{"id":175439,"date":"2026-01-23T19:41:20","date_gmt":"2026-01-23T18:41:20","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=175439"},"modified":"2026-01-23T19:41:20","modified_gmt":"2026-01-23T18:41:20","slug":"ma-da-che-parte-sta-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/01\/23\/ma-da-che-parte-sta-litalia\/","title":{"rendered":"Ma da che parte sta l\u2019Italia?"},"content":{"rendered":"<p>di\u00a0<a class=\"autori\" href=\"https:\/\/comune-info.net\/autori\/franco-beradi-bifo\/\">Franco Beradi Bifo &#8211;<\/a><\/p>\n<p>Ci si chiede: ma da che parte sta l\u2019Italia? Sta dalla parte dell\u2019Unione europea o dalla parte del Fuhrer biondo che abita oltre Oceano? Ci batteremo per l\u2019onore d\u2019Europa o spezzeremo le reni alla Groenlandia? Domande legittime, ma inutili, poich\u00e9 la risposta \u00e8 irrilevante.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia, governata dai successori di Mussolini, correr\u00e0 come al solito in soccorso di chi vince. Per poi scoprire strada facendo che chi stava vincendo alla fine ha perduto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La questione groenlandese sta accelerando il processo di disintegrazione dell\u2019Occidente<\/strong>, come ha mostrato in un discorso imprevedibilmente coraggioso il premier canadese Mark Carney: l\u2019ordine internazionale \u00e8 sempre stato una finzione, ma rendeva almeno formalmente possibile contenere l\u2019aggressivit\u00e0 dei pi\u00f9 forti. Quell\u2019ordine \u00e8 finito perch\u00e9 mantenere la finzione significherebbe solo accettare la subordinazione al dispotismo degli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n<p>Gli internazionalisti salutano la disintegrazione del blocco colonialista occidentale come un fatto positivo, ma sanno benissimo che \u00e8 assai pericoloso, perch\u00e9 il gigante ferito user\u00e0 tutti gli strumenti di cui dispone per imporre la sua egemonia. Tra quegli strumenti c\u2019\u00e8 la devastazione finale del pianeta. <strong>Delle nazioni non si pu\u00f2 dire niente, perch\u00e9 non esistono, ma il patriottismo d\u00e0 vita al loro fantasma: culto idiota della violenza, desideri di uccidere e morire per futili motivi.<\/strong><\/p>\n<p>Per capire l\u2019ambiguit\u00e0 e i tentennamenti del governo Meloni nell\u2019attuale fase di disintegrazione accelerata dell\u2019ordine internazionale <strong>\u00e8 opportuno ricordare qualcosa della storia italiana<\/strong> e anche, un po\u2019, della storia culturale di questo paese.<\/p>\n<p>Potremmo cominciare ricordando che Italia \u00e8 un\u2019entit\u00e0 che i poeti hanno immaginato femminile, ma che a un certo punto della storia moderna ha dovuto convertirsi brutalmente all\u2019ordine maschile del progresso industriale e della forza militare senza riuscire benissimo nella transizione di genere.<\/p>\n<p>Come tutti sanno il segretario fiorentino nel suo libro pi\u00f9 celebrato definisce il potere politico proprio in base al primato del maschile.<\/p>\n<p class=\"has-background\">\u201cIo iudico bene questo: che sia meglio essere impetuoso che rispettivo (rispettoso); perch\u00e9 la fortuna \u00e8 donna, ed \u00e8 necessario, volendola tenere sotto, batterla e urtarla. E si vede che si lascia pi\u00f9 vincere da questi, che da quelli che freddamente procedano; e per\u00f2 sempre, come donna, amica dei giovani, perch\u00e9 meno respectivi, e pi\u00f9 feroci e con pi\u00f9 audacia la comandano\u201d (Niccol\u00f2 Machiavelli: <em>Il principe<\/em>, paragrafo XXV).<\/p>\n<p>Il principe \u00e8 colui che con la forza possiede e soggioga ai suoi voleri la Fortuna, imprevedibilit\u00e0 degli eventi mondani, ch\u00e9 la Fortuna \u00e8 femmina e volentieri si sottomette a chi la brutalizza. Naturalmente il primo ministro Meloni questo lo sa benissimo. <strong>Occorre <\/strong>dunque<strong> farsi maschi, se si vuole machiavellicamente gareggiare nella contesa del combattere e dell\u2019accumulare<\/strong>, anche se la bellezza delle citt\u00e0 d\u2019Italia sta proprio nella loro femminile irregolare sensualit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel Novecento la questione si fece drammatica, ecco allora che <strong>il Futurismo mostra i muscoli<\/strong> e i bicipiti, promette avventure strabilianti, <strong>adora la macchina e disprezza la donna<\/strong> e l\u2019Italietta.