{"id":172238,"date":"2025-04-28T14:02:27","date_gmt":"2025-04-28T12:02:27","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=172238"},"modified":"2025-04-28T14:02:27","modified_gmt":"2025-04-28T12:02:27","slug":"sullo-stretto-la-pesca-del-pesce-spada-con-la-palamitara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/04\/28\/sullo-stretto-la-pesca-del-pesce-spada-con-la-palamitara\/","title":{"rendered":"SULLO STRETTO, LA PESCA DEL PESCE SPADA CON LA PALAMITARA"},"content":{"rendered":"<p>di Giuseppe Rando &#8211;<\/p>\n<p>I cariddoti sono felicissimi: oggi, finalmente, per una serie di concause (tra cui, forsanche il chiasso governativo sul Ponte), i messinesi scoprono lo Stretto: la pesca dello Stretto, il mare dello Stretto, la spiaggia dello Stretto, il vento dello Stretto, il sole dello Stretto, i delfini dello Stretto, le balene dello Stretto, e cos\u00ec via mareggiando.<\/p>\n<p>E se abbondano mille, inattesi \u2013 e spesso improvvisati \u2013 cultori dello Scillecariddi, niente male: \u00abMelius abundare quam deficere\u00bb<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Tocca, intanto, da tempo, a chi \u00e8 nato tra Scilla e Cariddi di trasmettere, magari verbalmente, la narrazione della vita dei pescatori <em>d\u2019antan<\/em> ai concittadini urbanizzati delle due sponde: suscita grande curiosit\u00e0, in specie, la cattura del pescespada di qualche decennio fa, quando non esistevano ancora le \u00abpasserelle\u00bb, n\u00e9 i motori marini sulle barche, ma c\u2019erano solo le solenni \u00abfeluche\u00bb, ancorate \u2013 ognuna nella sua \u00abposta\u00bb \u2013 nel centro dello Stretto, e i \u00abluntri\u00bb neri inseguivano, leggeri e velocissimi, il pescespada, sotto la spinta poderosa di lunghissimi remi manovrati da robustissimi pescatori.<\/p>\n<p>Meno si parla, invero (forse, perch\u00e9 appare meno epica), della pesca effettiva del pescespada che, all\u2019epoca, si faceva anche con una lunghissima rete a maglie larghe, quadrate (dieci centimetri per lato), chiamata \u00abPalamitara\u00bb, che oggi non esiste pi\u00f9 (\u00e8 stata sostituita dalla \u00abSpatara\u00bb, una rete con maglie pi\u00f9 larghe, in uso soprattutto sulle coste calabresi).<\/p>\n<p>Tale rete veniva accatastata ordinatamente, in grandi volute circolari, nella parte posteriore, a poppa, di una grande barca, chiamata anch\u2019essa \u00abPalamitara\u00bb, la quale esibiva sulla prora una svettante antenna di legno (chiamata \u00abpalamedda\u00bb), sormontata da una palla pure di legno.<\/p>\n<p>La rete era tanto lunga da coprire quasi un chilometro di mare dal punto in cui veniva \u00abcalata\u00bb in acqua: si lasciava pendere verticalmente, con un\u2019appropriata serie di piombi e di sugheri, per una decina di metri sotto il pelo dell\u2019acqua, diventando una vera trappola per il pescespada che transitasse da quelle parti.<\/p>\n<p>La pesca con la \u00abPalamitara\u00bb avveniva, per\u00f2, in primavera o in autunno, dalla tarda serata alla mattina successiva, dacch\u00e9 in estate funzionava egregiamente, e in pieno giorno, la conosciutissima caccia del pescespada col \u00abluntro\u00bb e con la \u00abtraffinera\u00bb che, scagliata, com\u2019\u00e8 noto, da un valente fiocinatore posto in agguato sulla poppa del \u00abluntro\u00bb stesso, si conficcava, dopo un volo di una decina di metri, nelle carni del pesce.<\/p>\n<p>Le grandi barche \u00abPalamitare\u00bb si varavano, dunque, nel pomeriggio, facendole scivolare sulle \u00abfalanghe\u00bb spalmate di grasso: arrivavano a mare con un placido tonfo quasi fossero grosse chiocce dentro uno stagno; i pescatori meno giovani erano gi\u00e0 saliti a bordo quando la barca era ancora sulla spiaggia; gli altri saltavano dentro velocemente dalla riva; uno faceva scivolare la sagola nel foro alto dell\u2019albero conficcato sul banco di prora e tirava su, immediatamente, l\u2019antenna su cui era avvolta la grande vela triangolare (latina), che incominciava a sbattere agitata dal vento; un altro afferrava la cima della vela e tirava o allentava secondo la necessit\u00e0; la vela si gonfiava; la barca faceva un balzo in avanti e prendeva il largo verso Scilla.<\/p>\n<p>La notte passava, mentre i pescatori calavano (a mare) e tiravano (sulla barca), per tre volte di seguito, la rete. Le tre \u00abcale\u00bb prendevano tre nomi diversi: la prima (dalle diciotto alle venti) si chiamava \u00abSpir\u00f2\u00bb, forse da \u00abVespro\u00bb; la seconda (dalle venti alle due) \u00abPro-Spir\u00f2\u00bb, forse da \u00abPost Spir\u00f2\u00bb; la terza (dalle due alle cinque) \u00abAbburi\u00bb forse da \u00abAlbure\u00bb, termine spagnolo per \u00abAlb\u00f2re\u00bb.<\/p>\n<p>Si faceva ritorno allo \u00abscaru\u00bb, all\u2019alba del giorno dopo: la fatica era presto dimenticata, quando uno o pi\u00f9 pescispada, scaricati dalla barca, giacevano lunghi sulla battigia, pronti per essere sventrati e venduti ai commercianti di Messina e\/o di mezza Italia: ai figli, per qualche tempo non sarebbe mancato il pane (n\u00e9 i gustosi \u00abmussedda\u00bb o \u00abpititti\u00bb \u2013 cio\u00e8 le interiora e le strisce di grasso calloso delle pinne &#8211; fritti sulla \u00abcipuddata\u00bb).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppe Rando &#8211; I cariddoti sono felicissimi: oggi, finalmente, per una serie di concause (tra cui, forsanche il chiasso governativo sul Ponte), i messinesi scoprono lo Stretto: la pesca dello Stretto, il <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/04\/28\/sullo-stretto-la-pesca-del-pesce-spada-con-la-palamitara\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":172239,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[8080],"tag_articolo":[],"collezione":[],"class_list":["post-172238","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","categoria_articolo-economia-e-societa"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/172238","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=172238"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/172238\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":172240,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/172238\/revisions\/172240"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/172239"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=172238"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=172238"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=172238"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=172238"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=172238"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=172238"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}