{"id":175629,"date":"2026-02-06T11:35:03","date_gmt":"2026-02-06T10:35:03","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=175629"},"modified":"2026-02-06T11:35:03","modified_gmt":"2026-02-06T10:35:03","slug":"in-nome-della-poesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/02\/06\/in-nome-della-poesia\/","title":{"rendered":"IN NOME DELLA POESIA"},"content":{"rendered":"<p>di Maria Grazia Bruno Avola &#8211;<\/p>\n<p>\u201cEstremi bagliori del tramonto\u201d \u00e8 il titolo della raccolta poetica che comprende il periodo 2010-2024 di Sebastiano Saglimbeni e pubblicata da Scripta Edizioni nel 2025.<\/p>\n<p>Nella prefazione Agostino Cant\u00f2, in un commento alle poesie, cos\u00ec si esprime \u201cUn richiamo ai ricordi lontani. E\u2019 un dire antico, salvato dalla tua storia, dalle tue storie\u201d.<\/p>\n<p>La poesia di Saglimbeni \u00e8 una ininterrotta e profonda conversazione con se stesso e con i classici, in particolare i lirici greci, dai quali raccoglie il verso e ne fa un uso nell\u2019antica accezione di un sapere che, nel momento stesso in cui si dispiega, rimanda a se medesimo, come nei versi della poesia \u201cA caldo\u201d (S<em>e tu avessi con trasporto colto \/ versi della tua gente attempata \/ orba di scuola, avresti salvato \/ dalla tua terra contadina \/ un po\u2019 di oralit\u00e0 saggia efficace[\u2026]) <\/em>il poeta parla con se stesso per ritrovare la propria esperienza soggettiva nella esperienza poetica.<\/p>\n<p>Uomo di cultura, il Professore ha una camminata lenta ed elegante, gli occhi scuri e accoglienti, cos\u00ec lo ricordo quando lo incontravo nelle belle piazze di Verona o nei caff\u00e8 storici della citt\u00e0 in cui ha scelto di vivere.<\/p>\n<p>Si informa, ascolta con attenzione e fa cenni di assenso, eppure, nel porsi, aleggia qualcosa che porta oltre il tempo presente. La Magna Grecia vive nel fondo dell\u2019animo del poeta-scrittore Saglimbeni e per lui, come per altri scrittori siciliani, ritengo valido un passo di Gesualdo Bufalino \u201cimpossibile per uno scrittore siciliano non scrivere della Sicilia\u201d.<\/p>\n<p>Per il poeta, le opere dei grandi maestri dell\u2019immortale periodo greco-latino sono vive in noi e da sempre hanno ispirato e indicato la strada all\u2019umanit\u00e0, senza tuttavia dare risposte definite agli interrogativi etici che la contemporaneit\u00e0 ci pone.<\/p>\n<p>Cos\u00ec fa amichevolmente conversare Mimnermo con Solone nella poesia \u201cRode la tarda et\u00e0\u201d (<em>Come scarlatte foglie gli anni in fiore, \/ espressione di un tempo. Invero rode la tarda et\u00e0. Morire agognava \/ Mimnermo [\u2026]) <\/em>E il poeta fa rispondere Solone <em>(\u201c[\u2026] E invecchio imparando \/ molte cose.<\/em>\u201d).<\/p>\n<p>Mimnermo \u00e8 il primo poeta nei cui versi troviamo il tema della giovinezza che passa, del triste irrompere della vecchiaia. Eppure, nel suo verso, Saglimbeni non si lascia sedurre dalla malinconia e dal rammarico di un tempo passato; va incontro al tempo, istante-eternit\u00e0 che disintegra, decompone inflessibile e crudele, come nei versi di \u201cVegliardi\u201d (<em>Vino che aggrava le cineree teste \/ di vegliardi giallognoli e risate \/ tra il fumo di un\u2019antica osteria; \/ lontane le godurie e nel ricordo \/ o nel sogno quell\u2019organo inquieto.).