{"id":176214,"date":"2026-03-24T23:40:37","date_gmt":"2026-03-24T22:40:37","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=176214"},"modified":"2026-03-24T23:40:37","modified_gmt":"2026-03-24T22:40:37","slug":"no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/03\/24\/no\/","title":{"rendered":"No"},"content":{"rendered":"<p>Alcuni pensieri condivisi dopo la vittoria del No al referendum giustizia.<\/p>\n<p><strong>Un dissenso di massa<\/strong> [Marco Bersani]<strong><br \/>\n<\/strong>\u201cPoi la gente, (perch\u00e9 \u00e8 la gente che fa la storia) quando si tratta di scegliere e di andare, te la ritrovi tutta con gli occhi aperti, che sanno benissimo cosa fare\u201d, cantava De Gregori in una delle sue pi\u00f9 riuscite canzoni. Ed \u00e8 quello che \u00e8 successo in questo tranquillo week end di paura, dove eravamo chiamati a votare su un referendum apparentemente tecnico ma squisitamente politico, ovvero se dare il via libera alla definitiva torsione autoritaria dello Stato, perseguita con determinazione dal governo Meloni, o se interrompere questa marcia trionfale con un secco No alla riforma della Costituzione e per difendere la separazione dei poteri, cardine della democrazia dei diritti. Dopo avere per mesi truccato le carte, fingendo che non di democrazia si trattasse, bens\u00ec di un mero espediente tecnico, Giorgia Meloni, terrorizzata dall\u2019esito delle urne, \u00e8 scesa in campo mettendoci la faccia per argomentare come la vittoria del No avrebbe provocato immani tragedie al paese. Non \u00e8 andata come il governo avrebbe voluto e la partecipazione alle urne ha determinato un importantissimo stop al disegno autoritario del paese, dicendo chiaro al governo Meloni che un futuro di riarmo, di guerra, di sottrazione della ricchezza collettiva, di cancellazione dello stato sociale e di trasformazione autoritaria della democrazia non \u00e8 gradito alla maggioranza del paese. Una dimostrazione di dissenso di massa, divenuta il classico granello di sabbia in grado di inceppare il motore dell\u2019autoritarismo e del disegno di un nuovo fascismo. Per il governo Meloni una sconfitta netta e senza appello. In seguito a questa grande vittoria in difesa della democrazia, diventa ancora pi\u00f9 importante scendere in piazza a Roma sabato 28 marzo, in occasione della due giorni di lotta \u201cTogether No Kings\u201d lanciata dalla convergenza di centinaia di realt\u00e0 di movimento per sfidare i Re e le loro guerre. Se il referendum ha stoppato la marcia autoritaria del governo Meloni, il mondo non cambia automaticamente. Se abbiamo fermato una forzatura contro la democrazia, non abbiamo ancora impresso una svolta alla direzione intrapresa. Per questo occorre scendere in piazza, mettendo insieme tutte le culture, le realt\u00e0, le lotte e le pratiche che dentro il paese da tempo suggeriscono un\u2019alternativa di societ\u00e0. Che rifiutano il riarmo e le guerre, lo stato di polizia e la sottrazione di diritti, la mortificazione del lavoro e la finanziarizzazione della societ\u00e0, della natura e della vita delle persone. Che rivendicano con forza, allegria e determinazione una societ\u00e0 diversa, che metta al centro la vita e la sua dignit\u00e0, che\u00a0sappia di essere interdipendente con la natura, che costruisca sul valore d\u2019uso le sue produzioni, sul mutualismo i suoi scambi, sull\u2019uguaglianza le sue relazioni, sulla partecipazione le sue decisioni. Abbiamo collettivamente fermato il disegno autoritario e fascista. \u00c8 arrivato il momento di riappropriarci del futuro battendo il tempo della libert\u00e0.