{"id":171659,"date":"2025-03-14T16:52:25","date_gmt":"2025-03-14T15:52:25","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=171659"},"modified":"2025-03-14T16:52:25","modified_gmt":"2025-03-14T15:52:25","slug":"un-passo-avanti-verso-labisso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/03\/14\/un-passo-avanti-verso-labisso\/","title":{"rendered":"Un passo avanti verso l\u2019abisso"},"content":{"rendered":"<p>di Mimmo Cortese &#8211;<\/p>\n<p><strong>In Europa la strada che ha raccolto nel modo pi\u00f9 significativo l\u2019eredit\u00e0 profonda della lotta al nazifascismo, \u00e8 stata la scelta nonviolenta, sin dal cuore nero di Berlino, con la lotta vincente delle donne di Rosenstrasse; nell\u2019Universit\u00e0 di Monaco, con i fratelli Scholl; con la poderosa azione di noncollaborazione, scioperi e boicottaggi messa in atto contro i nazisti dal popolo danese, unico a salvare l\u2019intera comunit\u00e0 ebraica dalla deportazione e dalla morte nel lager; con azioni e scelte nonviolente diffuse in tutto il continente dalla Norvegia all\u2019Italia.<\/strong> Ma la strada della nonviolenza \u00e8 stata anche l\u2019unica prospettiva di successo contro le brutali tirannie che hanno tenuto sotto scacco e soggiogato per anni, Germania dell\u2019Est, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria, paesi pi\u00f9 d\u2019una volta invasi anche dalle truppe di Mosca ai tempi dell\u2019Unione Sovietica. Popoli che hanno riconquistato libert\u00e0 e democrazia senza mai richiedere bombe, guerre, azioni armate.<\/p>\n<p><strong>Sulla strada del riarmo, della guerra \u2013 addirittura della minaccia nucleare \u2013 si tenta invece di cancellare questi percorsi fondativi dell\u2019Europa che hanno contribuito in maniera determinante alla caduta del muro di Berlino<\/strong>. Si vuole rimuovere la resistenza polacca, ceca, slovacca, gettare nell\u2019oblio Vaclav Havel, gli scioperi di Danzica, gli studenti di Praga. Una strada che vuole fare piazza pulita di quel \u201cpotere dei senza potere\u201d che \u00e8 stato il lascito pi\u00f9 significativo di quella stagione e che ha fatto cadere quei regimi senza bisogno della forza militare.<\/p>\n<p>Solo una cecit\u00e0 politica e intellettuale, e una irresponsabilit\u00e0 senza limiti, pu\u00f2 dare spiegazione, e accettare l\u2019adesione, a questa nefasta prospettiva.<\/p>\n<p><strong>In molte prese di posizione di settori certamente democratici \u00e8 chiaro il no al riarmo, la contrariet\u00e0 netta alla scelta della guerra <\/strong>come strumento per la risoluzione dei conflitti e la spinta decisa per intraprendere la strada del dialogo, della diplomazia e della mediazione tra punti di vista e interessi divergenti. <strong>Tuttavia spessissimo manca l\u2019elemento fondamentale per dare a quelle prese di posizione una prospettiva credibile, e praticabile: la forma di lotta attraverso cui opporsi, sia in pace sia in guerra,<\/strong> <strong>alla brutalit\u00e0 della forza armata<\/strong> e acquisire il pi\u00f9 ampio consenso per raggiungere quegli obbiettivi.<\/p>\n<p>Quel \u201cpotere dei senza potere\u201d attorno al quale Havel costru\u00ec la sua visione del mondo e la sua scelta politica, a cui Arendt dedic\u00f2 parte significativa dei suoi studi, ha una storia lunga, nata dalle importanti intuizioni di Tolstoj, sistematizzate da Gandhi in una lotta clamorosa al colonialismo inglese e arrivate fino a noi attraverso centinaia di avvenimenti che hanno cambiato il mondo, dall\u2019America Latina, all\u2019Asia, dall\u2019Europa all\u2019Africa:<strong> la lotta nonviolenta<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Non scegliere chiaramente e definitivamente questa strada significa oscillare pericolosamente nell\u2019ambiguit\u00e0. Ammettere che, in fondo, il ricorso alla guerra pu\u00f2 sempre essere possibile in qualche circostanza, che uccidere indiscriminatamente \u00e8 pur sempre un\u2019opzione praticabile<\/strong>. In questo modo non solo si manifesta l\u2019evanescenza, l\u2019inconsistenza, di quelle prese di posizione, ma si mette a nudo anche la scarsa credibilit\u00e0 e la solidit\u00e0 dei soggetti politici che le sostengono nello spazio pubblico.<\/p>\n<p>In tutte le guerre scatenatesi dal \u201845 ad oggi, offensive o difensive che si definissero, sono morti, a seconda delle diverse stime, tra i 20 e i 30 milioni di uomini e donne, nella stragrande maggioranza civili, lasciando sul campo feriti per un numero almeno triplicato. Nella situazione \u201cmigliore\u201d sono restati in essere risentimenti profondi e situazioni di tensione spesso gestite, sempre sull\u2019orlo della ripresa delle ostilit\u00e0 (come nei Balcani), da decennali operazioni militari di peacekeeping, in moltissimi casi hanno dato luogo a situazioni di conflitti militari pressoch\u00e9 cronici (come nella R. D. Congo), in altre, oltre alle immense distruzioni materiali e ambientali, le condizioni per milioni di uomini e donne si sono addirittura aggravate (come ad esempio in Afghanistan).