{"id":171720,"date":"2025-03-20T11:40:48","date_gmt":"2025-03-20T10:40:48","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=171720"},"modified":"2025-03-20T11:40:48","modified_gmt":"2025-03-20T10:40:48","slug":"fedra-tra-classicita-giansenismo-e-modernita-psicanalitica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/03\/20\/fedra-tra-classicita-giansenismo-e-modernita-psicanalitica\/","title":{"rendered":"Fedra tra classicit\u00e0, giansenismo e modernit\u00e0 psicanalitica"},"content":{"rendered":"<p>di Francesco Saija &#8211;<\/p>\n<p>Per la stagione di prosa del Teatro \u201cVittorio Emanuele\u201d, dal 14 al 16 marzo \u00e8 stata presentata la tragedia \u201cFedra\u201d di Jean Racine.<\/p>\n<p>Racine si ispir\u00f2 certamente, nel 1677, alla classicit\u00e0 greca di Euripide ma anche alle intuizioni del filosofo e scrittore latino Seneca, senza tralasciare la dottrina della predestinazione e del peccato originale del giansenismo di Port-Royal.<\/p>\n<p>Mi piace ricordare che anche D\u2019Annunzio, nel 1909, affront\u00f2, in una sua \u201cFedra\u201d, le grandi tematiche eterne dell\u2019eros e delle passioni umane.<\/p>\n<p>Anche il cinema, sia pure in tono minore con riferimento a Fedra, si occup\u00f2 di questa grande tragedia.<\/p>\n<p>Il regista cinematografico Jules Dassin, autore di tanti film fra i quali \u201cRififi\u201d (1955) e \u201cColui che deve morire\u201d (1957), proprio ispirandosi al dramma di Racine rivisit\u00f2 in chiave moderna la storia di Fedra e di Ippolito con il melodramma cinematografico \u201cFedra\u201d del 1961, nel quale i due personaggi classici, in una storia moderna, sono interpretati dalla grande attrice Melina Mercouri e da Anthony Perkins. Anche in questo film, vi \u00e8 la storia della passione della seconda moglie di un ricco armatore greco per il figlio di prime nozze di lui.<\/p>\n<p>Ma torniamo allo spettacolo del \u201cVittorio Emanuele\u201d che mi \u00e8 sembrato, almeno fino a questo momento, lo spettacolo pi\u00f9 interessante dell\u2019attuale stagione di prosa.<\/p>\n<p>La \u201cFedra\u201d di Racine , diretta dal regista Federico Tiezzi , riesce a coinvolgere lo spettatore inserendolo , attraverso una macchina del tempo , nel dramma che si \u00e8 svolto nella classicit\u00e0 , nel palazzo reale di Trezzene , nell\u2019antica Grecia , tra la seconda moglie di Teseo e figlia di Minosse Fedra , il suo figliastro Ippolito , il re Teseo che forse non riesce a vedere la grande tragedia che lo circonda ( interessante la scelta registica degli occhiali particolari di Teseo\u00a0 che servono a vedere meglio o forse a non\u00a0 vedere ).<\/p>\n<p>Tiezzi , riesce a rendere attualissima e moderna l\u2019antica ed eterna tragedia perch\u00e9 costringe i personaggi a volgere lo sguardo verso la propria interiorit\u00e0 , ai propri sentimenti spesso nascosti e occultati e che vengono esplicitati attraverso il linguaggio e la partecipazione corporea . Penso agli abbracci impetuosi di Ippolito nei confronti dell\u2019amata\u00a0 Aricia . Ippolito , nell\u2019opera di Racine , non \u00e8 il casto della tragedia classica ,ma un normale amante dei nostri tempi.<\/p>\n<p>Ma soprattutto la recitazione corporea \u00e8 presente nella bravissima Elena Ghiaurov , interprete di Fedra , quando manifesta la sua ardente passione erotica a Ippolito mostrandogli il seno . Ma , l\u2019intera recitazione della Ghiaurov \u00e8 corporea oltre che verbale.<\/p>\n<p>Ho potuto notare , nella tragedia di Racine , tradotta da Giovanni Raboni e diretta da Federico Tiezzi , un impegno direi \u201ccomunitario\u201d e \u201ccollettivo\u201d di tutti i protagonisti dello spettacolo.<\/p>\n<p>Protagonisti sono certamente i tanti personaggi della tragedia interpretati con grande maestria dalle attrici e dagli attori .<\/p>\n<p>Ma non vanno sottovalutate le scene di Franco Raggi , Gregorio Zurla e lo stesso Federico Tiezzi e i bellissimi costumi di Giovanna Buzzi e le luci protagoniste di Gianni Pollini , il canto di Francesca Dalla Monica e i movimenti coreografici di Cristiana Morganti.<\/p>\n<p>Mi ha proprio affascinato il ,costume da clown scintillante indossato , in un momento particolare dello spettacolo , da Ippolito , interpretato dal giuovane attore Riccardo Livermore e dall\u2019amico Teramene , interpretato da Massimo Verdastro . Mi ha ricordato il clown bianco che nel circo equestre era un clown tragico contrariamente all\u2019augusto che invece era buono e grottesco.<\/p>\n<p>Proprio il clown bianco con il cappello a ,cono evidenzia la tragicit\u00e0 dei personaggi del dramma di Racine che non sono gli \u201ceroi\u201d del teatro di Corneille , ma sono invece giansenisticamente condannati al destino tragico della vita e in balia delle passioni e dei sentimenti incontrollabili perch\u00e9 decisi dal destino.<\/p>\n<p>Ho apprezzato anche la descrizione , nel linguaggio quasi cinematografico senza visione , della morte di Ippolito e del mostro marino arrivato per ordine di Poseidone.<\/p>\n<p>E cosa dire , per quanto riguarda la scenografia , della contaminazione con l\u2019arte figurativa evidente nella \u201ccamera oscura\u201d in cui va svolgendosi la grande tragedia di amore e morte ?<\/p>\n<p>La \u201cFedra\u201d di Racine e di Tiezzi , molto applaudita dal non molto numeroso pubblico della prima , \u00e8 certamente uno spettacolo teaqtrale da non dimenticare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Saija &#8211; Per la stagione di prosa del Teatro \u201cVittorio Emanuele\u201d, dal 14 al 16 marzo \u00e8 stata presentata la tragedia \u201cFedra\u201d di Jean Racine. 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