{"id":174531,"date":"2025-11-07T17:47:27","date_gmt":"2025-11-07T16:47:27","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=174531"},"modified":"2025-11-07T17:47:27","modified_gmt":"2025-11-07T16:47:27","slug":"esito-della-riunione-della-commissione-toponomastica-intitolazione-di-via-spazio-pubblico-alla-memoria-di-norma-cossetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/11\/07\/esito-della-riunione-della-commissione-toponomastica-intitolazione-di-via-spazio-pubblico-alla-memoria-di-norma-cossetto\/","title":{"rendered":"Esito della riunione della Commissione Toponomastica: Intitolazione di via\/spazio pubblico alla memoria di Norma Cossetto"},"content":{"rendered":"<p>Nella riunione odierna svoltasi presso i locali della Presidenza del Consiglio Comunale, la Commissione Toponomastica ha deliberato a maggioranza la revisione dei pareri negativi precedentemente espressi nell&#8217;anno 2023 e nella seduta del 22 maggio 2025, approvando l&#8217;intitolazione di una via o di uno spazio pubblico alla memoria di Norma Cossetto, martire delle Foibe. La decisione \u00e8 stata assunta a maggioranza, con il solo voto contrario del prof. Restifo. Oltre il Presidente Nello Pergolizzi, erano presenti i Consiglieri Antonella Femin\u00f2, Giovanni Caruso e Giuseppe Villari.<\/p>\n<p>\u00abAvevamo assunto un impegno con la Citt\u00e0: riportare la proposta in Commissione e definirla nel rispetto delle procedure. Oggi quell&#8217;impegno \u00e8 stato mantenuto. Con questo voto Messina compie un atto di verit\u00e0 e memoria, riconoscendo il sacrificio di Norma Cossetto\u00bb, dichiara il Presidente del Consiglio Comunale e della Commissione Toponomastica, Nello Pergolizzi.<\/p>\n<p>Norma Cossetto (1920-1943) fu una studentessa istriana dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova. Nell&#8217;autunno del 1943 venne catturata durante le violenze sul confine orientale, seviziata e uccisa; il suo corpo fu ritrovato in una foiba. \u00c8 ricordata in Italia come martire delle Foibe; nel 2005 le \u00e8 stata conferita la Medaglia d&#8217;Oro al Merito Civile alla memoria. La sua figura \u00e8 richiamata ogni anno nel Giorno del Ricordo (10 febbraio, legge n. 92\/2004), dedicato alle vittime delle foibe.<\/p>\n<p>Gli adempimenti consequenziali saranno avviati dagli uffici competenti e la localizzazione della via\/spazio sar\u00e0 proposta e definita nella prossima seduta utile della Commissione.<\/p>\n<p>La storia falsificata in omaggio all\u2019Italia fascista: il caso di Norma Cossetto<\/p>\n<p>di <a href=\"https:\/\/volerelaluna.it\/autori\/eric-gobetti\/\">Eric Gobetti<\/a> &#8211;<\/p>\n<p>Da qualche tempo Norma Cossetto \u00e8 diventata uno dei simboli delle violenza delle foibe. Dopo <a href=\"https:\/\/www.quirinale.it\/onorificenze\/insigniti\/161496\">aver ricevuto nel 2005<\/a> la medaglia d\u2019oro alla memoria per merito civile, la giovane donna uccisa nel 1943, talvolta definita la \u201cAnna Frank italiana\u201d, \u00e8 ormai costantemente presente nell\u2019immaginario pubblico. Sulla sua morte sono stati realizzati un film co-prodotto dalla Rai, <em>Rosso Istria<\/em>, e una graphic novel, <em><a href=\"http:\/\/www.novecento.org\/uso-pubblico-della-storia\/considerazioni-su-un-fumetto-sulle-foibe-6132\/\">Foiba Rossa<\/a><\/em> edita da una casa editrice neofascista (<a href=\"https:\/\/www.fanpage.it\/attualita\/sindaco-di-ascoli-regala-agli-studenti-fumetti-delleditore-di-estrema-destra-per-la-giornata-del-ricordo\/\">Ferrogallico<\/a>), firmata da Emanuele Merlino. Entrambe queste opere sono state acquistate in gran numero da amministrazioni compiacenti e distribuite gratuitamente nelle scuole di mezza Italia. Da molti mesi