{"id":171590,"date":"2025-03-08T21:39:26","date_gmt":"2025-03-08T20:39:26","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=171590"},"modified":"2025-03-09T00:05:22","modified_gmt":"2025-03-08T23:05:22","slug":"breve-vita-lunga-fama-del-poeta-andrea-chenier","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/03\/08\/breve-vita-lunga-fama-del-poeta-andrea-chenier\/","title":{"rendered":"Breve vita, lunga fama del poeta Andrea Ch\u00e9nier\u00a0 \u00a0"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_171592\" style=\"width: 851px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-171592\" class=\"size-large wp-image-171592\" src=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250308_214444-841x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"841\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250308_214444-841x1024.jpg 841w, https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250308_214444-246x300.jpg 246w, https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250308_214444-768x935.jpg 768w, https:\/\/nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250308_214444.jpg 956w\" sizes=\"auto, (max-width: 841px) 100vw, 841px\" \/><p id=\"caption-attachment-171592\" class=\"wp-caption-text\">Andrea Ch\u00e9nier<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di <em>Sebastiano Saglimbeni &#8211;<\/em><\/p>\n<p>Creativa, rivoluzionaria e breve l\u2019esistenza del poeta Andrea Ch\u00e9nier, ma ricompensata dalla fama che dura dal 1794, anno della sua morte tragica. Ch\u00e9nier mor\u00ec ghigliottinato all\u2019et\u00e0 di 32 anni, essendo nato nel 1762 a Costantinopoli da madre di origine greca e da padre francese. Mor\u00ec da poeta, non pi\u00f9 da attivista della Rivoluzione francese, alla quale, nella sua esplosione giustizialista, aveva creduto ed offerto il suo pensiero. Travolto da un profondo sconcerto per gli eccessi del Terrore denunci\u00f2 con la sua scrittura quelle sommarie giustizie eseguite con colpi di pene capitali. E piovvero sul poeta, autore delle Elegi\u00e9s, delle Bucoliques e di altre opere, gravi accuse di cospirazione, che portarono alla prigione e alla ghigliottina. Uno, fra i tanti, morto in quel modo, come il re Sole e la moglie Antonietta, grandi responsabili di ingiustizie sociali, e subito passato sotto silenzio il suo ritratto di uomo e di poeta.<\/p>\n<p>Fiorirono di attenzioni, di studi e di notoriet\u00e0, qualche tempo dopo, nel 1819, le sue opere a sfondo umanistico. Successivamente, la critica vide nel poeta Ch\u00e9nier il solo autore francese tra Pierre Ronsard e gli autori del romanticismo. Con l\u2019avvento di questa straordinaria rivoluzione culturale, il poeta che la rivoluzione aveva stroncato, pot\u00e9 assurgere ad autore considerevole e, in qualche modo, annoverato tra i classici francesi.<\/p>\n<p>Quanto fosse stato eccessivamente denigratorio, mi pare di considerare, il suo pensiero di poeta e di autore di servizi sui giornali di quell\u2019epoca, nei confronti della Rivoluzione che non risparmi\u00f2, subito dopo, l\u2019altro famosissimo rivoluzionario Robespierre, non \u00e8 agevole poterlo delineare. Si pu\u00f2 certamente scrivere che egli, avversario di un potere assolutistico regio ed aristocratico, chiuse i giorni della sua fresca esistenza vittima di quella stessa libert\u00e0, assurta a potere, cui aveva creduto.