{"id":170860,"date":"2025-01-07T18:16:17","date_gmt":"2025-01-07T17:16:17","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=170860"},"modified":"2025-01-07T18:16:17","modified_gmt":"2025-01-07T17:16:17","slug":"difendiamo-e-cambiamo-luniversita-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/01\/07\/difendiamo-e-cambiamo-luniversita-pubblica\/","title":{"rendered":"Difendiamo e cambiamo l\u2019universita pubblica!"},"content":{"rendered":"<p>di <a href=\"https:\/\/www.roars.it\/author\/tomaso-montanari\/\">Tomaso Montanari &#8211;<\/a><\/p>\n<p><strong>Il testo qui pubblicato \u00e8 l\u2019intervento di apertura all\u2019incontro I<em> rischi di ridimensionamento dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca <\/em>svoltosi il 16 dicembre 2024 all\u2019Universit\u00e0 per Stranieri di Siena. Al centro della discussione i tagli del fondo di finanziamento ordinario delle universit\u00e0, la riforma del preruolo, e il documento firmato da 122 societ\u00e0 scientifiche di denuncia delle politiche del governo Meloni su universit\u00e0 e ricerca (disponibile <a href=\"https:\/\/www.roars.it\/il-governo-ridimensiona-universita-e-ricerca\/\">qui<\/a>).\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Buongiorno a tutte e a tutti.<\/p>\n<p>Sono molto grato al professor Mario Pianta, e a tutte le 122 societ\u00e0 scientifiche per aver chiesto al nostro ateneo di ospitare questo importante incontro; cos\u00ec come sono grato a tutte le colleghe e i colleghi (in tutti i ruoli, e anche fuori dai ruoli; in tutte le associazioni e organizzazioni) che oggi interverranno, e a voi tutte e tutti che ci seguite qui in Aula Magna e attraverso lo streaming.<\/p>\n<p>Un benvenuto anche alla stampa: va avanti da mesi uno scarsamente comprensibile braccio di ferro mediatico tra Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e universit\u00e0 sull\u2019entit\u00e0 del taglio al Fondo di finanziamento ordinario e al combinato disposto di questo con l\u2019assorbimento dei piani straordinari appunto nell\u2019ordinario e dell\u2019adeguamento stipendiale Istat. \u00c8 difficile litigare sui dati di fatto: che sono quelli che tra breve Mario Pianta, presidente della societ\u00e0 scientifica degli economisti, illustrer\u00e0. Anche a questo serve la giornata di oggi: ad offrire al discorso pubblico se non altro la verit\u00e0 fattuale.<\/p>\n<p><strong>Sar\u00f2 ora molto esplicito, come la gravit\u00e0 del momento richiede.<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2021, l\u2019attuale vicepresidente eletto degli Stati Uniti d\u2019America James David Vance ha pronunciato un celebre discorso intitolato <strong>\u00abLe universit\u00e0 sono il nemico\u00bb<\/strong>. Vi si esplicitava un punto essenziale del programma che ora attende di essere attuato:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abDobbiamo attaccare in modo aperto e aggressivo le universit\u00e0 di questo Paese\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>In altre occasioni ha chiarito quale sia il modello:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPenso che il modo di fare di [Orb\u00e1n] debba essere un modello per noi: non eliminare le universit\u00e0, ma dare loro la possibilit\u00e0 di scegliere tra la sopravvivenza e l\u2019adozione di un approccio all\u2019insegnamento molto meno parziale\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Di fronte a questi, ed altri interventi analoghi, l\u20198 agosto 2024 l\u2019Associazione americana dei professori universitari, fondata nel 1915 da John Dewey, ha emesso un duro comunicato, in cui si legge tra l\u2019altro:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSebbene gli attacchi all\u2019istruzione superiore americana non siano una novit\u00e0, ci\u00f2 che sta nel progetto di