{"id":173134,"date":"2025-07-10T11:55:18","date_gmt":"2025-07-10T09:55:18","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=173134"},"modified":"2025-07-11T11:29:51","modified_gmt":"2025-07-11T09:29:51","slug":"1960-quel-luglio-di-rivolta-e-sangue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/07\/10\/1960-quel-luglio-di-rivolta-e-sangue\/","title":{"rendered":"1960, quel luglio di rivolta e sangue"},"content":{"rendered":"<p>di\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/author\/domenico-stimolo\/\">Domenico Stimolo &#8211;<\/a><\/strong><\/p>\n<p>La protesta antifascista lanciata dall\u2019Anpi part\u00ec da Genova, a fine giugno, con il rifiuto di ospitare il congresso MSI per dilagare nel mese successivo in tutto il Paese fino in Sicilia. Insorsero operai e studenti per impedire un ritorno indietro nel tempo ad appena 15 anni dalla Liberazione. Un moto vittorioso ma pagato un prezzo altissimo \u2013 a Reggio Emilia, Palermo, Licata, Catania \u2013 11 morti e decine di feriti, raccontato anche in un <strong>docufilm <\/strong>di<strong> Ottavio Terranova<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"Textbody\" style=\"margin-bottom: .0001pt; line-height: 150%;\"><span style=\"font-size: 15.0pt; line-height: 150%;\">Nei primi giorni del luglio 1960 tutta Italia fino alla Sicilia fu attraversata da una lunga scia di sangue. Grandi manifestazioni popolari si svolsero nelle principali citt\u00e0: tragici avvenimenti che chiusero il calendario di lotta contro il governo Tambroni. Il monocolore democristiano subentrato al dimissionario governo Segni era in carica dal 25 marzo, sostenuto dal decisivo appoggio parlamentare del Msi. Una situazione dirompente. A soli 15 anni dalla conclusione della lotta di Liberazione i neofascisti erano ritornati in auge. L\u2019aspetto determinante dello sdegno e della rabbia popolare fu l\u2019indizione del congresso nazionale del Msi per il 2 luglio a Genova. Un vero e proprio oltraggio alla citt\u00e0 Medaglia d\u2019oro della Resistenza, la sola dove i nazisti si erano arresi ai partigiani. Si svolsero diverse manifestazioni di protesta, indette dai partiti della sinistra e dall\u2019Anpi, mentre la Cgil promuoveva uno sciopero generale.<\/span><\/p>\n<p>Alla prima grande iniziativa, il 28 giugno, intervenne Sandro Pertini con un vibrante discorso divenuto celebre. Durante l\u2019immenso corteo del 30 giugno, aperto proprio dai comandanti partigiani, avvennero scontri con la polizia di notevole portata. Il corteo, pacifico, dei \u201cgiovani con le magliette a strisce\u201d fu attaccato dagli agenti. L\u2019obiettivo dei manifestanti era difendere l\u2019onore democratico di Genova dal congresso dei neofascisti. Il 2 luglio la Camera del Lavoro indisse un altro sciopero generale; quello stesso giorno il congresso fu annullato. Il governo Tambroni per\u00f2 restava in carica, e cos\u00ec la protesta and\u00f2 avanti con altre manifestazioni in numerose citt\u00e0 del Paese, quasi tutte funestate da incidenti per la repressione di polizia e carabinieri.<\/p>\n<p>Il 6 luglio a Roma un corteo delle forze democratiche e antifasciste venne provocatoriamente vietato dal prefetto solo poche ore prima dell\u2019inizio. I manifestanti, protetti da un cordone di parlamentari d\u2019opposizione, decisero di dirigersi a Porta San Paolo per deporre una corona d\u2019alloro bordata del nastro tricolore, in memoria dei caduti della Resistenza. La carica dei carabinieri a cavallo, comandati da Raimondo d\u2019Inzeo (ufficiale divenuto poi noto perch\u00e9 vincer\u00e0 la medaglia d\u2019oro alle Olimpiadi di Roma) fu violentissima. Due parlamentari, il comunista Ingrao e il socialista Borghese, vennero feriti e portati alla Camera ancora sanguinanti, scatenando fortissime proteste.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A Reggio Emilia, il 7 luglio, il corteo con decine di migliaia di partecipanti fu caricato ferocemente dalla polizia che spar\u00f2 oltre 500 colpi di arma da fuoco. Cinque lavoratori persero la vita: Lauro Ferioli (22 anni), Ovidio Franchi (19 anni, operaio), Emilio Reverberi (39 anni, operaio, ex partigiano), Marino Serri (41 anni, contadino, ex partigiano), Afro Tondelli (35 anni, operaio, ex partigiano). A loro \u00e8 dedicata \u201c<a href=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/terza-pagina\/pentagramma\/compagno-cittadino-fratello-partigiano\/\">Per i morti di Reggio Emilia<\/a>\u201d, la struggente canzone scritta da Fausto Amodei. In quelle giornate gravissimi accadimenti si verificarono pure in Sicilia. Le grandi manifestazioni che si svolsero in molte localit\u00e0 chiedevano anche lavoro e giustizia sociale. Le condizioni di vita dei lavoratori, dei contadini e degli strati poveri della societ\u00e0 siciliana erano pessime. Sfruttamento, emarginazione e intensa emigrazione erano le caratteristiche principali che \u201cqualificavano\u201d gran parte della popolazione.