{"id":169653,"date":"2024-09-11T17:09:54","date_gmt":"2024-09-11T15:09:54","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=169653"},"modified":"2024-09-11T17:09:54","modified_gmt":"2024-09-11T15:09:54","slug":"elogio-del-raccomandato-litaliano-modello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2024\/09\/11\/elogio-del-raccomandato-litaliano-modello\/","title":{"rendered":"\u201cElogio del raccomandato. L&#8217;italiano modello\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di Davide Romano &#8211;<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una figura, sovente ignorata ma onnipresente, che incarna meglio di qualunque altra l\u2019essenza dell\u2019italiano medio. Un personaggio che non conosce crisi, che si muove con destrezza nel mare torbido della burocrazia, sfuggendo alle secche del merito come un abile navigante. \u00c8 il raccomandato, l\u2019italiano modello. Colui che \u00e8 sempre al posto giusto, anche quando non lo merita. Anzi, soprattutto quando non lo merita.<\/p>\n<p>Si potrebbe dire che il raccomandato sia l\u2019incarnazione perfetta di una certa filosofia tutta nostrana, che Aristotele avrebbe chiamato \u201cars opportunitatis\u201d, l\u2019arte dell\u2019opportunismo. Un&#8217;arte che, a dispetto di ogni crisi economica o morale, sembra prosperare senza soluzione di continuit\u00e0. \u201cLa felicit\u00e0 \u00e8 l\u2019essenza stessa dell\u2019opportunit\u00e0 colta al volo\u201d, avrebbe potuto dire qualcuno come Diogene, se fosse vissuto in un&#8217;Italia moderna, tra concorsi pubblici truccati e posti in prima fila per gli amici degli amici.<\/p>\n<p>E non illudiamoci: la storia del raccomandato non \u00e8 recente. Gi\u00e0 nell\u2019Italia medievale, con le sue fazioni e i suoi feudi, il raccomandato trovava il proprio posto grazie al signore di turno, colui che \u201cpoteva\u201d. Da allora, la raccomandazione ha solo cambiato abito, indossando ora la veste della \u201csegnalazione\u201d \u2013 termine elegante e neutro, quasi tecnico. Ma la sostanza rimane: \u201cNon conta cosa sai, conta chi conosci\u201d.<\/p>\n<p>Giuseppe Prezzolini, nel suo acuto \u201cCodice della vita italiana\u201d, scriveva: \u201cIn Italia il merito non ha merito\u201d. E come dargli torto? Il merito \u00e8 un\u2019utopia per romantici e illusi. Il raccomandato, invece, \u00e8 un realista. Lui sa come funziona il mondo, sa che il talento, l\u2019intelligenza e la preparazione sono ornamenti superflui in un sistema che premia la fedelt\u00e0 a un patrono, piuttosto che l\u2019intraprendenza individuale.<\/p>\n<p>Se cercate il segreto del suo successo, basta guardare alla sua arte nel compiacere: mai troppo brillante da far ombra al capo, mai cos\u00ec insignificante da essere trascurato. \u201cL&#8217;uomo di successo \u00e8 colui che sa quando e come piegare il ginocchio,\u201d ci ricorda Machiavelli. \u201cNon la virt\u00f9, ma la fortuna decide la partita.\u201d E quale fortuna migliore del trovarsi un buon mentore disposto a spingerti in alto? Il raccomandato non ha bisogno di truccare la partita: sa che il campo \u00e8 gi\u00e0 inclinato a suo favore.<\/p>\n<p>Tommaso d\u2019Aquino, forse il pi\u00f9 grande dei teologi, ci insegna che \u201cla Grazia eleva la natura\u201d. Ma per il raccomandato italiano, \u00e8 la raccomandazione a elevare l\u2019individuo. La Grazia divina ha ceduto il posto alla grazia del potente, e ogni ufficio pubblico diventa una sorta di cattedrale dove il beneplacito di un assessore vale pi\u00f9 di ogni laurea o esperienza sul campo.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 chi sostiene che tutto questo non faccia che danneggiare la societ\u00e0, che soffochi il merito e avveleni il futuro delle giovani generazioni. Ma il raccomandato, con la sua pacata superiorit\u00e0, risponde con un\u2019alzata di spalle. \u201cLa corruzione non \u00e8 che un mezzo di adattamento\u201d, direbbe Max Weber, con un sorriso ironico. Dopotutto, in un mondo governato dal caos, \u00e8 l\u2019adattamento la vera virt\u00f9. E il raccomandato si adatta sempre.<\/p>\n<p>Per Indro Montanelli, il raccomandato era \u201cl\u2019italiano che non cambia mai, l\u2019uomo che sa aspettare che il vento giri a suo favore senza muovere un dito.\u201d Un uomo, insomma, che incarna quella \u201cfurbizia\u201d che abbiamo imparato a considerare una dote, piuttosto che un vizio. E come ogni furbizia, porta con s\u00e9 la sua giustificazione morale: perch\u00e9 faticare, quando c\u2019\u00e8 un percorso pi\u00f9 semplice? Perch\u00e9 cercare l\u2019approvazione del mondo, quando basta un cenno del capocordata?<\/p>\n<p>E allora, a che serve continuare a lamentarsi? Forse dobbiamo accettare che il raccomandato sia semplicemente il vincitore in questo gioco crudele chiamato Italia. \u201cNon \u00e8 l\u2019uomo che deve cambiare il sistema, ma il sistema che cambia l\u2019uomo\u201d, direbbe Simone Weil, ricordandoci quanto sia sottile il confine tra sopravvivenza e servilismo.<\/p>\n<p>In fondo, il raccomandato ci insegna qualcosa di molto semplice: l&#8217;Italia non \u00e8 un paese per i migliori, ma per i pi\u00f9 furbi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Davide Romano &#8211; C&#8217;\u00e8 una figura, sovente ignorata ma onnipresente, che incarna meglio di qualunque altra l\u2019essenza dell\u2019italiano medio. 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