{"id":175692,"date":"2026-02-11T23:55:30","date_gmt":"2026-02-11T22:55:30","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=175692"},"modified":"2026-02-11T23:55:30","modified_gmt":"2026-02-11T22:55:30","slug":"un-ponte-da-catania-a-brindisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/02\/11\/un-ponte-da-catania-a-brindisi\/","title":{"rendered":"Un ponte da Catania a Brindisi"},"content":{"rendered":"<p>di\u00a0<a class=\"autori\" href=\"https:\/\/comune-info.net\/autori\/gianluca-carmosino\/\">Gianluca Carmosino &#8211;<\/a><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi considera il Ponte sullo Stretto un\u2019opera imprescindibile, nonostante il rischio sismico dell\u2019area, l\u2019impatto ambientale su zone protette e i dubbi sulla sua reale utilit\u00e0 economica. Ma quella che dovrebbe essere l\u2019infrastruttura pi\u00f9 imponente della storia repubblicana rischia di restare confinata tra progetti e buchi dei bilanci pubblici. Intanto, qualcuno sembra guardare ancora pi\u00f9 in alto: immaginare un ponte capace di collegare, senza neppure un metro di asfalto, la periferia di Catania con quella di Brindisi.<\/p>\n<p>Quel ponte di relazioni sociali di oltre cinquecento chilometri \u00e8 un\u2019immagine che rappresenta bene oggi la nascente rete nazionale delle scuole aperte partecipate. Come raccontato su Territori Educativi, in novembre pi\u00f9 di cento persone \u2013 tra genitori, studenti, insegnanti, dirigenti scolastici, operatori di associazioni \u2013 si sono ritrovate a Roma per discutere di uno spazio accogliente che alimenti le esperienze delle scuole partecipate nate negli ultimi anni in molte citt\u00e0 grazie al progetto \u201cScuole aperte partecipate in rete\u201d, di cui il <a href=\"https:\/\/retemovi.it\/\"><strong>MoVI<\/strong><\/a> \u00e8 stato capofila dal 2000 al 2025 (<a href=\"https:\/\/comune-info.net\/scuole-aperte\/il-futuro-delle-scuole-aperte-partecipate\/\"><strong>Il futuro delle scuole aperte partecipate<\/strong><\/a>). <strong>C\u2019\u00e8 molto da pensare su come rendere la rete al tempo stesso agile e solida per essere in grado di favorire occasioni di scambio e di formazione, per promuovere iniziative comuni, per accompagnare la nascita di altre scuole aperte, per rafforzare il dialogo con le istituzioni e con realt\u00e0 sociali e culturali. <\/strong>\u00c8 un cammino interessante e complesso che prende forma poco a poco, ora che il progetto \u00e8 concluso, attraverso due direttrici principali: il supporto della rete Movi, messo comunque a disposizione per proteggere lo straordinario patrimonio di esperienze emerse) e le iniziative che dal basso nascono tra territori diversi, ad esempio tra i quartieri popolari di Librino di Catania e Sant\u2019Elia di Brindisi, dove le scuole aperte sono gi\u00e0 un riferimento fondamentale. <strong>A fine maggio, un gruppo di quaranta bambini e bambine dell\u2019IC Rita Atria di Catania, insieme a una quindicina tra insegnanti e genitori, saranno accolti dall\u2019IC Sant\u2019Elia\/Commenda di Brindisi, durante il palio urbano di Sant\u2019Elia. <\/strong>Intorno ai due istituti sono infatti nate due associazioni genitori (a Catania, il passaggio formale sar\u00e0 fatto nei prossimo giorni) che gestiscono alcuni spazi e attivit\u00e0 negli orari extrascolastici insieme a molti attori sociali dei due territori.<\/p>\n<p>Anche l\u2019esperienza della scuola partecipata nata ad Andria, ormai divenuta un punto di riferimento della vita cittadina e protagonista persino del carnevale cittadino, ha annunciato la propria partecipazione al palio. <strong>Chiss\u00e0, l\u2019appuntamento in primavera a Brindisi potrebbe essere davvero una prima occasione importante per la nascente rete nazionale delle scuole aperte partecipate <\/strong>per organizzare una giornata di scambio. Un contesto particolarmente favorevole, quello brindisino, dove l\u2019associazione dei genitori opera all\u2019interno di un vivace fermento sociale, alimentato anche dal percorso avviato dalla cooperativa Legami di comunit\u00e0, che coinvolge oltre quattrocento tra cittadini, associazioni e parrocchie del quartiere Sant\u2019Elia. Un dinamismo intercettato anche dalla nuova amministrazione regionale pugliese, che pare sia pronta ad approfondire queste esperienze per sostenere e favorire nuovi modelli di partecipazione.