<\/p>\n<p>E anche nell\u2019isola, tutte le manifestazioni, di straordinaria partecipazione popolare, furono caratterizzate dalla reazione spietata della polizia e dei carabinieri, che caricarono i cortei e spararono. Il 5 luglio a Licata (in provincia di Agrigento) rimase ucciso Vincenzo Napoli, operaio di 25 anni e cinque manifestanti restarono feriti in maniera grave. Era stato indetto uno sciopero generale per il lavoro. Al grido di\u00a0<em>Licata non deve morire<\/em> parteciparono ben 20.000 persone. L\u20198 luglio a Palermo restarono uccisi Francesco Vella, 42 anni, sindacalista della Cgil; Giuseppe Malleo, 16 anni; Andrea Gancitano, 18 anni, Rosa La Barbera, 53 anni, casalinga; 36 manifestanti furono feriti da proiettili, 400 i fermati, 71 gli arrestati.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: jubilat, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\" data-olk-copy-source=\"MessageBody\">Sui fatti del luglio 1960 in Sicilia una preziosa pubblicazione di Angelo Ficarra \u00e8 stata edita alcuni anni addietro a cura dell\u2019Anpi di Palermo:\u00a0<em><i>8 luglio 1960, la battaglia di Palermo<\/i><\/em>. Vi si legge: \u201cVado in centro e seguo il corteo \u2013 \u00e8 la testimonianza di Luigi Ficarra in un intervento rievocativo al Comune di Palermo l\u20198 luglio 2006 \u2013 poi, seguendo gruppi di manifestanti, ritorno presso la ferrovia e trovo che l\u2019hanno occupata. La polizia presente in notevoli forze non annuncia l\u2019attacco. Sparano ad altezza d\u2019uomo. Vidi cadere nel sangue, a meno di un metro da me, un giovane lavoratore, che poi seppi essere Vincenzo Napoli. Lottava per il pane ed ebbe il piombo. \u00c8 un eroe del lavoro che non c\u2019era, l\u2019eroe di una lotta\u00a0<em><i>mancata<\/i><\/em>\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: jubilat, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Nella giornata dell\u20198 luglio una imponente manifestazione popolare attravers\u00f2 l\u2019area urbana storica di\u00a0<b>Palermo<\/b>. Le dinamiche, che si svolsero per gran parte della giornata di sciopero (iniziava alle ore 14), corteo e attacco da parte della polizia, riguardarono molti quartieri cittadini. Le iniziative iniziarono molto presto, davanti allo storico cantiere navale. Di mattina si erano recati Pio La Torre e Nicola Cipolla per informare gli operai della strage avvenuta a Reggio Emilia e dello sciopero che era stato indetto dalle organizzazioni sindacali. Nella pubblicazione viene riportata la testimonianza di Manlio Guardo \u2013 dottore in chimica e dirigente giovanile comunista, tra l\u2019altro si legge: \u201c(\u2026) la furia incontrollata di chi dirigeva le forze dell\u2019ordine \u00e8 esplosa verso le 17.15, quando la massa dei dimostranti, dopo avere fatto fronte e numerose cariche, si \u00e8 attestata in via Maqueda\u2026 Altri reparti militari, sembra apparentemente scollegati tra loro, nel frattempo entrano in azione vanificando ogni tentativo di non fare precipitare la situazione\u201d. Angelo Ficarra scrive: \u201cla battaglia continuer\u00e0 fino a tarda sera con un terribile bilancio di violenza e di morte\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: jubilat, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">L\u20198 luglio a\u00a0<b>Catania<\/b>\u00a0rimase ucciso da un colpo di arma da fuoco sparato dalla polizia Salvatore Novembre, giovane lavoratore edile di 19 anni, proveniente da Agira (Enna), sposato da quarantacinque giorni, lavorava a Catania in un frantoio per attivit\u00e0 edilizie. Era iscritto alla sezione catanese del Pci dedicata al martire fascista Rosario Pitrelli, originario di Caltagirone e trucidato alle Fosse Ardeatine a Roma. Molti altri giovani manifestanti rimasero feriti \u2013 tantissimi da arma da fuoco \u2013, ufficialmente sedici portati in ospedale, che successivamente verranno arrestati e portati in giudizio, loro, non i responsabili dell\u2019ordine pubblico.