{"id":171787,"date":"2025-03-25T00:10:19","date_gmt":"2025-03-24T23:10:19","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=171787"},"modified":"2025-03-25T00:10:19","modified_gmt":"2025-03-24T23:10:19","slug":"il-cuore-pensante-dietro-ventotene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/03\/25\/il-cuore-pensante-dietro-ventotene\/","title":{"rendered":"Il cuore pensante dietro Ventotene"},"content":{"rendered":"<p>di\u00a0Domenico Bilotti &#8211;<\/p>\n<p>Quando un Presidente del Consiglio, ovunque avvenga, si cimenta nella critica storica (senza aver n\u00e9 molti strumenti n\u00e9 molta sincerit\u00e0), il vero rischio \u00e8 scatti una gigantesca distrazione di massa e mass media, rispetto alle urgenze effettive pendenti su qualunque agenda governativa. E il presidente Meloni si \u00e8 collocata esattamente su questa scia, esecrando in modo plateale e scomposto il manifesto di Ventotene col quale nel 1941 tre confinati nell\u2019isoletta tirrenica, nella fase pi\u00f9 cruda e scomposta del ventennio fascista, sognarono (dalle loro parole) \u201cun\u2019Europa libera e unita\u201d. Meloni \u00e8 politica di lunghissimo corso e la sua strategia comunicativa, da leader dell\u2019esecutivo e col partito di maggioranza relativa nel Paese, \u00e8 la stessa di quando era capo di un partito al tre percento e connotato da un\u2019opposizione rumorosa e tambureggiante. La polemica ideologica come mascara alle rughe evidenti di una politica vecchia essenzialmente nella sua capacit\u00e0 di proposta. La sinistra parlamentare c\u2019ha certo messo del suo, perch\u00e9 ha convocato una manifestazione europeista nel nome di Ventotene, senza che si capisse in fondo qual era la linea tematica per cui si invocava la piazza. In essa, c\u2019erano scudieri del conflitto militare con la Russia, seguaci del pacifismo di maniera, forze parlamentari e amministratori comunali preoccupati pi\u00f9 dei dazi che delle bombe: una composizione cos\u00ec eterogenea da fare inevitabilmente passare in secondo piano il bisogno tutto politico di un\u2019Europa pacificata, federalista, cooperativa, attiva senza ombre e scheletri nell\u2019armadio sul fronte dei diritti umani. E la sinistra moderata ha fatto spesso questo errore: ha introiettato pezzi e simboli di immaginario collettivo avocandoli a s\u00e9 e perci\u00f2 trasformandoli, finanche inconsapevolmente, in rivendicazione di parte che perdeva ogni universalismo. Lo ha fatto per il 25 Aprile e la Resistenza; lo ha fatto per la festa della Repubblica; lo ha fatto per il Primo Maggio. Come se voltar pagina dalla Seconda Guerra Mondiale, dalla monarchia e dallo sfruttamento violentissimo di lavoratrici e lavoratori finisse per diventare non patrimonio comune, ma riconoscibile simbolo di pochi.<\/p>\n<p>Andando al merito del manifesto di Ventotene, Giorgia Meloni dice in sostanza di trovarlo irricevibile, pericoloso e autoritario. Che \u00e8 una strana teoria, visto che non fu redatto da tre gerarchi, bens\u00ec da tre internati; non avevano un esercito, non avevano una tessera, nulla sapevano del futuro prossimo e remoto. Essendo esponente della destra sociale, avendo fatto parte di tutte le sue articolazioni giovanili, Giorgia Meloni dovrebbe sapere che ogni documento politico rilasciato in cattivit\u00e0, alla vigilia di grandi svolte istituzionali, \u00e8 per sua propria necessit\u00e0 comunicativa inevitabilmente irruento, sgorgante di polemica intellettuale. Capace, persino, di individuare (e senza appello) nemici della trasformazione e scherani della conservazione. Il manifesto futurista di uno dei pi\u00f9 grandi artisti del Novecento italiano, Filippo Tommaso Marinetti, nel 1909, ne aveva per tutti e contro tutti: urgeva al ribaltamento violento di Chiesa, accademie e letterati. Inneggiava alla guerra senza un se e senza un ma. Il primo Marinetti ebbe simpatie per il Fascismo e fu gi\u00e0 precoce talento; non ci sogneremmo in nome di ci\u00f2 di strapparlo dalle pagine dei manuali di storia dell\u2019arte. Perch\u00e9 mai quei tre poveri confinati (Altiero Spinelli, Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi) dovrebbero bruciare nel caminetto della Storia?