{"id":169542,"date":"2024-08-30T14:49:11","date_gmt":"2024-08-30T12:49:11","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=169542"},"modified":"2024-08-30T14:49:11","modified_gmt":"2024-08-30T12:49:11","slug":"sara-il-riscaldamento-globale-a-limitare-lovertourism","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2024\/08\/30\/sara-il-riscaldamento-globale-a-limitare-lovertourism\/","title":{"rendered":"Sar\u00e0 il riscaldamento globale a limitare l\u2019overtourism"},"content":{"rendered":"<p>di <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/archivio?autore=Alex%20Giuzio\">Alex Giuzio &#8211;<\/a><\/p>\n<div class=\"ArticleBody\">\n<p>Anche se non arriveranno interventi normativi, a limitare il turismo ci penser\u00e0 il riscaldamento globale. Lo dimostra uno studio di tre ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia, Nicola Camatti, Arthur H. Essenfelder e Silvio Giove, che hanno mappato oltre 110mila siti turistici in tutta Europa e li hanno incrociati con i dati sui rischi degli eventi meteorologici estremi. Lo studio accosta due temi che hanno polarizzato le discussioni dell\u2019estate 2024, ovvero le temperature estreme e l\u2019eccesso di turismo. L\u2019Italia, che \u00e8 uno dei paesi pi\u00f9 arretrati sia per la transizione energetica sia per le misure contro l\u2019overtourism, \u00e8 anche l\u2019area geografica pi\u00f9 a rischio per le conseguenze della crisi climatica.<\/p>\n<p><strong>ESAMINANDO LE MAPPE<\/strong> dei ricercatori, emerge come le coste italiane siano tra le zone pi\u00f9 minacciate. Nel giro di pochi anni, oltre a fare troppo caldo per trascorrere l\u2019estate al mare, ci saranno sempre pi\u00f9 eventi estremi a compromettere questi luoghi. L\u2019alluvione di maggio 2023 in Romagna \u00e8 stata un esempio: oltre ai 17 morti e agli 8,5 miliardi di danni certificati dalla regione, tra le conseguenze di quella catastrofe ci sono state le ripercussioni sull\u2019industria turistica, penalizzata dai danneggiamenti alle infrastrutture e dall\u2019inquinamento del mare per buona parte del mese di giugno, che hanno determinato un calo delle presenze. Secondo le proiezioni scientifiche, questo genere di avvenimenti sar\u00e0 sempre pi\u00f9 frequente e perci\u00f2 comprometter\u00e0 l\u2019economia delle localit\u00e0 che si basano sull\u2019industria delle vacanze.<\/p>\n<p><strong>LE DESTINAZIONI TURISTICHE<\/strong> italiane pi\u00f9 esposte alle conseguenze del caldo estremo sono la pianura padana, la riviera romagnola, la Versilia, il Salento, il litorale del Circeo in Lazio, la costa sud della Calabria, il sud della Sardegna e l\u2019intera Sicilia. Per le alluvioni, invece, la provincia di Roma spicca per il rischio molto pi\u00f9 elevato rispetto al resto d\u2019Italia. Da segnalare anche la Costa dei Trabocchi in Abruzzo per la maggiore esposizione a trombe d\u2019aria e raffiche di vento forte.<\/p>\n<p><strong>L\u2019INTERO BACINO<\/strong> del Mediterraneo diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 invivibile. Oltre all\u2019Italia, le ondate di calore colpiranno le maggiori destinazioni turistiche di Grecia, Spagna, Portogallo e Francia sud. Secondo i calcoli dei ricercatori, le tre citt\u00e0 in assoluto pi\u00f9 a rischio sono Roma, Siviglia e Copenaghen: questo perch\u00e9 si tratta di luoghi densamente popolati e pieni di attrazioni, oltre che situati in posizioni geograficamente pi\u00f9 esposte alle conseguenze di temperature elevate, innalzamento delle acque ed eventi estremi come vento forte, burrasche e mareggiate.<\/p>\n<p><strong>I RICERCATORI<\/strong> sostengono che le condizioni meteorologiche estreme provocheranno una sofferenza economica a lungo termine per le popolazioni locali, sia per i costi dei danni provocati dagli eventi atmosferici, sia per il calo dei turisti. Ma le proiezioni calcolate dallo studio \u00abpossono consentire alla politica di prendere decisioni informate e di sviluppare strategie efficaci per la riduzione del rischio di disastri e per le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici\u00bb, affermano Camatti, Essenfelder e Giove. In sostanza, secondo i ricercatori, si tratta di decidere quali aree vale la pena proteggere, in quali adeguarsi e quali invece abbandonare, poich\u00e9 non sar\u00e0 economicamente sostenibile costruire opere di difesa in ogni localit\u00e0, come fatto col Mose a Venezia. Ci\u00f2 implica la necessit\u00e0 di un totale ripensamento dell\u2019industria delle vacanze. Ma nella nostra penisola, questi ragionamenti sembrano non avere ancora preso piede.<\/p>\n<p><strong>LE ISTITUZIONI<\/strong> continuano a sostenere l\u2019accanimento terapeutico su un settore destinato a morire come lo sci, mentre non attuano progetti di adattamento. Per esempio, nel 2023 l\u2019Emilia-Romagna ha sborsato oltre 4 milioni a 6 imprese che gestiscono impianti a fune e 67 imprese turistiche per compensare le perdite dovute alla mancanza di neve, mentre il ministero del Turismo ha stanziato 430 milioni in due anni per l\u2019ammodernamento degli impianti di risalita e di innevamento artificiale, nonostante si tratti di un\u2019industria con gli anni contati. Poco o nulla, invece, viene speso per studi e progetti di adattamento nelle aree geografiche destinate a subire enormi sconvolgimenti nei prossimi anni. Oltre a stravolgere la vita di migliaia di persone, questi eventi andranno a colpire l\u2019economia su cui il governo nazionale e gli enti locali stanno puntando tutto; eppure la prevenzione sembra ancora una chimera.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alex Giuzio &#8211; Anche se non arriveranno interventi normativi, a limitare il turismo ci penser\u00e0 il riscaldamento globale. 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