{"id":168475,"date":"2024-05-20T00:14:20","date_gmt":"2024-05-19T22:14:20","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=168475"},"modified":"2024-05-20T00:14:20","modified_gmt":"2024-05-19T22:14:20","slug":"il-debito-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2024\/05\/20\/il-debito-di-guerra\/","title":{"rendered":"Il debito di guerra"},"content":{"rendered":"<p>di Marco Bersani &#8211;<\/p>\n<p>Se qualcuno volesse comprendere la cifra profonda del tempo che stiamo attraversando, potrebbe affidarsi al discorso di apertura della campagna elettorale per le elezioni europee, tenuto ad Atene dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel febbraio 2024.<\/p>\n<p>La <strong>Grecia<\/strong> \u00e8 il luogo dove nel <strong>2015<\/strong> si \u00e8 consumata la peggiore frattura tra l\u2019oligarchia politico-finanziaria che determina le scelte dell\u2019Unione europea (Ue) e un intero popolo in lotta per difendere diritti, beni comuni, servizi pubblici e democrazia. Conosciamo il nefasto esito di quello scontro: nonostante il popolo greco si fosse nettamente pronunciato per il no all\u2019accettazione del <em>Memorandum<\/em>, l\u2019allora governo di sinistra guidato da Alex\u012bs Tsipras non ebbe il coraggio, n\u00e9 la forza di essere conseguente e capitol\u00f2 di fronte alle imposizioni dell\u2019Ue. E<strong> l\u2019intero Paese fu schiacciato da politiche di austerit\u00e0, nonch\u00e9 messo letteralmente in vendita pezzo per pezzo<\/strong>. Nove anni dopo la presidente della Commissione europea torna sul luogo del delitto, ma questa volta per complimentarsi con l\u2019attuale governo greco: \u201cSono venuta ad Atene perch\u00e9<strong> la Grecia rappresenta un modello per l\u2019Europa<\/strong>, che tutti i membri Ue dovrebbero imitare: <strong>\u00e8 infatti l\u2019unico fra i 27 Paesi che gi\u00e0 dedica oltre il 2% del Pil alle spese militari<\/strong>. Siccome la guerra non appartiene al passato, la spesa per la difesa dev\u2019essere il segno distintivo del futuro dell\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p>In questo passaggio senza soluzione di continuit\u00e0 da una Grecia osteggiata per la difesa dei diritti a una Grecia osannata per gli investimenti nelle spese militari risiede la drammaticit\u00e0 del tempo nel quale siamo immersi.<\/p>\n<p>Ma le due fasi sopra riportate sono<strong> due facce della stessa medaglia: la trappola del debito e l\u2019economia di guerra<\/strong>. E costituiscono la doppia dimensione che la crisi del ciclo capitalistico basato sulla globalizzazione dei mercati cerca di imporre alle popolazioni per garantirsi la sopravvivenza.<\/p>\n<p>La riproposizione delle politiche di austerit\u00e0, attraverso la reintroduzione \u2013 dopo tre anni di sospensione post pandemia \u2013 del Patto di stabilit\u00e0 \u201criformato\u201d, vuole richiudere la gabbia a qualsiasi possibilit\u00e0 di inversione di rotta sulla conversione ecologica e la difesa dei beni comuni, sul diritto al reddito e al lavoro, sui diritti sociali e la difesa dei servizi pubblici, a partire da sanit\u00e0 e istruzione.<\/p>\n<p>Poco importa che il \u201cnuovo\u201d Patto di stabilit\u00e0 (per certi versi addirittura peggiorativo del precedente, in quanto indirizza all\u20191,5 % e non pi\u00f9 al 3% il deficit possibile) sia considerato di fatto impraticabile, essendo gi\u00e0 oggi ben 13 i Paesi che hanno un rapporto debito\/Pil molto superiore al mitico 60% previsto dai vincoli di Maastricht.<\/p>\n<p><strong>Il Patto di stabilit\u00e0 non serve a garantire la stabilit\u00e0 finanziaria<\/strong> (altrimenti qualcuno dovrebbe prendere atto del fallimento, essendo il debito di tutti i Paesi notevolmente aumentato in questi decenni di austerit\u00e0), serve a garantire la stabilit\u00e0 dei profitti dei grandi interessi finanziari, anestetizzando e\/o impedendo qualsiasi rivendicazione popolare di un futuro differente. E <strong>serve a imporre la rassegnazione di fronte alla trasformazione della societ\u00e0 verso un\u2019economia di guerra<\/strong>, la costruzione della quale fa magicamente scoprire che i soldi ci sono, ma che non vi \u00e8 nessuna intenzione politica a destinarli all\u2019interesse generale.<\/p>\n<p>Del resto, \u00e8 un terreno arato da tempo che le recenti guerre e conflitti, che stanno scuotendo l\u2019asse geopolitico mondiale, hanno fertilizzato come mai prima d\u2019ora.<\/p>\n<p><strong>Secondo l\u2019ultimo Rapporto della Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), il bilancio mondiale delle <em>spese in armamenti<\/em> \u00e8 salito al livello record di 2.440 miliardi di dollari e, per la prima volta, siamo di fronte a dati in crescita in tutti e cinque i continenti.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019innalzamento delle spese \u00e8 stato del 6,8% tra il 2022 e il 2023.Il pi\u00f9 consistente dal 2009. Stati Uniti (37%) e Cina (12%) sono i Paesi che spendono di pi\u00f9, con un aumento rispettivamente del 6% e del 2,3%.<\/p>\n<p>Secondo il Rapporto, Russia, India, Arabia Saudita e Regno Unito seguono a notevole distanza ma con un incremento medio delle spese militari pari al 7,9%, mentre la spesa in Medio Oriente \u00e8 aumentata del 9% (con Israele che svetta con un +24%) raggiungendo i 200 miliardi di dollari, dato che rende quest\u2019area del mondo la regione con la pi\u00f9 alta spesa militare in percentuale del Pil nel mondo (4,2%).<\/p>\n<p>Se volgiamo lo sguardo all\u2019<em>Europa<\/em>, scopriamo che,<strong> nell\u2019ultimo decennio, la Germania ha aumentato la spesa militare reale del 42%, l\u2019Italia del 30% e la Spagna del 50% <\/strong>e che la spesa per armamenti nei Paesi membri della Nato ha raggiunto i 64,6 mld di euro (+270% nel decennio).