{"id":176024,"date":"2026-03-08T11:05:41","date_gmt":"2026-03-08T10:05:41","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=176024"},"modified":"2026-03-08T11:05:41","modified_gmt":"2026-03-08T10:05:41","slug":"siciliana-la-prima-donna-a-poetare-in-un-volgare-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/03\/08\/siciliana-la-prima-donna-a-poetare-in-un-volgare-ditalia\/","title":{"rendered":"Siciliana la prima donna a poetare in un volgare d&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\" data-olk-copy-source=\"MessageBody\">La figura della Nina Siciliana \u2013 conosciuta anche come Nina da Messina o \u201cMonna Nina\u201d \u2013 resta una delle pi\u00f9 affascinanti e misteriose della poesia medievale. Di questa autrice in lingua siciliana, attiva alla fine del XIII secolo, non conosciamo n\u00e9 il nome completo n\u00e9 il cognome, e neppure il luogo di nascita. Le ipotesi degli eruditi oscillano tra Messina, indicata da Allacci e Ragusa, e Palermo, suggerita dal Mongitore: supposizioni basate unicamente sulla diffusione del nome \u201cNina\u201d nelle due citt\u00e0 nel periodo in cui sarebbe vissuta. Non a caso, entrambe le citt\u00e0 le hanno dedicato una via. Inoltre, fino al 1930, nella chiesa palermitana di San Domenico \u2013 il Pantheon dei siciliani illustri \u2013 un monumento la celebrava con i versi di Agostino Gallo, che la definiva \u201cornamento del siculo Parnaso\u201d e \u201castro d\u2019amor nel ciel sicano\u201d, ricordando come la sua fama avesse acceso l\u2019interesse del poeta toscano Dante da Maiano.<br \/>\nSecondo la tradizione, infatti, Dante da Maiano si sarebbe invaghito di lei senza averla mai incontrata, colpito dai suoi versi. Le scrisse un sonetto, al quale Nina rispose con un altro componimento, dando vita a un breve scambio poetico ed a una relazione amorosa di natura platonica. Da qui l\u2019appellativo di \u201cNina del Dante\u201d.<\/p>\n<p>La sua importanza nella storia letteraria \u00e8 notevole: sarebbe la prima donna, di cui si abbia notizia, a poetare in volgare nel territorio che oggi fa parte dello Stato italiano. Di lei possediamo un sonetto conservato nella raccolta &#8220;Sonetti e canzoni di diversi antichi autori toscani&#8221;, stampata dai Giunti nel 1527 e nota come \u201cGiuntina di Rime Antiche\u201d, che contiene anche i componimenti del suo Dante da Maiano. Il Trucchi le attribu\u00ec inoltre il celebre sonetto \u201cTapina me\u201d, tramandato dal codice Vaticano latino 3793 (fine XIII \u2013 inizio XIV secolo), definendolo \u201cun prezioso gioiello\u201d della lirica medievale. Secondo Agostino Gallo, Nina potrebbe essere stata anche l\u2019autrice del sonetto \u201cOnde si muove, e donde nasce amore?\u201d, indirizzato a un Guido \u2013 forse Cavalcanti \u2013 e tradizionalmente attribuito a Guido Orlandi.<\/p>\n<\/div>\n<div dir=\"ltr\">Sulla reale esistenza della Nina Siciliana gli studiosi si sono divisi per secoli. Nel 1877 il Borgognoni, in &#8220;Studi d\u2019erudizione e d\u2019arte&#8221;, avanz\u00f2 la tesi \u2013 poi ribadita sulla Nuova Antologia nell\u2019articolo dal titolo eloquente &#8220;La condanna capitale di una bella signora&#8221; \u2013 che Nina fosse una figura fittizia, nata nell\u2019officina tipografica dei Giunti nel 1527. Una teoria che applic\u00f2 anche a Dante da Maiano, la cui esistenza fu per\u00f2 confermata nel 1907 da Santorre Debenedetti grazie al ritrovamento, in un manoscritto di epoca precedente, di due componimenti in occitano attribuiti al poeta.\u00a0I dubbi sulla storicit\u00e0 di Nina non derivano soltanto dalla scarsit\u00e0 di dati documentari, ma probabilmente anche dalla difficolt\u00e0, per alcuni studiosi del passato, di accettare che una donna potesse, in un\u2019epoca di diffuso analfabetismo femminile, passare da oggetto a soggetto della poesia, raggiungendo un livello linguistico che il De Sanctis considerava \u201cesempio dell\u2019eccellenza a cui era venuto il volgare\u201d.<\/p>\n<p>Eppure, pochi decenni prima, nel sud della Francia, un gruppo di circa venti poetesse \u2013 le\u00a0<i>trobairitz<\/i>\u00a0\u2013 aveva cantato con successo la\u00a0<i>fin\u2019amors<\/i>\u00a0al femminile. La loro esistenza \u00e8 oggi accertata senza margini di dubbio, bench\u00e9 anche su di loro, in passato, non fossero mancati gli scettici. Non \u00e8 difficile notare una certa affinit\u00e0 tra l\u2019unico componimento giunto fino a noi di una\u00a0<i>trobairitz<\/i>, Alamanda de Castelnau, e la produzione attribuita a Nina Siciliana. Se Nina \u00e8 realmente vissuta, \u00e8 plausibile che conoscesse i testi delle sue colleghe provenzali, che \u2013 come quelli dei trovatori \u2013 circolavano nelle corti e negli ambienti colti della Sicilia del XIII secolo.<\/div>\n<div dir=\"ltr\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La figura della Nina Siciliana \u2013 conosciuta anche come Nina da Messina o \u201cMonna Nina\u201d \u2013 resta una delle pi\u00f9 affascinanti e misteriose della poesia medievale. 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