{"id":172573,"date":"2025-05-21T17:10:24","date_gmt":"2025-05-21T15:10:24","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=172573"},"modified":"2025-05-21T17:10:24","modified_gmt":"2025-05-21T15:10:24","slug":"quattro-quesiti-referendari-per-la-tutela-dei-diritti-e-la-sicurezza-dei-lavoratori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/05\/21\/quattro-quesiti-referendari-per-la-tutela-dei-diritti-e-la-sicurezza-dei-lavoratori\/","title":{"rendered":"Quattro quesiti referendari per la tutela dei diritti e la sicurezza dei lavoratori"},"content":{"rendered":"<p>di <a class=\"author url fn\" title=\"Articoli di Alessio Giordano\" href=\"https:\/\/altreconomia.it\/author\/alessio-giordano-2\/\" rel=\"author\">Alessio Giordano<\/a> &#8211;<\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">\u201cDa decenni, in Italia si assiste a una riduzione dei diritti e delle tutele dei lavoratori. \u00c8 una tendenza negativa, che contribuisce ad alimentare diverse emergenze, tra cui lavoro nero, precariato, inadeguatezza dei salari e infortuni -purtroppo spesso anche mortali- dei lavoratori\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">\u00c8 il quadro delineato dal professor Andrea Lassandari, docente di Diritto del lavoro presso l\u2019Universit\u00e0 di Bologna, su cui puntano a intervenire, almeno in parte, i quattro quesiti del referendum abrogativo promossi dalla Cgil. <\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">\u201cNello specifico, il primo quesito mira all\u2019abrogazione della disciplina sui licenziamenti del contratto a tutele crescenti del\u00a0decreto legislativo 23\/2015, una delle otto norme del <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Jobs act<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> del Governo Renzi, e riguarda i lavoratori assunti a partire dal 7 marzo 2015 nelle aziende con pi\u00f9 di 15 dipendenti\u201d, spiega ad <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Altreconomia<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> Lassandari. \u00c8 bene precisare che gi\u00e0 nel 2012 la legge 92\/2012, la cosiddetta \u201clegge Fornero\u201d, aveva limitato il reintegro automatico, riservandolo ai licenziamenti discriminatori e a quelli in cui la giusta causa e il giustificato motivo sono dichiarati illegittimi. <\/span><\/p>\n<aside class=\"adv adv-inside-text clearfix\"><ins id=\"revive-0-0\" data-revive-zoneid=\"58\" data-revive-id=\"2e01107c6009c2b8703f6020dea10f48\" data-revive-seq=\"0\" data-revive-loaded=\"1\"><a href=\"https:\/\/revive.altreconomia.it\/app\/www\/delivery\/cl.php?bannerid=1153&amp;zoneid=58&amp;sig=833b86aa8a3800a34532a55819a77aa034bf7dc87cab1af739fc10fee80accb4&amp;oadest=https%3A%2F%2Fsoci.altreconomia.it%2F\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"https:\/\/revive.altreconomia.it\/images\/7196c5dd8cbb6beb686036321a73263e.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"280\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<div id=\"beacon_26984101f7\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/revive.altreconomia.it\/app\/www\/delivery\/lg.php?bannerid=1153&amp;campaignid=581&amp;zoneid=58&amp;loc=https%3A%2F%2Faltreconomia.it%2Fquattro-quesiti-referendari-per-la-tutela-dei-diritti-e-la-sicurezza-dei-lavoratori%2F%3Futm_source%3Dnewsletter%26utm_medium%3Demail%26utm_campaign%3DNL21525NANS&amp;referer=https%3A%2F%2Fwebmail.tim.it%2F&amp;cb=26984101f7\" alt=\"\" width=\"0\" height=\"0\" \/><\/div>\n<p><\/ins><script src=\"https:\/\/revive.altreconomia.it\/app\/www\/delivery\/asyncjs.php\" async=\"\"><\/script><\/aside>\n<p><span data-contrast=\"auto\">\u201cTre anni dopo, l\u2019introduzione del <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Jobs act<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> ha eliminato il diritto del lavoratore a essere reintegrato nel posto di lavoro nei casi di licenziamento senza giusta causa o ingiustificato motivo -a eccezione dei casi di licenziamenti discriminatori o disciplinari manifestamente infondati-, riconoscendogli solo un eventuale indennizzo economico proporzionato agli anni di servizio\u201d, illustra il docente universitario. <\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">La cifra da corrispondere al lavoratore, fissata per legge, va dalle sei alle 36 mensilit\u00e0 di stipendio. La vittoria del \u201cS\u00ec\u201d ripristinerebbe la precedente normativa, riferita all\u2019articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e poi