{"id":168181,"date":"2024-05-06T13:15:36","date_gmt":"2024-05-06T11:15:36","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=168181"},"modified":"2024-05-06T14:47:12","modified_gmt":"2024-05-06T12:47:12","slug":"ponte-sullo-stretto-di-messina-impossibilita-tecnica-di-passare-dallattuale-progetto-definitivo-al-progetto-esecutivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2024\/05\/06\/ponte-sullo-stretto-di-messina-impossibilita-tecnica-di-passare-dallattuale-progetto-definitivo-al-progetto-esecutivo\/","title":{"rendered":"Ponte sullo Stretto di Messina. Impossibilit\u00e0 tecnica di passare dall\u2019attuale progetto definitivo al progetto esecutivo"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"mceTemp\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-168183\" src=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/IMG20240505193805-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p>di Prof. Ing. <em>Antonino Risitano <\/em><\/p>\n<p>Il Ponte sullo stretto a campata unica, quale previsto nel progetto definitivo integrato da Webuild e approvato dal Cda della Stretto di Messina s.p.a., allo stato attuale delle conoscenze scientifiche non \u00e8 tecnicamente fattibile. Potr\u00e0 forse esserlo solo all\u2019esito positivo di prove di improbabile eseguibilit\u00e0 e, in particolare, delle prove di fatica sui cavi principali.<\/p>\n<p>Lo confessa la stessa Webuild in due dei pochi fogli dell\u2019enorme incartamento progettuale che, guarda caso, sono scritti in lingua inglese e potrebbero sfuggire a una superficiale lettura. Si tratta delle pagine 42 e 43 del PS0043_F0 del progetto, di seguito fotografate (1):<\/p>\n<p>(1)Per una migliore comprensione si sottopone la traduzione letterale del testo ivi riportato. \u201cPer verificare l\u2019effetto dello scorrimento \u00e8 raccomandata una prova di fatica sulla sella alla fase di Progetto Esecutivo.<\/p>\n<p>Un sistema per le prove \u00e8 mostrato nella Figura 3.1 (che in realt\u00e0 non esiste in tutta la relazione: n.d.r). Si fa notare che questo \u00e8 incluso per informazione e sviluppo delle prove e sar\u00e0 portato avanti nella fase del progetto Esecutivo. La piastra di appoggio sulle selle ha un raggio uguale a quello del raggio interno delle funi nella parte pi\u00f9 bassa della piastra di fusione: tolleranze di lavorazioni e superfici finite della piastra identiche a quelle di permanente lavoro. La sella di appoggio sar\u00e0 rappresentativa della colonna centrale nella fusione della piastra inferiore cio\u00e8 essa conterr\u00e0 due PPWS (CAVI) stesi l\u2019uno sopra l\u2019altro.<\/p>\n<p>Un alternativo sistema con un solo PPWS steso sulla sella con un raggio uguale a met\u00e0 del raggio della sella della torre pu\u00f2 essere possibile e richiede successive indagini. Un tale sistema avrebbe filo e scorrimento interfilo identico alla prova in scala reale, sebbene il movimento del punto di tangenza alla sella differisca.<\/p>\n<p>Il PPWS sarebbe installato e sollecitato alle sue condizioni di tensione di riferimento. La sella pu\u00f2 essere alternativamente alzata e abbassata attraverso spostamenti con una frequenza inferiore a 8 Hz per provocare tensioni \u2206\u03c3 fluttuanti sui PPWS. La geometria della prova deve essere definita in modo da soddisfare a due condizioni: (i) la rotazione della sella \u201ca\u201d sia uguale nelle condizioni di pi\u00f9 onerose condizioni di carichi di fatica nella scala 1:1; e (ii) la variazione \u0394\u03c3 di sollecitazione sia uguale alla combinazione di variazione di sollecitazione , \u0394\u0192 calcolato sotto le pi\u00f9 onerose condizioni di carichi di fatica. Se il campo di sollecitazioni combinate \u00e8 adottato allora l\u2019effetto dello stringi cavo restringente e l\u2019avvolgimento del filo non deve essere incluso nella configurazione della prova. Per il raggiungimento di entrambe le condizioni potrebbe essere necessario un jack sincrono alle terminazioni dei PPWS\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-168182\" src=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/IMG_20240506_125130-646x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"646\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/IMG_20240506_125130-646x1024.jpg 646w, https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/IMG_20240506_125130-189x300.jpg 189w, https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/IMG_20240506_125130-768x1217.jpg 768w, https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/IMG_20240506_125130.jpg 845w\" sizes=\"auto, (max-width: 646px) 100vw, 646px\" \/><\/p>\n<p>La figura e le annotazioni dimostrano che, a giudizio dello stesso Progettista, vanno eseguite prove di fatica sia sui cavi principali che sui relativi elementi di appoggio, prima di passare alla fase esecutiva del progetto.