{"id":175546,"date":"2026-02-01T00:56:02","date_gmt":"2026-01-31T23:56:02","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=175546"},"modified":"2026-02-01T00:56:33","modified_gmt":"2026-01-31T23:56:33","slug":"i-soldi-del-ponte-per-gli-aiuti-alle-popolazioni-colpite-dal-ciclone-harry-ma-davvero-senza-teatrini-politici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/02\/01\/i-soldi-del-ponte-per-gli-aiuti-alle-popolazioni-colpite-dal-ciclone-harry-ma-davvero-senza-teatrini-politici\/","title":{"rendered":"I SOLDI DEL PONTE PER GLI AIUTI ALLE POPOLAZIONI COLPITE DAL CICLONE HARRY (MA DAVVERO, SENZA TEATRINI POLITICI)"},"content":{"rendered":"<div dir=\"auto\" data-olk-copy-source=\"MessageBody\">La violenza con la quale le onde hanno colpito i litorali dei nostri territori ha messo in ginocchio comunit\u00e0 intere. Alle onde sono seguite le passerelle dei politici, ma a queste non sono seguite ancora azioni concrete. I primi stanziamenti hanno pi\u00f9 il carattere dell\u2019umiliazione che quello dell\u2019aiuto reale. Sul terreno si sono visti in gran numero solo i volontari e le volontarie, in particolare giovani, che si sono immediatamente presi cura dei luoghi in cui vivono e hanno portato aiuto a coloro che erano pi\u00f9 in difficolt\u00e0.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">\ud83d\udce1E\u2019 passato solo qualche giorno e sono giunte le immagini della frana di Niscemi, un paese che rischia di essere cancellato. Gli abitanti parlano senza alcuna remora di disastro annunciato, visto e considerato che di fronte a episodi simili, seppur di minore intensit\u00e0, non erano seguite azioni che mettessero in sicurezza il territorio.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">\ud83d\udc77\u200d\u2642\ufe0fIn questo scenario appare paradossale, sebbene non stupisca, che nelle stesse ore dalle parti del Governo siano giunte voci intese a confermare l\u2019impegno a proseguire sulla strada della costruzione del ponte sullo Stretto. L\u2019indicazione di Pietro Ciucci come commissario e la modifica delle prerogative della Corte dei Conti lasciano intendere proprio questo. E parlano lo stesso linguaggio della risposta politica al disastro: commissariamenti e verticalizzazione delle decisioni.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">\ud83d\udea8\u00c8 un modo di procedere ormai consolidato: ogni azione viene ricondotta al registro dell\u2019emergenza e legittimata attraverso il ricorso sistematico alla deroga. L\u2019estensione progressiva di questo regime eccezionale allude ad una gestione della cosa pubblica che esclude qualsiasi processo partecipativo, tanto sul piano istituzionale (consigli comunali, organismi di controllo) quanto su quello autorganizzato, ovvero il diritto degli abitanti di prendere direttamente parola su ci\u00f2 che accade nei propri territori.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">\ud83d\ude45\u200d\u2640\ufe0fPensiamo che questo modello vada rifiutato, che vada rifiutata l\u2019alternativa tra velocit\u00e0 e partecipazione. Pensiamo che vada rifiutata l\u2019idea che concentrare la decisione sia manifestazione di efficienza. La verticalizzazione delle decisioni \u00e8 accentramento del potere: comprime il confronto, indebolisce i saperi, marginalizza i territori, laddove \u00e8 necessario dare voce a processi collegiali che pensino alla ricostruzione in maniera globale e, soprattutto, evitino di ripetere gli errori del passato.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">\ud83e\udec2C\u2019\u00e8 certamente bisogno di aiutare con celerit\u00e0 chi \u00e8 stato colpito dal disastro ed \u00e8 per questo che diciamo che vanno messe a disposizione tutte quelle risorse che in questo momento vengono immobilizzate su opere che non apportano alcun vantaggio alle popolazioni e devastano il territorio. Il nostro riferimento al ponte sullo Stretto \u00e8 chiaro e sottolineato da tanti anni di lotte. Gi\u00e0 ai tempi dell\u2019alluvione che colp\u00ec Giampilieri e Scaletta Zanclea scendemmo in piazza chiedendo che i soldi destinati al ponte venissero utilizzati per la messa in sicurezza del territorio. In questi giorni anche l\u2019ARS si \u00e8 espressa in tal senso con un ordine del giorno in cui si chiede la restituzione alla Regione Siciliana di oltre cinque miliardi di euro di Fondi di sviluppo e coesione, sottratti per finanziare il ponte. Questa richiesta \u00e8 purtroppo destinata a restare lettera morta, non solo per il carattere non vincolante di questo atto, ma anche perch\u00e9 molti dei suoi sostenitori \u2013 a cominciare dai proponenti di Sud chiama Nord \u2013 sono esattamente quelle stesse persone che da anni assistono in silenzio a questo scippo di risorse e che, ad oggi, sono state incapaci di esprimersi una volta per tutte contro il progetto del ponte e quel furto, non solo di fondi ma anche di futuro, che esso comporta.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">\u27a1\ufe0fNon possiamo nutrire alcuna fiducia verso una classe politica che cambia posizione al cambiare del vento e che si accorge solo oggi che \u00e8 meglio utilizzare le risorse per la cura del territorio piuttosto che per opere inutili e devastanti, ma rileviamo che ormai il consenso intorno al ponte sullo Stretto \u00e8 crollato anche tra i partiti e che \u00e8 evidente che non ci sono pi\u00f9 le condizioni politiche per portare avanti un iter progettuale che ormai tutti percepiscono come sperpero di denaro pubblico. Bisogna, insomma, prenderne atto e il passaggio consequenziale non pu\u00f2 che essere la chiusura della Stretto di Messina Spa e l\u2019accantonamento definitivo dell\u2019idea dell\u2019attraversamento stabile.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">\ud83d\udc4aLo diciamo chiaramente: va ricostruito questo nostro territorio e ci vogliono le risorse, adesso. Va ricostruito questo nostro territorio e deve essere fatto con la partecipazione di tutte e tutti. Va ricostruito questo nostro territorio, ma bisogna farlo evitando di ripetere gli errori del passato: viviamo in un territorio fragile e l\u2019azione umana lo rende ancora pi\u00f9 vulnerabile, mentre il cambiamento climatico porter\u00e0 gli eventi estremi a ripetersi con sempre maggiore frequenza e violenza. Il momento della ricostruzione pu\u00f2 e deve servire per ripensare insieme, come comunit\u00e0, il modo in cui vogliamo continuare a vivere su questa terra, nei prossimi anni, decenni e secoli, non fino alla prossima stagione.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">La ricostruzione affidata a subcommissari senza limiti e senza responsabilit\u00e0 rischia di destinarci a ulteriori disastri annunciati.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Pensare di opporsi alla natura sarebbe un errore che pagheremmo a caro prezzo. Abbiamo bisogno di rispetto per la natura, di competenze scientifiche e di saperi territoriali, dentro una visione ecosistemica che consideri l\u2019interdipendenza tra ambiente e comunit\u00e0.\ud83d\udce3<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Assemblea No Ponte \u2013 Messina<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La violenza con la quale le onde hanno colpito i litorali dei nostri territori ha messo in ginocchio comunit\u00e0 intere. 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