una presidenza Trump-Vance offre uno scorcio spaventoso su un futuro autoritario che trasformerebbe i college e le universit\u00e0 americane in fabbriche di controllo del pensiero, soffocando le idee, mettendo a tacere il dibattito e distruggendo l\u2019autonomia. \u2026 Siamo in un momento cruciale che decider\u00e0 il futuro dell\u2019istruzione superiore per i decenni a venire. I college e le universit\u00e0 sono il fondamento della democrazia americana e il motore della mobilit\u00e0 sociale, dell\u2019innovazione e del progresso. Non possiamo permettere ai fascisti di privarle di tutto questo. \u00c8 il momento di combattere\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ebbene, credo che queste parole cos\u00ec lucide e chiare \u2013 che interamente sottoscrivo \u2013 siano aderenti anche alla situazione italiana. Non tutti gli osservatori concordano sulla possibilit\u00e0 di una involuzione autoritaria in senso fascista dell\u2019Italia di oggi: ma \u00e8 invece assai difficile negare che sia possibile anche per noi un <strong>esito \u2018ungherese\u2019<\/strong>. L\u2019Ungheria di Victor Orb\u00e1n \u00e8 chiamata pudicamente democrazia illiberale, o postdemocrazia: qualsiasi cosa sia, non \u00e8 pi\u00f9 una democrazia, ma questo non le impedisce di rimanere tranquillamente nell\u2019Unione Europea. Ebbene, <strong>cosa \u00e8 successo alle universit\u00e0 ungheresi?<\/strong><\/p>\n<p>Seguendo uno schema lucido e implacabile, nel 2014 \u00e8 stata imposta ad ogni ateneo la figura del \u2018cancelliere\u2019 di nomina governativa, che ridimensionava l\u2019autorit\u00e0 del rettore eletto dalla comunit\u00e0, assumendo pieni poteri su bilancio e personale; l\u2019anno dopo, i consigli d\u2019amministrazione universitari sono stati sostituiti da \u2018concistori\u2019 composti dal rettore, dal cancelliere e da tre personalit\u00e0 nominate dal governo su indicazione di organizzazioni professionali: gi\u00e0 cos\u00ec l\u2019autonomia universitaria era di fatto cessata, a favore di un controllo diretto del potere esecutivo. Nel 2017 \u00e8 stata emanata una legge (poi dichiarata illegittima dall\u2019Unione europea) che, limitando l\u2019agibilit\u00e0 delle universit\u00e0 straniere in Ungheria, mirava a colpire la Central European University, finanziata da George Soros, la quale si \u00e8 dovuta trasferire a Vienna. Nel 2018 si \u00e8 intervenuti sui contenuti: con un provvedimento inconcepibile, se non in uno Stato etico, sono stati esplicitamente proibiti gli studi di genere nelle universit\u00e0. Noto, per inciso, che anche da noi qualcosa si muove in questo senso. In seguito ad una interrogazione parlamentare del leghista Rossano Sasso, il Ministero dell\u2019Universit\u00e0 ha aperto una \u00abistruttoria\u00bb su un corso di Teoria queer che si era svolto all\u2019Universit\u00e0 di Roma 3, e all\u2019Universit\u00e0 di Sassari, e la ministra Bernini ha affermato che \u00abla libert\u00e0 di insegnamento deve comporsi con la tutela della dignit\u00e0 della persona, \u00e8 necessario un equilibrio nel quale non possono trovare spazio percorsi ideologici che adombrino incitamenti a forme di pressione sui minori\u00bb. \u00c8 fin troppo evidente che la libert\u00e0 del primo comma dell\u2019articolo 33 della Costituzione non prevede bilanciamenti possibili, e che, aprendo questa istruttoria, il potere esecutivo ha compiuto un passo senza precedenti contro l\u2019autonomia e la libert\u00e0 delle universit\u00e0: il governo inizia a esercitare un controllo sulla libert\u00e0 delle universit\u00e0, compiendo un altro inaudito passo verso il modello ungherese.