modificato dalla \u201clegge Fornero\u201d, reintroducendo il diritto al reintegro nel posto di lavoro. \u201cSarebbe il giudice, invece, a determinare l\u2019indennit\u00e0 economica per il dipendente, valutando il danno sub\u00ecto, i suoi carichi familiari e le capacit\u00e0 economiche dell\u2019azienda\u201d, osserva Lassandari. <\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Il secondo quesito punta invece all\u2019abrogazione parziale del limite delle indennit\u00e0 per i licenziamenti nelle imprese con meno di 16 dipendenti e fa riferimento a una norma -la legge 604 del 1966- che \u00e8 in vigore solo per i lavoratori assunti entro il 7 marzo 2015. Nei casi di licenziamento privo di giusta causa o giustificazione, a oggi viene riconosciuta un\u2019indennit\u00e0 da 2,5 a sei mensilit\u00e0. Il referendum si propone di eliminare la soglia delle sei mensilit\u00e0 di indennizzo, affidando al giudice il compito di stabilirlo. \u201cMa attenzione, non \u00e8 vero che non ci sarebbero pi\u00f9 limiti, come affermano i sostenitori del \u2018No\u2019 -fa notare Lassandari-. La norma istituirebbe il tetto gi\u00e0 valido per le grandi imprese: 24 mesi per i lavoratori assunti entro il 7 marzo 2015, 36 mesi per chi \u00e8 stato assunto dopo quella data\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Un\u2019altra norma del <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Jobs act<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> \u00e8 l\u2019oggetto del terzo quesito del referendum. Si tratta del decreto 81\/2015, relativo alle disposizioni in materia di contratti a termine. Lassandari ricorda che \u201cstoricamente il contratto a termine ha sempre costituito un\u2019eccezione. A conferma di questo approccio il nostro ordinamento prevedeva l\u2019indicazione di una \u201bcausale\u2019 che giustificasse l\u2019assunzione a termine a partire dal primo giorno di contratto\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Negli anni, per\u00f2, alcune modifiche hanno contribuito a \u201csdoganare\u201d il ricorso al contratto a termine da parte delle aziende: nel 2012 la \u201clegge Fornero\u201d ha sancito la possibilit\u00e0 per un datore di lavoro di stipulare un solo contratto a tempo determinato per una durata massima di 12 mesi senza obbligo di causale; nel 2015, il <\/span><i><span data-contrast=\"auto\">Jobs act<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\"> ha ampliato la flessibilit\u00e0, consentendo di stipulare pi\u00f9 contratti a termine privi di causale, purch\u00e9 la loro durata complessiva non superasse i 12 mesi. <\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">\u201cIl referendum punta a ripristinare l\u2019obbligo della causale a partire dal primo giorno di lavoro, ma anche a eliminare la causale introdotta dal \u201bdecreto Lavoro\u2019 del Governo Meloni, che ha affiancato le altre due causali \u201bstoriche\u2019\u201d, prosegue Lassandari. Oltre ai casi indicati dai contratti collettivi nazionali e alle \u201cesigenze temporanee e oggettive, estranee all\u2019attivit\u00e0 ordinaria\u201d (per esempio una sostituzione di maternit\u00e0), il decreto legge 48\/2023 ha sancito le \u201cesigenze di natura tecnica organizzativa o produttiva individuale delle parti\u201d. \u201cSi tratta di una norma scritta in maniera vaga, che lascia spazio a molte interpretazioni e pu\u00f2 rivelarsi \u201bpericolosa\u2019 sia per i dipendenti, sia per i datori di lavoro in un\u2019eventuale sede giudiziale\u201d, spiega il docente. Secondo i dati della Cgil, i lavoratori a tempo determinato che potrebbero beneficiare di una vittoria del \u2018S\u00ec\u2019 sono circa 2,3 milioni.<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:0}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Al centro del quarto quesito, infine, c\u2019\u00e8 la responsabilit\u00e0 solidale negli appalti. \u201cSecondo la norma vigente -precisa Lassandari- il committente pu\u00f2 escludere dalla propria responsabilit\u00e0 solidale i danni che sono conseguenza dei rischi specifici propri delle attivit\u00e0 delle imprese appaltatrici\u201d. Per fare un esempio, nel caso di un infortunio legato ai ponteggi in un appalto nel settore dell\u2019edilizia, l\u2019azienda committente pu\u00f2 opporsi alla richiesta di risarcimento del lavoratore. <\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Se il referendum avr\u00e0 successo, dunque, il committente dovr\u00e0 rispondere di tutti i danni sub\u00ecti dai lavoratori. Secondo i promotori della campagna referendaria \u201cl\u2019abrogazione di questa norma pu\u00f2 essere un ulteriore stimolo per le imprese committenti, affinch\u00e9 selezionino in modo accurato i propri appaltatori e, per quanto possibile, i subappaltatori\u201d. In questo modo si potrebbe arginare, almeno in parte, la strage \u201csilenziosa\u201d che si consuma nei luoghi di lavoro. Un buco nero certificato anche dai dati Inail, che nel 2024 hanno registrato 589.571 infortuni sul lavoro, di cui 1.090 con esito mortale.