poi il \u201ccomitato 10 febbraio\u201d (un\u2019associazione di estrema destra il cui presidente \u00e8 lo stesso\u00a0<a href=\"https:\/\/firenze.repubblica.it\/cronaca\/2021\/02\/09\/news\/firenze_foibe_neofascista_anpi_polemica-286730862\/\">Emanuele Merlino<\/a>) porta avanti una campagna per intitolare a Norma Cossetto luoghi della memoria in ogni comune d\u2019Italia. Secondo il comitato, nell\u2019ottobre del 2021 <u><a href=\"http:\/\/www.10febbraio.it\/170-citta-sboccia-rosa-norma\/)\">erano gi\u00e0 170<\/a><\/u> le localit\u00e0 che avevano aderito all\u2019iniziativa. Una proposta che, pur provenendo da ambienti inequivocabilmente di estrema destra, viene presentata come a-politica perch\u00e9 la giovane donna sarebbe stata uccisa, secondo una retorica consolidata, \u201csolo perch\u00e9 italiana\u201d.<\/p>\n<p>Sgombriamo subito il campo da qualunque equivoco: Norma Cossetto \u00e8 una vittima inerme della guerra e come tale va umanamente rispettata. Ma cosa sappiamo realmente di lei e della sua vita? <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2019\/01\/fantasy-norma-cossetto-2-cosa-sappiamo\/\">Abbastanza poco<\/a>, per la verit\u00e0. Studentessa, maestra, giovane donna attiva e indipendente (almeno per le limitate possibilit\u00e0 consentite alle ragazze dell\u2019epoca), Norma Cossetto era certamente fascista. Non nel senso per cui \u201clo erano tutti\u201d, come si dice spesso. Innanzitutto perch\u00e9 questa \u00e8 un\u2019affermazione storicamente scorretta: nonostante i grandi vantaggi che offriva la tessera, nella sua massima espansione il partito fascista contava 6 milioni di iscritti su 40 milioni di abitanti. Inoltre c\u2019erano anche gli antifascisti (pochi coraggiosi, va detto), un\u2019ampia maggioranza silenziosamente dubbiosa e una larga minoranza palesemente critica (sono stati circa 200.000 i fascicoli aperti presso il Tribunale speciale per la difesa dello Stato). Norma Cossetto per\u00f2 non apparteneva a queste categorie, ma a una famiglia di riconosciuta fede fascista: lei stessa era iscritta ai GUF (Gruppi universitari fascisti) mentre il padre Giuseppe, squadrista della prima ora, aveva ricoperto importanti cariche politiche del regime, tra cui quella di podest\u00e0. Egli venne ucciso negli stessi giorni combattendo come ufficiale della milizia al fianco dei nazisti durante l\u2019operazione \u201cNubifragio\u201d, che fece in Istria 2500 morti civili (anche italiani). La figlia venne quindi arrestata e fucilata dai partigiani non \u201cperch\u00e9 italiana\u201d (negli stessi giorni decine di migliaia di altri italiani-istriani non vengono affatto toccati), ma in quanto fascista. In pieno conflitto ideologico, nel cuore della seconda guerra mondiale, in un contesto di violenza e sopraffazione portato dal regime fascista in quelle terre, la giovane viene considerata una nemica dai resistenti locali (italiani e slavi).<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 non giustifica il suo arresto e la sua condanna. Ma se Norma Cossetto rappresenta simbolicamente qualcosa, non \u00e8 l\u2019italianit\u00e0, bens\u00ec la sua versione estremista e aggressiva, che in quell\u2019epoca si incarnava nel regime fascista. Cos\u00ec infatti \u00e8 sempre stata ricordata da chi ne condivideva il pensiero politico: durante l\u2019occupazione nazista (a lei venne intitolato un reparto militare femminile della RSI di Mussolini), dai nostalgici del regime nel dopoguerra, e infine nella recente rappresentazione che di lei viene fatta nel film <em>Rosso Istria<\/em>, dove Norma e i suoi famigliari sono (onestamente, va detto) mostrati come fascisti che inneggiano al Duce e <u><a