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><strong>Ha vinto la partecipazione <\/strong>[Emilia De Rienzo]<strong><br \/>\n<\/strong>Ha vinto il No. Ma, soprattutto, ha vinto la partecipazione. E c\u2019\u00e8 un punto che non possiamo dimenticare: se si vuole cambiare, tutti devono avere il diritto di partecipare. Sempre. La Costituzione nasce per unire, non per dividere. \u00c8 il frutto di un lavoro collettivo, plurale, in cui i costituenti seppero confrontarsi anche da posizioni lontanissime, senza escludere nessuno. \u00c8 questo lo spirito che dovrebbe guidare ogni riforma: il dialogo, il confronto vero, la possibilit\u00e0 di incidere. Per questo, al di l\u00e0 del merito, resta una questione di metodo che interroga: quando il dibattito si riduce, quando il confronto si impoverisce, quando le modifiche non nascono da un processo realmente condiviso, si indebolisce la stessa idea di democrazia. Questa vittoria dice allora qualcosa di pi\u00f9 profondo: che i cittadini chiedono di esserci, di contare, di non essere spettatori. E dice anche che l\u2019impegno civile, insieme a quello dei partiti \u2014 come dovrebbe sempre accadere \u2014 pu\u00f2 ancora fare la differenza. Abbiamo riscoperto il valore della partecipazione, del lavorare insieme, del costruire legami invece che divisioni. E abbiamo riaffermato che la Costituzione non \u00e8 un ostacolo da aggirare, ma una casa comune da custodire. Da qui si riparte. Senza esclusioni. Senza scorciatoie. Insieme.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><strong>Continueremo a lottare per una giustizia giusta <\/strong>[Luca Casarini]<strong><br \/>\n<\/strong>Quando una banda di criminali, tra i peggiori in circolazione, implicati in gravi crimini contro l\u2019umanit\u00e0, prende una bella botta, beh, \u00e8 sempre una buona notizia. Continueremo a lottare per una giustizia giusta, che adesso non c\u2019\u00e8, continueremo a farlo anche da imputati, spesso a causa di pubblici ministeri che non sanno nemmeno dove stia di casa il diritto\u2026 Ma intanto gli arroganti che hanno in mano il potere oggi si devono leccare le ferite. Non \u00e8 facile per chi \u00e8 abituato ad essere forte con i deboli e debole con i forti. Il loro obiettivo era, e rimane, l\u2019attuazione di un disegno autoritario che \u00e8 gi\u00e0 in atto, dal decreto Caivano ai decreti sicurezza, dal controllo politico di medici e insegnanti, dalle deportazioni ai patti con la Libia e la Tunisia. Dal riarmo al servilismo verso i signori della guerra globale. Bella botta. Signor-No avevamo detto. Ed \u00e8 stato proprio un signor No. Domani \u00e8 un altro giorno e si vedr\u00e0. Ma intanto, oggi cara Meloni prendi incarta e porta a casa. E il 28 tutti in piazza a Roma, No Kings.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><strong>Un No a un progetto politico eversivo<\/strong> [Federica Borlizzi]<strong><br \/>\n<\/strong>Ha vinto il No. Un No non solo a una riforma ma a un progetto politico eversivo rispetto alla nostra democrazia costituzionale. Un No rispetto ad un metodo fascista, quello che intende neutralizzare ogni tipo di contrappeso al potere politico, con il chiaro tentativo di rendere servile la magistratura all\u2019esecutivo. Un No, mi piace pensare, anche contro le politiche razziste, classiste, sessiste del governo Meloni. Un No, mi piace pensare, anche contro le politiche contro il meridione di questo governo. Un No, mi piace pensare, anche contro le feroci politiche repressive: quelle che hanno puntato a criminalizzare ogni forma di dissenso e, ora, a neutralizzarlo preventivamente mettendo mano direttamente alle misure di polizia della legislazione speciale degli anni di piombo. Un No, infine, contro il genocidio di Gaza e la brutalit\u00e0 del regime di guerra di cui questo governo \u00e8 complice. Abbiamo dimostrato di avere gli anticorpi democratici. Ora tocca non stare solo sulla difensiva ma contrattaccare. Non solo arrestare l\u2019autoritarismo securitaria. Ma cambiare il vento. Lo proviamo a fare subito, con una mobilitazione internazionale! Ci vediamo il 27-28 marzo a Roma. Daje Italia, La Alegr\u00eca ya