<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:0}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Come sempre, la validit\u00e0 del referendum \u00e8 legata al raggiungimento del quorum del 50% degli aventi diritto di voto. Un obiettivo difficile da centrare, considerando le percentuali di astensione che hanno contraddistinto le tornate elettorali degli ultimi anni. In questi mesi la Cgil, i partiti e le associazioni promotrici si sono attivate in una campagna di informazione su tutto il territorio nazionale, attraverso l\u2019azione dei comitati. Il loro impegno, per\u00f2, deve fare i conti con la mancata adesione delle altre due maggiori sigle sindacali italiane, Cisl e Uil, e con il silenzio con cui le emittenti radiotelevisive -su tutte quella pubblica- stanno accompagnando l\u2019avvicinamento al voto. <\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Proprio per denunciare l\u2019oscurantismo mediatico intorno al referendum, a fine aprile la Cgil ha organizzato in tutta Italia una protesta sotto le sedi della Rai. Il medesimo problema \u00e8 stato sollevato anche dall\u2019Autorit\u00e0 per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), che a inizio maggio ha invitato tutte le emittenti \u201ca dedicare un adeguato spazio informativo alle questioni sottoposte a voto popolare, affinch\u00e9 i cittadini possano avere gli strumenti per decidere con piena consapevolezza\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Dopo aver svolto un monitoraggio della copertura offerta, il Consiglio di Agcom ha emesso il 12 maggio un <a href=\"https:\/\/www.agcom.it\/comunicazione\/comunicati-stampa\/comunicato-stampa-33\">provvedimento<\/a> di richiamo nei confronti della Rai e delle altre emittenti televisive e radiofoniche \u201caffinch\u00e9 garantiscano un\u2019adeguata copertura informativa sui cinque temi oggetto dei referendum indetti per i giorni 8 e 9 giugno. Il richiamo ha l\u2019obiettivo di offrire ai cittadini un\u2019informazione corretta, imparziale e completa sui quesiti referendari e sulle ragioni a sostegno delle opzioni di voto\u201d. Un altro segnale dello scarso spazio riservato ai referendum nell\u2019informazione italiana.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><em>Possono votare al referendum anche coloro che per studio, lavoro o cure mediche sono domiciliati da almeno tre mesi in un Comune di una provincia diversa da quella di residenza, che hanno presentato la richiesta entro luned\u00ec 5 maggio 2025.\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessio Giordano &#8211; \u201cDa decenni, in Italia si assiste a una riduzione dei diritti e delle tutele dei lavoratori. \u00c8 una tendenza negativa, che contribuisce ad alimentare diverse emergenze, tra cui lavoro <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/05\/21\/quattro-quesiti-referendari-per-la-tutela-dei-diritti-e-la-sicurezza-dei-lavoratori\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":172574,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[],"tag_articolo":[8102],"collezione":[],"class_list":["post-172573","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag_articolo-lavoro"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/172573","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=172573"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/172573\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":172575,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/172573\/revisions\/172575"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/172574"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=172573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=172573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=172573"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=172573"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=172573"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=172573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}