href=\"http:\/\/www.novecento.org\/uso-pubblico-della-storia\/rosso-istria-un-mese-dopo-3646\/\">invocano<\/a><\/u> l\u2019intervento nazista in loro difesa. Insomma, ben prima di diventare una martire italiana, Norma Cossetto \u00e8 sempre stata considerata una martire fascista, e cos\u00ec continua ad essere rappresentata da chi la intende omaggiare. Ciononostante le richieste di intitolazioni pubbliche a Norma Cossetto continuano ad essere accolte da amministratori locali appartenenti a schieramenti politici diversi, talvolta anche sinceramente democratici. Ma \u00e8 davvero impossibile sottrarsi a questo tipo di richieste senza essere etichettati come pericolosi estremisti e antipatriottici?<\/p>\n<p>Negli ultimi decenni si \u00e8 affermata, nel discorso pubblico sulle guerre, e sul secondo conflitto mondiale in particolare, una cultura della memoria che mette al centro le vittime inermi. Dopo decenni di glorificazione della vittoria militare contro i fascismi, di esaltazione dell\u2019uso della forza \u201cgiusta\u201d da parte dei liberatori e dei partigiani in armi, l\u2019attenzione si \u00e8 sempre pi\u00f9 spostata su chi la guerra l\u2019ha subita senza combatterla. Questa nuova visione, che deriva da una sensibilit\u00e0 informata dalla cultura dei diritti umani, ha il merito di portare alla luce aspetti della \u201cguerra totale\u201d meno conosciuti e categorie di persone in precedenza poco considerate: i civili, innanzitutto; ma pure, ad esempio, i prigionieri di guerra, gli internati militari, le vittime di rappresaglie, i profughi, e anche <a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/senza-materia\/guerra-alle-donne-michela-ponzani-9788806206895\/\">le migliaia di donne vittime di violenze sessuali<\/a> durante il conflitto.<\/p>\n<p>Nel discorso pubblico, a tanti decenni di distanza dai fatti, l\u2019attenzione verso le vittime inermi favorisce una maggiore identificazione da parte di chi vive nelle attuali, pacifiche, societ\u00e0 europee. E tuttavia rischia di far dimenticare proprio il contesto di violenza diffusa e generalizzata che caratterizzava quegli anni. Inoltre, in un contesto post-ideologico, risultano sempre meno comprensibili le contrapposizioni politiche che caratterizzarono il secondo conflitto mondiale. Che non furono esclusivamente tra fascismo e comunismo (secondo un immaginario veicolato dalla stessa propaganda fascista), ma fra chi si riconosceva nel sistema di valori su cui si fondavano le politiche di sterminio fasciste e chi le osteggiava, lottando per la liberazione di interi popoli oppressi e schiavizzati.<\/p>\n<p>La scelta di commemorare ufficialmente la morte di Norma Cossetto diventa dunque accettabile in questa logica che mette al centro la vittima, spogliata di qualunque connotazione politica. La figura di Norma Cossetto poi \u00e8 particolarmente funzionale perch\u00e9 incarna la versione archetipica della vittima: una giovane donna disarmata, uccisa \u201cbarbaramente\u201d (sono ormai entrati nell\u2019immaginario comune i dettagli macabri sull\u2019uso delle foibe come luogo di sepoltura), e forse anche sessualmente abusata. Lo stupro di Norma Cossetto non \u00e8 suffragato da prove certe, al punto che persino un volume edito dalla Lega Nazionale di Trieste (un ente che non pu\u00f2 certo essere accusato di partigianeria filojugoslava) parla di \u201cincontrollate fantasie e presunte testimonianze\u201d circa questo episodio (Roberto Spazzali, <em>Foibe. Un dibattito ancora aperto<\/em>, Editrice Lega Nazionale, Trieste 1990, p. 149). Tuttavia non c\u2019\u00e8 ragione di dubitarne, considerato il clima di violenza e di rabbia popolare diffuso nell\u2019area in quei giorni. D\u2019altra parte lo stupro \u00e8 uno strumento di dominio sempre utilizzato in guerra, specie nel contesto di societ\u00e0 profondamente patriarcali. In guerra la violenza \u00e8 strutturale e, in una \u201cguerra civile globale\u201d come il secondo conflitto mondiale, i civili sono coloro che pi\u00f9 ne subiscono le conseguenze. Le donne pi\u00f9 ancora di altri soggetti, in ragione di una subalternit\u00e0 tradizionale al potere maschile.