{"id":175489,"date":"2026-01-28T11:32:50","date_gmt":"2026-01-28T10:32:50","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=175489"},"modified":"2026-01-28T11:32:50","modified_gmt":"2026-01-28T10:32:50","slug":"il-no-al-referendum-e-la-miglior-garanzia-per-la-separazione-dei-poteri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/01\/28\/il-no-al-referendum-e-la-miglior-garanzia-per-la-separazione-dei-poteri\/","title":{"rendered":"Il no al referendum \u00e8 la miglior garanzia per la separazione dei poteri"},"content":{"rendered":"<p>di <a class=\"article-byline-name\" href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/author\/montesquieu\/\">Montesquieu &#8211;<\/a><\/p>\n<p>La deplorazione per il fenomeno, ormai inarrestabile, del rifiuto di partecipare alle elezioni politiche \u00e8 comprensibile. E vale anche se le motivazioni offerte dalle forze politiche negli ultimi decenni hanno spesso favorito il disimpegno. Questa comprensione \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 forte rispetto al caso di chi si astiene dal voto su temi settoriali e tecnici, come nel referendum costituzionale sulla separazione tra giudici dell\u2019accusa e del giudizio, invece dell\u2019unit\u00e0 costituzionale della categoria.<\/p>\n<div class=\"banner-inread lkadv\">\n<div id=\"adinarticle\" data-google-query-id=\"CJjeu5GCrpIDFeLaDQkd8bINCw\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5180,5874557\/linkiesta\/onsite\/dynamic\/ros\/0_0__container__\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"\" src=\"about:blank\" width=\"300px\" height=\"250px\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Anche chi, per orientamento civico personale, considera la partecipazione al voto comunque come una responsabilit\u00e0 generale e permanente, si pu\u00f2 trovare a oscillare fino all\u2019ultimo tra le opzioni di merito possibili \u2013 il s\u00ec o il no, in questo caso \u2013, nella ricerca di qualche connessione con temi generali: quale si manifesta, nel caso del voto imminente, il principio guida della pluralit\u00e0 dei poteri costituzionali, dell\u2019autonomia reciproca tra gli stessi, dell\u2019esclusione imprescindibile di un potere gerarchicamente dominante sugli altri.<\/p>\n<div class=\"banner-dynamic lkadv\">\n<div id=\"ad_dyn1\" data-google-query-id=\"CJreu5GCrpIDFeLaDQkd8bINCw\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5180,5874557\/linkiesta\/onsite\/dynamic\/ros\/1_0__container__\"><iframe id=\"google_ads_iframe_\/5180,5874557\/linkiesta\/onsite\/dynamic\/ros\/1_0\" tabindex=\"0\" title=\"Contenuto dell'annuncio di terze parti\" name=\"google_ads_iframe_\/5180,5874557\/linkiesta\/onsite\/dynamic\/ros\/1_0\" width=\"300\" height=\"250\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" aria-label=\"Pubblicit\u00e0\" data-google-container-id=\"8\" data-load-complete=\"true\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Nel caso di specie, l\u2019attenzione va rivolta alla relazione tra potere esecutivo e giurisdizione, come dimostra l\u2019attenzione della campagna governativa per il s\u00ec a negare qualsivoglia intento di prevaricazione del governo sulla magistratura. Cos\u00ec come, per converso, la correlata preoccupazione, nei contrari alla legge costituzionale, che la riforma possa produrre un\u2019influenza governativa sulla giustizia. In linea di massima, in assenza di prove, siamo nel territorio sfuggente dei processi alle intenzioni, nell\u2019un caso e nell\u2019altro.<\/p>\n<div class=\"banner-inread lkadv\">\n<div id=\"admpumiddle2\"><\/div>\n<div id=\"adinarticle\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Capita a volte, a facilitare l\u2019orientamento finale degli indecisi e a sciogliere la loro incertezza, che il timore della prevaricazione di un potere si manifesti o si rafforzi durante la campagna elettorale. Questo sembra essere il caso della campagna in corso, a quasi due mesi dalla data del voto. In due recenti, ma convergenti occasioni, l\u2019opinione pubblicamente espressa da due tra i principali esponenti dello stesso governo ha orientato verso un \u201cno\u201d alla riforma.<\/p>\n<div class=\"banner-dynamic lkadv\">\n<div id=\"ad_dyn2\" data-google-query-id=\"CJzeu5GCrpIDFeLaDQkd8bINCw\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5180,5874557\/linkiesta\/onsite\/dynamic\/ros\/2_0__container__\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"\" src=\"about:blank\" width=\"300px\" height=\"250px\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Dapprima, in modo evasivo e indiretto, \u00e8 intervenuto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, promotore della legge e a sua volta magistrato con un prestigioso passato professionale. Ha ventilato che qualsiasi maggioranza, attuale o futura, di qualsivoglia tendenza, si vedrebbe rafforzata, con questa riforma, nei confronti di una presunta \u2013 e non negata \u2013 controparte giurisdizionale. Ben pi\u00f9 esplicito, in sede pubblica e senza bisogno di interpretazioni, \u00e8 stato il vicepresidente, dei due quello saggio e attendibile, del Consiglio dei Ministri, nonch\u00e9 capo della diplomazia. Ha indicato come obiettivo della riforma il trasloco della polizia giudiziaria dalla tradizionale dipendenza dalla pubblica accusa, il pubblico ministero, alla casa madre governativa, che amministra, gestisce e guida l\u2019insieme delle rimanenti forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>Con il trasloco prenderebbe corpo e vita, d\u2019incanto, la certezza della dipendenza della magistratura d\u2019accusa dall\u2019esecutivo, sul modello di numerose democrazie, non dotate di una Costituzione previdente e provvidente come la nostra, nata dall\u2019obiettivo ossessivo del rigetto totale del rischio di una nuova dittatura. E mai accettata, sin dalla sua entrata in vigore, da quella che si trova, in questo momento storico, alla guida del governo del Paese: che esibisce oggi un generico giuramento nelle mani del Capo dello Stato all\u2019atto della formazione del governo, e null\u2019altro, come restaurata affinit\u00e0 con la Carta costituzionale.