento; \u00abripetuti eventi di picchi di l\u2019elevata concentrazione d\u2019inquinanti\u00bb, la mancata utilizzazione delle \u00abmigliori tecniche disponibili\u00bb da parte dei responsabili degli stabilimenti. In sintesi, gli stessi consulenti tecnici hanno altres\u00ec evidenziato di avere raccolto elementi che \u00abinducono a ritenere che la qualit\u00e0 dell\u2019aria nel territorio interessato si sia fortemente degradata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>NEL CORSO DELLE INDAGINI<\/strong> \u00e8 stato disposto il sequestro del depuratore IAS di Priolo, un impianto dove convergono sia le acque urbane che quelle del polo petrolchimico, che secondo i magistrati non ha mai funzionato. Un provvedimento ora messo a rischio dal cosiddetto decreto in stile \u00absalva Ilva\u00bb, quello che in caso di sequestro preventivo da parte dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria di stabilimenti industriali dichiarati di interesse strategico nazionale o di impianti o infrastrutture necessari ad assicurarne la continuit\u00e0 produttiva (il depuratore Ias, appunto), consente al giudice di autorizzare la prosecuzione dell\u2019attivit\u00e0 se sono state adottate misure di bilanciamento tra le esigenze dell\u2019attivit\u00e0 produttiva e dell\u2019occupazione e la tutela della sicurezza sul luogo di lavoro, della salute e dell\u2019ambiente. Tuttavia la procura di Siracusa ha sollevato di fronte alla Consulta la questione di legittimit\u00e0 costituzionale di una delle norme del decreto, si attende quindi una decisione da parte della corte costituzionale che per i residenti \u00e8 cruciale.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ALTRO FILONE D\u2019INCHIESTA RIGUARDA<\/strong> invece il nesso eziologico fra quanto immesso nell\u2019ambiente dal petrolchimico e le malattie, al momento sono in corso le indagini preliminari. Il comitato stop veleni ha anche contribuito tramite un progetto di Citizen Science allo sviluppo dell\u2019applicazione NOSE (Network for OdourSEnsitivity, Sistema di segnalazione emissioni odorigene) realizzata da CNR-ISAC ed Arpa Sicilia per consentire ai cittadini di segnalare, in maniera anonima, i miasmi avvertiti. E mentre i cittadini si attivano, le istituzioni languono: nel 1998 la zona \u00e8 stata dichiarata Sito d\u2019interesse Nazionale (SIN) ai fini della bonifica dal Ministero dell\u2019ambiente e della tutela del territorio e del Mare. Sono passati 25 anni e non \u00e8 ancora stata effettuata nessuna operazione di bonifica.<\/p>\n<p><strong>SELEZIONATO AL FIPADOC DI BIARRITZ<\/strong>, menzione speciale al Festival dei Popoli di Firenze, Toxicily arriva nei cinema con un tour che parte dalla Sicilia: il 18 aprile sar\u00e0 a Palermo, il 19 a Messina e il 20 aprile \u00e8 atteso nella \u00absua\u00bb Siracusa, alla presenza dei registi e dei protagonisti. Sar\u00e0 poi anche in Veneto e in Puglia, dove girer\u00e0 dal 2 al 6 maggio a partire da Taranto.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Serena Tarabini &#8211; \u00abDa queste parti, quelli che parlano, rischiano\u00bb. 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