<\/p>\n<p><strong>Intanto, tra le istituzioni che si sono gi\u00e0 mosse pi\u00f9 o meno su questi temi <\/strong>\u2013 grazie anche al progetto Scuole aperte partecipate \u2013<strong> ci sono anche <a href=\"https:\/\/comune-info.net\/appuntamento\/scuole-aperte-roma-bergamo-bologna-milano\/\">le amministrazioni comunali di Roma, Bergamo, Milano e Bologna: il 26 febbraio promuovono un appuntamento a Roma<\/a> <\/strong>per che condividere strategie e pratiche sviluppate per favorire l\u2019apertura delle scuole oltre l\u2019orario curricolare. Come noto ai lettori di queste pagine, le esperienze delle scuole partecipate vanno molto oltre l\u2019apertura (<a href=\"https:\/\/comune-info.net\/scuole-aperte\/una-scuola-aperta-non-basta\/\"><strong>Una scuola aperta non basta<\/strong><\/a>), ma non c\u2019\u00e8 dubbio che questo resta un terreno prezioso di reciproco ascolto e collaborazione. A Livorno, invece, \u00e8 l\u2019amministrazione provinciale che potrebbe firmare per la prima volta insieme a pi\u00f9 scuole un Patto di collaborazione \u2013 grazie a un paziente percorso portato avanti dall\u2019associazione Vivi Cecioni (legata al liceo Cecioni) \u2013 per favorire la presa in cura di giardini e di altri spazi scolastici dopo il suono della campanella. L\u2019interlocutore amministrativo dei ragazzi e delle ragazze del \u201ccollettivo\u201d Sindacato R. Margherita di Palermo \u00e8 invece la Citt\u00e0 metropolitana: nelle prossime settimane, dopo estenuanti tira e molla con scuola e amministrazione metropolitana, gli studenti e le studentesse potranno accedere al nuovo spazio da loro autogestito (leggi anche <a href=\"https:\/\/comune-info.net\/scuole-aperte\/una-stanza-tutta-per-loro-palermo\/\"><strong>Una stanza tutta per noi<\/strong><\/a>), per dimostrare che anche le scuole superiori possono vivere l\u2019esperienza della scuola aperta partecipata, come hanno raccontato in dicembre alle 180 associazioni che hanno promosso gli \u201cStati Generali per l\u2019infanzia, l\u2019adolescenza e le Politiche Giovanili\u201d della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Di sicuro, in molte citt\u00e0, le esperienze delle scuole partecipate continuano in tanti modi diversi a costruire relazioni di fiducia e ad accompagnare bambini e bambine, ragazzi e ragazze a sentirsi parte di una comunit\u00e0 educante. A <a href=\"https:\/\/comune-info.net\/scuole-aperte\/scuola-e-comunita\/\"><strong>Torino<\/strong><\/a> come a Foggia, non mancano le scuole che in queste settimane stanno scegliendo di accogliere queste esperienze. Che sia essenziale continuare a camminare insieme lo sanno bene non solo in Sicilia e Puglia: proprio tra le due regioni,<strong> le esperienze delle scuole partecipate di Cosenza, Gioiosa Ionica, Rossano, a cui si sta affiancando Scalea <\/strong>\u2013 dove sui temi del contrasto alla povert\u00e0 educativa da anni \u00e8 attivissimo il Punto Luce di Save the Children, gestito dall\u2019Associazione Gianfrancesco Serio \u2013<strong> sono pronte a promuovere alcuni momenti di confronto. <\/strong><\/p>\n<p>Il lavoro di rete \u00e8 dunque gi\u00e0 una realt\u00e0, portata avanti in modo spontaneo e con forte convinzione, pur tra difficolt\u00e0 e opportunit\u00e0. A raccontarlo da tempo \u00e8 la rete cittadina delle Scuole aperte e partecipate di Roma, affiancata pi\u00f9 recentemente dall\u2019esperienza analoga nata a Milano. In molti territori emerge infatti con forza il bisogno di non restare soli in una fase segnata da dure crisi internazionali e da un dibattito pubblico che, quando parla di scuola, troppo spesso lo fa solo in chiave securitaria, riducendola a un luogo da presidiare con metal detector. \u201c<strong>Non possiamo lasciare le scuole da sole <\/strong>\u2013 dice Melita Cristaldi, vicepreside dell\u2019IC Rita Atria di Catania \u2013 Il progetto Scuole aperte partecipate ha sostenuto per cinque anni un processo e non alcune attivit\u00e0. Ora dobbiamo trovare i modi per prenderci cura insieme di quel processo\u201d.<\/p>\n<div class=\"entry-data\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Gianluca Carmosino &#8211; C\u2019\u00e8 chi considera il Ponte sullo Stretto un\u2019opera imprescindibile, nonostante il rischio sismico dell\u2019area, l\u2019impatto ambientale su zone protette e i dubbi sulla sua reale utilit\u00e0 economica. 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