{"id":173367,"date":"2025-07-30T18:19:22","date_gmt":"2025-07-30T16:19:22","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=173367"},"modified":"2025-07-30T18:19:22","modified_gmt":"2025-07-30T16:19:22","slug":"luomo-ed-il-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/07\/30\/luomo-ed-il-territorio\/","title":{"rendered":"L\u2019uomo ed il territorio"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">La nostra Italia, \u00e8 una nazione che sia per motivi di assetto idrogeologico, sia per trascuranza congenita a tutto ci\u00f2 che \u00e8 cultura dell\u2019ambiente, soffre da sempre per i danni provocati dal degrado dei suoli, da qui il pericolo di desertificazione, e dall\u2019alterazione degli ecosistemi preesistenti, di conseguenza le frane e le alluvioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Oggi in Sicilia, dopo l\u2019ennesimo evento meteorologico estremo, mi succede di sentirne di tutti i colori, soloni di sempre si affannano a cercare le cause e a trovare le soluzioni, ma \u00e8 come vedere un film gi\u00e0 visto. A proposito, nell\u2019era di internet, vi invito a fare un po\u2019 di ricerche a ritroso; Vedrete le stesse immagini, sia della Sicilia che di altre parti d\u2019Italia, sentirete le stesse considerazioni, ma soprattutto vi accorgerete che nei giorni subito dopo l\u2019evento, tutto e tutti giurano che tutto questo non deve succedere pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma, come sempre, dopo qualche settimana non si sente pi\u00f9 nessuno che ne parla, e qui non sarebbe neanche male, visto che ne parlano senza cognizione di causa, ma la cosa pi\u00f9 grave \u00e8 che chi di dovere nulla pi\u00f9 fa per la prevenzione di tali eventi, limitandosi a stanziare dei fondi per qualche ripristino dei luoghi danneggiati.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E perci\u00f2 non sentiremo pi\u00f9 nessuno che parla del consumo dei suoli, frase magica con cui tutti vogliono far intendere che ne capiscono qualcosa, poveri ignoranti! A tutti loro voglio dedicare alcune considerazioni fatte da don Luigi Sturzo, su Illustrazione Italiana il 20 novembre del 1949:\u201d il pi\u00f9 grave problema da affrontare \u00e8 quello della sistemazione montana per favorire il consolidamento del suolo, l\u2019imbrigliamento delle acque, il rimboschimento\u2026\u2026 In una parola, ricordarsi che l\u2019agricoltura comincia dalla montagna per arrivare alla pianura e non viceversa\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Vedete quanta sapienza, in contrapposizione alla impreparazione attuale, provo allora io a darvi dei dati veritieri e a dirvi qualcosa di semplice e di concreto da fare subito. Negli ultimi quaranta anni (1970-2010), in Italia, la Superfice Agricola Utilizzata (SAU) \u00e8 passata da diciotto milioni di ettari agli attuali tredici milioni, con una perdita netta di cinque milioni, estensione che equivale a quella della superficie dell\u2019intera regione Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna messe insieme.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In Sicilia, negli ultimi quaranta anni, si \u00e8 passati dal 1.730.000 ettari del 1970, a 1.384.000 ettari del 2010, con una perdita netta di 346.000 ettari, estensione che equivale alla superficie dell\u2019intera provincia di Catania, e come se avessimo, quindi in Sicilia, una provincia in meno, e che provincia, la pi\u00f9 estesa dopo Palermo. Altro, rispetto alla ben poca cosa rappresentata dall\u2019utilizzo dei terreni demaniali colpevolmente abbandonati dallo Stato, Regioni, Province ecc. ecc., con il progetto Banca della Terra, parliamo di alcune decine di ettari.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Al fenomeno dell\u2019abbandono del territorio, si associa quello dello spopolamento dello stesso. Alcuni dati allarmanti nell\u2019introduzione dal nostro moderatore: in Sicilia, ad Enna, la popolazione \u00e8 diminuita di 28 mila unit\u00e0 in 23 anni. In Italia le nascite sono diminuite negli ultimi 15 anni del 38% ed ad essere maggiormente interessati dallo spopolamento sono proprio le aree interne, collinari e montane.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Sono dati allucinanti! In questi giorni non ho sentito levarsi una voce in tal senso, il nostro Paese Italia, pur avendo una modesta estensione territoriale, risulta essere al quarto posto nel mondo per numero di vittime annue causate dagli eventi citati.