{"id":173091,"date":"2025-07-06T10:46:12","date_gmt":"2025-07-06T08:46:12","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=173091"},"modified":"2025-07-06T10:46:12","modified_gmt":"2025-07-06T08:46:12","slug":"richiesta-sospensione-collaborazioni-con-istituzioni-accademiche-e-di-ricerca-dello-stato-di-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/07\/06\/richiesta-sospensione-collaborazioni-con-istituzioni-accademiche-e-di-ricerca-dello-stato-di-israele\/","title":{"rendered":"Richiesta sospensione collaborazioni con istituzioni accademiche e di ricerca dello Stato di Israele"},"content":{"rendered":"<p>Ai componenti del Consiglio di Amministrazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche.<br \/>\nAlla luce della drammatica situazione umanitaria in Palestina, visti i pronunciamenti delle pi\u00f9<br \/>\nimportanti istituzioni giuridiche internazionali, gli obblighi richiamati dalla risoluzione A\/ES-10\/L.31<br \/>\ndell&#8217;ONU, e gli inequivocabili chiarimenti esposti il 24 aprile 2025 in sede centrale del CNR a Roma<br \/>\ndalla Dottoressa Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per il Territorio<br \/>\nPalestinese Occupato, nel seminario dal titolo \u201cResponsabilit\u00e0 degli Enti di Ricerca nel caso di<br \/>\nviolazione del diritto internazionale\u201d, chiediamo l\u2019immediata sospensione cautelare delle<br \/>\ncollaborazioni scientifiche e tecnologiche fra il CNR e le istituzioni accademiche e di ricerca<br \/>\nisraeliane. Questa sospensione, sollecitata anche dalla Societ\u00e0 Italiana di Diritto Internazionale nel<br \/>\ndocumento votato per consensus nel corso della propri assemblea1, si rende necessaria in attesa<br \/>\ndi una ricognizione completa di tutti i progetti di collaborazione, da effettuarsi con il supporto del<br \/>\nGrant Office e in collaborazione con i gruppi di ricerca, che raccolga prove documentali esplicite<br \/>\ncirca il non coinvolgimento delle istituzioni israeliane in attivit\u00e0 che, direttamente o indirettamente,<br \/>\npossano configurarsi come violazioni del diritto internazionale umanitario, dei diritti umani<br \/>\nfondamentali o come forme di supporto, anche tecnico o conoscitivo, a politiche o atti qualificabili<br \/>\ncome crimini di guerra, crimini contro l\u2019umanit\u00e0 o pratiche di apartheid ai sensi delle convenzioni<br \/>\ninternazionali vigenti.<br \/>\nDato il dimostrato coinvolgimento di tutto il sistema universitario e di ricerca israeliano nella<br \/>\nviolazione dei diritti umani del popolo palestinese, in particolare nel mantenimento<br \/>\ndell\u2019occupazione del Territorio Palestinese Occupato e del regime di apartheid cui la popolazione<br \/>\npalestinese \u00e8 sottoposta, riteniamo, da un punto vista etico, che ogni collaborazione scientifica e<br \/>\ntecnologica con tali istituzioni costituisca un potenziale sostegno alle politiche attuate da Israele,<br \/>\nincluse quelle di pulizia etnica ai danni del popolo palestinese e, da un punto di vista giuridico, che<br \/>\ntali collaborazioni rappresentino una violazione del diritto internazionale, come argomentato nel<br \/>\nseguito.<br \/>\nIl coinvolgimento delle Universit\u00e0 e centri di ricerca israeliani nelle violazioni dei diritti umani del<br \/>\npopolo palestinese si manifesta tanto nello sviluppo di tecnologie belliche, di sorveglianza e di<br \/>\nrepressione dei palestinesi, quanto nell\u2019elaborazione di interpretazioni del diritto internazionale<br \/>\ntese a legittimare le operazioni militari e le politiche dello Stato di Israele. La ricercatrice israeliana<br \/>\nMaya Wind nella sua ricerca ha mostrato dettagliatamente come le diverse discipline STEM e SSH<br \/>\nsono allo stesso modo strutturalmente complici nel sostenere l\u2019apartheid e l\u2019occupazione militare,<br \/>\ncos\u00ec come le continue violazioni dei diritti umani dei palestinesi. Inoltre, la costruzione stessa dei<br \/>\ncampus delle Universit\u00e0 israeliane hanno rappresentato, nel corso degli