{"id":169751,"date":"2024-09-19T01:00:04","date_gmt":"2024-09-18T23:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=169751"},"modified":"2024-09-19T01:00:04","modified_gmt":"2024-09-18T23:00:04","slug":"terrone-e-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2024\/09\/19\/terrone-e-liberta\/","title":{"rendered":"Terrone e libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<div class=\"isolate flex flex-col gap-8\">\n<div class=\"flex items-center justify-start gap-2\">\n<div class=\"flex size-[1.875rem] items-center justify-center rounded-full bg-gray-100 text-gray-400\"><\/div>\n<p><span class=\"body-I-1 inline-flex items-center justify-center gap-3 font-bold\"><a class=\"hover:text-red-500\" href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/archivio?author=Luca%20Pisapia\">di Luca Pisapia<\/a> &#8211;<\/span><\/div>\n<div class=\"prose font-serif dark:prose-invert\">\n<p>\u00c8 morto Tot\u00f2 Schillaci. Il calciatore che ha fatto sognare un intero paese durante le notti magiche di Italia 90. L\u2019uomo che poteva aiutarci a fermare l\u2019ascesa dell\u2019allora nascente Lega Nord, con tutto quello che ne sarebbe conseguito. Invece lo abbiamo lasciato solo, e ha perso. E la sua sconfitta \u00e8 stata la nostra.<\/p>\n<p>Tot\u00f2 Schillaci si \u00e8 spento a 59 anni dopo una lunga malattia all\u2019Ospedale Civico di Palermo. Pochi chilometri di distanza dal Centro di Espansione Periferica, il quartiere popolare dove era nato. Parallelepipedi di cemento tirati su coi soldi pubblici e subito abbandonati a loro stessi, che avevano il proposito di spostare le classi svantaggiate dal centro alla periferia e imporre le mani sulla citt\u00e0 dello scellerato patto edilizio tra politica e criminalit\u00e0 organizzata. Un\u2019infanzia dura quella nel Cep, da lui spesso raccontata, che lo segna nel corpo e nei bisogni. Anni dopo di lui Gianni Mura scrive: \u00abSchillaci ha occhi cagneschi in cui s\u2019allarga la violenza di tutti i giorni, fatta e subita, alla stato brado\u00bb. Sono gli occhi increduli e spiritati con cui festeggia i cinque gol che porteranno l\u2019Italia nella semifinale mondiale poi persa contro l\u2019Argentina. Un sesto gol nella finale per il terzo posto con l\u2019Inghilterra. E quelli con cui porta avanti la vita dopo il calcio, tra politica e televisione. Ma diventano occhi stanchi, che imitano quelli che fecero sognare un Paese.<\/p>\n<p><strong>ABBANDONATA LA SCUOLA<\/strong> per inseguire il pallone, il giovane Tot\u00f2 ha la grande occasione al Messina che guidato da Franco Scoglio sale dalla Serie C2 alla B. E a quell\u2019occasione si aggrappa, con tutta la forza di un physique du r\u00f4le da impiegato con cui sar\u00e0 pronto a identificarsi l\u2019intero Paese. Nella stagione 1988-89, con Zdenek Zeman in panchina, Tot\u00f2 \u00e8 capocannoniere della B con 23 gol. Non \u00e8 un anno qualsiasi. \u00c8 l\u2019anno in cui nasce ufficialmente la Lega Nord, il partito settentrionale che all\u2019apice del riflusso si propone di intercettare la rabbia anti-meridionale che infetta il Nord del Paese. Quando la stagione successiva Tot\u00f2 passa alla Juventus, alle amministrative a livello nazionale la Lega prende il 4%. Ma in Lombardia \u00e8 gi\u00e0 il secondo partito, davanti al Pci e subito dietro la Dc. In Piemonte non \u00e8 ancora cos\u00ec forte, ma il sentimento che la sorregge \u00e8 gi\u00e0 potentissimo. E infatti Tot\u00f2 alla Juve non \u00e8 accolto bene. Volevano uno straniero da mettere a fianco di Casiraghi, racconter\u00e0, e in effetti a Torino ero arrivato da straniero: da meridionale. La societ\u00e0, sempre attenta all\u2019etichetta padronale, lo obbligher\u00e0 addirittura a frequentare un corso di lingua italiana.<\/p>\n<div class=\"border-s-[6px] border-s-red-500 pl-5 dark:border-s-roman-red\">\n<h5 class=\"overline-3 font-bold text-gray-400 dark:text-white\/75\">La redazione consiglia:<\/h5>\n<p><a class=\"font-lg font-sans\" href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/vallanzasca-alla-fine-della-pena\">Vallanzasca alla fine della pena<\/a><\/div>\n<p>L\u2019operazione di comprare giocatori meridionali per costruire consensi in fabbrica non funziona pi\u00f9. Il fordismo \u00e8 sul viale del tramonto, e l\u2019industria culturale necessita nuovi paradigmi. Tot\u00f2 resiste anche al Nord, non smette di segnare e con 15 gol in 30 partite si guadagna l\u2019inaspettata convocazione in Nazionale. Anche qui doveva essere riserva, dietro a Vialli e Carnevale, ma l\u2019ingresso con gol nella prima partita contro l\u2019Austria, bloccata sullo 0 a 0, cambia la sua e la nostra storia.