<\/p>\n<p>E che dire, poi, del Gabriele D\u2019Annunzio, a orecchio (e forse letto pochino) citatissimo dai \u201cnuovi intellettuali\u201d, quando diede una costituzione provvisoria alla Reggenza italiana del Carnaro nel 1920? Liceit\u00e0 del consumo individuale di droghe, libert\u00e0 di culto, contrasto a ogni forma di censura \u2026 Il Vate d\u2019Italia, concedeteci la battuta, non aveva esattamente lo stesso programma dei suoi \u201cfratelli\u201d.<\/p>\n<p>Su almeno due aspetti si \u00e8 concentrata la demolitoria condanna senza appello del Presidente del Consiglio. Innanzitutto, nel manifesto di Ventotene, ci sarebbe l\u2019attacco alla propriet\u00e0 privata. Banalit\u00e0 antistorica: pur avendo una nozione programmatica e sociale della propriet\u00e0, il documento di Ventotene smaschera, con quelle affermazioni, un altro e pi\u00f9 profondo dato. E, cio\u00e8, che la grande propriet\u00e0 italiana, quella concentrazionaria e post-latifondista, non aveva avuto remore alcune a mettersi contro il popolo al tempo della Marcia su Roma: dal liberalismo conservatore di fine Ottocento all\u2019appoggio incondizionato al Partito Nazionale Fascista. Senza colpo ferire, che non fosse la difesa dei propri interessi. Il documento di Ventotene perorerebbe una dittatura rivoluzionaria, ma ci si dimentica del linguaggio accolto in un tempo specifico. Il linguaggio della politica ha naturalmente una semantica sociale e generazionale. La attuale maggioranza lo rivendica quando vede schiere di persone fare il saluto romano in cortei e commemorazioni: non \u00e8 pi\u00f9 il braccio alzato del Ventennio, dicono; si tratterebbe solo di ricordo rituale e collettivo. E oltre ottant\u2019anni addietro per \u201cdittatura\u201d si intendeva la carica greco-romana, una sorta di \u201csalute pubblica\u201d ideologicamente contestabile, ma priva delle venature autoritarie che proprio il totalitarismo nazifascista vi impresse.<\/p>\n<p>E buttare Ventotene per due frasi significa cercare la scusa per non leggere invece due aspetti qualificanti di quel Manifesto. Esso scavalcava la dicotomia sinistra\/destra, socialismo\/antisocialismo, credendo con convinzione che nel futuro il vero discrimine politico sarebbe stato tra inclusione ed esclusione, tra comunit\u00e0 interstatali pacifiche e assi militari rinsaldati gli uni contro gli altri. In pi\u00f9, mentre rivendichiamo (e dobbiamo) una occupazione femminile mai cos\u00ec elevata in Italia, dovremmo ricordarci che il seme del federalismo europeo non avrebbe mai portato frutto senza la libert\u00e0 politica rivendicata dalle donne: nevvero, Presidente? Donne eccezionali, come la federalista europea democratica Ursula Hirschmann. Aprirono la breccia ai diritti di milioni. Chiss\u00e0 non sia questa la frase irricevibile e pericolosa dentro il sistema di Ventotene, la bestemmia in esilio nella governance di oggi: i diritti, tra la responsabilit\u00e0 e la libert\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Domenico Bilotti &#8211; Quando un Presidente del Consiglio, ovunque avvenga, si cimenta nella critica storica (senza aver n\u00e9 molti strumenti n\u00e9 molta sincerit\u00e0), il vero rischio \u00e8 scatti una gigantesca distrazione di massa <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/03\/25\/il-cuore-pensante-dietro-ventotene\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":171788,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[],"tag_articolo":[8105],"collezione":[],"class_list":["post-171787","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag_articolo-opinioni"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171787","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=171787"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171787\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":171789,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171787\/revisions\/171789"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/171788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=171787"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=171787"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=171787"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=171787"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=171787"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=171787"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}