{"id":168719,"date":"2024-06-09T17:11:31","date_gmt":"2024-06-09T15:11:31","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=168719"},"modified":"2024-06-09T17:11:31","modified_gmt":"2024-06-09T15:11:31","slug":"eleonora-bordonaro-il-ritorno-alla-scuola-etnea-e-il-recupero-del-dialetto-gallo-italico-di-san-fratello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2024\/06\/09\/eleonora-bordonaro-il-ritorno-alla-scuola-etnea-e-il-recupero-del-dialetto-gallo-italico-di-san-fratello\/","title":{"rendered":"Eleonora Bordonaro, il ritorno alla scuola etnea e il recupero del dialetto gallo italico di San Fratello"},"content":{"rendered":"<p>di <a title=\"Articoli scritti da Chiara Ferrari\" href=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/author\/chiara-ferrari\/\" rel=\"author\">Chiara Ferrari<\/a> &#8211;<\/p>\n<p><em>M\u2019addumu s\u2019iddu cantu, sentu tuttu e sugnu sarva<br \/>\n<\/em><em>nenti mi truzza nenti mi struppia.<br \/>\n<\/em>Eleonora Bordonaro, <em>Vuci<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Mi accendo quando canto, sento tutto e sono salva, niente mi sfiora niente mi ferisce<\/em>, canta Eleonora Bordonaro nel brano <em>Vuci<\/em> dall\u2019album <em>Cuttuni e lam\u00e9. Trame streuse di una cantastorie<\/em> in cui racconta di s\u00e9 attraverso la sua voce: piena, leggera, fredda e cristallina, arrabbiata, squillante, soffocata, spalancata, tagliente, affilata, precisa e netta, invecchiata troppo presto, solida, con la quale pu\u00f2 raccontare senza parole ci\u00f2 che \u00e8 difficile da spiegare. L\u2019eclettismo vocale \u00e8 certamente tra le peculiarit\u00e0 che distinguono la paternese Eleonora Bordonaro, compositrice, cantautrice, ricercatrice e studiosa, interprete della canzone folk siciliana, ma anche esperta di altre culture musicali, di cui si \u00e8 nutrita soprattutto agli inizi della sua carriera, cantando il jazz, il rock, la bossa nova, reminiscenze che riaffiorano nelle sue composizioni. Una storia artistica insolita. Nel percorso che intraprende nella musica si riconoscono diverse tappe e quella di partenza non \u00e8 la pi\u00f9 ovvia. Un lungo viaggio c\u2019\u00e8 voluto prima di giungere alle radici, alla scuola etnea, con la tradizione dei cantastorie, a cui \u00e8 legata anche per ragioni familiari. Questa realt\u00e0 infatti, \u00e8 stata per lungo tempo dimenticata, da lei, dalla sua famiglia e dal territorio nel quale \u00e8 cresciuta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-87564 alignright\" src=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/da-FACEBOOK-1.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 794px) 100vw, 794px\" srcset=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/da-FACEBOOK-1.jpg 794w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/da-FACEBOOK-1-300x193.jpg 300w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/da-FACEBOOK-1-768x494.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"794\" height=\"511\" \/>Nata a Patern\u00f2, venti chilometri da Catania, nel 2014 Eleonora Bordonaro ha contribuito alla fondazione della Casa Museo del Cantastorie di Patern\u00f2, inaugurata nei locali del Piccolo Teatro, in via Monastero, centro di produzione e creazione dell\u2019arte con una esposizione permanente dedicata ai cantori popolari della famosa scuola etnea. Quest\u2019iniziativa, dopo lungo oblio, ha portato a un vasto pubblico la qualit\u00e0 artistica del cantastorie che era stata completamente abbandonata. Non solo perch\u00e9 non esistevano pi\u00f9 i cantastorie, ma perch\u00e9 non vi era nemmeno pi\u00f9 la memoria. Invece, Ciccio Busacca e Ciccio Rinzino sono stati i protagonisti di una storica tradizione, un\u2019arte autoctona dalla valenza universale. Erano musicisti popolari, ma professionalizzati, che si esibivano per le strade dei paesi siciliani, vincendo tutti i concorsi da cantastorie. Si narra che a un certo punto non li volessero pi\u00f9 invitare perch\u00e9 vincevano sempre i primi posti. Erano poeti ambulanti, intrattenitori che giravano i villaggi recitando composizioni poetiche originali o raccontando fatti di cronaca, opere di fantasia o storie realmente accadute. Si accompagnavano con la chitarra, con l\u2019organetto, in un avvicendamento tra canto e recitato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_87524\" class=\"wp-caption alignleft\" aria-describedby=\"caption-attachment-87524\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-87524\" src=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Progetto-senza-titolo-66.png\" sizes=\"auto, (max-width: 940px) 100vw, 940px\" srcset=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Progetto-senza-titolo-66.png 940w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Progetto-senza-titolo-66-300x251.png 300w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Progetto-senza-titolo-66-768x644.png 768w\" alt=\"\" width=\"940\" height=\"788\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-87524\" class=\"wp-caption-text\">Ciccio Rinzino, cantastorie, nome d\u2019arte di Francesco Paparo<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Ciccio Rinzino<\/strong> \u00e8 l\u2019anello di una catena che ha unito Bordonaro al folk ed \u00e8 lei a tracciarne le vicissitudini in pi\u00f9 interviste rilasciate a chi scrive (<a href=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/terza-pagina\/librarsi\/la-storia-che-mancava-48-voci-al-femminile-per-un-solo-nome-resistenza\/\"><em>Le donne del folk. Cantare gli ultimi. Dalle battaglie di ieri a quelle di oggi<\/em>, Interno4edizioni<\/a>; <em>Grand Bazaar<\/em>, Radiotelevisione Svizzera). Nome d\u2019arte di Francesco Paparo, era cugino primo del padre, dunque uno zio. Per lungo tempo in famiglia si \u00e8 cercato di tenere nascosto questo personaggio, come qualcosa di cui vergognarsi. Perch\u00e9 Ciccio Rinzino si metteva in piazza con il suo spettacolo come un mendicante che chiede l\u2019elemosina. Si sedeva sui tetti delle macchine, tirava fuori un cartellone, un microfono, la chitarra e cantava canzoni lunghissime che intrattenevano per ore. Per la buona societ\u00e0, un\u2019attivit\u00e0 disonorevole. Del resto, sono molti gli artisti popolari che hanno subito forme di censura, di allontanamento, di marginalizzazione perch\u00e9 vivevano in condizioni di abbandono, o perch\u00e9 cantavano fatti sconvenienti, storie di miseria, di degrado e di abusi, storie di cui era meglio tacere.