{"id":175566,"date":"2026-02-01T23:44:14","date_gmt":"2026-02-01T22:44:14","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=175566"},"modified":"2026-02-01T23:44:14","modified_gmt":"2026-02-01T22:44:14","slug":"tra-emergenza-e-prevenzione-cosa-non-ha-funzionato-nella-difesa-costiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/02\/01\/tra-emergenza-e-prevenzione-cosa-non-ha-funzionato-nella-difesa-costiera\/","title":{"rendered":"TRA EMERGENZA E PREVENZIONE: COSA NON HA FUNZIONATO NELLA DIFESA COSTIERA"},"content":{"rendered":"<p>di Dario Buonfiglio &#8211;<\/p>\n<div dir=\"auto\" data-olk-copy-source=\"MessageBody\">Non era imprevedibile. La riviera jonica messinese \u00e8 un territorio fragile, esposto a mareggiate sempre pi\u00f9 intense e frequenti. Fenomeni che, alla luce dei cambiamenti climatici in atto, non possono pi\u00f9 essere considerati eccezionali, ma strutturali.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Alla luce dei danni provocati dal ciclone Harry, si impone una riflessione pubblica sull\u2019adeguatezza complessiva delle strategie di difesa costiera adottate nel territorio di Santa Teresa di Riva, in relazione alle reali condizioni di esposizione e vulnerabilit\u00e0 del litorale.<\/div>\n<div dir=\"auto\">In un tratto di lungomare di circa 150 metri, una mareggiata aveva gi\u00e0 causato lo scorso anno il crollo dell\u2019infrastruttura. L\u2019opera \u00e8 stata successivamente ricostruita in tempi rapidi, con un investimento di 499.827 euro di risorse pubbliche, al fine di ripristinarne la fruibilit\u00e0 in vista della stagione estiva 2025. Tuttavia, anche l\u2019ultimo evento meteo-marino ha prodotto nuovi danneggiamenti nello stesso tratto, riaccendendo il dibattito pubblico sulla vulnerabilit\u00e0 dell\u2019infrastruttura rispetto a fenomeni che, nel contesto jonico, non possono pi\u00f9 considerarsi episodici.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Tali elementi rendono necessario interrogarsi sull\u2019efficacia e sulla durabilit\u00e0 delle soluzioni adottate, nonch\u00e9 sulla loro coerenza con criteri di sicurezza, adattamento climatico e resilienza costiera.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Il confronto con altri tratti di costa colpiti dal medesimo evento, come Al\u00ec Terme, dove non si sono registrati collassi strutturali analoghi, evidenzia come le scelte progettuali e alcuni dettagli costruttivi incidano in modo significativo sulla risposta delle opere agli eventi estremi. In particolare, il lungomare di Al\u00ec Terme presenta una configurazione concava del muro di contenimento, che consente alle onde una traiettoria di impatto diversa e meno distruttiva rispetto a strutture perpendicolari alla linea di battigia. Anche questi aspetti progettuali contribuiscono alla maggiore capacit\u00e0 di resistenza dell\u2019opera.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Nel dibattito sull\u2019erosione costiera, si continua spesso a indicare come soluzioni il ripascimento e la realizzazione di pennelli, richiamando paragoni con realt\u00e0 come Santa Margherita di Messina. Tuttavia, si tratta di contesti profondamente diversi: Santa Margherita \u00e8 collocata pi\u00f9 internamente nello Stretto ed \u00e8 naturalmente meno esposta al moto ondoso ionico, mentre Santa Teresa di Riva \u00e8 direttamente esposta alle mareggiate orientali. Confronti di questo tipo rischiano quindi di risultare fuorvianti se non adeguatamente contestualizzati.<\/div>\n<div dir=\"auto\">\u00c8 inoltre necessario richiamare la questione delle deroghe alle procedure di valutazione dell\u2019impatto ambientale, pi\u00f9 volte sollevata nel dibattito politico nazionale e locale, anche da esponenti istituzionali come il ministro Matteo Salvini, Cateno De Luca e Danilo Lo Giudice. Il ricorso alle deroghe comporta, in molti casi, la mancata o ridotta caratterizzazione dei materiali prelevati, movimentati o apposti in loco per interventi di ripascimento, con evidenti criticit\u00e0 sotto il profilo ambientale e sanitario.<\/div>\n<div dir=\"auto\">\u00c8 ampiamente riconosciuto in letteratura tecnica che ripascimenti e pennelli non eliminano l\u2019erosione, ma tendono a spostarla nel tempo e nello spazio, con costi elevati, necessit\u00e0 di manutenzione continua e impatti ambientali non trascurabili. Interventi di questo tipo avrebbero efficacia solo se pianificati in modo coordinato lungo l\u2019intero tratto costiero da Mazzeo a Giampilieri, con impegni economici e temporali difficilmente sostenibili e con il rischio di trasferire il problema verso i territori limitrofi.<\/div>\n<div dir=\"auto\">In altri comuni, come Scaletta Zanclea e Itala, la presenza di scogli affioranti in spiaggia e in prossimit\u00e0 della riva, pur risultando antiestetica, ha dimostrato una maggiore efficacia nel dissipare l\u2019energia delle onde. Ci si interroga quindi sul perch\u00e9 soluzioni analoghe vengano sistematicamente escluse a Santa Teresa di Riva e Furci Siculo, dove sembra prevalere la tutela dell\u2019estetica e della fruibilit\u00e0 turistica immediata rispetto alla sicurezza strutturale.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Un ulteriore esempio di approccio differente \u00e8 rappresentato dal muro di contenimento storico di contrada Divieto, a Scaletta Zanclea, realizzato originariamente a protezione della linea ferroviaria. Nonostante l\u2019impatto delle mareggiate e le piene del torrente, anche dopo la tragedia del 2009, la struttura ha mostrato una notevole capacit\u00e0 di resistenza. Pur trattandosi di un\u2019opera certamente invasiva dal punto di vista paesaggistico, essa evidenzia come le infrastrutture concepite con criteri di durabilit\u00e0 possano garantire livelli di sicurezza superiori.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Il nodo di fondo \u00e8 dunque una scelta politica e amministrativa: tutelare prioritariamente la popolazione e le infrastrutture, oppure preservare il capitale turistico nell\u2019immediato, inseguendo la stagione estiva con interventi rapidi, rattoppati e ad alto impatto ambientale. Il rischio concreto \u00e8 quello di correre per \u201csalvare l\u2019estate\u201d, producendo per\u00f2 opere precarie, costose e potenzialmente pericolose.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Alla luce di quanto accaduto, e considerando che parte<\/div>\n<div dir=\"auto\">m, a tutela dell\u2019ambiente e dell\u2019interesse pubblico.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Appare quindi necessario ripensare complessivamente il modello di difesa costiera, superando una logica emergenziale e orientandosi verso soluzioni strutturali, integrate e sostenibili. Continuare a rimandare una riflessione di sistema significa esporre il territorio a rischi crescenti e impiegare risorse pubbliche senza incidere sulle cause profonde del problema.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Giacomo Di Leo \u2013 Comitato NO FRANE NO PRECARIET\u00c0<\/div>\n<div dir=\"auto\">Francesco Aloisi \u2013 Comitato Nazionale La scuola che respira<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Dario Buonfiglio &#8211; Non era imprevedibile. La riviera jonica messinese \u00e8 un territorio fragile, esposto a mareggiate sempre pi\u00f9 intense e frequenti. 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