viene\u2026<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><strong>Passione costituzionale<\/strong> [Emanuele Leonardi]<strong><br \/>\n<\/strong>\u00c8 molto giusto, in questo momento, celebrare la grande vittoria del No. Tuttavia, credo, si farebbe bene a non dimenticare i mezzucci patetici con i quali chi ha sostenuto il S\u00ec ha provato a influenzare l\u2019esito elettorale. Prendiamone atto: questa \u00e8 la cultura politica delle forze oggi al governo. Ma non si pensi che i social-liberisti che stanno in Azione, +Europa, Italia Viva (e pure dentro il Pd) siano di un\u2019altra pasta: l\u2019analfabetismo democratico che abbiamo visto all\u2019opera in queste settimane \u00e8 trasversale, purtroppo. Per fortuna le persone che hanno votato si sono espresse molto chiaramente contro tale incultura. Adesso mettiamoci a lavorare per dare rappresentanza politica a questa piacevolissima passione costituzionale. E ora in strada a festeggiare!<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><strong>E ora? Ricostruire i legami, scendere in piazza\u2026 <\/strong>[Italo Di Sabato]<strong><br \/>\n<\/strong>La vittoria del No rappresenta una sconfitta netta e senza appello per il governo Meloni. \u00c8 un risultato politico chiaro, che ha respinto il tentativo di piegare gli equilibri costituzionali e subordinare la giustizia al potere esecutivo. \u00c8 una vittoria in difesa della democrazia ma non basta. Se questo voto ha fermato una forzatura autoritaria, non ha ancora cambiato la direzione intrapresa dal Paese. Il mondo non cambia automaticamente con un referendum: abbiamo bloccato un passaggio, non abbiamo ancora costruito un\u2019alternativa. Per questo oggi \u00e8 ancora pi\u00f9 urgente dire No ai pacchetti sicurezza, alla criminalizzazione del dissenso e allo Stato di polizia che avanza. Cos\u00ec come \u00e8 necessario opporsi alle politiche di riarmo e alla logica di guerra che sottrae risorse ai diritti sociali. Quello che serve non \u00e8 alternanza, ma alternativa: alternanza significa cambiare chi governa lasciando intatto il modello, alternativa significa cambiare il modello, rifiutare un sistema che produce disuguaglianze, precariet\u00e0 e repressione e costruire un\u2019altra societ\u00e0. Per farlo non basta il voto. Occorre scendere in piazza, ricostruire legami sociali, mettere insieme tutte le culture, le realt\u00e0 e le lotte che in questi anni hanno gi\u00e0 indicato una strada diversa: contro il riarmo e le guerre, contro lo Stato di polizia e la sottrazione di diritti, contro la mortificazione del lavoro e la finanziarizzazione della vita. Abbiamo collettivamente fermato un disegno autoritario. Ora \u00e8 il momento di riappropriarci del futuro e di costruire un\u2019alternativa sociale e democratica nel Paese.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><strong>L\u2019autoritarismo e la guerra non sono un destino<\/strong> [Giso Amendola]<strong><br \/>\n<\/strong>L\u2019autoritarismo e la guerra non sono un destino. Ovviamente, non sono un destino quando si decide di combatterli e di non subirli come fossero un destino. Abbiamo molto da fare e da combattere, prendete un appunto per ora: sappiamo farlo. Una volta di pi\u00f9, la democrazia \u00e8 mantenuta aperta, possibile, praticabile dalle persone di solito non viste, non contate, impreviste, dall\u2019intelligenza e dagli affetti che si muovono dai margini verso il centro. Qui ci sono persone che dalle piazze hanno deciso di riprendersi anche il voto.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><strong>Riprendiamoci la vita<\/strong> [Deborah Lucchetti]<strong><br \/>\n<\/strong>La Carta non si tocca per motivi strumentali e con le mani zozze. La Carta ci protegge, \u00e8 il distillato di principi, saperi e pratiche istituzionali distanti anni luce da questo circo di incapaci e disonesti che ha in mano il governo della cosa pubblica. No, il nostro patto di convivenza democratica non si tocca. S\u00ec, c\u2019\u00e8 una Italia grande e non doma che fatica a trovare rappresentanza ma quando occorre alza la voce. Avanti cos\u00ec e il 28 marzo tutt\u0259 a Roma. Riprendiamoci la vita, la terra, la luna e l\u2019abbondanza.