<\/p>\n<p><strong>Per rimanere all\u2019Italia, quest\u2019anno, per la prima volta nella storia, il bilancio del ministero della Difesa supera i 29 miliardi, 10 dei quali \u2013 anche questo \u00e8 un record \u2013 saranno destinati all\u2019acquisizione diretta di armamenti.<\/strong> \u00c9 forse utile ricordare come la somma di 10 miliardi, diversamente destinata, potrebbe garantire 140mila posti di lavoro nell\u2019istruzione, 120mila nella sanit\u00e0, 100mila nel settore ambientale.<\/p>\n<p>Seguendo questi dati, lo scenario diventa chiaro: la spesa pubblica si orienta verso l\u2019economia di guerra e i vincoli finanziari, ribaditi nel \u201cnuovo\u201d Patto di stabilit\u00e0, servono a rendere impossibile ogni diversa destinazione delle risorse disponibili.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 alcuna possibilit\u00e0 di uscita, se non rivoluzionando il paradigma. Anche perch\u00e9 il nuovo scenario permette alle <em>\u00e9lite<\/em> finanziarie di far pace con la propria, interessata, schizofrenia. \u00c8 il caso della pi\u00f9 grande banca d\u2019affari degli Usa, JP Morgan, che solo quattro anni fa ammoniva i propri associati affermando la necessit\u00e0 di una drastica inversione di rotta: <em>\u201c<\/em>Sebbene non siano possibili previsioni precise, \u00e8 chiaro che la Terra si trova su una traiettoria insostenibile.<\/p>\n<p>Qualcosa dovr\u00e0 cambiare se vogliamo la sopravvivenza della razza umana e l\u2019intero sistema dovr\u00e0 modificare la direzione allo scopo di non spingere la Terra in una situazione che non vediamo da molti milioni di anni\u201d e oggi scrive agli stessi: \u201cIl contesto odierno \u00e8 completamente mutato: i tassi di interesse pi\u00f9 elevati, i debiti dei governi in forte crescita e un equilibrio geopolitico messo a rischio dalla crescente tensione in Medio Oriente e tra Russia e Occidente, rendono la transizione energetica un processo che richieder\u00e0 diversi decenni e l\u2019obiettivo <em>net zero<\/em> potr\u00e0 forse essere raggiunto solo tra diverse generazioni\u201d.<\/p>\n<p>Probabilmente JP Morgan sta cercando semplicemente di giustificare i propri continuativi investimenti nelle fonti fossili (101 miliardi di dollari), ma certo il quadro complessivo creato dai governi consente questa indegna ritirata.<\/p>\n<p><strong>Serve un doppio passo di radicalit\u00e0 rivoluzionaria, se vogliamo sostituire l\u2019attuale economia del profitto con l\u2019orizzonte di una societ\u00e0 della cura.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il primo passo<\/strong> consiste nella consapevolezza di come la guerra sia il massimo dell\u2019incuria. La guerra distrugge vite, famiglie e relazioni. Devasta territori e ambiente. Sradica le esistenze delle persone, esaspera le disuguaglianze sociali, ingabbia le culture, sottrae la democrazia. Lo strumento della guerra \u00e8 figlio legittimo della cultura patriarcale, quella che persegue il dominio e la sopraffazione, e rimuove ogni consapevolezza sulla fragilit\u00e0 dell\u2019esistenza e sull\u2019interdipendenza fra le persone e con l\u2019ambiente che abitano. Opporsi alla guerra con ogni mezzo diventa quindi necessario per aprire la strada a un\u2019alternativa di societ\u00e0.<\/p>\n<p>Ma quest\u2019orizzonte non potr\u00e0 essere praticabile senza effettuare <strong>il secondo passo<\/strong>, smascherando la narrazione ideologica e artificiale costruita attorno al debito.<\/p>\n<p>Una narrazione che ha l\u2019unico scopo di fermare le rivendicazioni sociali e ambientali, dichiarandole inattuabili data la presunta necessit\u00e0 della stabilit\u00e0 dei conti finanziari. E che si prefigge non solo di governare il tempo presente delle persone, bens\u00ec di predeterminarne anche il futuro, garantendosi un\u2019organizzazione della societ\u00e0 modulata intorno alle scadenze previste per onorare il debito contratto, destinando a questo buona parte della propria ricchezza collettiva.<\/p>\n<p>Il dilemma resta il medesimo: scegliere tra la Borsa e la vita. \u00c8 giunto il tempo di scegliere, senza ulteriori indugi, la vita. Tutte e tutti insieme, la vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Bersani &#8211; Se qualcuno volesse comprendere la cifra profonda del tempo che stiamo attraversando, potrebbe affidarsi al discorso di apertura della campagna elettorale per le elezioni europee, tenuto ad Atene dalla <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2024\/05\/20\/il-debito-di-guerra\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":168476,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[8080],"tag_articolo":[],"collezione":[],"class_list":["post-168475","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","categoria_articolo-economia-e-societa"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/168475","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=168475"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/168475\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":168477,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/168475\/revisions\/168477"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/168476"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=168475"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=168475"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=168475"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=168475"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=168475"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=168475"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}