{"id":173762,"date":"2025-09-02T00:07:04","date_gmt":"2025-09-01T22:07:04","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=173762"},"modified":"2025-09-02T00:07:04","modified_gmt":"2025-09-01T22:07:04","slug":"gaza-la-soluzione-finale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/09\/02\/gaza-la-soluzione-finale\/","title":{"rendered":"Gaza: La soluzione finale"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"entry-meta\">di <a class=\"author url fn\" title=\"Articoli di Domenico Gallo\" href=\"https:\/\/volerelaluna.it\/autori\/gallo-domenico\/\" rel=\"author\">Domenico Gallo &#8211;<\/a><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><b>Il 21 agosto \u00e8 stata avviata dall\u2019esercito israeliano una nuova offensiva militare, denominata \u201cCarri di Gedeone 2\u201d con l\u2019obiettivo di occupare Gaza City<\/b>, dove si troverebbero ancora circa 800.000 persone, e di procedere alla deportazione forzata di tutti gli abitanti verso il sud della Striscia. <b>Per l\u2019attuazione di questo piano sono stati mobilitati circa 60.000 riservisti<\/b>. Mentre scriviamo i carri armati israeliani stanno avanzando nel centro di Gaza City e ci sono stati gi\u00e0 centinaia di morti per gli intensi bombardamenti. Il 22 agosto il ministro della Difesa, Israel Katz ha meglio specificato le intenzioni di Israele, minacciando che se Hamas non liberer\u00e0 gli ostaggi e non si arrender\u00e0 <b>\u00absi apriranno le porte dell\u2019inferno\u00bb<\/b>. Nella serata del 23 agosto il ministro delle Finanze Smotrich ha confermato l\u2019obiettivo di ripulire la citt\u00e0 di tutti i suoi abitanti ribadendo la necessit\u00e0 di \u00abassediare Gaza city\u00bb e aggiungendo che chi non evacua \u00abpu\u00f2 morire di fame o arrendersi\u00bb. <b>Contemporaneamente all\u2019annuncio della nuova offensiva militare su Gaza lo stesso ministro Smotrich ha annunziato una ulteriore espansione degli insediamenti<\/b> dando il via libera a un piano che prevede la costruzione di 3.400 unit\u00e0 residenziali e strutture connesse nell\u2019area denominata E1, un\u2019area a nord-est di Gerusalemme. In questo modo verrebbe <b>ulteriormente frammentato il territorio della Cisgiordania separando la zona a nord (Jenin Ramallah) dalla zona a sud (Betlemme \u2013 Hebron)<\/b>. Smotrich si \u00e8 compiaciuto del progetto dichiarando: <b>\u00abLo Stato palestinese viene cancellato, non con gli slogan, ma con i fatti. \u00c8 un altro chiodo nella bara di questa pericolosa idea\u00bb<\/b>. Dal canto suo Netanyahu ha dichiarato, il 10 agosto, che la nuova offensiva contro Gaza City ha l\u2019obiettivo di porre fine alla guerra \u00abin tempi relativamente brevi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Se si mettono insieme questi due fronti, l\u2019inferno di Gaza e la continua appropriazione della Cisgiordania, appare evidente che <b>il Governo teocratico israeliano sta accelerando verso l\u2019obiettivo finale: portare a compimento la conquista della terra promessa adempiendo a una missione fondata sul diritto biblico<\/b>. Nel libro di Giosu\u00e8 \u00e8 scritto che Dio promise agli Israeliti la terra: \u00abdal deserto e dal Libano fino al fiume grande, il fiume Eufrate, tutto il paese degli Ittiti fino al Mar Mediterraneo\u00bb (Giosu\u00e8, 1: 4). Del resto il capitolo 7 del Deuteronomio si apre con parole durissime relative al comando di presa di possesso della terra promessa: \u00abil signore tuo Dio avr\u00e0 messo le nazioni che vi vivevano in tuo potere e tu le avrai sconfitte e votate allo sterminio. Con esse non stringerai alcuna alleanza e nei loro confronti non avrai piet\u00e0\u00bb. <b>Il gruppo dirigente paranoico che guida il Governo di Israele \u00e8 convinto di aver ricevuto un mandato biblico per impossessarsi della terra che va dal fiume al mare, liberandosi dei palestinesi votati allo sterminio<\/b>. Se Israele fonda la sua legittimit\u00e0 sul diritto divino, la sua vocazione messianica non pu\u00f2 certo essere ostacolata dal diritto umano, tanto meno da quella branca debole del diritto pubblico che \u00e8 il diritto internazionale.