<\/p>\n<div class=\"banner-dynamic lkadv\">\n<div id=\"ad_dyn3\" data-google-query-id=\"CJ3eu5GCrpIDFeLaDQkd8bINCw\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5180,5874557\/linkiesta\/onsite\/dynamic\/ros\/3_0__container__\"><iframe id=\"google_ads_iframe_\/5180,5874557\/linkiesta\/onsite\/dynamic\/ros\/3_0\" class=\"\" tabindex=\"0\" title=\"Contenuto dell'annuncio di terze parti\" name=\"google_ads_iframe_\/5180,5874557\/linkiesta\/onsite\/dynamic\/ros\/3_0\" width=\"300\" height=\"250\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" aria-label=\"Pubblicit\u00e0\" data-google-container-id=\"a\" data-load-complete=\"true\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Su queste basi, oggi l\u2019orientamento di voto passa da incerto a negativo: pur con la dovuta attenzione alla ancora lunga campagna, e alla considerazione che la separazione dei poteri \u00e8 perfetta nella costruzione della nostra Carta, ancora integra nel suo testo originario. Ma lo \u00e8 assai meno nella pratica istituzionale, che risente dello snodo della nostra vita repubblicana: quel crocicchio che vede intrecciati, nei primi anni Novanta del secolo scorso, i referendum elettorali di Mario Segni, nel segno della riduzione funzionale della centralit\u00e0 delle Camere nella vita istituzionale; la \u201cvittoria\u201d della magistratura milanese contro le pratiche corruttive della politica nazionale, sgominate; la traduzione degli obiettivi istituzionali dei referendum in una lotta contro il sistema parlamentare, con l\u2019inizio dell\u2019epopea berlusconiana e da parte del protagonista della stessa. Diretta, in nome degli interessi del nuovo astro della politica nazionale, a una sterilizzazione dei capisaldi della Costituzione, il sistema parlamentare e l\u2019ingombrante influenza della figura del Capo dello Stato, garante della stessa Costituzione, a favore della centralit\u00e0 del governo.<\/p>\n<p>Epopea che realizzava la presa di possesso da parte del governo delle stesse prerogative del Parlamento: a partire e compreso lo stesso procedimento legislativo, di cui le Camere e i parlamentari venivano deprivati, addirittura nella sede di formazione dei testi, e nel diritto di deputati e senatori di presentare e votare nel merito articoli, emendamenti e testi finali: il tutto riassunto in una serie di inchini al governo sotto forma asfissiante e ingiustificata di voti di fiducia.<\/p>\n<div class=\"banner-dynamic lkadv\">\n<div id=\"ad_dyn4\"><\/div>\n<\/div>\n<p>La relazione tra le due principali istituzioni \u00e8 venuta semmai ulteriormente peggiorando, fino a oggi: con la desolante tristezza di non potere rendere omaggio a nessun difensore della troppo elogiata e poco rispettata opera dei padri costituenti, nemmeno tra i partiti con le radici nella Costituzione.<\/p>\n<p>Stessa sorte, almeno nelle intenzioni dei governi, quale pi\u00f9 quale meno, veniva e viene prospettata e perseguita nei confronti della libert\u00e0 di espressione e informazione. Un no al referendum, oggi, trova quindi una pluralit\u00e0 di motivi, pesanti e addirittura drammatici se rapportati alla sorte di tante democrazie, a partire dalla principale, quella americana, e dal dominio di un terzetto di autocrati, incluso proprio quello che guida gli Stati Uniti. Senza bisogno di aggiungere altro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Montesquieu &#8211; La deplorazione per il fenomeno, ormai inarrestabile, del rifiuto di partecipare alle elezioni politiche \u00e8 comprensibile. E vale anche se le motivazioni offerte dalle forze politiche negli ultimi decenni hanno <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/01\/28\/il-no-al-referendum-e-la-miglior-garanzia-per-la-separazione-dei-poteri\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":175490,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[],"tag_articolo":[8103],"collezione":[],"class_list":["post-175489","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag_articolo-politica"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175489","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=175489"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175489\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":175491,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/175489\/revisions\/175491"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/175490"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=175489"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=175489"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=175489"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=175489"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=175489"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=175489"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}