<\/p>\n<p>Sviluppando i dati con le ordinarie cognizioni di ingegneria si trae che tali prove debbono essere effettuate su elementi (c.d. provini) in scala reale (scala 1:1), con dimensioni minime (diametro della fune metri 1,26, lunghezza minima libera metri 25,2) e sulla base di una specifica macchina, da realizzare conformemente allo schema disegnato nella figura 6-5.<\/p>\n<p>Nello schema, per i componenti principali, si hanno<\/p>\n<p>a) una parte meccanica, formata:<\/p>\n<p>1) da una piastra di base (di acciaio), di rigidezza almeno una volta e mezzo quella necessaria ad evitare sue deformazioni, le quali potrebbero avere influenza sui risultati delle prove. Essa deve potere resistere ai carichi trasmessi durante le prove. Sempre dalla scala del disegno (e\/o anche facendo riferimento alla normativa per prove su funi con diametri superiori a 20 mm.) si desume che la piastra dovrebbe avere la forma di un parallelepipedo alto non meno di 6 metri, lungo circa 100 metri e largo circa 60 metri, che \u2013 per rendere l\u2019idea dell\u2019eccezionalit\u00e0 della verifica occorrente \u2013 sono le misure di un regolare campo di calcio;<\/p>\n<p>2) da un sistema di tenuta dei cavi, mediante ghiere di regolazione (o altro), per sopportare il tiro che dovr\u00e0 essere applicato ai cavi. Le ghiere devono essere nello stesso tempo di facile smontaggio per permettere il ricambio dei cavi da testare (dimensioni di larga massima della ghiera: diametro 4 metri e spessore di 1 metro);<\/p>\n<p>3) da un elemento di appoggio dei cavi con curvatura nella parte superiore pari a quella delle reali selle. Anche in questo caso di dimensioni idonee a sostenere i carichi trasmessi dal tiro delle funi e dei martinetti sottostanti. Dalla scala del disegno si ricava un\u2019altezza minima di circa 15 metri;<\/p>\n<p>4) da un sistema di movimentazione mediante martinetti idraulici attrezzati con elettrovalvole, tali da produrre il precarico pari alla tensione massima \u0394o sui cavi e la movimentazione a frequenza secondo la prova indicata minore di 8Hz. Altezza dei cilindri (dal disegno) circa 6 metri. Per tali dimensioni e volumi di olio ai pistoni, le elettrovalvole necessarie a creare l\u2019alternanza del moto sarebbero tutte da studiare, perch\u00e9 oggi non sono ancora tecnologicamente realizzabili.<\/p>\n<p>Per quanto detto prima, la parte meccanica deve avere nei suoi elementi sopra indicati (da 1 a 4), dimensioni tali da resistere al tiro delle funi nelle peggiori condizioni di esercizio (\u0394\u03c3 nello schema) a cui vanno sommate le variazioni di sollecitazioni (\uf044\uf073 nello schema) prodotte dai carichi variabili. La frequenza imposta secondo i progettisti dovrebbe essere al massimo 8 Hz. Per i carichi di prova necessari, occorrerebbero potenze per gli azionamenti degli attuatori il cui solo progetto impiegherebbe anni di attivit\u00e0. Per le frequenze consigliate, ammesso che esistesse la macchina di prova, occorrerebbero 25 anni di sperimentazione per ciascun \u201cprovino\u201d. (Si fa presente, per inciso, che per avere qualche risposta, solo indicativa, occorrono al minimo tre provini, sicch\u00e9 se ne andrebbero 75 anni o dovrebbero essere costruite tre macchine).<\/p>\n<p>b) una parte di sensoristica ed elettronica, che \u00e8 quella tipica delle classiche macchine di prova a fatica, con la differenza che in questo caso, trattandosi di cavi, e per giunta curvi, la difficolt\u00e0 di avere risposte di misura corrette \u00e8 di gran lunga maggiore di quella presentata dalle pi\u00f9 sofisticate macchine di prova a fatica da laboratorio.<\/p>\n<p>In conclusione.<\/p>\n<p>Ben a ragione il Progettista si rappresenta l\u2019esigenza di testare la resistenza a fatica dei quattro cavi principali, che sono dei prototipi e che costituiscono i componenti strutturali pi\u00f9 importanti di un ponte sospeso a campata unica. Se non si hanno certezze sui cavi principali nessuna attivit\u00e0 pu\u00f2 essere avviata.<\/p>\n<p>Senonch\u00e9 per conseguire tali certezze lo stesso Progettista ammette che occorrono:<\/p>\n<p>1) macchine di colossali dimensioni, mai costruite e per la cui fabbricazione devono ancora essere immaginati gli stabilimenti di produzione;<\/p>\n<p>2) successive sperimentazioni di difficilissima esecuzione, e che in ogni caso dovrebbero protrarsi ininterrottamente per almeno 25\/75 anni e con esiti allo stato non pronosticabili.<\/p>\n<p>Resta cos\u00ec confermata l\u2019affermazione iniziale, che il ponte progettato non \u00e8 oggi fattibile e non lo sar\u00e0 certamente per i prossimi decenni. E che Webuild lo sa e lo ammette nelle pagine 42-43 del fascicolo PS0043_F0 del progetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Prof. Ing. 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