<\/p>\n<p>In generale la storia delle nazioni ha qualcosa di ridicolo, ma la storia nazionale italiana \u00e8 ridicola al massimo grado, anche se disgraziatamente rotola nel tragico ogni qual volta i proclami e le pose devono misurarsi con la realt\u00e0 delle guerre nazionali o della competizione economica. Diciamo che l\u2019Italia \u00e8 un tentativo maldestro e mal riuscito di transizione o forse di travestimento. Ecco allora l\u2019esibizione di una virilit\u00e0 esagerata, le caricature come Roberto Vannacci e Matteo Salvini, ecco allora le <em>d\u00e9faillance<\/em>, i momenti di sbandamento e incertezza al momento di compiere scelte che i veri maschi compiono senza tentennamenti ma l\u2019incerta matria che si vuole patria non riesce a compiere senza pentimenti, voltagabbanismi e susseguenti inevitabili disfatte.<\/p>\n<p><strong>Potremmo parlare dell\u2019azzardo del 1915, quando folle di esagitati studentelli e piccolo borghesi pretendevano l\u2019intervento nella guerra europea<\/strong>. Poco importa dove, e poco importa a fianco di chi, e soprattutto poco importa perch\u00e9. Dovevamo batterci per cancellare il ricordo dell\u2019Italietta, la svergognata femminella crepuscolare. Alla fine si decise di farla comunque, quella guerra. Era del tutto inutile, dal momento che gli austriaci avevano promesso la restituzione dei territori irredenti (e anche un poco irridenti).<\/p>\n<p>Si voleva combattere, accidenti. E si combatt\u00e9. Naturalmente fu una catastrofe. \u201cO Gorizia tu sia maledetta per ogni cuore che sente coscienza \u2013 cantavano gli alpini mandati a morire a plotoni \u2013 Dolorosa ci fu la partenza e il ritorno per molti non fu\u2026\u201d.<\/p>\n<p><strong>Finita la guerra<\/strong> con la vittoria delle potenze dell\u2019Intesa cui l\u2019Italia si era accodata in extremis per far bella figura, il presuntuoso presidente Wilson chiam\u00f2 tutti a Versailles. <strong>Gli italiani furono trattati, come meritavano, da voltagabbana inaffidabili e inetti<\/strong>. L\u2019Italia aveva tradito i suoi alleati (che erano Austria e Germania), aveva dato prove militari disastrose, aveva vinto la guerra perch\u00e9 stava dalla parte dei vincitori.<\/p>\n<p>Emanuele Orlando, primo ministro del Regno d\u2019Italia, dichiar\u00f2 che in quella guerra l\u2019Italia aveva sofferto cinquecentomila perdite pi\u00f9 novecentomila feriti. <strong>Mezzo milione di persone morte per niente<\/strong>, perch\u00e9 quell\u2019intervento fu comp letamente inutile, insensato, autolesionista<strong>. Tragico, ma la conclusione a Versailles nel 1919 fu comica. Orlando e Sonnino rappresentavano l\u2019Italia al Congresso che doveva decidere <\/strong>(e decise, purtroppo) <strong>le sorti del mondo. I due tentarono disperatamente di dare un\u2019immagine maschia del loro paese, ma non ci riuscirono<\/strong> tanto bene. Umiliati i rappresentanti italiani abbandonarono il Congresso. <strong>Da quel momento Mussolini inizi\u00f2 la sua ascesa verso il potere.<\/strong><\/p>\n<p>Ricapitoliamo gli eventi precedenti per chi non li ricorda bene.<\/p>\n<p>Quando, nel <strong>1914<\/strong>, l\u2019attentato di Sarajevo diede avvio al conflitto, l\u2019Italia doveva decidere se starsene in pace o partecipare a una guerra che non la riguardava. Gli italiani erano alleati degli imperi centrali, Austria e Germania, ma nel trattato d\u2019alleanza c\u2019era una clausola che li esautorava dall\u2019intervenire. L\u2019alleanza aveva carattere difensivo, e poich\u00e9 l\u2019Austria aveva attaccato la Serbia per vendicare la morte del povero Francesco Ferdinando, l\u2019Italia poteva dire ce ne stiamo fuori. Ma no. Bisognava cancellare la neghittosa femminuccia e affermare un\u2019immagine virile, dunque in guerra bisognava entrarci anche se non era chiaro n\u00e9 come n\u00e9 perch\u00e9.