{"id":170130,"date":"2024-10-19T00:46:10","date_gmt":"2024-10-18T22:46:10","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=170130"},"modified":"2024-10-19T00:46:10","modified_gmt":"2024-10-18T22:46:10","slug":"lamezia-nera-lesecuzione-di-adelchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2024\/10\/19\/lamezia-nera-lesecuzione-di-adelchi\/","title":{"rendered":"Lamezia nera, l\u2019esecuzione di Adelchi"},"content":{"rendered":"<p>di <span class=\"body-I-1 inline-flex items-center justify-center gap-3 font-bold\"><a class=\"hover:text-red-500\" href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/archivio?author=Claudio%20Dionesalvi%2C%20Silvio%20Messinetti\">Claudio Dionesalvi, Silvio Messinetti<\/a><\/span> &#8211;<\/p>\n<div class=\"prose font-serif dark:prose-invert\">\n<p>Nell\u2019eterna disputa tra oppressi e oppressori, Adelchi Argada aveva scelto da che parte stare. Per questo venne ammazzato come un cane dai fascisti 50 anni fa, il 20 ottobre 1974. Adelchi era di Lamezia Terme, militante del Fronte Popolare Comunista Rivoluzionario.<\/p>\n<p><strong>NEL LAMETINO<\/strong> si erano formati in quegli anni numerosi gruppi della sinistra extraparlamentare. Adelchi lavorava a Modena nei cantieri. Ma tornava spesso nella sua regione d\u2019origine. Nella Calabria di quegli anni si respirava una mefitica aria destrorsa. La rivolta di Reggio, il tentativo espansionista dei \u00abboia chi molla\u00bb anche a Lamezia e nella vicina Catanzaro. L\u2019uccisione per mano fascista dell\u2019operaio Pino Malacaria, l\u2019attentato al treno di Gioia Tauro con 6 morti e 65 feriti, l\u2019incendio della sede di Mondo Nuovo a Cosenza, la misteriosa morte dei cinque anarchici calabresi in viaggio verso la Capitale, depositari della controinchiesta sui legami tra neofascisti, \u2018ndrine e poteri costituiti.<\/p>\n<figure class=\"mx-0 my-8 inline-flex flex-col\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"h-auto w-full cursor-zoom-in object-contain\" src=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/cdn-cgi\/image\/format=auto,width=1400\/https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2024\/10\/immagine-2024-10-18-174852.png\" srcset=\"\/cdn-cgi\/image\/format=auto,width=1200\/https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2024\/10\/immagine-2024-10-18-174852.png 1x, \/cdn-cgi\/image\/format=auto,width=1400\/https:\/\/static.ilmanifesto.it\/2024\/10\/immagine-2024-10-18-174852.png 2x\" alt=\"Funarale di Adelchi Argada\" width=\"1170\" height=\"591\" data-nimg=\"1\" \/><figcaption class=\"body-I-2 mt-1.5 block text-gray-400 dark:text-white\/75\">Funarale di Adelchi Argada<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>E POI LA DC<\/strong> calabra di quei tempi, quella che occhieggiava al Msi in funzione anticomunista e antisindacale, negli anni di conquiste irrinunciabili da parte del movimento operaio e contadino, con l\u2019abbattimento delle gabbie salariali e l\u2019estensione di diritti prima impensabili nel Mezzogiorno. La vivacit\u00e0 dei gruppi della sinistra infastidiva i camerati del \u00abprincipe nero\u00bb Junio Valerio Borghese e quelli del fondatore di Ordine Nuovo, Stefano Delle Chiaie (agli albori del nuovo secolo visse e lavor\u00f2 proprio a Lamezia), che facevano proselitismo e attivit\u00e0 eversiva, intrattenevano rapporti con la mala e con i servizi pi\u00f9 o meno deviati. In questo contesto \u00e8 maturato l\u2019omicidio Argada. Un contesto di arroganza e di impunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>LA SERA<\/strong> di sabato 19 ottobre Argada aveva assistito allo spettacolo che il Canzoniere Popolare Calabrese di Cosenza aveva dato nella piazza del Municipio, nel corso del Festival provinciale de l\u2019Avanti. Durante la notte scritte fasciste avevano minacciosamente preannunciato quel che sarebbe accaduto. Il 20 ottobre a Lamezia era previsto un comizio di Giacomo Mancini a conclusione della festa di partito. Come scrive lo storico Fabio Cuzzola, \u00abfautore del capoluogo a Catanzaro, Mancini era nel mirino della campagna diffamatoria del giornale Il Candido, pagata dai servizi per indebolire il centrosinistra. In citt\u00e0 erano comparse scritte inneggianti a Mussolini e ingiuriose nel confronti del leader socialista\u00bb. Gi\u00e0 in mattinata si erano registrati tafferugli.