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Eppure il fenomeno delle terre incolte o abbandonate o insufficientemente coltivate non \u00e8 recente, basti ricordare che lo Stato italiano, nel 1978 ha approvato la legge n.440, riguardante il recupero produttivo delle terre incolte o abbandonate o insufficientemente coltivate, anche al fine della salvaguardia degli equilibri idrogeologici e della protezione dell\u2019ambiente, legge che per essere applicata, necessita soltanto di regolamentazione in sede regionale. In Sicilia nello stesso anno di emanazione della legge, un Governo attento, quello presieduto dall\u2019On. Piersanti Mattarella, che aveva Assessore regionale alla Presidenza On.le Santi Nicita, mi contatt\u00f2 per un confronto sulla materia in questione, mi diede l\u2019incarico, a titolo gratuito, di redigere un PROGETTO DI INDAGINE SULLE TERRE INCOLTE ED INDAGINE CONOSCITIVA SUL PATRIMONIO ZOOTECNICO (specie degli allevatori senza terra ai quali era molto interessato il Presidente Piersanti), da sottoporre al C.I.P.E..<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Il progetto fu, con immediatezza, approvato, predisposi gli atti necessari per la sua esecuzione. Il tutto fu fatto in breve tempo e il primo Gennaio 1980, si sarebbe dovuto dare il via ai lavori, ma d\u2019improvviso l\u2019iter fu bloccato, dopo l\u2019assassinio per mano mafiosa del Presidente della Regione. Voglio essere buono, come credo sia il mio animo, c\u2019erano allora ed ancora oggi cose pi\u00f9 importanti da fare, come se ci fossero cose pi\u00f9 importanti della salvaguardia del territorio e delle vite umane che in esso vivono.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">All\u2019art.4 della legge 440 del 1978 tutti i provvedimenti relativi al riutilizzo dei terreni censiti, per essere messi a disposizione da chi dimostri di avere le capacit\u00e0 tecniche ed economiche per rimetterli a produzione nel comparto agrosilvopastorale, con prelazione nei terreni impervi alla forestazione, per favorire il consolidamento del suolo ed il rimpinguamento delle falde freatiche. Rimessa a produzione, lo dicono i fatti, consentirebbe ai nostri giovani di rimanere nel nostro territorio, a patto che la mano pubblica lo attrezzi di infrastrutture materiali ed immateriali. Questo comma \u00e8 chiaramente destinato alla professionalit\u00e0 dei dottori agronomi e Forestali che lo debbono declinare in tutti i risvolti tecnici ed economici, per consegnarlo all\u2019attuazione, assistiti in ci\u00f2 dal CFRS.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nella mia lunga carriera dirigenziale alla Regione siciliana, nella qualit\u00e0 di Vice Presidente del comitato organizzatore, ho avuto l\u2019onore di riuscire a tenere in Sicilia, il Terzo congresso nazionale di Selvicoltura. Si tenne a Taormina dal sedici al diciannove di ottobre del 2008, al \u201c San Domenico Palace Hotel\u201d. Nella seduta inaugurale, alla presenza di autorevoli componenti del governo nazionale e regionale, nonch\u00e9\u00a0 di\u00a0 studiosi\u00a0 di levatura nazionale ed internazionale della materia, ebbi modo di sollevare la questione di che trattasi, e chiudendo il mio intervento dissi: \u201c Se vogliamo che ci sia un ritorno fra la natura e l\u2019uomo e anche fra l\u2019uomo e le istituzioni, le istituzioni e la politica, bisogna fare in modo che tutti facciano egregiamente il loro dovere, perch\u00e9 credo che in questo Paese, non lo stiamo pi\u00f9 facendo da tanto tempo\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ancora oggi, si ritiene che tutti facciano il loro dovere, se le frane stimate sono circa cinquecento per una superficie interessata di ventuno kmq, pari quasi al 7% del territorio nazionale, se i danni, provocati dal dissesto sono quantificati nell\u2019ordine di due miliardi di euro l\u2019anno?\u00a0 Credo proprio di no.