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Siamo al paradosso di uno Stato, nato in virt\u00f9 di una deliberazione dell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite (la 181 del 29 novembre 1947) che gli attribuiva la sovranit\u00e0 su una parte del territorio della Palestina mandataria, essendo l\u2019altra parte destinata alla nascita di uno Stato palestinese, che <b>si \u00e8 completamente svincolato dai costumi e dai meccanismi che regolano le relazioni fra le Nazioni, in virt\u00f9 di una fonte di legittimazione metastorica<\/b>. <b>Fin dalla sua fondazione Israele ha agito, <\/b><span lang=\"la-VA\"><i><b>legibus solutus<\/b><\/i><\/span><b>, violando la Carta dell\u2019ONU, le Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, le deliberazioni dell\u2019Assemblea Generale, le Raccomandazioni e le linee guida degli organi ausiliari della Nazioni Unite<\/b>. Israele ha violato tutti i Trattati relativi ai diritti umani, specialmente quelli relativi al Diritto bellico, come la IV Convenzione di Ginevra del 1949 e le norme di <span lang=\"la-VA\"><i>ius cogens<\/i><\/span> ribadite dai due Protocolli aggiuntivi del 1977. <b>Con la vicenda di Gaza, siamo arrivati al punto estremo, alla violazione impudente della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio<\/b>, il primo e fondamentale strumento adottato dall\u2019ONU il 9 dicembre 1948 per la protezione del genere umano in quanto tale. Lo scopo della Convenzione, non \u00e8 quello di punire il genocidio, ma di far si che fatti di genocidio non debbano verificarsi mai pi\u00f9.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><b>Di fronte al ricorso del Sud Africa che ha contestato a Israele la violazione della Convenzione dinanzi alla Corte di Giustizia dell\u2019ONU, la Corte con ordinanza del 26 gennaio 2024, ha ritenuto plausibile il rischio di genocidio<\/b> e per prevenirlo ha imposto a Israele di \u00abadottare tutte le misure in suo potere per impedire la commissione di tutti gli atti che rientrano nel campo di applicazione dell\u2019articolo II di tale Convenzione, in particolare: <i>a)<\/i> l\u2019uccisione di membri del gruppo; <i>b) <\/i>causare gravi danni fisici o mentali ai membri del gruppo; <i>c)<\/i> infliggere deliberatamente al gruppo condizioni di vita tali da provocarne la distruzione fisica totale o parziale\u00bb. Inutile dire che Israele non si \u00e8 conformato alle misure richieste, che sono state inutilmente ribadite dalla Corte con ordinanze del 28 marzo e del 5 aprile. Con l\u2019ordinanza del 24 maggio 2024, ritenendo che la situazione derivante dall\u2019offensiva militare israeliana a Rafah comportasse un ulteriore rischio di pregiudizio irreparabile ai diritti dei palestinesi la Corte dell\u2019Aia ha adottato ulteriori misure provvisorie. Nello specifico, ha stabilito che: \u00ablo Stato di Israele, in conformit\u00e0 con i suoi obblighi ai sensi della Convenzione sulla prevenzione e la punizione del crimine di genocidio, e in considerazione del peggioramento delle condizioni di vita dei civili nel governatorato di Rafah, dovr\u00e0: [\u2026] fermare immediatamente la sua offensiva militare e qualsiasi altra azione nel governatorato di Rafah che possa infliggere al gruppo palestinese di Gaza condizioni di vita che potrebbero portare alla sua distruzione fisica, totale o parziale; [\u2026] mantenere aperto il valico di Rafah per la fornitura senza ostacoli di servizi di base e assistenza umanitaria urgentemente necessari; [\u2026] adottare misure efficaci per garantire l\u2019accesso senza ostacoli alla Striscia di Gaza di qualsiasi commissione d\u2019inchiesta, missione d\u2019indagine o altro organo investigativo incaricato dagli organi competenti delle Nazioni Unite di indagare sulle accuse di genocidio [\u2026]\u00bb. Poich\u00e9 le misure atte a impedire il genocidio sono state apertamente violate, <b>da pi\u00f9 di un anno sono in corso azioni genocidiarie da parte di Israele, che si sono progressivamente aggravate fino all\u2019ultima svolta di questi giorni che apre un nuovo girone infernale<\/b>.