scorsi decenni, avamposti<br \/>\nregionali strategici per promuovere contestualmente l\u2019espulsione della popolazione palestinese e<br \/>\nl\u2019espansione degli insediamenti ebraici. Il sistema universitario e di ricerca israeliano costituisce,<br \/>\nquindi, un pilastro portante del colonialismo di insediamento dello Stato di Israele. Per una<br \/>\ndocumentazione puntuale e approfondita di quanto qui brevemente riportato, si faccia riferimento<br \/>\nal testo \u201cTorri d\u2019avorio e d\u2019acciaio\u201d &#8211; Ed. Alegre 2024 &#8211; della cittadina ebrea israeliana Maya Wind,<br \/>\nricercatrice presso il Dipartimento di Antrolopogia dell\u2019Universit\u00e0 della British Columbia.<br \/>\nPresentiamo questa nostra richiesta dopo oltre 20 mesi di offensiva dello Stato di Israele a Gaza,<br \/>\nlanciata a seguito degli attacchi del 7 ottobre 2023. Il quadro umanitario nella Striscia di Gaza \u00e8<br \/>\ndevastante. Secondo dati riportati dall\u2019Ufficio per gli affari Umanitari delle Nazioni Unite (OCHA)<br \/>\naggiornati al 30 aprile 2025, l\u2019offensiva dello Stato di Israele, ha ucciso oltre 52.400 persone (di cui<br \/>\noltre 15.600 bambini e 8.300 donne), ne ha ferite altre 118.000, ha distrutto e\/o danneggiato oltre il<br \/>\n92% degli edifici residenziali e ha reso totalmente inservibili il 37% delle infrastrutture sanitarie. Il<br \/>\nblocco degli aiuti umanitari, rivendicato pubblicamente dalle autorit\u00e0 israeliane, comporta la<br \/>\nmalnutrizione di oltre il 92% dei bambini al di sotto dei 2 anni e delle donne incinta e\/o in fase di<br \/>\nallattamento. Per quanto riguarda il sistema educativo, l\u2019intera rete di formazione superiore e<br \/>\nricerca di Gaza \u00e8 stata rasa al suolo. Ora, con l\u2019invasione di terra, la permanente occupazione<br \/>\ndella Striscia di Gaza e il sistema militarizzato di distribuzione degli aiuti umanitari, ancora<br \/>\ntotalmente insufficiente, la situazione \u00e8 ulteriormente precipitata.<br \/>\nA fronte di questo quadro drammatico la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) e la Corte Penale<br \/>\nInternazionale (CPI) hanno emesso ordinanze, mandati d\u2019arresto internazionali ed espresso pareri<br \/>\nconsultivi ai quali sono seguiti risoluzioni dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite votate a<br \/>\nmaggioranze molte larghe. In particolare, ricordiamo i seguenti pronunciamenti (riferimenti e<br \/>\ndettagli a fine testo):<br \/>\n&#8211; Lo scorso 26 gennaio 2024, la CIG ha emesso un\u2019ordinanza2 nella quale si riconosce che il<br \/>\npopolo palestinese ha il diritto di non essere sottoposto a genocidio e che vi \u00e8 un rischio<br \/>\nreale ed imminente che venga arrecato un danno irreparabile a tale diritto. La CIG ha inoltre<br \/>\nindicato sei misure cautelari urgenti atte a impedire che questo avvenga.<br \/>\n&#8211; Di fronte all\u2019evolversi della situazione a Gaza per effetto delle successive azioni intraprese<br \/>\nda Israele, il 28 marzo 2024 e il 24 maggio 2024 la CIG ha successivamente emesso altri<br \/>\ndue ordini di misure cautelari per tutelare la popolazione palestinese3.<br \/>\n&#8211; La CPI il 21 novembre 2024 ha emesso mandati di arresto4 nei confronti dell\u2019attuale<br \/>\npremier israeliano Netanyahu e l\u2019allora Ministro della Difesa Gallant per crimini contro<br \/>\nl\u2019umanit\u00e0 e crimini di guerra.<br \/>\n&#8211; La CIG il 19 luglio 2024 ha emesso un parere consultivo5, richiesto dall\u2019Assemblea<br \/>\nGenerale delle Nazioni Unite, riguardo alle Conseguenze Legali per gli Stati membri<br \/>\nderivanti dalle politiche e dalle pratiche di Israele nei Territori Palestinesi Occupati, incluso<br \/>\nGerusalemme Est, in cui:<br \/>\n&#8211; Si dichiara illegale l\u2019occupazione da parte di Israele dei Territori Palestinesi Occupati,<br \/>\n&#8211; Si dichiara che il regime legislativo imposto da Israele al popolo palestinese nei Territori<br \/>\nPalestinesi Occupati, incluso Gerusalemme Est costituisce una discriminazione<br \/>\nsistematica dei diritti del popolo palestinese;<br \/>\n&#8211; Si obbliga tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a non riconoscere come legale<br \/>\nla presenza di Israele nei Territori Palestinesi Occupati, incluso Gerusalemme Est, e<br \/>\na non supportare e aiutare il mantenimento di tale occupazione.