{"id":175468,"date":"2026-01-25T11:54:43","date_gmt":"2026-01-25T10:54:43","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=175468"},"modified":"2026-01-25T11:54:43","modified_gmt":"2026-01-25T10:54:43","slug":"la-morte-a-palermo-di-alessio-la-targia-precipitato-da-una-impalcatura-lennesima-di-un-operaicidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/01\/25\/la-morte-a-palermo-di-alessio-la-targia-precipitato-da-una-impalcatura-lennesima-di-un-operaicidio\/","title":{"rendered":"LA MORTE A PALERMO DI ALESSIO LA TARGIA PRECIPITATO DA UNA IMPALCATURA. L\u2019ENNESIMA DI UN OPERAICIDIO"},"content":{"rendered":"<p><strong data-olk-copy-source=\"MessageBody\">La morte di Alessio La Targia, operaio quarantenne precipitato da un\u2019impalcatura in un capannone di via Emiro Giafar a Brancaccio, non pu\u00f2 essere considerata un semplice incidente.<\/strong>\u00a0\u00c8 l\u2019ennesimo tassello di una tragedia quotidiana che attraversa il Paese e che le statistiche confermano come una vera emergenza nazionale. Alessio \u00e8 stato trovato senza vita ai piedi del ponteggio dai colleghi; la Procura ha aperto un\u2019inchiesta e affidato ai carabinieri e allo Spresal dell\u2019Asp gli accertamenti sulle condizioni di sicurezza. Ma, come troppo spesso accade, l\u2019indagine arriva quando ormai la vita \u00e8 stata spezzata.<\/p>\n<p>I dati INAIL relativi al periodo gennaio\u2013novembre 2025 restituiscono un quadro drammatico: oltre mille denunce di infortuni mortali, pi\u00f9 di 385 mila infortuni complessivi e oltre 90 mila malattie professionali. A queste cifre, gi\u00e0 impressionanti, vanno aggiunti i casi che l\u2019INAIL non intercetta: lavoratori in nero, finti autonomi, partite IVA dipendenti di fatto, braccianti agricoli non assicurati. Sommando questa vasta area sommersa, si arriva a circa novecento morti l\u2019anno, che diventano milleduecento includendo gli incidenti in itinere. Significa quasi quattro morti al giorno, centocinquanta al mese: un\u2019ecatombe silenziosa.<\/p>\n<p><strong>La Sicilia, dove Alessio La Targia viveva e lavorava, \u00e8 tra le regioni pi\u00f9 colpite.<\/strong>\u00a0Nel 2025 si sono registrati ottantasette morti sul lavoro, oltre venticinquemila infortuni denunciati, pi\u00f9 di millecinquecento malattie professionali e oltre diciassettemila infortuni, di cui pi\u00f9 di quattromila in itinere.\u00a0<strong>Numeri in crescita rispetto agli anni precedenti, che confermano una verit\u00e0 semplice e terribile: non si muore per caso, si muore per mancanza di sicurezza.<\/strong><\/p>\n<p>La morte di Alessio non \u00e8 un episodio isolato. Il sistema produttivo italiano \u00e8 segnato da una frammentazione estrema, fatta di appalti e subappalti, microimprese, partite IVA obbligate, lavoro nero. \u00c8 una struttura che scarica i costi sulla parte pi\u00f9 debole: il lavoratore. Un \u201coperaicidio\u201d per dirla con l\u2019efficace neologismo di Bruno Giordano e Marco Patucchi (cfr.\u00a0<strong>Operaicidio\u00a0<\/strong>Perch\u00e9 e per chi il lavoro uccide. Le storie, le responsabilit\u00e0, le riforme. Marlin editore)<\/p>\n<p>Gli appalti al massimo ribasso generano imprese che risparmiano sulla sicurezza, lavoratori senza formazione adeguata, turni insostenibili, dispositivi mancanti o disattivati, responsabilit\u00e0 diluite in catene infinite di subappalti. E quando tutto si frammenta, nessuno \u00e8 responsabile.<\/p>\n<p><strong>A questo si aggiunge un sistema politico e giudiziario che non tutela. La politica interviene solo per poche ore, il tempo di un titolo di giornale, per poi tornare all\u2019indifferenza.<\/strong>\u00a0Il sistema giudiziario fatica a individuare i responsabili: i processi sono lunghi, le prove difficili da raccogliere, le responsabilit\u00e0 disperse tra appalti e subappalti, molti reati sono stati depenalizzati e le sanzioni ridotte. Gli ispettori del lavoro sono cos\u00ec pochi che un\u2019azienda pu\u00f2 essere controllata una volta ogni diciotto anni, e con il preavviso obbligatorio, anche quel controllo rischia di diventare inutile.