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><b>L\u2019aspetto pi\u00f9 atroce sono le azioni volte a infliggere condizioni di vita alla popolazione di Gaza che potrebbero portare alla sua distruzione fisica totale o parziale, prima di tutto la fame<\/b>, causata dal prolungato blocco dei rifornimenti di cibo ed altri beni essenziali per la vita. Adesso <b>la carestia a Gaza \u00e8 stata anche formalmente certificata dall\u2019ONU<\/b>. Il rapporto dell\u2019IPC, l\u2019Integrated Food Security Phase Classification (IPC), un organismo sostenuto dalle Nazioni Unite responsabile del monitoraggio della sicurezza alimentare, afferma che la carestia a Gaza \u00e8 stata causata dai combattimenti e dal blocco degli aiuti, e amplificata dagli sfollamenti diffusi e dal collasso della produzione alimentare, portando la fame a livelli pericolosi per la vita in tutto il territorio dopo 22 mesi di guerra. Nel rapporto si afferma che i livelli di malnutrizione, in particolare fra i bambini, sono aumentati drasticamente negli ultimi mesi nella prima carestia conclamata del Medio Oriente. \u00abSi prevede che entro giugno 2025 (ma adesso siamo ad agosto) <b>almeno 132.000 bimbi sotto i cinque anni soffriranno di malnutrizione acuta<\/b>, il doppio rispetto alle stime dell\u2019IPC di maggio. Ci sono <b>oltre 41.000 casi di bambini ad alto rischio di morte e circa 55.500 donne incinte e in allattamento risultano malnutrite<\/b> e richiedono urgentemente cibo e assistenza. \u00abDopo 22 mesi di conflitto incessante, oltre mezzo milione di persone nella Striscia di Gaza si trova ad affrontare condizioni catastrofiche caratterizzate da fame, miseria e morte\u00bb, si legge ancora nel documento. Si prevede che questo numero, salir\u00e0 a quasi 641.000 persone, quasi un terzo della popolazione, entro la fine di settembre. <b>Al 24 agosto, secondo un comunicato del Ministero per la salute di Gaza, sono 289 i palestinesi morti per fame, fra cui 115 bambini<\/b>. <b>Alla stessa data il numero delle vittime \u00e8 stato aggiornato in 62.686 morti e 157.951 feriti<\/b>. In questo numero non sono comprese le 20 vittime, fra cui 5 giornalisti, del bombardamento dell\u2019Ospedale di Khan Younis avvenuto il giorno dopo. Anche la ricerca disperata del cibo \u00e8 diventata una trappola mortale. Da quando alla fine di maggio \u00e8 stato istituita la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), le vittime tra chi cercava assistenza sono salite a 2.095, con pi\u00f9 di 15.431 feriti.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><b>Aprendo questo ulteriore girone infernale, con l\u2019assedio e la distruzione fisica di Gaza City, Israele dimostra di non avere alcuna intenzione di fermarsi e di puntare alla \u201csoluzione finale\u201d del problema palestinese<\/b>. Ma, in realt\u00e0, la soluzione finale non esiste. Anche se Israele <i>ripulisse<\/i> da ogni presenza palestinese la met\u00e0 nord della Striscia di Gaza, rinchiudendo i superstiti nel Sud trasformato in un enorme lager, questa popolazione non potrebbe essere \u201csmaltita\u201d, n\u00e9 con la fame, n\u00e9 con le bombe, n\u00e9 con la deportazione in altri paesi. Una fetta della popolazione sopravviverebbe. <b>Lungi da diventare una riviera per ricchi, la Striscia di Gaza resterebbe come una ferita purulenta, impossibile da curare<\/b>. Ugualmente in Cisgiordania, l\u2019espansione degli insediamenti non potrebbe far sparire la popolazione palestinese. <b>I chiodi nella bara dello Stato palestinese, sono, in realt\u00e0 dei chiodi che Israele ha inflitto a s\u00e9 stesso<\/b>. La soluzione due popoli per due Stati, con uno Stato palestinese ridotto sul 22% del territorio della Palestrina mandataria, rappresentava una grande opportunit\u00e0 per Israele per assicurarsi la convivenza pacifica con la popolazione palestinese, senza pagare pegno per la Nakba. La cancellazione della possibilit\u00e0 di uno Stato palestinese con la politica dei fatti compiuti, portata avanti da 58 anni, condanna Israele a diventare uno Stato di apartheid come lo fu il Sud Africa.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><b>Di fronte all\u2019impossibilit\u00e0 di realizzare qualunque soluzione della questione palestinese, cresce la violenza e si aggravano le azioni genocidiarie<\/b>, come dimostrano i fatti di questi ultimi giorni. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo, il genocidio in corso chiama in causa la coscienza morale dell\u2019umanit\u00e0. Di fronte a un genocidio che va avanti con un continuo crescendo, non si pu\u00f2 rimanere indifferenti: o si agisce per fermare Israele o si \u00e8 complici. La Palestina non ha bisogno di parole ipocrite di commiserazione da parte della leadership dei paesi occidentali, sostenitori sul piano economico, politico e militare delle azioni del Governo israeliano. In particolare <b>deve essere denunciata la complicit\u00e0 del Governo italiano, che continua il sostegno militare a Israele<\/b> rifiutando persino di ritirarsi dal Memorandum di collaborazione militare stipulato il 16 giugno 2003, ratificato con la legge n. 94\/2005, <b>e si oppone in sede europea a ogni sanzione a Israele<\/b>.