{"id":171917,"date":"2025-04-05T00:56:19","date_gmt":"2025-04-04T22:56:19","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=171917"},"modified":"2025-04-05T00:56:19","modified_gmt":"2025-04-04T22:56:19","slug":"sara-campanella-quando-la-rabbia-e-il-dolore-bruciano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/04\/05\/sara-campanella-quando-la-rabbia-e-il-dolore-bruciano\/","title":{"rendered":"Sara Campanella, quando la rabbia e il dolore bruciano"},"content":{"rendered":"<div class=\"flex items-center justify-start gap-2\"><span class=\"body-I-1 inline-flex items-center justify-center gap-3 font-bold\"><a class=\"hover:text-red-500\" href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/archivio?authors=Nadia%20Terranova\">di Nadia Terranova (il manifesto) &#8211;<\/a><\/span><\/div>\n<div class=\"prose font-serif dark:prose-invert\">\n<p>\u00abMessina ti chiede scusa\u00bb: cos\u00ec il biglietto incollato a uno dei pali della luce, sopra il peluche pi\u00f9 grande e una fila di fiori, nella strada in cui Sara Campanella \u00e8 stata ammazzata, a ridosso del centro di Messina, viale Gazzi tra lo stadio e l\u2019ospedale.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019abbiamo fatta mille volte, ti ricordi?\u00bb, \u00abLa mattina passo di l\u00ec per andare al lavoro ma non riesco pi\u00f9, allora preferisco allungare e passare da sopra\u00bb, \u00abSe davvero ti fermi a quell\u2019angolo, per favore prega anche per me\u00bb: i messaggi sul mio telefono, in questi giorni, sono di questo tenore. Viale Gazzi \u00e8 la strada degli studenti del Policlinico che di l\u00ec scendono verso il mare per tornare a casa o andarsene in uno dei locali centro a chiudere nell\u2019allegria dei vent\u2019anni la giornata di lezioni. \u00c8 una strada di traffico rumoroso, di madri che hanno recuperato i figli da uno dei plessi scolastici a monte e si mescolano con studenti carichi di vita e di appunti. Come Sara.<\/p>\n<p><strong>OGGI \u00c8 UNA STRADA<\/strong> di surreale silenzio, sopportata dietro gli occhiali scuri da chi proprio non pu\u00f2 fare a meno di fermarsi l\u00ec, davanti alla stazione di benzina accanto alla quale Sara \u00e8 stata accoltellata. Quelli che proprio devono, e guardano nel vuoto senza guardare negli occhi nessuno, perch\u00e9 come fai a sostenere altro che il vuoto, in quei metri? Aspettano l\u2019autobus per andare a lavorare o rientrare, le spalle allo stadio, allo striscione firmato da un club di ultr\u00e0: \u00abStefano Argentino \u2018uomo\u2019 di merda\u00bb, uomo tra virgolette. Sull\u2019altro marciapiede, in uno specchio rovesciato, un memoriale di vita per Sara: \u00abMessina ti chiede scusa\u00bb; \u00abDa madre, figlia, sorella, sento tutto il dolore di questo giorno\u00bb; \u00abSperando che sarai l\u2019ultima\u00bb; \u00abNon verrai dimenticata mai\u00bb. Lettere, bambole, cuori di metallo, peluche. Gazzi \u00e8 anche il quartiere dell\u2019omonimo carcere dove adesso si trova Stefano Argentino, il ventisettenne che ha sgozzato Sara, non lontano dal luogo dell\u2019assassinio. Tutto, in provincia, succede in cos\u00ec poco spazio che a prenderne coscienza non si riesce: la mente si rifiuta.<\/p>\n<p>\u00abMessina ti chiede scusa\u00bb, una frase ingenua, forse sbagliata, forse invece fra le poche possibili in un oceano di malafede: non si possono sempre aspettare le parole perfette, non quando la rabbia e il dolore bruciano. Il rumore delle ragazze e donne che dopo l\u2019assassinio hanno invaso la Galleria Vittorio Emanuele, storico luogo di ritrovo giovanile, era fortissimo: non ci importa dei minuti di silenzio, non ci importa di aspettare le frasi giuste, intanto non staremo mai pi\u00f9 zitte. Non \u00e8 tempo di lasciare spazio a sentenze fatte e inutili, offensive, colpevolizzanti, del tipo: basta non frequentare certa gente, intuire il pericolo, essere prudenti. \u00c8 tempo di riconoscere e urlare il vero: siamo tutte vive per caso. Siamo rimaste vive perch\u00e9 quello convinto che fossimo di sua propriet\u00e0 non aveva per le mani un coltello, perch\u00e9 ci ha ripensato un secondo prima, perch\u00e9 \u00e8 toccato a un\u2019altra.