<\/p>\n<p>Negli ultimi trent\u2019anni il mondo del lavoro \u00e8 stato trasformato da una serie di riforme che hanno moltiplicato la precariet\u00e0. Le quarantacinque forme di lavoro introdotte dalla legge 30 del 2003, l\u2019abolizione dell\u2019articolo 18 con il Jobs Act, gli appalti a cascata previsti dal decreto Salvini, la legge Bossi-Fini che spinge migliaia di migranti nel lavoro nero: tutto questo ha prodotto una forza lavoro ricattabile, costretta ad accettare condizioni insicure pur di non perdere il posto.<\/p>\n<p>Eppure, le soluzioni esistono, e molte sarebbero persino a costo zero. Servirebbe introdurre il reato di omicidio sul lavoro, rivedere il Testo Unico sulla sicurezza ripristinando sanzioni efficaci, limitare le forme di lavoro precario, eliminare gli appalti a cascata, riformare la Bossi-Fini, rafforzare i Servizi di Prevenzione delle ASL, creare una Procura nazionale per la sicurezza sul lavoro, coinvolgere i lavoratori nella valutazione dei rischi attraverso gruppi omogenei e restituire protagonismo alle RLS e alle RSU. La prevenzione non pu\u00f2 essere un atto burocratico: deve essere un processo partecipato, dal basso.<\/p>\n<p><strong>In Sicilia, la situazione \u00e8 ulteriormente complicata dallo Statuto autonomo regionale, che attribuisce alla Regione la competenza esclusiva in materia di ispezione del lavoro<\/strong>. L\u2019INL non opera quindi con le stesse modalit\u00e0 del resto d\u2019Italia: la vigilanza \u00e8 affidata a ispettori regionali, con una struttura che soffre da anni di carenze organiche e organizzative. Gi\u00e0 da tempo FP CGIL chiede che l\u2019INL istituisca finalmente una struttura stabile nell\u2019Isola, con personale dedicato esclusivamente alla vigilanza, come suggerito anche dalla Corte dei conti.\u00a0<strong>Il sindacato denuncia criticit\u00e0 organizzative e chiede pi\u00f9 risorse, condizioni dignitose e un impegno concreto anche da parte del Governo regionale, che non pu\u00f2 occuparsi di sicurezza solo dopo gli incidenti. Intanto si attende l\u2019espletamento del concorso per cinquantadue funzionari ispettivi, finalmente bandito dalla Regione Siciliana.<\/strong><\/p>\n<p>Le morti sul lavoro non sono fatalit\u00e0. Sono il prodotto di un modello economico che considera la sicurezza un costo e il lavoratore una variabile sacrificabile. Finch\u00e9 la vita di un operaio varr\u00e0 meno di una consegna puntuale, finch\u00e9 il profitto prevarr\u00e0 sulla dignit\u00e0, finch\u00e9 la precariet\u00e0 render\u00e0 i lavoratori ricattabili, questa strage non si fermer\u00e0.\u00a0<strong>La morte di Alessio La Targia non pu\u00f2 essere archiviata come l\u2019ennesima fatalit\u00e0: \u00e8 il risultato di scelte precise. E solo scelte altrettanto precise potranno fermare questo \u201coperaicidio\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Stefania De Marco,\u00a0<\/strong><em>Comitato Politico Nazionale\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Partito della Rifondazione Comunista &#8211; Sinistra Europea<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La morte di Alessio La Targia, operaio quarantenne precipitato da un\u2019impalcatura in un capannone di via Emiro Giafar a Brancaccio, non pu\u00f2 essere considerata un semplice incidente.\u00a0\u00c8 l\u2019ennesimo tassello di una tragedia quotidiana <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/01\/25\/la-morte-a-palermo-di-alessio-la-targia-precipitato-da-una-impalcatura-lennesima-di-un-operaicidio\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":175469,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[],"tag_articolo":[8102],"collezione":[],"class_list":["post-175468","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag_articolo-lavoro"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175468","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=175468"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175468\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":175470,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175468\/revisions\/175470"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/175469"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=175468"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=175468"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=175468"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=175468"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=175468"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=175468"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}