<\/p>\n<p><strong>Procedere al gigantesco piano di riarmo dei singoli stati dell\u2019Unione Europea vuol dire fare un passo avanti verso l\u2019abisso di nuovi conflitti armati<\/strong> anche in ambito continentale. Una scelta, allo stesso tempo potentemente simbolica e concreta, di rinuncia definitiva a quella forza enorme \u2013 sul piano del legame profondo tra i popoli europei, fondato sulla solidariet\u00e0, l\u2019uguaglianza e la libert\u00e0 di ogni uomo e ogni donna, sul rispetto della dignit\u00e0 e della inviolabilit\u00e0 di ognuno e di ognuna e su una formidabile capacit\u00e0 di resistenza e di lotta, a partire dalla <strong>noncollaborazione <\/strong>con autocrati, antidemocratici, violenti e tiranni \u2013 che \u00e8 il pi\u00f9 autentico e significativo fondamento, e lascito, dell\u2019Europa nata sulle ceneri della seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Dobbiamo opporci in tutti a modi a questa scelta, condivisa incredibilmente da tutte le cancellerie europee, assunta addirittura con un provvedimento d\u2019urgenza, sigillata da queste<strong> sconcertanti parole di Von der Leyen<\/strong> \u201c\u00e8 il momento della pace attraverso la forza (armata)\u201d, che ha chiosato, lasciandoci attoniti, con un irridente e surreale \u201ctutto ci\u00f2 avr\u00e0 ricadute positive anche per la nostra economia e la nostra competitivit\u00e0\u201c. Da tempo sono attive reti e organizzazioni, principalmente la Rete italiana pace e disarmo (RIPD) \u2013 che raccoglie associazioni come l\u2019Osservatorio permanente sulle armi leggere e il Movimento nonviolento, assieme a moltissimi altri soggetti locali e nazionali attivi nello spazio pubblico \u2013 che stanno lavorando incessantemente per dare forza e credibilit\u00e0 ad un movimento per la pace fondato sull\u2019azione nonviolenta. In uno dei documenti fondativi di RIPD si legge \u201cla nostra sicurezza non dipende dalle armi ma dall\u2019accesso alla salute, all\u2019educazione, alla qualit\u00e0 dello sviluppo, alla distribuzione della ricchezza prodotta, al rispetto della biosfera, (\u2026) i nemici da sconfiggere sono le povert\u00e0, la corruzione, l\u2019illegalit\u00e0, lo sfruttamento selvaggio delle risorse del pianeta, la violenza, l\u2019inquinamento dell\u2019atmosfera e degli oceani\u201c, richiamando quella \u201c<strong>continua lotta<\/strong>\u201d evocata da <strong>Aldo Capitini<\/strong>, per raccogliere il pi\u00f9 ampio consenso in vista del raggiungimento di quegli obbiettivi.<\/p>\n<p><strong>Dobbiamo cercare, in questo momento cruciale, di dare una spinta ulteriore a questo importante lavoro. Individuare credibili percorsi di noncollaborazione indirizzati verso quei soggetti (politici, economici, sociali, culturali) che direttamente o indirettamente appoggiano e sostengono politiche di guerra e di riarmo, percorsi che progressivamente possano ampliarsi fino a iniziative di boicottaggio, disobbedienza e resistenza a mani nude.<\/strong> Dobbiamo<strong> ampliare il consenso<\/strong>, attorno a questo percorso, al numero pi\u00f9 ampio formazioni e associazioni partitiche e sindacali (lo sciopero \u00e8 una delle forme pi\u00f9 importanti di lotta nonviolenta), di organizzazioni non profit e del terzo settore, di centri educativi, di cura, di assistenza sociale e solidale. Parallelamente tenere sempre aperti tutti i canali di dialogo con i soggetti che invece sostengono politiche di guerra e riarmo. Il lavoro di convincimento dell\u2019avversario \u00e8 altrettanto fondamentale quanto quello della lotta, sia per spostare concretamente il consenso popolare e democratico verso posizioni pacifiste e nonviolente, sia per non trasformare \u2013 mai, nemmeno se fosse il peggiore criminale di guerra \u2013 chi ci sta di fronte in un feticcio extraumano, accogliendo l\u2019insuperabile lezione di Leonardo Sciascia nel suo capolavoro \u201cPorte aperte\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha un ruolo cruciale in questo momento storico. Consentire a queste irresponsabili scelte guerrafondaie significherebbe il definitivo seppellimento dell\u2019eredit\u00e0 antifascista e della resistenza al nazismo, l\u2019accartocciamento e lo strappo efferato della Carta Costituzionale e di quell\u2019articolo 11 nato proprio dalla consapevolezza, profonda e lacerante, di chi aveva imbracciato le armi tra il \u201943 e il \u201945, che non sarebbe mai pi\u00f9 stato possibile rivivere l\u2019incubo e l\u2019orrore della guerra, ripercorrere la strada di liberarsi uccidendo, accettando l\u2019assassinio indiscriminato di bombe, droni e cannoneggiamenti, brutalizzando vite di uomini e donne.\u00a0Violentando il prossimo, nel corpo e nel respiro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mimmo Cortese &#8211; In Europa la strada che ha raccolto nel modo pi\u00f9 significativo l\u2019eredit\u00e0 profonda della lotta al nazifascismo, \u00e8 stata la scelta nonviolenta, sin dal cuore nero di Berlino, con <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/03\/14\/un-passo-avanti-verso-labisso\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":171660,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[],"tag_articolo":[8105],"collezione":[],"class_list":["post-171659","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag_articolo-opinioni"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171659","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=171659"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171659\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":171661,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171659\/revisions\/171661"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/171660"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=171659"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=171659"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=171659"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=171659"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=171659"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=171659"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}