{"id":170877,"date":"2025-01-08T17:53:41","date_gmt":"2025-01-08T16:53:41","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=170877"},"modified":"2025-01-08T17:53:41","modified_gmt":"2025-01-08T16:53:41","slug":"i-cartelli-sgrammaticati-e-gli-infiniti-problemi-delle-citta-culturali-siciliane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/01\/08\/i-cartelli-sgrammaticati-e-gli-infiniti-problemi-delle-citta-culturali-siciliane\/","title":{"rendered":"I cartelli sgrammaticati, e gli infiniti problemi delle citt\u00e0 culturali siciliane"},"content":{"rendered":"<p>di Giacomo Di Girolamo &#8211;<\/p>\n<p>Il cartello alla fine \u00e8 stato rimosso. Quel cartello. Quello con gli strafalcioni, che ha fatto ridere mezza Italia. Agrigento, la capitale italiana della Cultura per il 2025, che si presenta al mondo con due errori grammaticali in tre righe: \u201cValle di templi\u201d, \u201cContrata\u201d, e gi\u00f9 risate, imbarazzo. Immagini che diventano virali sui social. Meme. Alla fine, il cartello non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Tra poco spunter\u00e0 quello corretto, si spera.<\/p>\n<p>Ne hanno parlato tutti, nell\u2019ozio dei giorni natalizi, di quel cartello, dell\u2019ironia delle cose di Sicilia. Agrigento capitale della cultura, un titolo pirandelliano, nella citt\u00e0 agli ultimi posti per la qualit\u00e0 della vita in Italia: novantaseiesimo posto su centosei province in generale, ma ultima, alla posizione centosei, come indice di lettura dei suoi abitanti, secondo il Sole 24 Ore.<\/p>\n<p>Ma quello che non si vede \u00e8 ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 dietro. Degli altri cartelloni sbagliati, ad esempio. Che non fanno pi\u00f9 notizia perch\u00e9 ci sono da cos\u00ec tanto tempo che uno ormai si \u00e8 abituato. Il sindaco di Agrigento, Franco Miccich\u00e8 \u2013 per la cui serenit\u00e0 la Regione Sicilia ha deciso perfino le elezioni amministrative previste quest\u2019anno \u2013 dice che non \u00e8 competenza del Comune, ma dell\u2019Anas (vero), e che si tratta di una scusa per attaccare Agrigento sulla base di una polemica sterile. Ma dimentica che Agrigento, che accoglie ogni anno due milioni di turisti, ha una segnaletica vecchia, sbagliata. Qui non c\u2019entra l\u2019italiano, ma la logica. Cartelloni stradali sbiaditi, alcuni vecchi pi\u00f9 di mezzo secolo. In una citt\u00e0 senza aeroporto, senza autostrada, e con il trasporto ferroviario che \u00e8 quello che \u00e8, ci sono lavori interminabili sulla principale Strada Statale, la 640, che porta in citt\u00e0, e la segnaletica che accompagna gli automobilisti per i percorsi alternativi \u00e8 a dir poco avventurosa.<\/p>\n<p>Chiunque passi da Agrigento sa che il colore dei cartelloni stradali non \u00e8 il classico blu ma il giallo dei lavori in corso, delle strade senza uscita, della segnalazione dei cantieri. Che aprono, e non si sa mai quando terminano. Come il caso del Ponte Maddalusa, fermo da oltre quattro anni. Da altre parti il ponte, che non \u00e8 n\u00e9 quello di Brookliyn <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2024\/03\/ponte-sullo-stretto-di-messina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">n\u00e9 il Ponte sullo Stretto<\/a> (a proposito, il 2025 \u00e8 stato proclamato dal ministro Matteo Salvini come l\u2019anno della prima pietra) sarebbe stato demolito e rifatto in breve tempo. I lavori per questo ponte, largo ottanta metri, meno di un campo da calcio, sono iniziati nel 2018. L\u2019importo dei lavori \u00e8 di due milioni e mezzo di euro circa. E, nel suo piccolo, il ponte, che \u00e8 uno dei punti principali di ingresso ad Agrigento, \u00e8 un concentrato di cattiva politica e pessima amministrazione: soldi che non ci sono, lavori partiti in ritardo, gara, impresa inadempiente, nuova gara, varianti. Secondo quanto dice l\u2019Assessore Regionale ai Trasporti Alessandro Aric\u00f2, rispondendo a un\u2019interrogazione parlamentare, durante questi sei anni si sono fatti su quel ponte trecentocinquantadue interventi urgenti. Le comunicazioni ai cittadini sulle continue deroghe sono affidate a un foglio A4 attaccato con delle fascette alla recinzione del cantiere \u2013 quella maglia arancione di plastica che ad Agrigento \u00e8 da sempre elemento dell\u2019arredo urbano meglio e pi\u00f9 dei templi \u2013 e infilato in una busta trasparente, per proteggerlo dalla pioggia. \u00c8 scritto per\u00f2 in italiano corretto. E tanto basta.<\/p>\n<p>E mentre altrove rotatorie e incroci sono aiuole spesso ben curate e armoniose, qui diventano trappole, infestate da sterpaglie, con pali degradati.