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<span style=\"font-family: jubilat, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">tragici eventi catanesi sono stati meticolosamente rievocati da Nicola Musumarra \u2013 allora ventenne protagonista dei fatti e militante nel Pci, ferito alla gola da un proiettile \u2013 in un libro edito dodici anni fa: 1960 fermammo Tambroni, 2011 fermeremo Berlusconi, con prefazione di Pietro Barcellona, ex componente del Consiglio superiore della Magistratura e deputato del Pci nell\u2019VIII legislatura. Scrive tra l\u2019altro: \u201cL\u2019arrivo della polizia nella piazza (Stesicoro) fu accompagnato da una fitta sparatoria e che non sparassero in aria lo constatammo con gli schizzi che uscivano dalle angurie (rimaste esposte per la vendita) colpite dai proiettili. Lo constatammo anche dai primi compagni che caddero feriti. I poliziotti fecero il tiro a segno con i giovani lavoratori. Capimmo che la situazione era seria e grave. Invitammo i manifestanti a tenersi al riparo nelle traverse di via Gambino e di piazza Spirito Santo. Le pietre ritardarono l\u2019avanzata dei poliziotti ma non poterono fermare le pallottole e le granate sparate contro noi giovani. I primi feriti vennero posti dentro le auto che riuscimmo a trovare nelle vicinanze e portati negli ospedali pi\u00f9 vicini. Solo uno, Salvatore Novembre, rimase l\u00e0 sopra isolato e troppo vicino ai poliziotti e ai carabinieri, le grida non bastarono per farlo indietreggiare, per farlo mettere al riparo. Continu\u00f2 a stare all\u2019avanguardia per difendere il suo diritto a manifestare, fu colpito, mentre si difendeva riparandosi dietro un rudere, da un vile cecchino che mir\u00f2 alla gola per ucciderlo\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: jubilat, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Nel pomeriggio dell\u201911 luglio si svolsero i funerali del giovane ucciso. La camera ardente era stata allestita nel salone della Camera del lavoro (via Crociferi), l\u2019orazione funebre fu tenuta dall\u2019avvocato Giovanni Albanese \u2013 antifascista catanese, gi\u00e0 condannato dal Tribunale speciale durante la dittatura fascista \u2013. Il corteo fu imponente: decine di migliaia di partecipanti accompagnarono il feretro \u2013 in primissima fila la giovane moglie \u2013, attravers\u00f2 per alcuni chilometri tutta l\u2019area storica della citt\u00e0 fin quasi al cimitero ubicato nell\u2019estrema periferia. La Cgil nazionale fu rappresentata dal segretario Rinaldo Scheda, il Pci dagli onorevoli Giorgio Napolitano e Mario Alicata.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: jubilat, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Il 19 luglio il governo Tambroni si dimise.<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: jubilat, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b data-olk-copy-source=\"MessageBody\">(il testo completo, con foto e docufilm di Ottavio Terranova in<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: jubilat, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b><a id=\"LPlnk872197\" class=\"x_moz-txt-link-freetext\" title=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/servizi\/1960-quel-luglio-di-rivolta-e-sangue\/\" href=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/servizi\/1960-quel-luglio-di-rivolta-e-sangue\/\" data-auth=\"NotApplicable\" data-linkindex=\"0\">https:\/\/www.patriaindipendente.it\/servizi\/1960-quel-luglio-di-rivolta-e-sangue\/<\/a>)<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Domenico Stimolo &#8211; La protesta antifascista lanciata dall\u2019Anpi part\u00ec da Genova, a fine giugno, con il rifiuto di ospitare il congresso MSI per dilagare nel mese successivo in tutto il Paese fino in <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/07\/10\/1960-quel-luglio-di-rivolta-e-sangue\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":173135,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[],"tag_articolo":[8098],"collezione":[],"class_list":["post-173134","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag_articolo-antifascismo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173134","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=173134"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173134\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":173142,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173134\/revisions\/173142"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/173135"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=173134"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=173134"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=173134"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=173134"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=173134"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=173134"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}