{"id":170254,"date":"2024-10-29T00:18:17","date_gmt":"2024-10-28T23:18:17","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=170254"},"modified":"2024-10-29T00:18:17","modified_gmt":"2024-10-28T23:18:17","slug":"maledetti-i-costruttori-di-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2024\/10\/29\/maledetti-i-costruttori-di-morte\/","title":{"rendered":"Maledetti i costruttori di morte"},"content":{"rendered":"<p>di <a class=\"autori\" href=\"https:\/\/comune-info.net\/autori\/paolo-cacciari\/\">Paolo Cacciari<\/a> &#8211;<\/p>\n<div class=\"entry-data\">\n<p>Costruiscono strumenti di morte sempre pi\u00f9 sofisticati e letali. Progettano armi di sterminio capaci di colpire autonomamente e automaticamente senza un controllo umano diretto. Cos\u00ec non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di uomini che si infanghino gli stivali, che premano il grilletto e che rischino di intaccare la propria psiche. Nulla in confronto alla affidabilit\u00e0 dei sistemi <em>unmanned<\/em>: droni di superficie, siluri sottomarini, missili ipersonici manovrabili a distanza da personale in camice bianco tramite reti cyber satellitari. Nulla di diverso \u2013 del resto \u2013 da ci\u00f2 che avviene nelle fabbriche, nei magazzini robotizzati, negli uffici automatizzati; ogni mansione \u00e8 calcolata, procedimentalizzata, mirata. <strong>Nessun pericolo di errore, nessuna responsabilit\u00e0 individuale.<\/strong> La lontananza e l\u2019invisibilizzazione del comando creano una idea di astrazione della violenza inferta. <strong>Apparentemente, almeno. <\/strong>Perch\u00e9 invece <strong>il peso della responsabilit\u00e0 assassina \u00e8 stato solo verticalizzato e accentrato in capo a coloro che hanno deliberatamente deciso di mettere la propria (umana) intelligenza e le proprie personali conoscenze a disposizione della progettazione dei nuovi \u201csistemi d\u2019arma\u201d.<\/strong> Macchine e programmi, dati e codici in funzione di prestabiliti obiettivi di distruzione. <strong>Questi signori sono tra noi: stanno nelle universit\u00e0, nei centri di ricerca, negli uffici di progettazione delle industrie, oltre che nelle accademie militari.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ogni tanto si ritrovano, in cenacoli come quelli di Aspen Institute e producono rapporti, vedi l\u2019ultimo (<a href=\"https:\/\/www.aspeninstitute.it\/la-battaglia-di-pavia-e-il-futuro-della-difesa-europea-1525-2025-iii-edizione\/\">link<\/a>) redatto con il contributo di Leonardo e la collaborazione della Marina Militare, di Intesa Sanpaolo e dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Pavia.<\/strong> Un piccolo spaccato dell\u2019\u00e9lite del potere. Il rapporto redatto da un pull di esperti si presenta come linee guida per operatori economici e decisori politici al fine di incrementare la filiera produttiva delle armi e, prima ancora, sdoganarne l\u2019impiego. \u00c8 qui infatti che i generali vincono le guerre \u2013 prima ancora che vengano combattute \u2013 nel legittimare la produzione di armi.<\/p>\n<p>Con piglio militare veniamo informati dal Rapporto che \u201cIl dominio militare \u00e8 stato storicamente caratterizzato dall\u2019essere un terreno fertile per l\u2019innovazione, poich\u00e9 la capacit\u00e0 di innovare le operazioni militari costituisce uno dei vantaggi che le forze armate possono mettere a frutto per ottenere la superiorit\u00e0 e la vittoria\u201d. Per chi non l\u2019avesse gi\u00e0 capito e sperimentato: \u201cLa storia militare \u00e8 in effetti costellata da innovazioni che hanno spesso, e sempre pi\u00f9 frequentemente con la crescita delle capacit\u00e0 tecnologiche, riguardato gli equipaggiamenti prima ancora che la strategia e la dottrina, la cui evoluzione \u00e8 stata anzi spesso costruita proprio sulla disponibilit\u00e0 di nuovi sistemi di attacco o difesa o informazione\u201d.<\/p>\n<p>Da queste considerazioni d\u2019ordine storico-generale ne derivano <strong>un caldo invito rivolto ai governi a spendere sempre di pi\u00f9<\/strong> in R&amp;S per mantenere una strategia di deterrenza basata sull\u2019asimmetria dei mezzi tecnici a disposizione, sul \u201csurclassamento tecnologico\u201d e sulla \u201csuperiorit\u00e0 informativa\u201d nei confronti dei potenziali nemici (individuati nella Russia, nella Cina e in imprecisati \u201cattori non statuali\u201d). L\u2019importante \u00e8 che nuove tecnologie militari rimangano \u201cnon alla portata di qualsiasi attore si affacci all\u2019orizzonte geostrategico\u201d. Da qui l\u2019invito affinch\u00e9 l\u2019Europa (\u201cAnche senza gli Stati Uniti\u201d) metta in sicurezza i suoi assetti realizzando \u201cnuove capacit\u00e0 [di] natura sia difensiva sia offensiva, poich\u00e9 la deterrenza si costituisce con un\u2019appropriata combinazione delle due\u201d. A minacce potenziali interventi preventivi.<\/p>\n<p>Impariamo dal Rapporto che oggi, oltre ai tradizionali \u201cdomini\u201d sui campi di battaglia (terrestre, navale e dell\u2019aviazione), la sfida tecnologica si gioca sulle armi ipersoniche, sulle armi a energia diretta (come il laser), sullo spazio digitale (cyberspazio).