<\/p>\n<p>Tot\u00f2 segna anche a Cecoslovacchia, Uruguay, Irlanda, Argentina e Inghilterra. La sua immagine da impiegato, n\u00e9 eroe n\u00e9 bandito, ne fa subito l\u2019idolo di un intero Paese, che insieme a lui sogna inseguendo un gol al ritmo delle notti magiche di Gianna Nannini e Edoardo Bennato: un ritornello seducente che copre il rumore della stagione degli appalti d\u2019oro per il Mondiale. Uno sperpero di miliardi buttati a discapito di welfare, scuola e sanit\u00e0, che le casse pubbliche finiranno di pagare trent\u2019anni dopo. Perch\u00e9 Tot\u00f2 \u00e8 l\u2019eroe di un\u2019Italia che perde, in campo e fuori. E questo non gli sar\u00e0 mai perdonato.<\/p>\n<p><strong>LA RABBIA REAZIONARIA<\/strong> che dopo il riflusso non trova sfogo materiale contro i padroni si indirizza verso due categorie dello spirito: i corrotti e i terroni. La Lega Nord \u00e8 eccezionale nell\u2019intercettarle entrambe. E Tot\u00f2, l\u2019eroe mancato, ne subir\u00e0 le conseguenze. I titoli dei giornali sul parente che ruba le gomme a un\u2019Alfa 33 si trasformano in un coro che si sente in tutti gli stadi d\u2019Italia. \u00c8 il \u201cterrone\u201d che ruba e non lavora. La vicenda dell\u2019incidente stradale di Lentini mentre va trovare la prima moglie di Tot\u00f2 ne fa il \u00abcornuto\u00bb di un film di Lando Buzzanca. Quel \u00abti faccio sparare\u00bb detto a un avversario porco prima di entrare nel tunnel, dove di solito si dice e si sente di peggio, lo etichetta come \u00abcriminale\u00bb.<\/p>\n<p>Terrone, cornuto e criminale. Nel calcio italiano non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 posto per lui. E dopo altre due stagioni mediocri con la Juve e una con l\u2019Inter va a giocare in Giappone. Lontano da tutto. \u00c8 l\u2019aprile del 1994. Nemmeno un mese prima alle elezioni politiche la Lega Nord, insieme a Forza Italia e ai postfascisti di Alleanza Nazionale, si era presa il Paese. Se Tot\u00f2 aveva perso, noi avevamo perso molto di pi\u00f9. Anche la sua carriera post calcistica racconta molto di noi. A un certo punto Tot\u00f2 si candida con Forza Italia, quella che aveva rubato il suo e il nostro futuro. Poi comincia a partecipare a programmi, fiction e reality show di dubbio gusto, sempre sgranando gli occhi.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 pi\u00f9 lo sguardo sorpreso di chi non crede di potere meritare quello che si \u00e8 conquistato, e neppure quello cagnesco della violenza subita raccontata da Mura. \u00c8 la stanca replica postmoderna di un\u2019immagine che gli ha portato fortuna. E che un paese derelitto e sempre pi\u00f9 disgregato, non pi\u00f9 incattivito con i terroni ma con i migranti, subito trasforma in dolce ricordo. Ma questa non \u00e8 l\u2019unica sineddoche della nazione che ci ha regalato la splendida vita di Tot\u00f2. Schillaci \u00e8 la bandiera d\u2019Italia quando gi\u00e0 ci si lamenta che nel calcio non esistono pi\u00f9 le bandiere, una litania che va avanti da sempre e serve solo a rinfocolare un sentimento reazionario come la nostalgia.<\/p>\n<p><strong>LE BANDIERE CI SONO<\/strong>, anche oggi, solo che ogni tanto sono ammainate per ragioni incomprensibili. Come non \u00e8 successo al Maldini giocatore, compagno di squadra di Tot\u00f2 a Italia 90, ma \u00e8 poi successo al Maldini dirigente. O come \u00e8 successo ieri, nelle stesse ore in cui moriva Schillaci, a Daniele De Rossi. Dopo avere dedicato diciannove anni da giocatore alla Roma, di cui \u00e8 il secondo giocatore in assoluto per presenze con 616, De Rossi era stato chiamato sulla panchina della squadra giallorossa a gennaio per fare da parafulmine all\u2019esonero di Mourinho. Ieri, dopo una partenza lenta dovuta a un mercato incomprensibile, \u00e8 stato licenziato in tronco. Al suo posto Ivan Juric. Gli idoli si innalzano e poi si bruciano, gli eroi si costruiscono e poi si abbandonano, le bandiere si sventolano e poi si ammainano. Cos\u00ec \u00e8 stato e cos\u00ec sempre sar\u00e0. Nessuna nostalgia per ci\u00f2 che non \u00e8 mai stato. L\u2019importante non \u00e8 rimpiangerle dopo, ma ascoltarle quando sventolano. Se lo avessimo fatto, Tot\u00f2 non avrebbe perso la sua battaglia contro le pulsioni razziste e reazionarie condensate dalla Lega Nord. E noi con lui. Invece \u00e8 rimasto un terrone, un cornuto e un criminale. E noi con lui.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luca Pisapia &#8211; \u00c8 morto Tot\u00f2 Schillaci. Il calciatore che ha fatto sognare un intero paese durante le notti magiche di Italia 90. 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