<\/p>\n<figure id=\"attachment_87527\" class=\"wp-caption alignright\" aria-describedby=\"caption-attachment-87527\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-87527\" src=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Orazio_Strano_con_Fred_Bongusto.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 876px) 100vw, 876px\" srcset=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Orazio_Strano_con_Fred_Bongusto.jpg 876w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Orazio_Strano_con_Fred_Bongusto-300x261.jpg 300w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Orazio_Strano_con_Fred_Bongusto-768x669.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"876\" height=\"763\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-87527\" class=\"wp-caption-text\">Il cantastorie Orazio Strano<\/figcaption><\/figure>\n<p>Invece Ciccio Rinzino non si \u00e8 mai vergognato e ha rappresentato un esempio di costanza e determinazione, affrontando il suo desiderio fino a concretizzarlo. Rimasto affascinato dagli spettacoli di Orazio Strano, considerato il padre dei cantastorie, che allora si fermava spesso nelle piazze di Patern\u00f2, a trentasette anni, nel 1959, dopo aver messo al mondo nove figli, decise di fare solo il musicista e in quel momento gli venne un lampo di genio. Accorgendosi che con le proprie forze poteva intrattenere solo una piazza al giorno, per incrementare gli affari si mise a insegnare le sue storie ad altri. Li mandava in giro per diverse localit\u00e0, su un\u2019auto con la scritta Ditta Ciccio Rinzino, e poi si faceva pagare la percentuale. Aveva creato un franchising dei cantastorie. Nei suoi spettacoli utilizzava un cartellone, cio\u00e8 un supporto visivo che serviva a mostrare la storia che raccontava. Si accompagnava alla chitarra mentre cantava una strofa di sua composizione, poi ne spiegava il significato in prosa, indicando il riquadro del cartellone o mimando con gesti. Nel finale chiudeva in leggerezza con una o due <em>barzilletti<\/em>, ovvero brevi componimenti divertenti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FT72.jpg\" data-fancybox=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-87516 alignleft\" src=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FT72.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px\" srcset=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FT72.jpg 560w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FT72-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FT72-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/FT72-120x120.jpg 120w\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"560\" \/><\/a>La canzone <em>Sentimi Rosa<\/em>, incisa in <em>Cuttuni e lam\u00e9. Trame streuse di una canta storie<\/em> (2017, Finisterre), primo album solista di Bordonaro, nasce dal testo di Ciccio Rinzino, consegnatole dai figli dopo la sua morte, sulla musica di Puccio Castrogiovanni, compositore e fondatore dell\u2019Orchestra dei Lautari, tra i massimi esperti ed esecutori di strumenti tipici come il marranzano. La poesia racconta di un amore passionale che oggi possiamo definire malato: <em>se non ti ho, ti uccido e poi mi ammazzo<\/em>. \u00c8 un testo che esprime la scala di valori che esisteva nel passato (neanche lontanissimo) di questa Sicilia retrograda, in cui l\u2019amore si concepiva come forma di possesso, secondo una concezione maschilista che considerava la donna una propriet\u00e0, un oggetto da sopprimere se questo serviva all\u2019uomo per riabilitarsi e riaffermare l\u2019onore tradito.<\/p>\n<p>Bordonaro canta e suona accompagnandosi con la chitarra: <em>Ascolta Rosa, parola d\u2019onore \/Sono sincere queste mie parole\/Tu sei l\u2019amore mio, l\u2019unico fiore\/Che mi sia sbocciato nel cuore\/Se non potr\u00f2 averti come mia sposa\/Ti uccider\u00f2 e mi uccider\u00f2 dopo di te!<\/em><\/p>\n<div class=\"video\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Eleonora Bordonaro - Sentimi Rosa\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/hm2S5jLmY04?feature=oembed\" width=\"500\" height=\"281\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<p><em>Sentimi Rosa<\/em> \u00e8 il primo brano dell\u2019album che, tradotto in cotone e lam\u00e9, trame bizzarre di una canta storie, gi\u00e0 nel titolo si appropria della storia paternese dell\u2019autrice che dichiara, inoltre, l\u2019idea contenuta nelle tredici tracce. Quella di narrare per contrasti, costruendo un percorso di evoluzione: se i primi brani muovono dal racconto di uomini che descrivono le donne siciliane, a partire dai testi della tradizione popolare, con tutti gli stereotipi negativi possibili (<em>La tassa de li schetti, <\/em>dove la donna \u00e8 considerata una adescatrice<em>, L\u2019fomni<\/em> in cui le donne sono definite canaglie, mala razza, pessime, indocili, balorde, la rovina degli uomini dai tempi delle Sacre Scritture), si finisce per raccontare dal punto di vista delle donne, quello dell\u2019autrice che ritrova se stessa e la sua terra. Intrisa di materiale lavico, di sterpaglie e piante, ma culla che rassicura. Cos\u00ec appare nell\u2019intensissimo <em>Ucch\u2019i l\u2019arma<\/em>: <em>Nella tua bocca ci sono io, sola e coccolata \/leggera, curiosa, calda e confortata. \/Nella tua bocca ci sono io serena e felice\/e il vento del tuo respiro mi insegna la strada.\/Dalla bocca all\u2019anima mi insegna la strada<\/em>.<\/p>\n<div class=\"video\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Eleonora Bordonaro - Ucch'i l'arma\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/jGL49dwPJNA?feature=oembed\" width=\"500\" height=\"281\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<p>Altro grande protagonista della scuola etnea \u00e8 <strong>Francesco Busacca<\/strong>, pi\u00f9 conosciuto come Ciccio o Cicciu Busacca (Patern\u00f2, 15 febbraio 1925 \u2013 Busto Arsizio, 11 settembre 1989), cantastorie e chitarrista cresciuto artisticamente a Patern\u00f2, ascoltando i versi dei cantastorie ambulanti, come Paolo Garofalo e Gaetano Grasso, Orazio Strano. Busacca realizza una carriera importante che lo conduce fuori dalla Sicilia. Debutta nel 1951, nella piazza di San Cataldo, provincia di Caltanissetta con la rappresentazione di <em>L\u2019assassinio di Raddusa<\/em>, tratto da una storia di cronaca accaduta nel paese di Raddusa, area metropolitana di Catania. Una sedicenne, emarginata dai paesani per aver subito violenza, giur\u00f2 che si sarebbe vendicata. Resasi irriconoscibile, aveva avvicinato l\u2019uomo che l\u2019aveva abusata e nella piazza del paese gli aveva sparato uccidendolo. Il racconto di Busacca tenne viva la memoria di una tale tragica vicenda.