<\/p>\n<p>L\u2019oppressione esercitata sul gruppo nemico attraverso la violazione del corpo femminile \u00e8 stata ampiamente praticata da tutti gli schieramenti in conflitto anche durante la seconda guerra mondiale. Ma c\u2019\u00e8 una differenza che non va dimenticata: i fascismi operano, ovunque vanno al potere, anche per ribadire e se possibile accentuare il controllo maschile sul corpo delle donne. Peraltro la violenza per i fascisti non \u00e8 uno strumento, ma un valore; il che riguarda anche la violenza di genere, realmente o simbolicamente esercitata. La violenza, nell\u2019ideologia fascista, \u00e8 il mezzo ideale, e regolarmente utilizzato, per la risoluzione di ogni contesa politica, adottato fin dalla fondazione del movimento e mai abbandonato, n\u00e9 durante il Ventennio, n\u00e9 tanto meno nella guerra antipartigiana. Nei due anni precedenti all\u2019uccisione di Norma Cossetto, in quegli stessi territori, l\u2019esercito italiano ha ampiamente utilizzato, come arma di antiguerriglia, i campi di concentramento, la cattura di ostaggi, le fucilazioni per rappresaglia, la tortura e violenze di ogni tipo, <u><a href=\"http:\/\/www.criminidiguerra.it\/CIRC3C1.shtml\">anche sessuali<\/a><\/u>.<\/p>\n<p>Per gli eserciti liberatori invece l\u2019uso della forza non \u00e8 il prodotto di un\u2019ideologia, ma una necessit\u00e0 contingente, a cui si ricorre per mancanza di alternative, a cui si \u00e8 costretti dallo stato di guerra e spesso, come accade ad esempio in Istria, da una brutale occupazione militare. Pur in un contesto sociale globale improntato ai valori patriarcali e caratterizzato da <a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/12\/cultura-dello-stupro\/\">pratiche virili<\/a>, gli antifascisti e i partigiani agiscono ovunque secondo prospettive di cambiamento sociale che includono anche una visione diversa della donna. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente evidente nel caso jugoslavo, dove la Resistenza rappresenta una straordinaria opportunit\u00e0 di emancipazione femminile. Nelle unit\u00e0 partigiane jugoslave, che arrivano a includere il 20% di donne combattenti, sono addirittura <a href=\"https:\/\/www.cambridge.org\/core\/books\/women-and-yugoslav-partisans\/36B2923AD7DEABF0DA33D44A11193E24\">proibiti<\/a> i rapporti sessuali fra commilitoni, per impedire eventuali prevaricazioni. L\u2019insistenza morbosa sulle modalit\u00e0 dell\u2019uccisione di Norma Cossetto da parte di chi intende celebrarne il \u201cmartirio\u201d vuole anche trasmettere l\u2019idea che i partigiani (soprattutto quelli slavi e comunisti) usassero lo stupro come consueta arma di guerra, specie contro popoli culturalmente superiori \u2013 secondo i nostalgici del fascismo \u2013 come quello italiano. Ma nella realt\u00e0 ogni forma di violenza sessuale era proibita dai comandi partigiani jugoslavi, socialmente stigmatizzata dai combattenti e severamente punita, anche con la fucilazione dei responsabili. Il caso di Norma Cossetto, se accertato, rappresenterebbe dunque un evento eccezionale, quasi unico in quel contesto di guerra, mentre lo stupro veniva praticato abitualmente, nella medesima zona, dai torturatori fascisti.