{"id":170829,"date":"2025-01-06T09:18:20","date_gmt":"2025-01-06T08:18:20","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=170829"},"modified":"2025-01-06T09:18:20","modified_gmt":"2025-01-06T08:18:20","slug":"lottare-contro-il-fascismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/01\/06\/lottare-contro-il-fascismo\/","title":{"rendered":"Lottare contro il fascismo"},"content":{"rendered":"<p>di Cristina Formica &#8211;<\/p>\n<p>La memoria rappresenta spesso il livello di civilt\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 di quelle persone e di quelle comunit\u00e0 che, ricordando il proprio passato, agiscono per migliorare il futuro. I libri servono, oltre al piacere della lettura di uno stile e di un ragionamento, a mantenere il contatto con s\u00e9 e quanto gi\u00e0 avvenuto: non a caso, il detto popolare ricorda che chi non conosce il proprio passato \u00e8 costretto a ripetere gli stessi errori, fino a che non corregge e differenzia il presente, dando un indirizzo al futuro basato sul migliorarsi, sul proporre soluzioni che tengano presente quanto gi\u00e0 successo e gi\u00e0 sbagliato.<strong> In Italia non abbiamo n\u00e9 elaborato n\u00e9 sappiamo granch\u00e9 della nostra storia<\/strong>, complici un po\u2019 tutti: la politica, che ha rimosso il fascismo confinandolo a una disfida tra squadre; la scienza, che ha avallato, qualcuno ne ha pure guadagnato, nel definire il passato con un\u2019interpretazione buonista della nostra povert\u00e0 e meschinit\u00e0; la comunit\u00e0 e la societ\u00e0 tutta, che ha preferito sentirsi migliore pensando ai propri antenati come brave persone, ingannati e rispettati in tutto il mondo in cui fummo costretti a migrare, oppure passati come civilizzatori con guerre fasciste verso territori poveri, pi\u00f9 poveri di quello che eravamo noi. \u00c8 necessario tornare su questi temi, il nostro presente ce lo impone.<\/p>\n<p><strong><em>Contro il fascismo<\/em> (Garzanti) \u00e8 un piccolo libro, peraltro molto economico, che riporta due discorsi parlamentari di Giacomo Matteotti<\/strong>, con una bella introduzione dello storico Sergio Luzzato: due interventi ufficiali in seno al parlamento italiano, dove Matteotti ha dato voce a se stesso e al partito socialista, che allora rappresentava una larga parte di contadini e operai impegnati a migliorare la societ\u00e0 attraverso le lotte contro un capitalismo becero e schiavista che non salvava nessuno e nessuna, tranne che il proprio interesse.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>LEGGI ANCHE<\/p>\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-comune-info wp-block-embed-comune-info\">\n<div class=\"wp-block-embed__wrapper\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" title=\"\u201cL\u2019antimilitarismo di Matteotti\u201d \u2014 Comune-info\" src=\"https:\/\/comune-info.net\/lantimilitarismo-di-matteotti\/embed\/#?secret=wfxG4L5x3N#?secret=ndCFt9IamC\" width=\"500\" height=\"435\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" sandbox=\"allow-scripts\" data-secret=\"ndCFt9IamC\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<\/figure>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-495828\" src=\"https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/1716016608474.jpeg\" sizes=\"auto, (max-width: 531px) 100vw, 531px\" srcset=\"https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/1716016608474.jpeg 531w, https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/1716016608474-453x700.jpeg 453w, https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/1716016608474-194x300.jpeg 194w, https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/1716016608474-300x463.jpeg 300w, https:\/\/comune-info.net\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/1716016608474-500x772.jpeg 500w\" alt=\"\" width=\"531\" height=\"820\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Disegno di Gianluca Foglia Fogliazza<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Nei cento anni dal suo assassinio per un vile manipolo fascista, che gli rub\u00f2 la vita con le botte e le coltellate, forse quattro\/cinque assassini contro uno, lasciandolo sepolto come un cane nella campagna romana, bisogna ricordare la limpida figura di intellettuale che Matteotti, militante e rappresentante del popolo (il partito socialista era il secondo partito di opposizione in parlamento dopo le fascistissime elezioni del 1924) coraggiosamente espresse nella sua vita e nella sua attivit\u00e0 politica. Il ricordo attraverso due discorsi \u00e8 il modo migliore per raccontare questa persona che<strong> tutto fece per frenare il fascismo<\/strong>, non cedendo mai all\u2019interesse e alla codardia la sua alta statura morale. Matteotti fece tutto quello che pot\u00e9 per arginare la dittatura, venendo attaccato e minacciato pi\u00f9 volte nella sua vita politica. Eppure, poteva anche lui fare finta di niente come fecero in molti, mantenendo il suo potere borghese nelle pieghe di un\u2019economia che continuava a scegliere il capitale. Matteotti us\u00f2 sempre le sue capacit\u00e0, derivanti anche dalla sua posizione sociale di benestante, verso gli ultimi delle terre del Polesine, quando questa parte di Italia era espressione della povert\u00e0 pi\u00f9 estrema, e non come adesso simbolo di una ricchezza povera di tutto, tranne che di beni materiali. Fu un amministratore pubblico attento alla cosa pubblica, non accettando di guadagnare dal ruolo che rivestiva e impegnandosi nelle lotte dei poveri pi\u00f9 poveri, all\u2019epoca i contadini che da qualche decennio si erano costituiti in Lega per non continuare a morire di fame. E, si sa, quando le persone si uniscono fanno sempre molta paura.