<\/p>\n<p>Nel 2019, l\u2019Ungheria raggiunge il fondo dell\u2019abisso, con l\u2019introduzione di un modello unico al mondo, e dirompente: ventuno universit\u00e0 sono state affidate a fondazioni istituite per legge, sottoposte a un ferreo controllo governativo (i loro organi direttivi sono stati riempiti di politici del partito al governo, in un primo momento nominati a vita\u2026) e finanziate da fondi fiduciari aperti a capitali privati, mentre solo sei sono rimaste pubbliche: oggi il 64% degli studenti ungheresi si trova nelle universit\u00e0-fondazioni dirette sostanzialmente da Orb\u00e1n. A questo punto l\u2019Unione Europea si \u00e8 ricordata della sua Carta dei diritti fondamentali, che all\u2019art. 13 stabilisce che \u00able arti e la ricerca scientifica sono libere. La libert\u00e0 accademica \u00e8 rispettata\u00bb: cos\u00ec, il 15 dicembre 2022, il Consiglio dell\u2019Unione europea ha deciso di sospendere il 55% degli impegni di bilancio a favore dell\u2019Ungheria nell\u2019ambito dei programmi della politica di coesione, e ha vietato alla Commissione europea di assumere impegni giuridici con enti ungheresi, a causa dalle preoccupazioni sulla sopravvivenza dello Stato di diritto in Ungheria. Quando il Parlamento europeo ha approvato una importante risoluzione che \u00abesprime sgomento per la violazione persistente, sistematica e deliberata della democrazia, dello stato di diritto e dei diritti fondamentali in Ungheria, di cui il governo ungherese \u00e8 responsabile\u00bb, Fratelli d\u2019Italia e Lega \u00ad\u2013 cio\u00e8 le due principali forze oggi al governo del nostro Paese \u2013 hanno votato contro, riconoscendosi \u2013 come Vance \u2013 in quel modello.<\/p>\n<p>E io credo che sia esattamente ci\u00f2 che sta in fondo al processo che \u00e8 iniziato; che ha motivato il documento delle 122 societ\u00e0 scientifiche; e che oggi ci richiama qua.<\/p>\n<p><strong>La strumentalizzazione delle proteste per il popolo palestinese<\/strong> (di fatto quasi totalmente pacifiche e democratiche, oltre che sacrosante) <strong>ha permesso a molti governi occidentali di avviare un giro di vito sulla indipendenza degli atenei<\/strong>. Da noi, il governo si \u00e8 affrettato a costituire un gruppo di lavoro (cito il decreto) \u00abper l\u2019analisi di adeguati interventi di revisione dell\u2019ordinamento della formazione superiore, al fine di incrementare il livello di efficienza della <em>governance<\/em> istituzionale, delle logiche di reclutamento e di gestione del personale docente nonch\u00e9 di razionalizzare l\u2019offerta formativa\u00bb, affidandone la presidenza a <strong>Ernesto Galli della Loggia<\/strong>, che aveva invocato una stretta contro queste universit\u00e0 incapaci di mantenere l\u2019ordine, suggerendo di tornare <strong>alla nomina (gentiliana) dei rettori da parte del ministro.<\/strong> Tutto questo ha assunto un\u2019aria anche pi\u00f9 minacciosa quando, il 4 giugno 2024, il Consiglio dei ministri ha approvato l\u2019annuale disegno di legge che <strong>delega il governo a semplificare e riordinare determinate materie, includendovi, all\u2019articolo 11, il mandato a una riforma pressoch\u00e9 totale del sistema universitario italiano<\/strong>, e creando quindi una commissione per la riforma della legge 240 esplicitamente lottizzata dalle forze di maggioranza, e popolata da una specie di museo delle cere delle pi\u00f9 retrive concezioni dell\u2019universit\u00e0. \u00c8 a questo punto che si colloca il taglio pi\u00f9 cospicuo degli ultimi decenni al finanziamento pubblico alle universit\u00e0, che combinato con l\u2019addossamento ai bilanci degli atenei dello scatto stipendiale Istat, porta molti atenei (anche grandi atenei, anche al nord) tecnicamente ad un passo dal dissesto.<\/p>\n<p><strong>La ministra Bernini continua a smentire: la verit\u00e0 \u00e8 che la quasi totalit\u00e0 delle universit\u00e0 italiane nel 2025 (e forse nel 2026) non faranno assunzioni.