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">L\u2019indignazione dei cittadini italiani per le atrocit\u00e0 commesse in Palestina si deve trasferire nei confronti dei responsabili politici, complici del genocidio nella misura in cui non fanno niente di quanto in loro potere per arrestare la macchina di morte azionata dal Governo israeliano Grande \u00e8 la frustrazione ma anche la volont\u00e0 di reagire della societ\u00e0 civile. Le iniziative si moltiplicano. \u00c8 importante l\u2019iniziativa della Coalizione internazionale <span lang=\"en-GB\">Freedom Flotilla<\/span>, che <b>far\u00e0 partire il 31 agosto una flotta di imbarcazioni, cariche di aiuti umanitari, con l\u2019obiettivo di rompere l\u2019embargo disumano ed illegale imposto da Israele alla popolazione della Striscia<\/b>. Sono in corso delle iniziative per rimettere in gioco l\u2019ONU e consentire il superamento del prevedibile veto USA nel Consiglio di sicurezza, con il ricorso alla procedura <span lang=\"en-GB\"><i>Uniting for Peace<\/i><\/span>, attivabile quando il Consiglio di Sicurezza non riesce a mantenere la pace e la sicurezza internazionale perch\u00e9 paralizzato dal diritto di veto di uno dei suoi membri permanenti. In questi casi \u00e8 possibile la convocazione di una speciale sessione di emergenza dell\u2019Assemblea generale che pu\u00f2 raccomandare delle misure collettive, anche di carattere coercitivo. A questo proposito, il 21 agosto, \u00e8 stata inviata una lettera collettiva (prima firmataria Luisa Morgantini) al ministro degli Esteri, sollecitandolo a richiedere delle misure d\u2019emergenza al Consiglio di sicurezza, facendo ricorso \u2013 in caso di blocco \u2013 alla procedura <span lang=\"en-GB\"><i>Uniting for Peace<\/i><\/span>.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><b>Ma la strada principale per fermare Israele rimane sempre quella di rompere la tradizione di impunit\u00e0 che alimenta il senso di onnipotenza dei governanti israeliani<\/b>. Occorre che soprattutto i paesi tradizionalmente alleati e sostenitori di Israele pongano fine a ogni forma di sostegno, politico, militare, finanziario, attraverso sanzioni adeguate. Le recenti dimissioni del ministro degli Esteri olandese Caspar Veldkamp, a fronte del rifiuto del suo Governo di adottare delle sanzioni contro Israele, hanno scoperchiato il verminaio delle complicit\u00e0 istituzionali ed aprono una contraddizione all\u2019interno degli apparati di governo, mettendo a nudo <b>l\u2019insostenibile ipocrisia di una politica che lascia correre il genocidio, voltandosi dall\u2019altra parte<\/b>.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Domenico Gallo &#8211; Il 21 agosto \u00e8 stata avviata dall\u2019esercito israeliano una nuova offensiva militare, denominata \u201cCarri di Gedeone 2\u201d con l\u2019obiettivo di occupare Gaza City, dove si troverebbero ancora circa 800.000 <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/09\/02\/gaza-la-soluzione-finale\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":173763,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[],"tag_articolo":[8098],"collezione":[],"class_list":["post-173762","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag_articolo-antifascismo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173762","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=173762"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173762\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":173764,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173762\/revisions\/173764"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/173763"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=173762"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=173762"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=173762"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=173762"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=173762"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=173762"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}