<\/p>\n<p>Ci sono anche queste emergenze nell\u2019agenda della \u201ccabina di regia\u201d creata per gestire gli eventi di Agrigento Capitale della Cultura. Un anno di festa vissuto con l\u2019approccio di chi va a fare una spedizione militare. Non c\u2019\u00e8 entusiasmo, solo tanta tensione. Al momento, in attesa che il 13 gennaio i sindaci dei comuni interessati (il programma coinvolge tutta la provincia, anche Lampedusa) facciano le loro proposte su come migliorare viabilit\u00e0 e parcheggi, si \u00e8 preso atto che \u00e8 partita la campagna di comunicazione \u201cLasciati abbracciare dalla Cultura\u201d con poster giganti nelle principali stazioni italiane e in tv. Il tutto finanziato dalla Regione Sicilia, che in questo complicato affare sta investendo generose risorse economiche. Solo la promozione costa 1,3 milioni di euro. Il famoso concerto del Volo, registrato nella calura agostana ma con gli spettatori obbligati agli abiti pesanti, perch\u00e9 \u00e8 stato trasmesso a Natale, mezzo milione di euro. Gi\u00e0 sono stati impegnati quattro milioni di euro, che vanno dalla pianificazione pubblicitaria fino al \u201cRicordo di Domenico Modugno\u201d a cura di Beppe Fiorello (sessantamila euro).<\/p>\n<p>Ma la data segnata in rosso sul calendario \u00e8 vicinissima: il 18 gennaio la citt\u00e0 accoglier\u00e0 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Da l\u00ec in poi non si pu\u00f2 pi\u00f9 tornare indietro.<\/p>\n<p>Intorno c\u2019\u00e8 tutta una partita politica. Da quando \u00e8 stato inventato, dall\u2019allora ministro della Cultura Dario Franceschini, l\u2019astruso titolo di \u201ccapitale italiana della Cultura\u201d, Agrigento \u00e8 la prima citt\u00e0 amministrata dal centrodestra a vincere. Non si pu\u00f2 sbagliare. Al momento per\u00f2 manca ancora il programma (verr\u00e0 presentato il 14 gennaio alla presenza del ministro Alessandro Giuli, a Roma) e tutto procede tra ritardi e ulteriori lungaggini burocratiche che la creazione di una macchinosa Fondazione ad hoc non ha risolto.<\/p>\n<p>Ci sono voluti ad esempio ben otto mesi per l\u2019approvazione proprio dello statuto della Fondazione, da marzo 2023, quando \u00e8 avvenuta la proclamazione. Niente male se si considera che il dossier di candidatura presentato al ministero e risultato vincitore prevedeva opere (in corso o da realizzare) per un totale di quasi centocinquanta milioni di euro. Un Pnrr nel Pnrr. Ma fino a pochi giorni fa non c\u2019era neanche il logo. O meglio, si \u00e8 scoperto che quello che c\u2019era, e che era stato utilizzato in tutta la comunicazione degli ultimi due anni, che rappresentava l\u2019immagine del Talamone, non era di propriet\u00e0 del Comune. Da qui il cambio del logo e di tutta l\u2019immagine coordinata.<\/p>\n<p>Non sono migliori i presagi per l\u2019altra capitale, Gibellina, <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2024\/11\/gibellina-capitale-arte-contemporanea-2026-terremoto-portami-il-futuro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">che nel 2026 sar\u00e0 la prima \u201ccapitale italiana dell\u2019arte contemporanea\u201d.<\/a> Anche in quel caso, passata la festa, cominciano i problemi e le polemiche. Dopo nove anni, si \u00e8 dimesso Calogero Pumilia, presidente della Fondazione Orestiadi, motore del progetto e tra le principali istituzioni culturali siciliane. Tutto \u00e8 degenerato dopo la vittoria del titolo: \u201cIn questa terra di Sicilia \u2013 denuncia Pumilia \u2013 spesso si \u00e8 molto bravi a trasformare un\u2019opportunit\u00e0 in un\u2019occasione di rissa banale e volgare\u201d.<\/p>\n<p>Ma andr\u00e0 tutto bene, si spera, e Agrigento si riempir\u00e0 di turisti. Nel dossier di candidatura \u00e8 previsto l\u2019arrivo di almeno duecentocinquantamila visitatori in pi\u00f9, cio\u00e8 il venticinque per cento di turisti in pi\u00f9 rispetto al milione degli ultimi due anni. Ai quali poi, per\u00f2, come gi\u00e0 accaduto quest\u2019anno, bisogner\u00e0 spiegare in tante lingue come mai non c\u2019\u00e8 l\u2019acqua nei bagni delle loro stanze, ma anche quali sono i migliori suggerimenti per non sprecarne neanche una goccia. E va bene, con certi cartelli in giro, bisogner\u00e0 pure spiegare come arrivare ad Agrigento senza perdersi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giacomo Di Girolamo &#8211; Il cartello alla fine \u00e8 stato rimosso. Quel cartello. Quello con gli strafalcioni, che ha fatto ridere mezza Italia. 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