<\/p>\n<p>Quella stessa parte politica che promuove adesso le iniziative per celebrare Norma Cossetto non ha mai nascosto la sua ammirazione per il fascismo e i suoi metodi. \u00c8 una parte politica che ancora oggi diffonde odio e razzismo, omofobia e sessismo, che invoca la pena di morte o l\u2019evirazione per il reato di stupro quando commesso da migranti (in particolare se \u201cdi colore\u201d), ma \u00e8 sempre pronta a giustificare lo stesso crimine (mettendo sotto accusa la vittima) quando commesso da uomini \u201cbianchi\u201d, specie se in divisa. Appare evidente dunque come sia pretestuosa l\u2019insistenza sulle circostanze della morte di Norma Cossetto. A questa gente non interessa la sofferenza fisica e psicologica di una donna vittima di violenza; il corpo di Norma Cossetto, per loro, non \u00e8 altro che uno strumento politico, brutalmente utilizzato come simbolo di una patria presuntamente violata.<\/p>\n<p>Ma di quale patria parlano, in effetti?<\/p>\n<p>Non ci sono dubbi che Norma Cossetto sia una vittima inerme e come tale merita umanamente rispetto. Ma per poter essere considerata un simbolo della patria dovrebbe aver fatto in vita qualcosa di straordinario per il suo paese. Oppure, come nel caso dei martiri cristiani, dovrebbe essere morta in nome di valori che noi riconosciamo come fondanti della nostra civilt\u00e0. Ma da quello che gli storici sanno (e che non nascondono nemmeno i promotori delle iniziative in suo nome), Norma Cossetto in vita era una studentessa come tante, membro di una importante famiglia fascista, morta per questa ragione e in nome di quell\u2019ideale. Non che questo sia un crimine in s\u00e9 (in Italia in verit\u00e0 oggi il fascismo \u00e8 un reato, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia\u2026), e ovviamente non dovrebbe giustificarne l\u2019omicidio, lo ripetiamo per la quarta volta. Tuttavia ci\u00f2 significa anche che, nel contesto in cui viveva e agiva, la giovane donna fosse schierata dalla parte di chi praticava violenza in maniera sistematica e programmatica, di chi sterminava intere popolazioni e categorie umane per ragioni politiche e razziali. Presentarla come una martire della nazione non rende onore alla realt\u00e0 dei fatti e nemmeno alle sue scelte di campo. La morte di Norma Cossetto avviene proprio in relazione a tali scelte di campo, quando era schierata dalla parte di quelle idee che, fortunatamente, la Resistenza ha contribuito a sconfiggere, in difesa di un\u2019idea di patria che non pu\u00f2 e non deve essere la nostra.<\/p>\n<p>Fra le vittime dei crimini commessi dall\u2019esercito italiano durante l\u2019epoca fascista in varie parti del mondo (dall\u2019Etiopia alla Libia, dalla Grecia ai territori dell\u2019ex Jugoslavia) si contano migliaia di donne. Anche in Italia sono decine le partigiane torturate e uccise dai fascisti e dai nazisti. Sono morte per la patria: non per il fascismo, ma per un\u2019Italia giusta e democratica, la nostra Italia. Perch\u00e9 allora non dedicare vie, piazze e giardini alle \u201cItaliane antifasciste\u201d o alle \u201cPartigiane d\u2019Italia\u201d o a una delle 47 donne decorate per la propria attivit\u00e0 resistenziale durante la guerra? Tra le migliaia di partigiane combattenti spicca un\u2019altra Norma. Quasi coetanea della Cossetto, l\u2019emiliana Norma Barbolini sceglie la Resistenza nel novembre 1943 e pochi mesi dopo diventa comandante di una formazione partigiana che agisce nell\u2019area della Repubblica di Montefiorino. Sopravvive a numerosi combattimenti, alle stragi compiute da fascisti e nazisti nella zona, e dopo la guerra continua la sua attivit\u00e0 politica e di lotta a favore dell\u2019emancipazione femminile. In tutta Italia, risulta un solo luogo intitolato a Norma Barbolini, un parco pubblico nella sua Sassuolo.