<\/p>\n<p>Nel 1956 Busacca \u00e8 in scena al Piccolo Teatro di Milano con il recital <em>Pupi e cantastorie di Sicilia<\/em>. Fondamentale l\u2019incontro con il poeta Ignazio Buttitta, poeta dialettale di Bagheria (Palermo) di cui mette in musica e interpreta molte poesie. Dai suoi scritti nel 1965 pubblica <em>Cosa \u00e8 la mafia?<\/em> (DNG). Canta i briganti, di uomini uccisi dalla mafia, storie di vendetta e di violenza, ma anche storie epiche di Orlando e Rinaldo paladini di Francia (Opera dei Pupi) storie di emigrazione, storie del Sud. Negli anni Settanta partecipa allo spettacolo teatrale <em>Ci ragiono e canto<\/em>, regia di Dario Fo e a diversi programmi televisivi e radiofonici. Con la diffusione di massa dei televisori la funzione a la popolarit\u00e0 dei cantastorie and\u00f2 in declino. I fatti di cronaca circolavano senza pi\u00f9 la mediazione di questi cantori, relitti di una tradizione millenaria.<\/p>\n<p>Tra le interpretazioni pi\u00f9 leggendarie vi \u00e8 il <em>Lamentu pi la morti di Turiddu Carnevale<\/em> dal testo di Ignazio Buttitta.<\/p>\n<div class=\"video\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Lamentu pi la morti di Turiddu Carnevale\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/z0_yc09MZis?feature=oembed\" width=\"500\" height=\"375\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<p>Autrice degli album incisi per Finisterre <em>Cuttuni e lam\u00e9. Trame streuse<\/em> <em>di una canta storie<\/em> (2017), <em>Moviti ferma<\/em> (2020) e del recente <em>Roda<\/em> (marzo 2024), nella produzione artistica di Eleonora Bordonaro trova spazio una straordinaria ricerca linguistica, oltre che sonora e tematica. Alla base vi \u00e8 l\u2019interesse per le variet\u00e0 di cui si compone la poesia popolare siciliana, ricchissima di frammenti del passato, espressione delle diverse lingue minoritarie che si sono formate nell\u2019isola. Bordonaro mette in musica, per esempio, la poesia popolare antica di Lionardo Vigo, recuperata attraverso la lettura e lo studio della principale opera di questo poeta, filologo, intellettuale di Acireale, (Lionardo Vigo Calanna 1799-1879), ovvero la <em>Raccolta di canti popolari siciliani<\/em>, pubblicata nel 1857 per conservare e divulgare la tradizione orale del popolo di Sicilia. La raccolta include diversi canti provenienti da Nicosia, San Fratello e altri paesi (Aidone, Sperlinga, Montalbano Elicona), dove le comunit\u00e0 si comprendevano attraverso il dialetto gallo-italico. Chiamato anche lombardo di Sicilia, nacque esattamente al centro dell\u2019isola, quando i Normanni (popolo di origine scandinava, insediatosi poi nella Francia occidentale, la Normandia, votato alla conquista di vasti territori in Europa) vi si stabilirono a partire dal 1061 e portarono coloni (soprattutto soldati a difesa del territorio) provenienti dal Piemonte, dalla Liguria, dalla Lombardia, dalla Provenza. Serviva una lingua che mettesse in comunicazione queste genti che appartenevano a territori diversi. Oggi \u00e8 patrimonio della comunit\u00e0 ristrettissima di San Fratello che lo mantiene in vita molto orgogliosamente. Bordonaro, attraverso meticoloso studio e appassionate ricerche, se ne fa divulgatrice.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-87555 alignright\" src=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/241568471_2073371139488700_7476676444422973602_n.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" srcset=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/241568471_2073371139488700_7476676444422973602_n.jpg 1600w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/241568471_2073371139488700_7476676444422973602_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/241568471_2073371139488700_7476676444422973602_n-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/241568471_2073371139488700_7476676444422973602_n-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/241568471_2073371139488700_7476676444422973602_n-1536x1023.jpg 1536w\" alt=\"\" width=\"1600\" height=\"1066\" \/>Dall\u2019album <em>Moviti ferma<\/em> si pu\u00f2 ascoltare <em>I dijevu di Vurchean<\/em> (I diavoli dell\u2019isola di Vulcano), un antico canto di protesta sociale. La melodia \u00e8 quella di <em>Negrume da Noite<\/em> di Paulinho Do Reco, un classico del repertorio di Bahia. Il testo, di autore anonimo in gallo italico, \u00e8 ripreso dalla raccolta di Lionardo Vigo. Ma c\u2019\u00e8 anche un intervento di Bordonaro che ha coinvolto un siciliano autentico che potesse incarnare le tematiche della canzone: il sentimento di orgoglio, la lotta di classe, la protesta sociale. Nel testo originale queste istanze erano legate a una fantasia tipica dei sanfratellani originari, che erano allevatori, legati alla terra, al bosco, per i quali il mare era sempre visto come un ostacolo, un luogo pieno di pericoli, e nel vulcano, che vedevano spuntare dall\u2019arcipelago delle Eolie, immaginavano vivessero dei diavoli. A loro si rivolgevano perch\u00e9 cacciassero dalla loro terra i ricchi e prepotenti che sfruttavano chi viveva in miseria. A Catania c\u2019\u00e8 lo storico locale Saro Nievski, un luogo in cui da sempre si raduna la Catania pi\u00f9 creativa e consapevole, gestito da un personaggio iconico, che ormai si identifica con il nome del locale, un punto di riferimento per tutta la comunit\u00e0. Da sempre a difesa degli ultimi, paladino dei pi\u00f9 fragili, \u00e8 lui ad aver aggiunto una serie di riflessioni, poi sintetizzate dall\u2019autrice in un testo che \u00e8 diventato esempio di contaminazione tra poesia antica e di oggi.<\/p>\n<p>La musica \u00e8 opera di Sambazita (orchestra itinerante catanese formata da strumenti a percussione tipici delle Baterie di Samba) e dalla Piccola Orchestra Giovanile dell\u2019Etna Jacar\u00e0nda, un\u2019orchestra di giovani musicisti che propone canzoni originali in siciliano, per una nuova musica popolare contemporanea. Vanta numerose collaborazioni e progetti tra cui nel 2019 quello con l\u2019Istituto Penale per i Minorenni di Acireale (CT) sostenuto da Fondazione Treccani<em>.