{"id":176142,"date":"2026-03-21T08:22:24","date_gmt":"2026-03-21T07:22:24","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=176142"},"modified":"2026-03-21T08:23:31","modified_gmt":"2026-03-21T07:23:31","slug":"belle-epoque-e-balle-epocali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/03\/21\/belle-epoque-e-balle-epocali\/","title":{"rendered":"Belle \u00e9poque e balle epocali"},"content":{"rendered":"<p><strong>di <em>maurizio fumo &#8211;<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Sentiamo ripetere ossessivamente che \u00e8 stato il legislatore fascista colui che ha raggruppato in un unico \u201cpaniere\u201d tanto i PM quanto i giudici. E dunque sarebbe una riforma democratica, repubblicana (e antifascista?) quella scaturita dalle meningi di Nordio che \u2013 finalmente! \u2013 separa chi accusa da chi giudica. <span id=\"more-16423\"><\/span>Ora, a parte il fatto che la separazione gi\u00e0 esiste (sotto forma di rigida separazione delle funzioni), si d\u00e0 il caso\u00a0 non siano stati affatto n\u00e9 il duce, n\u00e9 Grandi gli ideatori della magistratura come corpo unitario. \u00c8 stato Zanardelli nel lontano 1890, dunque in piena belle \u00e8poque, con la legge 6878\/1890. Come emerge dalla lettura coordinata dei 19 articoli in cui si sviluppa il testo fin de si\u00e8cle, intento del legislatore fu quello di creare un unico corpus giudiziario i cui appartenenti, dopo un lungo iter formativo e professionale comune, accedevano alle due funzioni: requirente e giudicante. Infatti concorso e tirocinio erano unici; dopo 6 mesi i vincitori potevano esercitare il ruolo di PM in Pretura (tutti, anche quelli che poi avrebbero fatto i giudici); dopo 18 mesi, superando un esame eguale per tutti (includente anche una prova pratica, a quanto si legge), si acquisivano le funzioni giudiziarie e si diventava pretore (magistrato giudicante e primo gradino gerarchico della magistratura di allora); e siamo dunque ancora nell\u2019ambito della unicit\u00e0 di funzione\/carriera. Solo a seguito del successivo avanzamento avveniva la separazione tra giudicanti e requirenti. Dunque l\u2019esatto contrario di quello che si vorrebbe fare oggi (concorsi separati, nessun momento di osmosi, formazione professionale differenziata, CSM distinti). \u00c8 allora corretto sostenere che, anche prima del fascismo, la magistratura costituiva un unico ordine, nell\u2019ambito del quale, dopo un lungo percorso di formazione e di comuni esperienze sul campo, si esprimevano le due funzioni. Per\u00f2, si dice, con Vassalli ministro e il nuovo codice di procedura penale, la musica sarebbe dovuta cambiare. Strano per\u00f2 che proprio nel periodo in cui Vassalli fu ministro fu emanato il d.P.R. n. 449 del 1988, avente ad oggetto \u00abadeguamento dell\u2019ordinamento giudiziario al nuovo processo penale ed a quello a carico degli imputati minorenni\u00bb (sic!), il cui art. 29 stabil\u00ec che \u00abil passaggio dei magistrati dalle funzioni giudicanti alle requirenti e da queste a quelle\u00bb \u00e8 disposto con provvedimento del CSM (previo parere del consiglio giudiziario), una volta accertata la sussistenza di attitudini alla diversa funzione. Per non dire poi della sentenza 37\/2000 della Corte costituzionale (presidente l\u2019onnipresente Vassalli!) che afferm\u00f2 a chiare lettere che era perfettamente conforme a Costituzione che PM e giudici formassero un ordine unico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di maurizio fumo &#8211; Sentiamo ripetere ossessivamente che \u00e8 stato il legislatore fascista colui che ha raggruppato in un unico \u201cpaniere\u201d tanto i PM quanto i giudici. 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