<\/p>\n<p>Nella primavera del 1915 gli italiani Orlando e Sonnino andarono a Londra dove venne firmato un Trattato nel quale agli ingenui italiani, Lloyd George e Clemenceau promisero mare e monti in cambio dell\u2019entrata italiana nella guerra. \u201cVi diamo la Dalmazia e l\u2019Istria, vi diamo l\u2019Albania vi diamo un po\u2019 di Grecia e magari anche un po\u2019 di Turchia\u201d, promisero l\u2019inglese e il francese, cos\u00ec gli italiani entrarono in guerra e presero un sacco di inutili legnate. Ma quando, dopo la fine della guerra <strong>Orlando e Sonnino si recarono a Versailles<\/strong> per regolare le cose del mondo, credevano di essere trattati come vincitori. Invece <strong>francesi e inglesi li trattarono come i parenti poveri che hanno troppe pretese sull\u2019eredit\u00e0<\/strong>. I fetenti avevano dimenticato tutte le promesse del Trattato di Londra. Se ne fottevano insomma di quei due italiani, che<strong> come Tot\u00f2 e Peppino stavano sulla soglia col cappello in mano, mentre Mussolini e D\u2019Annunzio agitavano le folle nelle citt\u00e0 italiane<\/strong>.<\/p>\n<p>A Caporetto erano morti centomila giovani arrivati da ogni paese della penisola, che non sapevano neanche che andavano a fare. Come dare forma sensata tutto questo? Il nazionalismo \u00e8 troppo idiota perch\u00e9 si possa parlarne in modo sensato. Ma adesso \u00e8 tornato di moda. E allora pensiamo anche all\u2019altra entrata in guerra, quella del 1940. Anche in quell\u2019occasione il comico non manca, anche se il cinico prevale decisamente, e il tragico emerge dall\u2019impasto ributtante di cinico e di comico.<\/p>\n<p>Nel <strong>1939<\/strong> maturano gli effetti del Congresso di Versailles. John Maynard Keynes, che aveva partecipato al Congresso in qualit\u00e0 di diplomatico, scrisse un libro dal titolo<em> Le conseguenze della pace<\/em> per mettere in guardia dall\u2019umiliazione della Germania (e dell\u2019Italia). Ma chi se ne frega di Keynes e dei suoi consigli. <strong>L\u2019umiliazione genera mostri<\/strong>, e l\u2019umiliazione che francesi e inglesi inflissero alla Germania gener\u00f2 il mostro pi\u00f9 spaventoso di tutti, il nazismo. L\u2019umiliazione inflitta a Sonnino ed Orlando gener\u00f2 un mostriciattolo appena un po\u2019 meno ripugnante, il fascismo italiano.<\/p>\n<p>Nel 1939 i nodi dell\u2019umiliazione vennero al pettine e presero la forma della vendetta. <strong>Hitler viol\u00f2 tutti gli accordi senza pensarci due volte<\/strong>, e nel settembre di quell\u2019anno invase la Polonia, stipul\u00f2 un patto di non aggressione con l\u2019Unione sovietica, poi si precipit\u00f2 verso occidente e in pochi mesi occup\u00f2 il territorio francese. <strong>Ancora una volta per il governo italiano si poneva il problema se intervenire o no. Ancora una volta, come gi\u00e0 nel \u201914, la nazione italiana era impreparata allo scontro<\/strong>. Mussolini fu allora costretto, contrariamente alla sua vocazione e al suo sentimento, a dichiarare una condizione di non belligeranza. L\u2019interventismo era l\u2019origine del suo successo politico, perci\u00f2 <strong>fu assai doloroso per lui assistere alle vittorie di Hitler senza potervi partecipare<\/strong>.<\/p>\n<p>Il gruppo dirigente fascista, a cominciare da Galeazzo Ciano, conosceva le incertezze del Duce, e i grandi gerarchi temevano il coinvolgimento nel conflitto: la guerra africana del 1936 e l\u2019intervento in Spagna per appoggiare gli assassini franchisti avevano debilitato l\u2019esercito italiano che non era preparato a entrare in una guerra di proporzioni continentali e ben presto mondiali. <strong>Poi l\u2019avanzata della Wehrmacht si fece trionfale<\/strong> e nella primavera del 1940 le difese francesi furono sbaragliate e i tedeschi giunsero a Parigi e la occuparono. Insomma con ogni evidenza Hitler stava vincendo la guerra. <strong>Poteva il Duce rimanere a guardare?