<\/p>\n<p><strong>ALLE 16 ADELCHI<\/strong>, in compagnia del fratello Otello e dei fratelli Morelli, tornava dallo stadio dopo una partita della Vigor quando incroci\u00f2 cinque camerati tra cui Michele De Fazio e Oscar Porchia. Il primo, \u00abragazzo di buona famiglia\u00bb, nipote di un alto magistrato, studiava Legge a Firenze ed era ben conosciuto negli ambienti fascisti locali e toscani. Il secondo, dirigente locale del Msi, era stato il segretario locale del Fronte della giovent\u00f9.<\/p>\n<p><strong>FU SUL CORSO NUMISTRANO<\/strong>, presidio storico della sinistra lametina (il corso Nicotera era invece il feudo della destra), all\u2019altezza della madonnina, vicino la chiesa di san Domenico, che avvenne il fatale incontro. Uno dei due Morelli, Gianni, chiese conto ai camerati del perch\u00e9 avessero aggredito il fratello di 14 anni. L\u2019alterco degener\u00f2. I due fascisti estrassero le pistole ed esplosero ben 14 colpi. Adelchi prov\u00f2 a fare da scudo a uno dei Morelli rimasto ferito e venne attinto da due proiettili al ventre. Gli altri gli verranno sparati a freddo, mentre ormai era crollato al suolo. Fu un\u2019esecuzione.<\/p>\n<p><strong>LA NOTIZIA SI DIFFUSE<\/strong>. Le sedi del Msi vennero assaltate in tutta Italia. Quella di Lamezia fu data alle fiamme. Soprattutto a Roma la mobilitazione antifascista fu dura e decisa. Il corteo, uscito dalle assemblee nelle scuole, verso Trastevere e poi in piazza San Giovanni, venne attaccato da un gruppo di missini che ferirono Roberto Di Matteo a una mano (il giovane verr\u00e0 poi arrestato in ospedale).<\/p>\n<p><strong>I FUNERALI<\/strong> di Adelchi Argada furono i pi\u00f9 partecipati che la storia della Calabria antifascista ricordi. Trentamila in piazza Municipio. Sul grande palco a lato della Cattedrale fu chiamato a parlare, in rappresentanza dei compagni di Adelchi, il diciannovenne Nuccio Iovene, futuro parlamentare. \u00abRicordo come fosse ora quel funerale immenso. L\u2019inimmaginabile si era materializzato davanti ai nostri occhi, Adelchi era caduto, altri rimasero feriti, tra cui alcuni passanti, la violenza fascista si era manifestata anche da noi, a Lamezia, al massimo livello. Cinquant\u2019anni dopo \u00e8 importante ricordare, e soprattutto far conoscere a chi all\u2019epoca non era nemmeno nato, quanto avvenne e perch\u00e9\u00bb. E ancora: \u00abUna generazione si sent\u00ec investita dalla responsabilit\u00e0 di non girarsi dall\u2019altra parte. Neanche trent\u2019anni ci separavano dalla fine del fascismo, mentre la strategia della tensione, i ripetuti tentativi di colpo di stato, Grecia Spagna e Portogallo ancora sotto la dittatura e poi il Cile, ci facevano sentire il pericolo grande e vicino\u00bb.<\/p>\n<p><strong>LA BATTAGLIA LEGALE<\/strong> dur\u00f2 anni. Dalla difesa venne avanzata la richiesta di trasferire il processo per motivi di ordine pubblico. Il dibattimento venne cos\u00ec spostato a Napoli per legittima suspicione. De Fazio e Porchia furono condannati a 15 e 8 anni di reclusione vedendosi riconosciute le attenuanti generiche. Sulla sentenza ha giocato molto la campagna mediatica del quotidiano conservatore La Gazzetta del Sud che sosteneva la tesi della legittima difesa.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>IL 20 OTTOBRE<\/strong> \u2013 ci dice Rosa Tavella, gi\u00e0 consigliera regionale del Prc \u2013 partendo dal ricordo di Adelchi, vogliamo parlare del ruolo che i fascisti ebbero in Calabria in quel periodo, del loro contributo nefasto alla strategia della tensione. Vogliamo contrastare la falsificazione della storia cominciata con la revisione della Resistenza, per finire ai giorni nostri con lo sdoganamento di fascisti e neofascisti al governo del paese. L\u2019iniziativa (con lo storico Angelo d\u2019Orsi e lo scrittore Saverio Ferrari, ndr) vuol essere un riconoscimento doveroso a un ragazzo che lottava, disarmato, per ideali di giustizia, libert\u00e0, solidariet\u00e0, che insieme a tanti altri ambiva a costruire un mondo migliore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>APPUNTAMENTO<\/strong> al chiostro di San Domenico, a Lamezia. Dalle 10, e per tutta la giornata, mostre e incontri pubblici. Anche l\u2019Anpi Calabria, guidata da Mario Vallone, si mobilita con l\u2019arrivo il 10 novembre in citt\u00e0 del suo presidente nazionale, Gianfranco Pagliarulo. Per ricordare con un fiore sulla sua stele Adelchi Argada. Un comunista di vent\u2019anni, ucciso dai fascisti.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Claudio Dionesalvi, Silvio Messinetti &#8211; Nell\u2019eterna disputa tra oppressi e oppressori, Adelchi Argada aveva scelto da che parte stare. 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