<\/p>\n<p>Il primo discorso di Matteotti fu declamato in occasione della nuova legislatura del 1921, l\u2019anno prima della marcia fascista su Roma, risolutrice per i potenti dei problemi italiani e delle lotte proletarie e contadine. Qui il deputato riporta s\u00ec la violenza squadrista, che lui stesso viveva e aveva vissuto come politico e segretario della Camera del Lavoro di Ferrara, ma non intendeva lamentarsi di una ferocia di cui lui stesso riconosceva le radici nella societ\u00e0 nazionale; ci\u00f2 su cui Matteotti punt\u00f2 la sua massima attenzione era <strong>il servilismo della stampa borghese<\/strong>, che ometteva e interpretava ci\u00f2 che stava accadendo a favore di una destra che usava gli assalti fisici e in armi verso chi, ed erano tante persone, contrastava la potenza e la violenza capitalistica. <strong>La colpa del fascismo \u00e8 nello stato, disse Matteotti, che pone sullo stesso piano chi incendia e spara con chi si difende per non morire<\/strong>. Non tanto quindi la svolta autoritaria che si stava configurando agitava e motivava il deputato socialista, quanto la risposta che il capitale, quello dei grandi proprietari terrieri, della classe politica dell\u2019epoca, metteva a disposizione di Mussolini e dei suoi accoliti: la sua forza, a partire dalla grande stampa di cui era padrona, per attaccare gli eversivi, quei poveri che si stavano contando dopo la tragedia della grande guerra per interrompere il destino della morte per inedia;<strong> le lotte contadine e operaie spaventavano i ricchi <\/strong>che prosperavano di questa miseria, lotte temute perch\u00e9 la storia andava verso un\u2019altra guerra, quella contro il capitale assassino.<\/p>\n<p>Mai Matteotti retrocesse di fronte alla paura, all\u2019interesse da cui anche lui poteva trovare beneficio: da proprietario terriero, fece di tutto per rendere la spesa pubblica volta all\u2019interesse collettivo, studiando e approfondendo proprio quei conti, comunali o nazionali che fossero, perch\u00e9 fossero utilizzati nel modo pi\u00f9 limpido possibile. <strong>Il motivo per cui fu ucciso, tra gli altri, \u00e8 che stava per denunciare lo scandalo dell\u2019appoggio fascista e del re alla compagnia statunitense Sinclair, che avrebbe sfruttato il petrolio trovato in Emilia Romagna, lasciando un misero 25 per cento degli utili allo stato italiano<\/strong>. Un accordo che presupponeva un lauto guadagno anche per i fascisti al governo e che Matteotti stava per svelare in parlamento, conti e documenti alla mano: non lo fece perch\u00e9 gli chiusero la bocca con la morte, ci rimane perci\u00f2 l\u2019ultimo discorso in cui, senza remore, sottolinea come i risultati elettorali del 1924 furono determinati dalle violenze, dalle minacce e dalle uccisioni, di cui Mussolini si mise naturalmente a capo, assumendosi la responsabilit\u00e0 morale e materiale di tutte le violenze, compresa anche la morte di Matteotti.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che Matteotti disse, e fece, rimane cento anni dopo quasi un presente che non vuole cambiare: accordi sottobanco e violenze che hanno determinato troppe volte il destino nazionale, senza che ci fosse la giusta narrazione di quello che realmente \u00e8 accaduto e per molti versi ancora oggi sta accadendo. La paura dei poveri, delle comunit\u00e0, dei diversi e dei comunisti continua ad essere usata come un\u2019arma, anche in questi giorni, da chi trae vantaggio economico dalla divisione del popolo italiano. Come se i comunisti, anche oggi, potessero essere un pericolo per il popolo tutto, costringendolo alla dittatura di stato che in altri paesi si \u00e8 effettivamente realizzata. Rimane una stampa e una comunicazione mainstream che continua a dare ragione, e a omettere per dare ragione, a personaggi pubblici impresentabili, che continuano a giocare sulle nostre teste le loro carte di servi del moderno capitale, dei Musk di turno, che utilizzano la loro influenza economica per trarre ancora pi\u00f9 vantaggio per s\u00e9, mai domi e mai al servizio della collettivit\u00e0. Purtroppo, un nuovo Matteotti non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 stato, la politica continua ad avere veramente difficolt\u00e0 ad essere dalla parte del popolo; il popolo stesso, ha smesso di avere una parte pubblica e collettiva, raccolto nella propria piccola esistenza, nella propria piccola ricchezza, nella propria triste quotidianit\u00e0.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>Giacomo Matteotti, <em>Contro il fascismo<\/em> (Garzanti, Milano 2019 \u20ac 5)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cristina Formica &#8211; La memoria rappresenta spesso il livello di civilt\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 di quelle persone e di quelle comunit\u00e0 che, ricordando il proprio passato, agiscono per migliorare il futuro. 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