<\/strong> Non era forse il momento di correre in soccorso del vincitore? Mussolini ruppe gli indugi a giugno. <strong>Nell\u2019azzardo del 1915 la nazione italiana aveva brillato per tradimento e per idiozia. Nell\u2019azzardo del 1939 quel che brilla \u00e8 il cinismo, ma l\u2019idiozia naturalmente non manca.<\/strong><\/p>\n<p>Nei suoi libri Curzio Malaparte ha descritto dall\u2019interno l\u2019insensatezza, la mala fede e l\u2019idiozia del nazionalismo. Fascista della prima ora (ma non dell\u2019ultima, perch\u00e9 ci ripens\u00f2) Malaparte \u00e8 un grande scrittore, e al tempo stesso \u00e8 un cretino in senso proprio, cio\u00e8 uno che si prende la libert\u00e0 di rovinare la vita agli altri solo perch\u00e9 a lui piace l\u2019avventura senza ragione e senza speranza. Per spiegare il significato storico del fascismo, in un libro del 1925 (<em>L\u2019Europa vivente<\/em>) Malaparte rivendica il Barocco come alternativa allo spirito protestante dell\u2019Europa moderna, e questo forse ci aiuta a capire qualcosa dello specifico italiano da Benito Mussolini a Silvio Berlusconi, fino agli attuali fratelli d\u2019Italia, con la vittoria che porta la chioma che schiava di Roma Iddio la cre\u00f2. Dopo un lungo periodo di incertezza e di mal di pancia (pare che Mussolini soffrisse di atroci dolori al ventre nei mesi in cui doveva decidere se seguire Hitler o farsi di nebbia), <strong>Mussolini trascin\u00f2 il paese nel macello della guerra mondiale<\/strong> per non perdersi lo spettacolo, per non perdere la gloria vittoriosa eccetera eccetera.<\/p>\n<p><strong>Che volete, i fascisti sono cos\u00ec, quelli di ieri come quelli di oggi, con la differenza che quelli di oggi non hanno pi\u00f9 la fremente passione giovanile futurista<\/strong>, ma sono geronto-futuristi incartapecoriti che agitano il rosario come l\u2019osceno ex comunista padano che si delizia della morte per acqua di decine di migliaia di naufraghi bambini, e donne, e giovani uomini alla ricerca di salvezza in un continente di vecchi agonizzanti determinati a non concedere vita, e incapaci di provare piet\u00e0. <strong>Quello dei nostri giorni, anche se lo chiamiamo fascismo per mancanza di parole migliori (cio\u00e8 peggiori) ha il carattere di un\u2019utopia bio-tanato-politica, se possiamo chiamarla cos\u00ec.<\/strong><\/p>\n<p>Il discorso neo-reazionario del governo Meloni ha due pilastri: incrementare la natalit\u00e0 di bambini dalla pelle bianca e sterminare tutti coloro che vogliono invadere il territorio che appartiene ai bianchi. \u00c8 un programma irrealizzabile (dunque un\u2019utopia) che non mancher\u00e0 per\u00f2 di provocare, e gi\u00e0 sta provocando, mostruose conseguenze (dunque \u00e8 una distopia). Utopia \u00e8 il ringiovanimento forzoso di un organismo che si sta ineluttabilmente esaurendo e quindi distopicamente marcisce.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile dare forma alla valanga di merda che accompagna il ritorno del nazionalismo. Idiota e assassino come fu nel secolo passato, ma ancora pi\u00f9 triste, pi\u00f9 sordido, perch\u00e9 invecchiato male, irrancidito e demente.<br \/>\nMi rendo conto di non avere una risposta intelligente da dare alla domanda: cosa far\u00e0 il governo Italiano mentre l\u2019Occidente sprofonda nella disintegrazione? Non \u00e8 facile perch\u00e9 dell\u2019idiozia non si pu\u00f2 dire niente di intelligente. Ma purtroppo bisogna sforzarsi perch\u00e9 <strong>ci sono momenti (e questo \u00e8 uno di quelli) in cui l\u2019idiozia \u00e8 incontrastata signora del mondo<\/strong>.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<div class=\"entry-data\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Franco Beradi Bifo &#8211; Ci si chiede: ma da che parte sta l\u2019Italia? Sta dalla parte dell\u2019Unione europea o dalla parte del Fuhrer biondo che abita oltre Oceano? 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