{"id":171475,"date":"2025-03-04T23:31:59","date_gmt":"2025-03-04T22:31:59","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=171475"},"modified":"2025-03-04T23:31:59","modified_gmt":"2025-03-04T22:31:59","slug":"chi-fu-maria-giudice-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/03\/04\/chi-fu-maria-giudice-2\/","title":{"rendered":"CHI FU MARIA GIUDICE"},"content":{"rendered":"<h3><em><strong>di Sebastiano Saglimbeni &#8211;<\/strong><\/em><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2517\" src=\"https:\/\/assconcettomarchesigallarate.wordpress.com\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/sebastiano.jpg?w=150&amp;h=150\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" srcset=\"https:\/\/assconcettomarchesigallarate.wordpress.com\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/sebastiano.jpg?w=300 300w, https:\/\/assconcettomarchesigallarate.wordpress.com\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/sebastiano.jpg?w=150 150w\" alt=\"sebastiano\" width=\"150\" height=\"150\" data-attachment-id=\"2517\" data-permalink=\"https:\/\/assconcettomarchesigallarate.wordpress.com\/2019\/11\/01\/lamento-e-versi\/sebastiano\/\" data-orig-file=\"https:\/\/assconcettomarchesigallarate.wordpress.com\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/sebastiano.jpg\" data-orig-size=\"438,438\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Picasa&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1572641846&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"sebastiano\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/assconcettomarchesigallarate.wordpress.com\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/sebastiano.jpg?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/assconcettomarchesigallarate.wordpress.com\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/sebastiano.jpg?w=438\" \/>Maria Giudice nasce a Voghera nel 1880. Cura, giovanissima, \u201cDonna che piange\u201d, in appendice a \u201cL\u2019uomo che ride\u201d, una rivista dei socialisti. Fertile di scritture, in nome della condizione umana e sociale muliebre, fertile di prole, avendo avuto 8 figli, di cui 7 da un libero rapporto con Carlo Civardi, l\u2019 ultimo, una donna, Goliarda, che diverr\u00e0 una scrittrice e un\u2019attrice di notevole valore, con il socialista di Catania, dove si trasferir\u00e0, con il socialista Giuseppe Sapienza, fondatore di \u201cUnione\u201d e direttore di \u201cIdea\u201d.<\/p>\n<p>Ho inteso il nome di questa singolare donna, da alcune cronache di epoca che parlano di Francesco Lo Sardo, mentre in giro per la Sicilia, nel 1920, infiamma la gente perch\u00e9 deplori la guerra che mille e mille come lui avevano subito. La donna, al seguito di Lo Sardo, a Casalvecchio Siculo, il 7 luglio, e il 12 agosto, a Tortorici, comunit\u00e0 della provincia di Messina, l\u2019una tanto distante dall\u2019altra. Entrambi, fervidi oratori, erano seguiti dalla polizia.<\/p>\n<p>Il comizio di Lo sardo a Tortorici, venne interrotto da 300 avversari politici.<span id=\"more-2787\"><\/span><\/p>\n<p>Maria Giudice, mentre nasce il primo figlio, si trova esiliata in Svizzera, dove aveva fondato, assieme ad Angelina Balabanoff, il giornale \u201c<em>Su compagne!<\/em>\u201d Quando rientra Italia, l\u2019assillo della fede socialista e della scrittura, come mezzo di comunicazione, sono la sua ragione di esistere. E\u2019 la stagione deprimente e avvilente della prima guerra mondiale e Maria Giudice \u2013 gli uomini sono al fronte- funge da capo della Sezione socialista provinciale e della Camera del lavoro di Torino. Qui dirige, prima di Antonio Gramsci, il giornale \u201c<em>Il grido del popolo<\/em>\u201d. Rivolge un appello appassionato alle masse perch\u00e9 si oppongano alla guerra e alle donne perch\u00e9 non si prestino a lavorare per il sostegno degli uomini in armi. Quella sua costante condanna delle armi e della guerra le cagiona, per disfattismo, tre anni di carcerazione. Ne sconter\u00e0 solo uno per un\u2019 amnistia del 1918. Una maestra elementare, come Ada Negri, poetessa socialista. Una maestra elementare che logicamente rigettava tutta la falsa morale e la retorica dei libri destinati ai ragazzi. Parlava, come se parlasse ai ragazzi, alla gente incolta lavoratrice e pure a chi possedeva gli strumenti della cultura. Un\u2019idealista onesta e rivoluzionaria\u2019, dalle luci e dalle ombre, come \u00e8 stato scritto, imponente, con in testa la caparbia convinzione che l\u2019uomo sul pianeta terra non fosse pi\u00f9 lupo all\u2019uomo e, conseguentemente, finissero le ingiustizie e scomparissero i tiranni. Mentre la donna in Sicilia, terra delle lupare dalle canne mozze, vengono uccisi il sindacalista Giuseppe Rumore e il capolega Nicol\u00f2 Aloni, vive a Catania con cinque dei suoi sette figli nella casa di Sapienza. In due pi\u00f9 forti le azioni politiche per circa 4 anni. Maria si rivide in carcere per 8 mesi dopo la rivolta del 1922 a Lentini.<\/p>\n<p>Durante gli anni del fascismo razzista e dittatoriale, Maria Giudice \u00e8 una sorvegliata costretta a rimanere in casa a Catania. Nella cattivit\u00e0 casalinga, studia, legge e si carica di volont\u00e0 per apprendere la lingua latina. Intanto la sua fama si \u00e8 espansa per tutta la penisola, viene considerata un\u2019autentica socialista. La sua casa \u00e8 frequentata da uomini del pensiero e della politica. Per lei, se pu\u00f2 essere un monito per una pletora di donne odierne di un opportunismo abietto, l\u2019agiatezza era una vergogna. Vedeva la grande responsabilit\u00e0 delle tragedie non solo nei capi come Mussolini e Hitler ma in coloro che si impestavano dei morbi di costoro.<\/p>\n<p>Parlava di vere riforme sociali fondate sul lavoro, di fratellanza e di solidariet\u00e0. Una pura socialista diventata tale a sue spese e, qualche volta, non condivisa dalle medesime persone del suo partito. Le cronache raccontano che quando invi\u00f2 un suo servizio alla nuova redazione dell\u2019 \u201cAvanti\u201d, venne censurato. Il testo diceva di una donna disperata, senza lavoro, che si era uccisa e, l\u2019autrice attribuiva a tanti la responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Muore a Roma nel 1953, all\u2019et\u00e0 di 73. Nella sua povera casa si recano, fra tanti, Sandro Pertini, Umberto Terracini e Giuseppe Saragat.<\/p>\n<p>Per concludere questo nostro contributo per la memoria di Maria Giudice rifletto sulla forza d\u2019animo di questa \u201cgrande\u201d donna e come, con i mezzi di allora, avesse sopportata la estenuante fatica di quegli spostamenti, dal nord dell \u2018Italia al sud dell\u2019Italia. Per l\u2019amore verso il prossimo sofferente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sebastiano Saglimbeni &#8211; Maria Giudice nasce a Voghera nel 1880. Cura, giovanissima, \u201cDonna che piange\u201d, in appendice a \u201cL\u2019uomo che ride\u201d, una rivista dei socialisti. 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