<\/em><\/p>\n<p><em>Un giorno il cuculo, il picchio e il gufo cantarono.\/Ma i ricchi che felicit\u00e0 ne hanno se i poveri sono tristi? <\/em><em>Che li prendessero i diavoli di Vulcano \/e li bastonassero con la mazza. \/Non sono tutte uguali le barche in mezzo al mare, non \u00e8 uguale la voglia di remare. \/C\u2019\u00e8 chi pesca e chi prende il sole, c\u2019\u00e8 chi tira pane solo per campare.\/Per tutti il sole spunt\u00f2\/e per la brama di pochi si spense.\/Per tutti il sole spunt\u00f2 <\/em><em>per la brama dei potenti si consum\u00f2.<\/em><\/p>\n<div class=\"video\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Eleonora Bordonaro \u2013 I Dijevu di Vurchean\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/xszDZXSqqsg?feature=oembed\" width=\"500\" height=\"281\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<p>La raccolta di Vigo, oltre alle poesie in siciliano autentico e in gallo-italico, ne raccoglie numerose in arb\u00ebresh\u00eb, la lingua degli albanesi che si insediarono in Sicilia nel XVI secolo. Fuggendo dalla loro terra in seguito alla morte dell\u2019eroe nazionale Giorgio Castriota Scanderberg, che li guid\u00f2 alla ribellione contro l\u2019occupazione dell\u2019Albania da parte dei turco-ottomani, sostarono in alcune zone dell\u2019area di Palermo, come Piana degli Albanesi, Santa Cristina Gela. Luoghi in cui quel popolo mise radici.<\/p>\n<p>La raccolta di Vigo \u00e8, dunque, un punto di riferimento basilare che ha messo in luce e che ancora oggi ci permette di apprezzare, la grande variet\u00e0 di parlate della Sicilia. Attraverso la riproposta di questi testi Bordonaro porta avanti la scelta coraggiosa di fare del canto lo strumento per la salvaguardia di un patrimonio linguistico e culturale in via di sparizione. Che va protetto, condiviso, accolto e valorizzato. La sua voce, in questa Italia spesso intollerante e divisa, insegna la bellezza delle contaminazioni e il valore della diversit\u00e0, della multiculturalit\u00e0, del multilinguismo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_87559\" class=\"wp-caption alignleft\" aria-describedby=\"caption-attachment-87559\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-87559\" src=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/auditorium.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1006px) 100vw, 1006px\" srcset=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/auditorium.jpg 1006w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/auditorium-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/auditorium-768x576.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"1006\" height=\"755\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-87559\" class=\"wp-caption-text\">Auditorium Parco della Musica, Roma<\/figcaption><\/figure>\n<p>In lingua arb\u00ebresh\u00eb si pu\u00f2 ascoltare <em>K\u0451ndime p\u0451r t\u00eb ljert\u2019e Krishtit<\/em>, canto di Natale tratto dal capitolo dei canti greco albanesi di Lionardo Vigo. Per accedere alla comprensione di questo testo la cantautrice catanese ha cercato dei parlanti contemporanei di Piana degli Albanesi (citt\u00e0 metropolitana di Palermo) che oggi conservano una lingua che si avvicina molto a quella originaria. Il testo, dunque, \u00e8 il risultato della trascrizione dall\u2019oralit\u00e0 da non parlanti originari, con tutte le peculiarit\u00e0 e le problematiche della traslitterazione, le difficolt\u00e0 del recupero di lingue minoritarie, delle quali si stanno perdendo le radici. Questo lavoro porta dunque con s\u00e9 il carattere dell\u2019eccezionalit\u00e0. Il canto \u00e8 eseguito durante un concerto all\u2019Auditorium Parco della Musica di Roma, nel gennaio 2013. \u00a0Nella registrazione, l\u2019introduzione \u00e8 di Ambrogio Sparagna, etnomusicologo, allievo di Diego Carpitella, fondatore nel 1976 a Roma della prima scuola italiana di musica popolare contadina, presso il Circolo Gianni Bosio. Organettista, grande divulgatore, direttore dell\u2019Orchestra Popolare Italiana, un monumento della musica popolare, che ha avuto un ruolo importante nella carriera di Eleonora Bordonaro. \u00c8 lui a spiegare le particolarit\u00e0 della lingua.<\/p>\n<p><em>Che portento \u00e8 mai questo?\/La notte si \u00e8 fatta giorno\/Ti gode l\u2019animo\/L\u2019inverno \u00e8 passato, non \u00e8 pi\u00f9\/Tutto il mondo ha fatto festa\/sputan fiori e frutta su la terra\/Gran cosa \u00e8 questa\/Ch\u2019io non so n\u00e9 dire n\u00e9 raccontare\/Iddio si \u00e8 fatto uomo\/Il cielo e la terra han fatto delle meraviglie\/Perch\u00e9 ci \u00e8 nato in una grotta\/ Apportandoci la santa vita\/\u00c8 nato a cielo scoperto e non in citt\u00e0\/\u00c8 nato in una spelonca\/Nel gelo e nella neve\/Fu avvolto in un panno\/in mezzo alla paglia ed al fieno\/Come povero per me\/Nato tra quei monti\/Tra quei monti remoti\/Il Paradiso di allegria suon\u00f2\/E tu di gaudio all\u2019uomo\/Pace, gioia, riso e allegria\/Il Signore port\u00f2 in questa terra<\/em><\/p>\n<div class=\"video\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Eleonora Bordonaro: K\u0451ndime p\u0451r t\u00eb ljert'e Krishtit\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/YvOh_ipex5s?feature=oembed\" width=\"500\" height=\"281\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<p>Gli esordi di Bordonaro sono lontani dalle sue radici e anche dalla sua terra, interprete di musica rock, jazz, bossa nova nei club di Milano. L\u2019incontro della svolta avviene all\u2019Auditorium Parco della Musica a Roma, dove proprio Ambrogio Sparagna, sentendola cantare la invita a riflettere sul motivo per cui, con le sue radici inconfondibili \u2013 il suo modo di parlare, i suoi riferimenti culturali, la sua immagine \u2013 continuasse a raccontare un mondo che non era il suo, incoraggiandola dunque a rivolgere il suo interesse verso quello di appartenenza. Da qui, dopo attenta riflessione, la connessione con il siciliano. Un siciliano autentico, non contaminato<em>. <\/em>E il recupero della tradizione popolare, non come ricopiatura, ma come reinterpretazione e rilettura personale.