<strong> In tutti questi campi l\u2019intelligenza artificiale agisce da dirompente \u201cmoltiplicatore di effetto\u201d<\/strong>, per velocit\u00e0 e molteplicit\u00e0 di impiego, pi\u00f9 \u201cdi quanto realizzabile con strumenti gestiti da un operatore umano\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ma ci\u00f2 comporta una preoccupazione che gli esperti dell\u2019Aspen, di Leonardo e della Marina definiscono di \u201cnatura etica e operativa\u201d. I sistemi d\u2019arma autonomi (AWS Autonomus Weapon System) infatti operano sulla base di una profilazione preventiva algoritmica che si aggiorna automaticamente e con programmi Machine Learning (autoapprendimento) capaci di identificare, scegliere e attaccare (<em>Observe, Orient, Decide<\/em>) un bersaglio senza il coinvolgimento umano<\/strong>. In pratica, algoritmi armati, macchine appositamente addestrate a fare cose originariamente non prevedibili. Gli obiettivi e le persone vengono colpite sulla base di pacchetti di informazioni dedotte dai sistemi di riconoscimento e di identificazione (sensori, foto, comportamenti, ecc.).<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI FRANCO BERARDI BIFO:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-comune-info wp-block-embed-comune-info\">\n<div class=\"wp-block-embed__wrapper\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" title=\"\u201cAutomazione del genocidio\u201d \u2014 Comune-info\" src=\"https:\/\/comune-info.net\/automazione-del-genocidio\/embed\/#?secret=ecafyCa4Ll#?secret=OuLlErezti\" width=\"500\" height=\"327\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" sandbox=\"allow-scripts\" data-secret=\"OuLlErezti\"><\/iframe><\/div>\n<\/figure>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>Sembra che da tempo in sede Onu si stia discutendo per stabilire delle \u201cregole di ingaggio\u201d condivise per l\u2019uso di questi sistemi d\u2019armi. Nello specifico si tratta di decidere quale debba essere il \u201clivello appropriato di giudizio\u201d che deve rimanere in capo ad un essere umano. Per gli \u201cottimisti tecnologici\u201d tali sistemi dovrebbero essere considerati come un semplice valido supporto decisionale offerto agli agenti umani affinch\u00e9 possano colpire pi\u00f9 rapidamente, profondamente ed efficacemente il nemico. I pi\u00f9 dubbiosi ritengono che i margini di errore (\u201cpregiudizi\u201d incorporati nel software) contenuti nel design del sistema, nel suo addestramento e nell\u2019operazionalit\u00e0 sono tali da non consentire il loro uso.<\/p>\n<p><strong>Per noi fa rabbrividire il solo porsi tali quesiti. Esiste una campagna per chiedere la proibizione di queste armi: <a href=\"https:\/\/www.stopkillerrobots.org\/\">stopkillerrobots.org<\/a><\/strong>. Se la produzione di qualsiasi tipo di arma da guerra \u00e8 un insulto alla vita, quelle \u201ctecnologicamente avanzate\u201d funzionano incorporando l\u2019intera societ\u00e0 nella logica del conflitto. <strong>Nella guerra ibrida<\/strong> (che comprende attacchi cibernetici e cinetici usando bande di frequenza diverse per distruggere o disabilitare infrastrutture collettive ed equipaggiamenti personali)<strong> vi \u00e8 una \u201ccommistione tra difesa civile e militare\u201d, senza alcuna possibilit\u00e0 nemmeno teorica di separare i due ambiti<\/strong>. Ammonisce il citato Rapporto: \u201cUn attacco cibernetico pu\u00f2 ad esempio avere come obiettivo il sistema sociale per un\u2019operazione di disinformazione, il sistema economico per un\u2019operazione di frode informatica, il sistema industriale per un\u2019operazione di <em>ransomware<\/em>, un intero sistema paese per un\u2019operazione di blocco o danneggiamento di infrastrutture critiche\u201d. Quindi \u201ccompetenze e attribuzioni si sovrappongono e solo una fattiva collaborazione tra civile e militare pu\u00f2 portare alla piena efficacia delle linee di difesa\u201d. In tal modo <strong>tutte le strutture e le istituzioni sociali vengono chiamate a costruire un sistema intrecciato di monitoraggio, controllo e sorveglianza. In tempo di pace e in tempo di guerra, a difesa dei confini esterni e dell\u2019ordine interno. Tecnologie militari e civili si sovrappongono in modo inestricabile.<\/strong> La \u201cdualit\u00e0\u201d (applicazioni civili di ricerche militari e viceversa) si va unificando.<\/p>\n<p>Si chiude cos\u00ec il cerchio della militarizzazione della societ\u00e0 in nome della sicurezza e dello sviluppo tecnologico. E <strong>si capisce anche quale sia l\u2019interesse di industrie come Leonardo ad entrare nelle universit\u00e0 e i militari nelle scuole<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Cacciari &#8211; Costruiscono strumenti di morte sempre pi\u00f9 sofisticati e letali. Progettano armi di sterminio capaci di colpire autonomamente e automaticamente senza un controllo umano diretto. 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