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ed allora finiamola di guardare a valle del problema, dobbiamo andare alla fonte della questione. L\u2019origine di tutto \u00e8 nell\u2019abbandono del territorio da parte dell\u2019uomo, la superficie delle aree interne, collinari e montane \u00e8 pari ai due terzi del totale e queste zone stanno, molto velocemente, perdendo il presidio dell\u2019uomo che con la sua presenza, con le sue attivit\u00e0 produttive, principalmente, agricole e silvopastorali, tutelava il territorio e lo preservava dal dissesto idrogeologico. Tutelare montagna, collina e zone interne, significa tutelare le zone urbanizzate, non ci pu\u00f2 essere sviluppo urbano ordinato, se non si tutela la maggior parte del territorio che sta intorno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Chiudo con alcuni dati significativi: la filiera del legno continua ad essere una realt\u00e0 produttiva ed occupazionale, oggi rappresentata da ottantamila aziende, con pi\u00f9 di cinquecentomila lavoratori. Filiera che alla luce dei dati citati, terre incolte, abbandonate od insufficientemente coltivate, pu\u00f2 avere grossi margini di sviluppo. Limiteremo cos\u00ec le importazioni dall\u2019estero, importiamo i due terzi del fabbisogno di legno, raggiungendo il triplice obbiettivo, di dare una mano all\u2019imprenditoria del legno, cosa ancora pi\u00f9 importante, di ritornare a presidiare il territorio, limitando cos\u00ec seriamente il succedersi dei disastri ambientali ed infine di utilizzare al meglio la manodopera bracciantile degli operai utilizzati nella cura e manutenzione dei boschi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Infine, non \u00e8 vero che non si pu\u00f2 tornare, in queste zone, pi\u00f9 genericamente, alle attivit\u00e0 agro-silvo-pastorali, lo si pu\u00f2 fare ad un patto che l\u00ec, si ritorni a produrre prodotti tradizionali e di qualit\u00e0, per i quali, cos\u00ec come ha fatto da tempo la Francia si applichino politiche di vantaggio e si chiedano alla U.E., deroghe alle normative vigenti in materia agroalimentare per i prodotti tradizionali del territorio.\u00a0 Deroghe che si danno proprio a tutela delle piccole produzioni tipiche, che altrimenti si perderebbero, in forza delle stringenti normative comunitarie riguardanti i prodotti dell\u2019agroindustria, che impongono l\u2019uso di metodologie standardizzate, assieme ad attrezzature di tipo industriale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ci\u00f2, oggi \u00e8 particolarmente favorito anche alla luce dell\u2019attivazione delle politiche green dell\u2019Unione Europea, che partendo dalla preminenza del preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi dipendenti dall\u2019agricoltura e dalla silvicoltura, prevede l\u2019incentivazione dell\u2019economia circolare, dell\u2019uso efficiente delle risorse naturali e del paesaggio per un economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale, che riportando ad insediare l\u2019uomo nei terreni, cosiddetti marginali, contenga i fenomeni di dissesto idrogeologico ed allo stesso tempo produca reddito ed occupazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">PALAZZOLO ACREIDE\u00a0 28 LUGLIO 2025<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Michele Salvatore Lonzi Michele Lonzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra Italia, \u00e8 una nazione che sia per motivi di assetto idrogeologico, sia per trascuranza congenita a tutto ci\u00f2 che \u00e8 cultura dell\u2019ambiente, soffre da sempre per i danni provocati dal degrado <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/07\/30\/luomo-ed-il-territorio\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":173368,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[8082],"tag_articolo":[],"collezione":[],"class_list":["post-173367","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","categoria_articolo-ambiente"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173367","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=173367"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173367\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":173382,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173367\/revisions\/173382"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/173368"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=173367"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=173367"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=173367"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=173367"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=173367"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=173367"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}