{"id":172472,"date":"2025-05-15T13:30:19","date_gmt":"2025-05-15T11:30:19","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=172472"},"modified":"2025-05-15T13:30:19","modified_gmt":"2025-05-15T11:30:19","slug":"andare-a-votare-non-dar-retta-ai-cattivi-consigli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/05\/15\/andare-a-votare-non-dar-retta-ai-cattivi-consigli\/","title":{"rendered":"Andare a votare, non dar retta ai cattivi consigli"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"elementor-icon-list-text elementor-post-info__item elementor-post-info__item--type-author\"><span class=\"elementor-post-info__item-prefix\">di<\/span> Raffaele Morese<\/span> &#8211;<\/p>\n<p>Fra neanche un mese, gli italiani saranno chiamati a dire SI o NO a 5 referendum abrogativi. Uno solo di essi ha una matrice partitica, quello relativo alla durata minima di permanenza in Italia di un immigrato, per poter chiedere la cittadinanza nostrana. Ora il limite \u00e8 di 10 anni; se passa il SI si ripristina il precedente limite che era di 5 anni. il lancio di questo referendum \u00e8 opera di Pi\u00f9 Europa ed altri partiti pi\u00f9 piccoli oltre ad alcune associazioni.<\/p>\n<p>Gli altri 4 referendum sono di origine sindacale perch\u00e9 attengono a questioni di lavoro. La CGIL, attorno alla quale si sono aggregate altre associazioni, \u00e8 la promotrice di questi referendum, sul cui merito entreremo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p>Ai blocchi di partenza, gli schieramenti politici sono ovviamente contrapposti e variegati. La maggioranza di Governo \u00e8 compatta per il NO a tutti i quesiti e sotto sotto spera che non si giunga neanche alla conta dei voti perch\u00e9 \u00e8 finanche possibile che per alcuni o su tutti non si raggiunga neanche il quorum del 50% + 1 di votanti. L\u2019opposizione \u00e8 scomposta. 5 stelle, Alleanza Verdi Sinistra oltre ad altri partitini sono per il SI all\u2019abrogazione delle norme in discussione. Il PD \u00e8 ufficialmente per il SI anche se riconosce legittimo che suoi dirigenti e propri iscritti vogliano votare diversamente specie per quelli relativi al lavoro. Azione e Italia Viva sono per il SI sulla cittadinanza e per il NO sugli altri quesiti.<\/p>\n<p>Quanto allo schieramento delle parti sociali, la Confindustria e tutte le altre organizzazioni datoriali o non si sono pronunciate o sono apertamente contrarie alle abrogazioni lavoristiche. Quanto ai sindacati, la spaccatura \u00e8 sempre la stessa. Da un lato CGIL e UIL sono per il SI, con la prima impegnatissima perch\u00e9 il risultato sia ovviamente corrispondente alle proprie aspettative. Dall\u2019altro lato, la CISL si \u00e8 dichiarata contraria ai referendum lavoristici e non si \u00e8 esposta finora su quello della cittadinanza (la qual cosa \u00e8 sorprendente perch\u00e9 sono molti gli immigrati iscritti ad essa); in ogni caso, si \u00e8 defilata dalla partecipazione attiva alla campagna referendaria.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 comprendere, la gente che \u00e8 chiamata al voto sentir\u00e0 troppe campane suonare a favore o contro questo o quell\u2019argomento in discussione e probabilmente, nella confusione delle voci, una parte di essa batter\u00e0 in ritirata. Ma questo non incide affatto sulla rilevanza di alcune problematiche che emergono da questo panorama.<\/p>\n<p>La prima, forse la pi\u00f9 rilevante, riguarda la partecipazione al voto. Il fatto che autorevoli personaggi della politica italiana (un nome per tutti, La Russa, Presidente del Senato) dichiarino con sfacciataggine che non vanno a votare (salvo poi correggere il tiro) ma che vuole fare propaganda per convincere a disertare le urne, solleva non solo valutazioni di opportunit\u00e0 pubblica, ma anche profili di preoccupante svalutazione del valore della democrazia. Gi\u00e0 la percentuale di votanti cala da almeno un decennio, ma se poi ci si mette un impegno attivo di dissuasione, diventa un atto politico come minimo squalificante. Evidentemente, si punta ad accrescere un disprezzo della partecipazione e dare spazio alla voglia di vincere a tavolino una partita che comunque ha una sua importanza. Quindi a prescindere dal SI o il NO, in gioco \u00e8 il senso pi\u00f9 profondo della partecipazione di ogni cittadino alle scelte politiche del Paese, per cui \u00e8 sacrosanto invitare innanzitutto ad andare a votare.