<\/p>\n<p>Questo approccio si pu\u00f2 apprezzare in canti come <em>Disidiru mangiari jancu pani<\/em> da <em>Cuttuni e lam\u00e9. Trame streuse di una cantastorie<\/em>. Il testo tradizionale tratto dalla <em>Raccolta di canti popolari siciliani<\/em> di Lionardo Vigo, poggia su una musica composta dalla cantautrice catanese, ed \u00e8 la rielaborazione di una melodia antica, il canto di uno zolfataro. Qui la voce \u00e8 in dialogo con il marranzano, strumento tradizionale usato come una percussione a creare un\u2019atmosfera rarefatta, scandita da un ritmo di trance. Una proposta totalmente inedita, innovativa di reinterpretazione di repertori tradizionali.<\/p>\n<p><em>Desidero mangiare pane bianco \/e non ne mangio per troppa bianchezza.\/Desidero acqua di fresche fontane \/e non ne bevo per troppa freschezza.\/Delle montagne vorrei fare pianure \/e delle pianure poi farne vette.\/Mi segua chi vuole seguirmi\/la donna \u00e8 vana e incoerente.<\/em><\/p>\n<div class=\"video\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Eleonora Bordonaro - Disidiru mangiari jancu pani\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/wG1kAIVwo1M?feature=oembed\" width=\"500\" height=\"281\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 <a href=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/terza-pagina\/pentagramma\/la-sicilia-la-miseria-e-il-dolore\/\">Rosa Balistreri<\/a>. Per le interpreti siciliane la folksinger di Licata rappresenta il punto di riferimento obbligato. Cantastorie, interprete caparbia, artista gigantesca, che ha aperto la strada affinch\u00e9 la canzone siciliana diventasse nota al mondo, che svolse ricerche sui canti della tradizione negli anni del folk revival, ma che soprattutto diede voce a temi davvero scabrosi, proibiti, appoggiandosi spesso alle poesie di Ignazio Buttitta. Cant\u00f2 storie di mafia, di corruzione nella Chiesa e nello Stato, di donne abusate e sfruttate, di emigrazione, di carcerati ingiustamente, delle grandi differenze sociali, restituendo l\u2019immagine veritiera di una Sicilia retriva, abbandonata alla miseria e all\u2019ignoranza, dalla quale si affranc\u00f2 attraverso la musica e il canto. Una figura che si pone come un baluardo e per certi versi la sua presenza cos\u00ec totalizzante, quasi ingombrante, potrebbe essere percepita come un limite. Che va oltrepassato se non si vuole ridursi a esserne una copia carbone.<\/p>\n<p>Nell\u2019album del 2012 realizzato con il Majari Trio, <em>La custodia del fuoco<\/em> (Headache Production), Bordonaro si muove alla ricerca di una propria identit\u00e0. Vi sono interpretazioni di canti che hanno reso celebre Rosa Balistreri, come <em>Terra ca nun senti<\/em>, ma sono resi rispettano la sensibilit\u00e0 e la natura musicale dell\u2019artista catanese che soprattutto all\u2019esordio ha le sue basi nel jazz, nella bossa nova.<\/p>\n<p>Nel primo album solista <em>Cuttuni lam\u00e9. Trame streuse di una canta storie<\/em> vi \u00e8, invece, un richiamo alla Balistreri ricercatrice. Come lei anche Bordonaro recupera canti della tradizione popolare e li ripropone. Il suo <em>Maria passa pii na strata nova<\/em>, per esempio, \u00e8 un canto della tradizione interpretato anche dalla Balistreri, <em>Passa Maria<\/em> seppure in una versione differente (ve ne sono innumerevoli, il canto \u00e8 molto diffuso in Sicilia) che Bordonaro recupera attraverso una fonte piuttosto autorevole: la registrazione di Alan Lomax e Diego Carpitella a Sommatino (Caltanissetta), nel 1954, da un contadino che inton\u00f2 il canto di mietitura <em>U m\u00e9tiri<\/em>, poi inserito nella raccolta <em>Italian Treasury Sicily<\/em>. Utilizzato, infatti, anche come canto di lavoro, il testo \u00e8 parte di una composizione pi\u00f9 ampia chiamata <em>Lamientu<\/em> oppure <em>Passiu Santu<\/em>, noto come <em>Canto di Passione.<\/em><\/p>\n<p><em>Maria passa pii na strata nova<\/em> \u00e8 restituito da Bordonaro con voce sola, a rendere con estrema cura e nitore la forza e l\u2019autenticit\u00e0 di questo reperto.<\/p>\n<div class=\"video\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Eleonora Bordonaro - Maria passa ppi na strata nova\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/g1VnREH4kgU?feature=oembed\" width=\"500\" height=\"281\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<p><em>Maria passa per una strada nuova \/La porta di un fabbro \u00e8 aperta.\/\u201cO caro maestro, che fate a quest\u2019ora?\u201d\/\u201cFaccio una lancia e tre chiodi pungenti \/\u201cO caro mastro, non lo fate \/vi pagher\u00f2 comunque il lavoro\u201d\/\u201cO cara donna, non lo posso fare\/altrimenti mi metteranno al posto di Ges\u00f9\u201d\/\u201cO caro mastro, mi dai notizie,\/Dov\u2019\u00e8 il figlio amato di Maria?\/O cara donna, se lo volete trovare\/\u00c8 lo stesso sangue che vi insegna la strada.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cO Figlio scendi da questa croce \/che c\u2019\u00e8 la tua mamma a difenderti\u201d\/\u201cO cara Mamma, beneditemi e andate via, \/c\u2019\u00e8 la Santa Croce a difendermi\u201d\/\u201cChiamatemi Giovanni, \/ne ho bisogno perch\u00e9 mi dia qualche consiglio.\/Mi porti uno scialle nero, \/ora credo che mio figlio sia morto\u201d. <\/em>\u00a0<em>E l\u2019acqua del mare si trasform\u00f2 in olio\/rispettate il Venerd\u00ec di mio Figlio\/E per due volte \u00e8 passato il Dio che ci ha creati.\/In ogni luogo si allontana l\u2019inferno e trionfa Maria.\/E per due volte sia lodato, quando passa Ges\u00f9, pensa a Maria!<\/em><\/p>\n<p>Rosa Balistreri si \u00e8 sedimentata, la sua musica, il suo mondo sono stati l\u2019occasione per apprendere la tradizione, per capire l\u2019importanza della ricerca, ma anche per produrre composizioni originali. Con il secondo disco <em>Moviti ferma<\/em> emerge la Bordonaro autrice, che rivela una propria poetica distintiva. Il titolo dell\u2019album \u00e8 la conferma di un forte legame con la sua terra: <em>moviti ferma<\/em> \u00e8 un ossimoro, espressione tipica paternese difficilmente traducibile. \u00c8 condizione propria di chi abita quel territorio, e ha a che fare col desiderio di muoversi ma restando fermi, o il contrario: restare immobili ma immaginarsi lontano. Tipica di chi pensa che emigrare basti a sentirsi liberi. Liberi da una terra che ha sempre offerto poco costringendo alla fuga per sopravvivere. Ma libert\u00e0 significa poter andare e tornare, senza remore e sensi di colpa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_87566\" class=\"wp-caption alignright\" aria-describedby=\"caption-attachment-87566\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-87566\" src=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lautari.