<\/em><\/p>\n<p>Da questo processo di osmosi, scambio con la latinit\u00e0 e grecit\u00e0 classica, la poetica di Saglimbeni vuole restituire una poesia e un pensiero che pongano domande alla contemporaneit\u00e0 e, in una dimensione virgiliana governata dal verso-ritmo, balenano e si dissolvono apparizioni.<\/p>\n<p>L\u2019apparizione per Saglimbeni \u00e8 necessaria e naturale.<\/p>\n<p>\u00c8 poeta senza indugio, usa la materia verbale con lieve sobriet\u00e0, mentre il tono che vivifica l\u2019aforisma diventa discreto.<\/p>\n<p>Le parole assumono un suono interiore e l\u2019uso appropriato, nel loro significato poetico, fanno affiorare inaspettatamente immagini che creano emozioni in chi legge.<\/p>\n<p>Nel modo in cui le usa, all\u2019inizio sembrano creare soltanto un\u2019impressione neutra, via via le innovazioni non clamorose, eppure radicali, della metrica, della lingua, portano la sensibilit\u00e0 del lettore a vivere in un <em>continuum. <\/em>Si legga per esempio \u201cIn Terre perdute\u201d ([\u2026] <em>dove si alleggerivano le donne \/ dei grevi fasci di legna. \/ Giumella, poi, facevano per bere\/detestando in dialetto l\u2019esser vile.).<\/em><\/p>\n<p>Gesto antico quello delle lavoratrici e lavoratori della terra che congiungono le mani per bere. Appartiene da sempre alla natura umana trovando espressione nel quotidiano, nella letteratura, nell\u2019arte. Ricordiamo a tal proposito l\u2019opera del pittore Giovanni Segantini \u201cContadina alla fonte\u201d dove \u00e8 raffigurata una contadina che beve facendo \u201cgiumella\u201d.<\/p>\n<p>Le presenze femminili non sono assenti nei versi del poeta anzi, rispecchiano un ideale pregno di malinconia e carico di sensuale richiamo, come nel \u201cCanto al sole\u201d <em>Sole nel canto delle rosee donne \/ che, per i clivi, mondavano le erbe\/ al sud-sud, in alto all\u2019 Ionio. <\/em><\/p>\n<p>Con gli anni, \u201cLa ferita nel Nord\u201d del giovane Sebastiano acquista un\u2019intonazione leopardiana (<em>Non delusione in chi \u00e8 rientrato al paese se pu\u00f2 \/ annotare versi per l\u2019anima densa delle ginestre, esplosa <\/em>[\u2026] da \u201cGinestre al paese).<\/p>\n<p>La Sicilia ebbra di sole sulla marina vista da Limina. E\u2019 l\u2019immagine che pi\u00f9 lo tenta.<\/p>\n<p>Il paesaggio del mito mediterraneo evocato ([\u2026]<em> evocavo le mie lontane epoche \/ vissute in alto alle acque dell\u2019Ionio<\/em>. [\u2026] Da\u201d Estate, estate\u201d).<\/p>\n<p>Saglimbeni \u00e8 questa estetica, appartiene a coloro che si ispirano ai classici non per riesumare motivi estetici quanto per trarre gli elementi pi\u00f9 profondi e pi\u00f9 fecondi per ulteriori sviluppi universalmente validi. Il suo sguardo scorre sull\u2019evolversi storico e sulla nuova solitudine alienata dell\u2019individuo, cercando una via di salvezza ([\u2026] \u201c<em>Vai all\u2019indietro\u201d mi dirai \/ Gabanizza \u201ccon i ragazzi oggi sapienti \/ con quel frequente aggeggio fra le mani<\/em>.\u201d [\u2026] da \u201cProfumo di poesia\u201d). Da questa poesia, da questo profumo di poesia, il poeta Sebastiano Saglimbeni continua a donare una lezione e una speranza anche alle nuove generazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria Grazia Bruno Avola &#8211; \u201cEstremi bagliori del tramonto\u201d \u00e8 il titolo della raccolta poetica che comprende il periodo 2010-2024 di Sebastiano Saglimbeni e pubblicata da Scripta Edizioni nel 2025. 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