<br \/>\n&#8211; L\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 settembre 2024 ha votato a grande<br \/>\nmaggioranza (124 Stati a favore, 14 contrari e 43 astenuti) la risoluzione A\/ES-10\/L.31 in cui<br \/>\nchiede agli Stati membri delle Nazioni Unite di: impedire relazioni commerciali e<br \/>\ninvestimenti che aiutino il mantenimento della situazione di illegalit\u00e0 creata da Israele<br \/>\nnei Territori Palestinesi Occupati; adottare misure affinch\u00e9 i propri cittadini, imprese e<br \/>\nistituzioni non agiscano in modo tale da riconoscere come legale la presenza di Israele nei<br \/>\nTerritori Palestinesi Occupati, incluso Gerusalemme Est, e non supportino e aiutino il<br \/>\nmantenimento di tale occupazione; implementare sanzioni contro enti e persone<br \/>\ncoinvolti nel mantenimento della presenza illegale di Israele nei Territori Palestinesi<br \/>\nOccupati.<br \/>\nQuesti ultimi due documenti sono particolarmente rilevanti per le istituzioni accademiche e di<br \/>\nricerca di tutti gli Stati Membri delle Nazioni Unite, Italia compresa. Come infatti illustrato<br \/>\nchiaramente e inequivocabilmente dalla Dottoressa Francesca Albanese nel corso del suo<br \/>\nseminario, i pronunciamenti delle Corti internazionali hanno rilevanti implicazioni sul piano<br \/>\ngiuridico, anche nazionale. La complicit\u00e0 del sistema universitario israeliano nella violazione dei<br \/>\ndiritti umani dei palestinesi insieme all\u2019obbligo degli Stati Membri di \u201cnon riconoscere, aiutare e<br \/>\nsupportare l\u2019occupazione illegale del Territorio Palestinese Occupato\u201d (CIG, 19\/7\/2024) che ha<br \/>\nspinto l\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite (18\/9\/2024) a chiedere agli Stati di \u201cimplementare<br \/>\nsanzioni contro enti e persone coinvolti nel mantenimento della presenza illegale di Israele nei<br \/>\nTerritori Palestinesi Occupati\u201d, richiede quantomeno la sospensione immediata in via cautelare di<br \/>\nqualunque collaborazione fra il CNR ed enti di ricerca\/Universit\u00e0 israeliani, in attesa di una<br \/>\nsuccessiva ricognizione documentale che provi esplicitamente il non coinvolgimento di tali<br \/>\nistituzioni in attivit\u00e0 illegali intraprese dallo Stato di Israele. La non ottemperanza di questo<br \/>\nobbligo renderebbe potenzialmente il CNR, e di conseguenza la sua Governance, passibile<br \/>\ndi denuncia agli organi competenti per violazione del diritto internazionale, come ribadito<br \/>\ndalla Dott.ssa Albanese il 24 aprile scorso.<br \/>\nCome comunit\u00e0 scientifica del CNR chiediamo quindi che l\u2019Ente, in autotutela legale, sospenda le<br \/>\ncollaborazioni con enti di ricerca ed Universit\u00e0 israeliane. Non vogliamo che la storia del CNR sia<br \/>\nindelebilmente macchiata da una condanna per complicit\u00e0 con Israele nella violazione dei diritti<br \/>\numani del popolo palestinese e in quello che la CIG ha definito un plausibile genocidio.<br \/>\nInoltre, il coinvolgimento del sistema accademico e di ricerca israeliano nella violazione dei diritti<br \/>\numani pone degli inevitabili interrogativi anche dal punto di vista etico per il Consiglio Nazionale<br \/>\ndelle Ricerche. Com\u2019\u00e8 possibile stringere accordi di collaborazione con istituzioni di uno Stato sotto<br \/>\nprocesso per genocidio alla Corte Internazionale di Giustizia? Com\u2019\u00e8 possibile istituire<br \/>\ncollaborazioni con enti e\/o universit\u00e0 che contribuiscono alla violazione dei diritti umani? Per<br \/>\nandare pi\u00f9 nel concreto: com\u2019\u00e8 possibile, ad esempio, istituire una collaborazione in campo medico<br \/>\ncon istituzioni di un paese che ha sistematicamente bombardato e distrutto tutti gli ospedali della<br \/>\nStriscia di Gaza? \u00c8 eticamente legittimo condurre studi congiunti sulla rigenerazione del suolo a<br \/>\nfini agricoli con istituzioni di uno Stato i cui vertici rivendicano pubblicamente il blocco di aiuti<br \/>\numanitari a Gaza che sta provocando una carestia?