<\/p>\n<p>Si diceva sopra delle sue opere. Vennero vagliate e tardivamente generarono gusti nella nuova generazione che segu\u00ec al tramonto dell\u2019astro napoleonico. Ma il tributo pi\u00f9 alto venne reso al poeta, che incominciava ad essere considerato il simbolo della purezza e della libert\u00e0, dal librettista piacentino Luigi Illica che compose l\u2019omonima opera Andrea Ch\u00e9nier musicata da Umberto Giordano. Il protagonista, il poeta librettista e il musicista, oscuri sino alla fine del 1800, di colpo, brillarono di un\u2019 aureola di notoriet\u00e0 per le rappresentazioni che seguirono ad iniziare da quella che venne eseguita alla Scala di Milano nel 1896. Una rappresentazione strepitosa che pot\u00e9, dopo, ripetersi con l\u2019impiego di maestri della lirica, come, per fare qualche esempio, Borgatti e Del Monaco.<\/p>\n<p>L\u2019efficacia creativa di Ch\u00e8nier pu\u00f2 emergere da questa sua proposizione che recita: \u201cIntinta nel sangue dei vinti ogni spada \u00e8 innocente\u201d. O, meglio, risiede nelle opere sopra accennate, nelle altre: Il cieco (L\u2019aveugle), Giambi (Iambes), che sono i versi satirici scritti in carcere, mentre era in attesa della condanna a morte, e nei quali c\u2019\u00e8 tutto fermato il suo furioso disprezzo nei confronti dei suoi compagni rivoluzionari, dei suoi amici vigliacchi e del carnefice. Ed ancora nei poemetti filosofici rimasti incompiuti Ermete (L\u2019Herm\u00e8s) e L\u2019America (L\u2019Am\u00e9rique), che inneggiano ai miti di quel secolo della ragione. Tutta la sua scrittura poetica altro non \u00e8 che il nobile tentativo di riscoprire il mondo classico del passato, con riguardo a quello ellenico ma con una flessione di abbandono nostalgico ad una chimera di amore e di esistenza pastorale. Come, d\u2019altro canto, in certi puri poeti contemporanei che ripudiano questa \u00e8ra evolutiva ed involutiva.<\/p>\n<p>Oggi con le abbondanti ricchezze, che da sempre detengono gli uomini infami, mentre persiste l\u2019indigenza e la sofferenza generatrice di tragicit\u00e0, c\u2019\u00e8 chi si attende una rivoluzione, come quella francese e sovietica. Il mio amico scrittore dimenticato, Carlo Bernari, l\u2019autore di Tre operai e di altri lodevoli romanzi, fra questi, uno dal titolo Tanto la rivoluzione non scoppier\u00e0, ne aveva, a proposito, parlato durante una mattinata in una sala della Gran Guardia, strapiena dei miei alunni e di quelli dei miei colleghi dell\u2019Istituto Einaudi di Verona.<\/p>\n<p>Si accennava sopra a Ch\u00e8nier poeta, autore delle Bucoliques, e si pu\u00f2 credere che egli avesse letto Virgilio Marone e fosse tanto attratto dalla prima opera del poeta, soprattutto della V bucolica, la pi\u00f9 lirica a differenza di altre che riprendono in pi\u00f9 tratti gli Idilli teocritei. La pi\u00f9 lirica, dove nella nostra traduzione italiana un tratto recita:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cNei solchi ove spesso seminammo<\/p>\n<p>quei grossi chicchi d\u2019orzo, la zizzania<\/p>\n<p>inconsistente e l\u2019inutile aveva<\/p>\n<p>verdeggiano; e la marruca e il cardo<\/p>\n<p>qui spuntano con le aguzze spine<\/p>\n<p>invece di violette delicate,<\/p>\n<p>di narcisi purpurei\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qui, espressi metaforicamente, i buoni seminatori e quelli infami, seminatori di discordie come oggi nel nostro tempo funestato da guerre, guerre e morti. E vale ricordare del poeta decapitato questa proposizione: \u201cI malvagi non sono mai potenti se non per ignoranza di chi li ascolta\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Sebastiano Saglimbeni &#8211; Creativa, rivoluzionaria e breve l\u2019esistenza del poeta Andrea Ch\u00e9nier, ma ricompensata dalla fama che dura dal 1794, anno della sua morte tragica. 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