<\/strong> La ministra \u00e8 venuta in Crui a dirci che l\u2019internazionalizzazione \u00e8 la prima missione dell\u2019universit\u00e0 italiana: ma in queste condizioni, l\u2019internazionalizzazione consister\u00e0 nel regalare una intera generazione di ricercatrici e ricercatori ad altri paesi. Ricordo che la ragione per cui la promozione della ricerca scientifica e tecnica fu collocata nella carta costituzionale (primo comma dell\u2019articolo 9), fu un vibrante intervento del costituente Alberto Pignedoli, un fisico allievo di Gilberto Bernardini, che disse testualmente in assemblea costituente che doveva finire il vergognoso esodo dei ricercatori italiani, che avveniva per ragioni materiali, cio\u00e8 di stipendi. Nel 2024 compiamo un passo indietro decisivo, dopo tanti altri passi indietro degli ultimi decenni, verso una situazione precostituzionale: cio\u00e8 anticostituzionale.<\/p>\n<p>Infine, <strong>la cosiddetta riforma del preruolo<\/strong>: ammesso che di riforma si possa parlare visto che naturalmente \u00e8 a costo zero. Rispetto alla soluzione cosiddetta Verducci, si compie qua un drammatico passo indietro: una involuzione, in cui appare addirittura, e in ben due forme, come un orribile <em>revenant<\/em>, la mitica figura dell\u2019\u2018assistente\u2019, accanto all\u2019arbitrio da monarchia assoluta del \u2018professore aggiunto\u2019, segnando un clamoroso ritorno all\u2019universit\u00e0 feudale. Bisogna confessare che, in questo caso, il governo non ha fatto che recepire, pari pari, le pessime proposte di una commissione presieduta dall\u2019ex rettore del Politecnico di Milano, ed ex presidente della Conferenza dei rettori, Ferruccio Resta. Non stupisce che, ascoltata in audizione al Senato nel novembre 2024, la Conferenza dei rettori abbia chiesto ancor pi\u00f9 flessibilit\u00e0 e ancor pi\u00f9 figure intermedie: cio\u00e8, di fatto, ancor pi\u00f9 precariato. E rivendico di aver espresso la mia netta contrariet\u00e0, nell\u2019ultima assemblea Crui, alla presenza della ministra Bernini. Per completare il quadro, ma non voglio rubare altro tempo, c\u2019\u00e8 il favor che si continua a mostrare alle universit\u00e0 telematiche, imprese for profit appartenenti a fondi di investimento stranieri che hanno il pregio di produrre diplomi, non pensiero critico. E di avere studenti virtuali: che non possono scendere in piazza.<\/p>\n<p><strong>In conclusione,<\/strong> credo che il disegno politico che abbiamo davanti sia perfettamente leggibile. Affamare le universit\u00e0, aumentare il precariato, contrarre l\u2019autonomia, limitare la libert\u00e0: per indurre le universit\u00e0 a fondersi tra loro (sar\u00e0 il prossimo passo, gi\u00e0 annunciato); a trasformarsi in fondazioni; ad essere controllata dal capitale privato, e dal potere esecutivo.<\/p>\n<p>Oggi parliamo dei rischi di ridimensionamento dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca. Teniamo ben presente che stiamo parlando dei rischi di ridimensionamento della nostra democrazia, della nostra libert\u00e0 personale e collettiva.<\/p>\n<p>Non siamo qua per difendere questa universit\u00e0, anzi vogliamo cambiarla radicalmente: ma nel senso della Costituzione, non della regressione illiberale e antidemocratica che cos\u00ec evidentemente si sta compiendo.<\/p>\n<p>Come hanno scritto le colleghe e i colleghi americani, \u00ab\u00e8 il momento di combattere\u00bb.<\/p>\n<p>Grazie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Tomaso Montanari &#8211; Il testo qui pubblicato \u00e8 l\u2019intervento di apertura all\u2019incontro I rischi di ridimensionamento dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca svoltosi il 16 dicembre 2024 all\u2019Universit\u00e0 per Stranieri di Siena. 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