<br \/>\nA questi interrogativi di natura etica e morale, decine di Universit\u00e0 nel mondo, come parte di un<br \/>\nmovimento globale, hanno sospeso collaborazioni con Universit\u00e0 ed enti di ricerca israeliani: dalla<br \/>\nNorvegia, agli Stati Uniti, alla Spagna, ai Paesi Bassi, al Belgio, al Sud Africa e, anche, all\u2019Italia.<br \/>\nChiudiamo questa lettera con una considerazione di carattere etico. Quando fra qualche tempo,<br \/>\nl\u2019umanit\u00e0, la Storia, si guarder\u00e0 indietro e ripercorrer\u00e0 questi mesi, verranno inevitabilmente<br \/>\ngiudicate le nostre condotte: qual \u00e8 stato il ruolo della scienza nella costruzione di processi di<br \/>\npace, nel miglioramento delle condizioni di vita di tutte\/i, nella promozione del rispetto dei diritti<br \/>\numani e della vita? Cosa abbiamo messo in pratica per evitare lo sterminio del popolo palestinese?<br \/>\nCosa abbiamo fatto per promuovere e, perch\u00e9 no, rafforzare il multilateralismo a fronte della<br \/>\nproliferazione dei conflitti? Stiamo infatti assistendo a uno storico cambio di paradigma al livello<br \/>\nglobale: con tutti i ben noti limiti, il diritto internazionale rischia di perdere ogni parvenza di<br \/>\nlegittimit\u00e0, lasciando il passo, anche formalmente, alla legge del pi\u00f9 forte. Si tratta quindi di capire<br \/>\nse il CNR vuole contribuire allo smantellamento definitivo della legislazione internazionale o se,<br \/>\ninvece, come ci auspichiamo, voglia ribadirne la sua centralit\u00e0.<br \/>\nAncora oggi, dopo pi\u00f9 di 90 anni, ci ricordiamo dei 12 docenti universitari che nel 1931 si<br \/>\nrifiutarono di giurare fedelt\u00e0 al fascismo, scegliendo di stare dalla parte giusta della Storia. Ci<br \/>\nauspichiamo che le generazioni a venire possano dire lo stesso del CNR di oggi.<br \/>\nNote:<br \/>\n1 La Societ\u00e0 Italiana di Diritto Internazionale e di Diritto dell\u2019Unione Europea (SIDI) sollecita le istituzioni accademiche e<br \/>\ngli enti di ricerca a sospendere gli accordi di cooperazione o collaborazione, anche informale, con le istituzioni e gli enti<br \/>\nisraeliani che contribuiscano al perpetrarsi delle gravissime violazioni del diritto internazionale [&#8230;] e al mantenimento<br \/>\ndell\u2019occupazione illegale del Territorio Palestinese<br \/>\n2 Application of the Convention on the prevention and punishmenti of the crime of genocide in the Gaza Strip, 26\/01\/2024<br \/>\n3 Order of March, 28 2024, Order of May, 24 2024<br \/>\n4 Mandati di arresto contro B. Netanyahu e Y. Gallant.<br \/>\n5 Parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia del 19\/07\/2024. L\u2019occupazione dei Territori Palestinesi occupati<br \/>\n\u00e8 stat dichiarat illegale in quanto viola i principi fondamentali del diritto internazionale riguardo all\u2019annessione di territori<br \/>\ntramite l\u2019uso della forza e le negazione del diritto all\u2019autodeterminazione del popolo palestinese. Inoltre la discriminazione<br \/>\nsistematica dei diritti del popolo palestinese avviene in violazione dell\u2019art. 3 della Convenzione Internazionale per<br \/>\nl\u2019Eliminazione di ogni Forma di Discriminazione Razziale, \u201cCERD\u201d, 21\/12\/1965, in cui gli Stati si impegnano a prevenire,<br \/>\nvietare ed eliminare sui territori sottoposti alla loro giurisdizione, tutte le pratiche di segregazione razziale e \u201capartheid<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ai componenti del Consiglio di Amministrazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche. 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