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1006px) 100vw, 1006px\" srcset=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lautari.jpg 1006w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lautari-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Lautari-768x576.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"1006\" height=\"755\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-87566\" class=\"wp-caption-text\">I Lautari<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ai testi tradizionali si aggiungono quelli originali che si innestano su una musica che mescola suoni antichi e contemporanei. Il mondo musicale dell\u2019artista si fa variegato e gli strumenti tipici si combinano con l\u2019elettronica pi\u00f9 audace; la voce pu\u00f2 essere la sola protagonista oppure \u00e8 sostenuta da un\u2019orchestra composita e musicalmente sfaccettata come quella dei Lautari, rinnovatori della tradizione folk siciliana. Ma sono tanti i musicisti artigiani che hanno intessuto di note i testi dell\u2019album. A partire da Cesare Basile, narratore degli ultimi, che ha fuso il blues, la musica africana e il cantautorato in un siciliano autentico, Michele Musarra che mescola musica popolare, trance e reggae, Agostino Tilotta, anima degli Uzeda, storica noise band catanese. E poi le orchestre giovani, Sambazita e Jacaranda Piccola Orchestra Popolare dell\u2019Etna. Fabrizio Puglisi e Giovanni Arena, hanno invece tradotto melodie popolari in versioni jazz di un tempo presente.<\/p>\n<p><em>Moviti ferma<\/em>, brano che d\u00e0 il titolo all\u2019album, testo di Eleonora Bordonaro e Giovanni Calcagno, musica di Puccio Castrogiovanni, Michele Musarra, \u00e8 il racconto personale, intimo dell\u2019autrice che riflette sulla sua terra, nella solitudine, nell\u2019immobilit\u00e0 del corpo che facilita la vivacit\u00e0 del pensiero, combattuta tra la voglia di restare e il sogno di andarsene. <em>Ferma \/resto ferma\/non ho gambe\/non ho braccia.\/Solo la faccia \u00e8 viva \/piombo sulle spalle \/e catene sulla schiena. \/Accovacciata sulla spiaggia \/sono onda che non sbatte;\/conficcata nel mondo \/radice che\/non cresce,\/sotterrata al buio\/seme che non germoglia,\/nascosta in un angolo \/mi faccio ombra da sola.<\/em><\/p>\n<div class=\"video\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Eleonora Bordonaro \u2013 Moviti ferma\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/zmVpmnOrGKU?feature=oembed\" width=\"500\" height=\"281\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<p>Tra le dieci tracce dell\u2019album trovano spazio vividi ritratti di donne. Un universo femminile sempre in fermento, che Bordonaro descrive non pi\u00f9 solo attraverso le parole della poesia popolare di Lionardo Vigo, ma anche mediante il suo personale sguardo di donna di oggi, che osserva ci\u00f2 che la circonda, la sua Sicilia scossa da millenarie sottomissioni, terra arida e sorda pi\u00f9 che vitale e agitata dal mare. Si impongono donne che cantano la loro rivalsa, il momento di essere protagoniste; donne che vogliono abbattere quel soffitto di cristallo che le schiaccia sempre pi\u00f9 in basso e non permette loro di sollevare la testa. Ma anche donne dedite alle tradizioni, alle processioni antiche, ai rituali sempre identici, che si debbono compiere in perpetuo, perch\u00e9 le donne sono essenziali e ci\u00f2 che fanno d\u00e0 senso al mondo. Donne di ieri e di oggi che, nella voce di Bordonaro, trovano megafono alle tante battaglie da combattere per una societ\u00e0 pi\u00f9 egualitaria, per una parit\u00e0 di genere ancora lontana da venire.<\/p>\n<p><em>Sprajammu di la luna<\/em> (Siamo sbarcate dalla luna) \u00e8 un vero e proprio canto femminista di lotta e di rivalsa, scritto insieme a Marinella Fiume, ex sindaca di Fiumefreddo (Catania) che ha studiato e approfondito vicende di donne siciliane del passato poco conosciute, ma forti e determinate, sottraendole all\u2019oblio. Un universo femminile riemerso, di saperi e valori antichi.<\/p>\n<p>Brano che esplicita la poetica di Bordonaro e una delle idee compositive pi\u00f9 forti. Quella di prendere le melodie scarne del passato e riadattarle per creare un filo di continuit\u00e0 tra passato e presente. <em>Sprajammu di la luna<\/em> ha la classica melodia di sdegno dei canti d\u2019amore, dove l\u2019uomo si presenta a chiedere la mano di una donna, ma di fronte al suo rifiuto ne rimane deluso e il canto diventa di umiliazione verso colei che ha osato cos\u00ec tanto. Questa stessa melodia viene invece utilizzata per raccontare una storia completamente diversa, opposta, in cui sono le donne che rivendicano con forza la propria autonomia e indipendenza. Quella melodia di sdegno \u00e8 diventata un canto di lotta, una danza haka di incoraggiamento per donne che vogliono farsi rispettare.<\/p>\n<p><em>Siamo arrivate qua ascoltateci\/per mostrarvi ci\u00f2 che non vedete.\/Siamo pi\u00f9 furbe di quanto pensiate\/per troppo tempo docili e sottomesse.\/Sottomesse per amore della pace\/e vessate da questi quattro stolti\/adesso che avete rovinato il mondo\/per favore fatevi da parte.\/Siamo arrivate anche da lontano\/consegnamo alla terra senno e sostanza.\/Con gli occhi al cielo guardiamo lontano,\/piedi nel fango e coltello in mano.\/Siamo sbarcate con la luce della luna\/femmina, nuova piena e calante\/e come lei lucenti e cangianti\/originali, sconfinate e fuori dagli schemi.\/<\/em><\/p>\n<div class=\"video\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Eleonora Bordonaro \u2013 Sprajammu di la luna\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3CPIyvuuLjI?feature=oembed\" width=\"500\" height=\"281\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<p>Il necessario riscatto delle donne deve partire anche da loro. A loro deve essere insegnato, gi\u00e0 da bambine, il valore dell\u2019imperfezione, invece dell\u2019ossessione per la perfezione, che produce solo insicurezza. Meno presente nel mondo maschile dove gli uomini, educati a essere coraggiosi, non hanno bisogno di essere impeccabili per gettarsi in un\u2019impresa. <em>A merca<\/em> (Il bersaglio) racconta la diversa attitudine tra uomini e donne di fronte alla sfida. A Milano, un sabato pomeriggio, due amici e una gita al poligono di tiro. Ad accoglierli un vecchio cacciatore. Testo di Eleonora Bordonaro, musica di Eleonora Bordonaro e Puccio Castrogiovanni.