{"id":169769,"date":"2024-09-19T17:58:28","date_gmt":"2024-09-19T15:58:28","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=169769"},"modified":"2024-09-19T17:58:28","modified_gmt":"2024-09-19T15:58:28","slug":"i-soldi-per-il-clima-ci-sono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2024\/09\/19\/i-soldi-per-il-clima-ci-sono\/","title":{"rendered":"I soldi per il clima ci sono"},"content":{"rendered":"<p>di <a class=\"autori\" href=\"https:\/\/comune-info.net\/autori\/monica-di-sisto\/\">Monica Di Sisto<\/a> &#8211;<\/p>\n<div class=\"entry-data\">\n<p><strong>Novantasette trilioni di dollari: \u00e8 l\u2019importo del debito pubblico globale, solo un terzo del quale riconducibile ai Paesi pi\u00f9 poveri. <\/strong>Una cifra che rappresenta un grande problema per la tenuta dei conti degli Stati a economia avanzata, ma anche un alibi contro gli investimenti pubblici che la <a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/tag\/giusta-transizione\">transizione energetica<\/a> e dei sistemi di produzione richiede, con pari urgenza rispetto a quelli necessari per prevenire e compensare i danni prodotti dai cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>Gli impegni di finanza per il clima assunti dai Paesi membri nell\u2019ultima Conferenza delle parti Onu, la Cop 28, ammontano a circa 800 milioni di dollari, largamente disattesi, mentre <strong>si stima che ogni anno i disastri ambientali costino ai soli Paesi pi\u00f9 vulnerabili oltre 800 miliardi di dollari<\/strong>.<\/p>\n<p>Queste cifre lasciano pochi dubbi su dove si dovrebbe indirizzare il grosso degli investimenti pubblici e privati, eppure <strong>gli economisti dell\u2019agenzia Onu Unctad stimano che i fondi che<\/strong> <strong>vanno a sostenere direttamente nuovi progetti che puntano sui carburanti fossili<\/strong>, aggravando le condizioni ambientali attuali, <strong>ammontino ancora oggi a oltre un trilione di dollari l\u2019anno.<\/strong><\/p>\n<p>I soli sussidi alla produzione ogni anno superano i 50 miliardi di dollari annui. <strong>Servirebbero<\/strong>, invece,<strong> almeno 4 trilioni di dollari l\u2019anno per finanziare una transizione giusta<\/strong> e centrare in tempo utile gli obiettivi dell\u2019Agenda per lo sviluppo sostenibile. <strong>E 4 trilioni di dollari sono invece, giusti giusti, i profitti che l\u2019industria petrolifera e del gas hanno incassato nel solo 2022.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sembra anche questa una grande somma, eppure parliamo di<\/strong> <strong>circa l\u20191% di tutti gli asset finanziari a livello globale<\/strong>, che valgono attualmente circa 470 trilioni di dollari. <strong>Con l\u2019alibi del debito pubblico si giustifica l\u2019inazione<\/strong>, ma nessuno chiede conto di tutto quel denaro che servirebbe a cominciare a metterci in salvo, ma che ancora scivola via in oleodotti e gasdotti o incenerito. Eppure fin dalla COP 26, con la Clean energy transition partnership, si era deciso di tagliare i finanziamenti internazionali pubblici, e i G7 avevano fissato al 2025, l\u2019anno prossimo, la fine di tutti i sussidi pubblici ai combustibili fossili.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI MARCO REVELLI:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-comune-info wp-block-embed-comune-info\">\n<div class=\"wp-block-embed__wrapper\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" title=\"\u201cVerde marcio\u201d \u2014 Comune-info\" src=\"https:\/\/comune-info.net\/verde-marcio\/embed\/#?secret=mi2PxsGUg8#?secret=PMTna9SC4h\" width=\"500\" height=\"423\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" sandbox=\"allow-scripts\" data-secret=\"PMTna9SC4h\"><\/iframe><\/div>\n<\/figure>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>La campagna la Global week of Action, in corso <a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/copertine\/ambiente\/otto-giorni-di-azioni-per-il-clima-goqdcdmo\">gin questi giorni<\/a>, ricorda che <strong>i soldi per curare il pianeta ci sono<\/strong>, dobbiamo farli tirare fuori e spendere bene. Dobbiamo spiegare che \u201cbene\u201d non significa \u2013 come pure sostiene la legislazione europea sugli investimenti verdi \u2013 che il gas o l\u2019idrogeno al livello tecnologico attuale siano carburanti green utili alla transizione. \u201cBene\u201d non significa nemmeno buttare risorse necessarie e urgenti nei deliri atomici, che speravamo archiviati con i fumetti tecno-horror del precedente secolo. Con buona pace del nuovo rapporto Draghi sulla competitivit\u00e0 Ue.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.collettiva.it\/tag\/giusta-transizione\">Transizione giusta<\/a> <strong>significa<\/strong>, invece, <strong>ottenere dai nostri governi fondi, strategie e normative con tempi certi per l\u2019addio ai carburanti fossili<\/strong>. Significa anche pretendere che i privati \u2013 imprenditori e investitori \u2013 facciano la loro parte nei processi di decarbonizzazione, vincolando i propri portafogli e politiche produttive a un cambiamento necessario, che non possiamo pi\u00f9 rinviare, e i cui costi hanno, fino a oggi, in larga parte eluso e scaricato su natura, lavoratori e casse pubbliche.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Monica Di Sisto &#8211; Novantasette trilioni di dollari: \u00e8 l\u2019importo del debito pubblico globale, solo un terzo del quale riconducibile ai Paesi pi\u00f9 poveri. 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