<\/p>\n<p><strong>SARA CAMPANELLA<\/strong> non aveva nessun legame con il criminale che l\u2019ha perseguitata e sgozzata, uno persuaso che sorridergli fosse il dovere morale di una sconosciuta. Uno convinto che \u00abmi amo troppo per stare con chiunque\u00bb, la frase con cui oggi sono tappezzate le pensiline del tram in citt\u00e0, la frase che ogni madre vorrebbe sentir dire alla figlia per rassicurarsi del suo amor proprio, fosse un\u2019offesa personale, visto che per Sara lui era proprio un \u00abchiunque\u00bb, una persona di nessuna importanza, uno a cui non riconosceva posto n\u00e9 ruolo. Allora noi ci ameremo sempre di pi\u00f9 e insegneremo sempre pi\u00f9 alle nostre figlie a non stare con chiunque, anche se qualche giornale ha osato usare la frase di Sara Campanella per una narrazione colpevolizzante della vittima: noi strapperemo ancora pi\u00f9 forte quei giornali.<\/p>\n<p><strong>ALTRI GIORNALI<\/strong> hanno scritto di \u00abmotivi romantici\u00bb, di \u00abragazzo timido e schivo\u00bb, riesumando in un eterno copione la versione romanticizzata dei femminicidi su cui si fonda il patriarcato: strapperemo anche quelli, pagina per pagina, come abbiamo sempre fatto perch\u00e9 non sono mai valsi nulla. Strapperemo ogni narrazione distorta, violenta, necrofila che sostenga, anche allusivamente, altre colpe oltre quelle di chi alza le mani, esce di casa con un coltello in tasca, picchia, stupra, offende, uccide. Anche quelle che si infiocchettano, si pretendono al di sopra delle parti, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una sola parte da cui stare. Non \u00e8 tempo di silenzio, se non per fare spazio alle poche, strazianti, parole della madre di Sara, durante la fiaccolata al rettorato dell\u2019universit\u00e0, tre giorni dopo la sua morte, avvenuta lo stesso giorno di un\u2019altra studentessa, Lorena Quaranta, ammazzata nel 2020 dentro casa dal compagno, sul mare, poco fuori citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abHo sempre amato la libert\u00e0. Il problema non \u00e8 la libert\u00e0. Il problema sono gli uomini\u00bb, si legge nel memoir L\u2019invincibile estate di Liliana, storia vera di un femminicidio di trent\u2019anni fa. Le parole perfette prima o poi arrivano, magari trent\u2019anni dopo, tanti ne sono serviti a Cristina Rivera Garza per elaborare l\u2019uccisione di sua sorella. Nel frattempo, useremo quelle imperfette, non fosse altro che per distruggere quelle sbagliate. Non staremo zitte.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Nadia Terranova (il manifesto) &#8211; \u00abMessina ti chiede scusa\u00bb: cos\u00ec il biglietto incollato a uno dei pali della luce, sopra il peluche pi\u00f9 grande e una fila di fiori, nella strada in <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/04\/05\/sara-campanella-quando-la-rabbia-e-il-dolore-bruciano\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":171918,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[],"tag_articolo":[8105],"collezione":[],"class_list":["post-171917","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag_articolo-opinioni"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171917","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=171917"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171917\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":171919,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171917\/revisions\/171919"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/171918"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=171917"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=171917"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=171917"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=171917"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=171917"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=171917"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}