<\/p>\n<p><em>Tu ti divertivi e ti concentravi\/e pi\u00f9 ti scialavi pi\u00f9 indovinavi.\/Io, quando avrei dovuto colpire, \/mi sono confusa,\/vergognata, mi sono arresa.\/Un colpo, fuori\/due colpi fuori\/tre colpi fuori\/tu ridi, ti accendi sei a tuo agio.\/Sei stato allevato a scommesse. \/Io, quando avrei dovuto riscuotere, ho perso.\/Con gli occhi ridendo parevi dire:\/per vincere ci vuole pace, tonta!<\/em><\/p>\n<div class=\"video\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Eleonora Bordonaro \u2013 A merca\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/i9CpPOeix5g?feature=oembed\" width=\"500\" height=\"281\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<p>In <em>Ramu siccu<\/em> si smonta lo stereotipo della donna che, decidendo di non avere figli, \u00e8 considerata dalla societ\u00e0 come incompleta e difettosa. Invece, la donna non ha bisogno di essere madre per realizzarsi e sentirsi abbastanza, \u00e8 forza creatrice in termini assoluti, che pu\u00f2 esprimersi, nella piena libert\u00e0 dai condizionamenti, in altre manifestazioni creative come l\u2019arte.<\/p>\n<div class=\"video\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Ramu siccu\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/PoWrjLv3xiY?feature=oembed\" width=\"500\" height=\"375\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 la Sicilia, terra di tradizioni, di riti che si ripetono, racconti di una terra che \u00e8 anche comunit\u00e0 di donne. <em>Menza Spogghia<\/em> significa \u201cmezza spoglia\u201d, nuda, e l\u2019espressione \u00e8 riferita alla processione di donne che avanza verso il fiume, all\u2019alba, per svuotare i vasi da notte. Una processione pagana, carnale, fisica. Un rito nutrito di solidariet\u00e0, necessit\u00e0 e resilienza. L\u2019introduzione \u00e8 recitata da Gaspare Balsamo, uno dei pi\u00f9 famosi cuntisti siciliani. Suo \u00e8 anche il testo e la musica composta con Bordonaro e Agostino Tilotta. Le amiche della madre di Bordonaro formano un coro affiatato e complice. <em>Verso il fiume\/o la grande fossa\/fuori dal paese\/la processione Femmina.\/All\u2019alba e all\u2019Ave \/girando intorno\/a camminare,\/la processione.\/Ambulante \/cantero di creta \/latrina e vaso\/la processione.\/Di mala voglia \/e mezza spoglia \/in una Via Crucis\/la processione.<\/em><\/p>\n<div class=\"video\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Eleonora Bordonaro \u2013 Menza spogghia\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/QNTzAzQEZv0?feature=oembed\" width=\"500\" height=\"281\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<p>Ma soprattutto c\u2019\u00e8 San Fratello, protagonista del nuovo e recente lavoro discografico. \u201cAi margini del bosco dei Nebrodi, di fronte alle isole Eolie, un borgo di antica colonizzazione normanna, in cui si mescolano popolazioni delle regioni del Nord Italia \u2013 si legge nel booklet dell\u2019album <em>Roda<\/em> \u2013 . Potrebbe essere paradigma di tutte le comunit\u00e0 delle aree interne per orgoglio di appartenenza, devozione alla tradizione, sapienza artigiana, fragilit\u00e0 idrogeologica, complessit\u00e0 sociale. Eppure \u00e8 una roccaforte di originalit\u00e0 per peculiarit\u00e0 della lingua, superbo isolamento, unicum di tradizioni\u201d.<\/p>\n<p>Roda significa \u201clei\u201d ed \u00e8 dedicato alla figura di Adelasia del Vasto, di stirpe aleranica, originaria del Monferrato, che nel 1087 spos\u00f2 a Mileto, in Calabria, il conte normanno Ruggero I di Sicilia, suggellando cos\u00ec un\u2019alleanza tra popoli. Sbarcata in Sicilia, port\u00f2 con s\u00e9 un seguito di suoi conterranei liguri e piemontesi. Fu la prima avanguardia di un flusso migratorio che avrebbe determinato la costituzione delle colonie lombarde di Sicilia.Roda rappresenta una nuova svolta nella produzione artistica della cantautrice catanese perch\u00e9 nasce esclusivamente in dialetto gallo italico, oggi parlato da non pi\u00f9 di 3500 persone, tra giovani, vecchi e bambini.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-87549 alignleft\" src=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/438725035_957649589696752_6863184791505647329_n.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" srcset=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/438725035_957649589696752_6863184791505647329_n.jpg 960w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/438725035_957649589696752_6863184791505647329_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/438725035_957649589696752_6863184791505647329_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/438725035_957649589696752_6863184791505647329_n-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/438725035_957649589696752_6863184791505647329_n-120x120.jpg 120w\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"960\" \/>L\u2019album presenta canti originali scritti in un idioma antico con il quale si racconta un rito che si celebra a San Fratello, immobile ed eterno, ovvero la Pasqua dei Giudei. Durante la Settimana Santa, dal mercoled\u00ec al venerd\u00ec santo, tra le strade del borgo fanno la loro comparsa musicisti, figuranti, acrobati, disturbatori dei riti sacri che impersonano gli uccisori di Cristo. Con le loro trombe suonano melodie militari, marce, danze, a ritmi e volumi esasperati proprio a intralciare e infastidire la passione di Cristo. Sono gli uomini del paese che in quel momento dell\u2019anno possono vivere questa metamorfosi quasi carnevalesca, mascherati con costumi colorati, elmi, mantelli cuciti di paillettes o dipinti dalle donne. Oppure trasformati in animali, con pennacchi e code di cavallo. Con <em>colori sgargianti ed elmetto in testa\/colori sgargianti e maschera\/ colori sgargianti e lingue di fuori\/colori sgargianti e giubbe ricamate<\/em> (<em>Culaur sgargient<\/em>). \u201cSono dispettosi, irriverenti, fastidiosi, burberi, irritanti talvolta, vanitosi, galanti, provocanti e seduttivi\u201d. Dissacranti, ribelli, gioiscono accompagnando il passo mesto della processione funebre. Sodali, uniti, sono i sopravvissuti, quelli rimasti a tenere in vita un borgo la cui identit\u00e0 si afferma nella celebrazione perpetua del rito di rinascita. Amici, figli, padri, padrini e vicini che<em> si trovano per strada\/rintronano ogni cantone\/condividono il pane\/s\u2019annegano nel vino <\/em>(<em>Amigs<\/em>). Amici e fratelli che nella piccola comunit\u00e0, sanno accogliere chi \u00e8 pi\u00f9 fragile (<em>Ciro Zzir\u00ecan<\/em>).