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente quanto sia pretestuosa la scelta di celebrare invece, a livello nazionale, Norma Cossetto: con la sua figura non si vogliono commemorare le vittime civili della seconda guerra mondiale, le italiane morte per la patria, n\u00e9 tanto meno le donne in s\u00e9 o le vittime di violenza di genere. Si vogliono celebrare le vittime fasciste dei partigiani. \u00c8 naturale che i nostalgici del fascismo promuovano i loro \u201cmartiri\u201d, ma questa non pu\u00f2 diventare la politica memoriale del nostro paese. Di questo devono essere consapevoli gli amministratori pubblici che si riconoscono negli ideali democratici, che hanno giurato fedelt\u00e0 alla Costituzione e alla Repubblica, quando autorizzano l\u2019intitolazione di monumenti, piazze e giardini a Norma Cossetto. Quale nazione intendono celebrare? Quale Norma? Quella che ha lottato per la libert\u00e0 e la democrazia o quella schierata dall\u2019altra parte, che stava con fascisti e nazisti?<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 democratica compiuta deve dare valore alla Storia, ai suoi meccanismi, alla sua complessit\u00e0, alle sue contraddizioni; non pescare nel passato per proporre di volta in volta nuovi martiri o nuovi eroi. Commemorare i femminicidi in guerra, le vittime di violenza di genere \u00e8 giusto e necessario. Ma va fatto con onest\u00e0 e chiarezza, senza dimenticare il ruolo del patriarcato, del modello sociale maschilista, dell\u2019uso pubblico del corpo della donna in funzione nazionalista. E soprattutto cercando di impedire che soggetti politici senza scrupoli ne approfittino per capovolgere i valori politici e morali su cui si fonda la nostra democrazia. Le richieste di intitolazione pubbliche per Norma Cossetto non sono affatto neutrali. Sono iniziative di parte, di quella parte che ancora giudica la forza una virt\u00f9, la violenza un valore, la morte (pi\u00f9 spesso inflitta che subita) un vanto. Non \u00e8 solo l\u2019ennesimo caso di abuso politico del corpo di una donna; \u00e8 anche un esplicito omaggio a quell\u2019Italia fascista che non vogliamo ritorni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella riunione odierna svoltasi presso i locali della Presidenza del Consiglio Comunale, la Commissione Toponomastica ha deliberato a maggioranza la revisione dei pareri negativi precedentemente espressi nell&#8217;anno 2023 e nella seduta del 22 <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2025\/11\/07\/esito-della-riunione-della-commissione-toponomastica-intitolazione-di-via-spazio-pubblico-alla-memoria-di-norma-cossetto\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":174532,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[],"tag_articolo":[8098],"collezione":[],"class_list":["post-174531","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag_articolo-antifascismo"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174531","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=174531"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174531\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":174533,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174531\/revisions\/174533"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/174532"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=174531"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=174531"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=174531"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=174531"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=174531"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=174531"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}