<\/p>\n<p>La seconda riguarda il valore del voto favorevole al referendum sulla cittadinanza. Mandare un messaggio di solidariet\u00e0 a persone che vivono e lavorano nel nostro Paese, a giovani che parlano soltanto la nostra lingua ma sono dei \u201cnessuno\u201d per quello che considerano il \u201cloro\u201d Stato, a chi si vuole integrare e non sentirsi \u201cospite\u201d finch\u00e8 serve, mi sembra il minimo sindacale per essere comunit\u00e0, sia pure tra diversi. Essere contro o solamente non esporsi su questo argomento significa diventare complici di quanti rifiutano di riconoscere che stiamo diventando una societ\u00e0 di vecchi per via della diffusa denatalit\u00e0, che il benessere sar\u00e0 garantito per un futuro prevedibile se si potr\u00e0 contare su persone disponibili a lavorare in qualit\u00e0 e in quantit\u00e0 che il mercato del lavoro esige, che soltanto se li consideriamo dei \u201cnostri\u201d possiamo ancora di pi\u00f9 esigere che rispettino usi, costumi e leggi che il nostro Paese si \u00e8 dati.<\/p>\n<p>La terza questione attiene alle materie lavoristiche in campo. Pur ipotizzando che fossero tutte condivisibili (e non lo sono) le proposte abrogative avanzate, \u00e8 preoccupante che si sia fatto ricorso allo strumento referendario per risolverle. Se dovessero essere tutte vincenti, le contraddizioni che farebbero emergere per la rivitalizzazione delle norme precedenti, richiederebbero comunque un intervento legislativo correttivo.<\/p>\n<p>Abrogando il job act si ripristinerebbe la \u201clegge Fornero\u201d che prevede indennizzi minori di quelli in atto, mentre ci\u00f2 che servirebbe \u00e8 attuare quanto previsto dal job act e non attuato in fatto di politiche attive del lavoro. Inoltre, i quesiti sul licenziamento nelle piccole aziende e quello sul tempo determinato se approvati, incoraggerebbero il ricorso al lavoro nero per cui sarebbe immediatamente necessario un nuovo intervento legislativo. Invece, l\u2019abrogazione totale del subappalto \u00e8 il quesito pi\u00f9 plausibile dato l\u2019abuso che se ne sta facendo con tutte le conseguenze, anche nefaste, che provoca; ma anch\u2019esso comporter\u00e0 un intervento contrattuale e legislativo per estendere la normativa sulla responsabilit\u00e0 imprenditoriale prevista nel settore pubblico, alle attivit\u00e0 private.<\/p>\n<p>Se invece soccombessero per mancanza del raggiungimento del quorum o per vittoria del NO, si rafforzerebbe la posizione di quanti non vorrebbero cambiare niente, che ritengono che le cose vanno bene cos\u00ec come sono, e di conseguenza proseguire anche sulla strada dei bassi salari piuttosto che incrementare gli investimenti e far crescere la produttivit\u00e0.<\/p>\n<p>La scelta referendaria su questi temi non \u00e8 un\u2019autostrada per tutelare meglio i lavoratori. Man mano che ci avviciniamo all\u2019appuntamento si evidenzia che essa \u00e8 un vicolo stretto soprattutto per il sindacato, per la sua credibilit\u00e0 esposta ad un giudizio universale. Averla imboccata \u00e8 stata una scelta di debolezza nell\u2019utilizzo degli strumenti tradizionali con cui il sindacato tutela i propri rappresentati, ovvero di scarsa forza nell\u2019imporre una serrata e vincente trattativa con le controparti datoriali e con il Governo.<\/p>\n<p>Certo, c\u2019\u00e8 di mezzo la mancata unit\u00e0 sindacale. Ma forse, c\u2019\u00e8 da chiedersi se si \u00e8 fatto di tutto perch\u00e9 questa divisione non si incancrenisse. A meno che qualcuno, nel sindacato e nei partiti che lo stanno supportando, non si sia messo in testa di fare pi\u00f9 e meglio di Berlinguer \u2013 verso il quale bisogna applicare il criterio che si sottolinea l\u2019errore e non la figura dell\u2019errante, che resta quella di un riformista \u2013 quando lanci\u00f2 il referendum contro il decreto sulla scala mobile e l\u2019accordo di San Valentino. Ma se cos\u00ec fosse, si tratterebbe di una questione squisitamente politica le cui conseguenze, allo stato, sono assolutamente imprevedibili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Morese &#8211; Fra neanche un mese, gli italiani saranno chiamati a dire SI o NO a 5 referendum abrogativi. 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