<\/p>\n<p>L\u2019album si apre con <em>Iermanimei<\/em>, squillante evocazione di una festa che si svolge fuori dalle regole sociali, che evoca immagini avvincenti, di cerchi di fuoco, di cavalli e cavalieri bardati di vesti scintillanti.<\/p>\n<div class=\"video\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Eleonora Bordonaro - Iermanimei\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ud3D0JL2UIo?feature=oembed\" width=\"500\" height=\"281\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<p>Un\u2019immagine che si \u00e8 conficcata indelebilmente nella memoria di chi, emigrante, ha dovuto andarsene dal paese (<em>Pinsier<\/em>) e di chi soffre per la lontananza, perch\u00e9 questa terra \u00e8 come una donna amata e perduta (<em>La duntan\u00e4nza<\/em>).<\/p>\n<p>In <em>Giuriei<\/em>, testo di Antonino Versaci da Chji\u00e8chjari a d\u2019aumbra di Rracafart, traduzione di Benedetto Di Pietro, musica di Puccio Castrogiovanni ed Eleonora Bordonaro, il segreto dei Giudei viene svelato: <em>La Settimana di Passione del nostro paese a tanta gente sembra una carnevalata, con questi Giudei\/che suonano e fanno fracasso da quando spunta il sole fino a sera. A vedere questi trombettieri che\/suonano motivetti dietro alla processione del Venerd\u00ec con quei cappucci e le giubbe ricamate,\/tutti i forestieri restano sbalorditi. E dicono che non esiste un altro luogo dove, invece di piangere\/e pregare, nei giorni della Passione di Ges\u00f9 Cristo, sembra che si festeggi il Carnevale.\/Ma siccome non conoscono la verit\u00e0, dobbiamo informarli su come stanno le cose per mettere fine\/a menzogne e cattiverie: Ges\u00f9 fu messo in croce il Venerd\u00ec e nessuno al mondo poteva immaginare\/che il terzo giorno sarebbe resuscitato. Ma questa bella notizia ai Sanfratellani qualcuno la confid\u00f2\/due giorni prima e il Mercoled\u00ec riempirono le strade di Giudei che, non avendo avuto la pazienza\/di aspettare, anticiparono la Pasqua mettendosi a saltellare e strombettare per la gioia che resuscitava\/il Padreterno. E quindi le sonate dei Giudei non sono fatte per oltraggiare Morte e Passione\/ma nel cuore e nella mente dei Sanfratellani sono gioie per la Resurrezione. Non \u00e8 vero, dunque,\/che combiniamo cose storte se prima di far suonare le campane ci divertiamo a far squillare le trombe<\/em>!<\/p>\n<div class=\"video\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Eleonora Bordonaro - Giuriei\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/WaNUZzsgKOs?feature=oembed\" width=\"500\" height=\"281\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<p>Infine, un\u2019invocazione raccoglie tutti i paesani nella piazza della Chiesa del Convento, a ricordare la Pasqua del 2010, scossa dalla terribile frana che costrinse molti abitanti a lasciare le proprie case. I Giudei rompono il silenzio e si fanno coro, <em>Per ringraziare la terra che traballa\/ e gira, che scivola e cambia,\/che si apre e si spacca<\/em> (<em>Air\u00e0m uoi<\/em>), perch\u00e9 la terra, quella terra, quel minuscolo angolo di mondo, nonostante tutto \u00e8 il pane quotidiano. Nelle nove tracce dell\u2019album, che nasce dopo almeno quindici anni di lavoro e di immani ricerche sul campo, si materializza un ambiente sonoro roboante, in cui all\u2019elettronica e agli strumenti della tradizione si aggiungono gli \u201csgrigni\u201d delle trombe dei Giudei, modello 1884 a un solo pistone, tipiche di San Fratello. Anche a partire da questa specificit\u00e0 timbrica l\u2019arrangiatore e coautore delle musiche Puccio Castrogiovanni ha ordito il progetto musicale.<\/p>\n<p><em>Roda<\/em> rappresenta la possibilit\u00e0 di far conoscere una lingua, una cultura, un luogo che per tanti hanno le caratteristiche dell\u2019inconoscibilit\u00e0, dell\u2019imperscrutabilit\u00e0, ma soprattutto dell\u2019immenso fascino. In questo percorso di ricerca e di rielaborazione originale di materiali scritti, orali, di tradizione, d\u2019invenzione, Eleonora Bordonaro, folksinger dei giorni nostri, filo conduttore tra passato e presente, si fa portavoce di una storia nuova della Sicilia, che non \u00e8 solo terra di miseria e povert\u00e0 da cui fuggire, ma di grande riscatto, tenacia e orgoglio. Una terra in cui le tradizioni culturali resistono e sono il segno di una ricchezza da rispettare e mantenere viva, perch\u00e9 vi sia un\u2019eredit\u00e0 da lasciare al futuro. Un progetto di salvaguardia che Bordonaro conduce con passione, impegno nello studio e nella ricerca. Forte di carisma, intelligenza creativa, eccellente espressivit\u00e0 vocale e potente capacit\u00e0 narrativa. E per il quale ha recentemente ricevuto dal Presidente Mattarella il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica.<\/p>\n<p><em>Chiara Ferrari, autrice del libro\u00a0Le donne del folk. Cantare gli ultimi. Dalle battaglie di ieri a quelle di oggi, Edizioni Interno 4, 2021; coautrice del documentario\u00a0Cantacronache, 1958-1962. Politica e protesta in musica. Da Cantacronache a Ivano Fossati, edizioni Unicopli<a href=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/le-donne-del-folk.jpg\" data-fancybox=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-87688\" src=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/le-donne-del-folk.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 536px) 100vw, 536px\" srcset=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/le-donne-del-folk.jpg 536w, https:\/\/www.patriaindipendente.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/le-donne-del-folk-200x300.jpg 200w\" alt=\"\" width=\"536\" height=\"804\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"post-date\">Pubblicato domenica 26 Maggio 2024<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Chiara Ferrari &#8211; M\u2019addumu s\u2019iddu cantu, sentu tuttu e sugnu sarva nenti mi truzza nenti mi struppia. 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