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><strong>Se l\u2019\u00e8 cercata<\/strong> [Lea Melandri]<strong><br \/>\n<\/strong>\u00c8 il caso di dire che Giorgia Meloni la sconfitta \u201cse l\u2019\u00e8 cercata\u201d\u2026 Ha politicizzato il referendum, quando poteva fare a meno, ha voluto strafare, perch\u00e9 questa \u00e8 la sua indole caratteriale e politica. E ha perso. Mutatis mutandis, Donald Trump corre sulla stessa linea d\u2019onda.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><strong>Ottant\u2019anni di pace libert\u00e0 e democrazia<\/strong> [Rosaria Gasparro]<strong><br \/>\n<\/strong>Dedichiamo questa vittoria ai giovani, a quelli che sono scesi a votare dal centro-nord, nonostante l\u2019indifferenza del governo alla loro partecipazione (uno di loro a cui voglio molto bene, ieri mi ha riempito il cuore e la testa di una tenace speranza). La Costituzione rimane giovane, ottant\u2019anni di pace libert\u00e0 e democrazia non si lasciano bruciare da chi in quella Costituzione non si \u00e8 mai riconosciuto. Dedichiamo questa vittoria con gratitudine ai giovani, il cui voto \u00e8 stato determinante e consapevole, pieno di futuro. Viva l\u2019Italia, l\u2019Italia che resiste.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><strong>Quel voto ultramaggioritario dei giovani <\/strong>[Paolo Mottana]<strong><br \/>\n<\/strong>Dato interessante, il voto ultramaggioritario dei giovani (18-35 anni) per il No. Il che significa non tanto e non solo che i giovani stanno dalla parte della sinistra, ma che i giovani che avvertono le grandi questioni umane sostenute dalla sinistra (la pace, l\u2019oppressione dei deboli, le disuguaglianze\u2026). E che sono contro l\u2019arroganza del potere, il totale menefreghismo nei confronti dell\u2019ambiente, la violenza poliziesca ecc. Hanno deciso di votare. Questo \u00e8 un ottimo segnale che non va assolutamente trascurato.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><strong>Un lungo lavoro collettivo<\/strong> [Cronache di ordinario razzismo]<strong><br \/>\n<\/strong>Un risultato che arriva dopo un lungo lavoro collettivo, che ha visto protagonista la societ\u00e0 civile e soprattutto le giovani e i giovani: il 61,1 per cento dei votanti tra i 18 e i 34 anni ha votato per il No. Il Paese reale si \u00e8 espresso a difesa di una Costituzione che non appartiene solo al passato, ma al futuro: un futuro fatto di diritti e di lotta per l\u2019uguaglianza. Oggi ha vinto il No, oggi ha vinto il futuro. Che l\u2019Italia che resiste riparta da qui!<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><strong>Malgrado un\u2019informazione di regime<\/strong> [Alessandra Algostino]<strong><br \/>\n<\/strong>Ha vinto la Costituzione, la Costituzione antifascista! Grazie alle tante e tanti che ne hanno amplificata la voce, che l\u2019hanno portata nelle piazze, grazie a chi ha organizzato incontri, a chi ha cercato di ricordarne il senso e le ragioni, a chi ha distribuito volantini, a chi nonostante la forza di un\u2019informazione di regime ha scelto di dire No\u2026 \u00c8 il primo passo, ora continuiamo, determinati e un poco pi\u00f9 leggeri.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><strong>In realt\u00e0 ha vinto il S\u00ec\u2026 <\/strong>[Gianfranco Bettin]<strong><br \/>\n<\/strong>Ma non \u00e8 un No. \u00c8 un S\u00ec alla Costituzione, un S\u00ec alle riforme che la rispettino, un S\u00ec ai cambiamenti che vi si ispirino. \u00c8 un grande, enorme S\u00ec alla democrazia.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p><strong>Diamo continuit\u00e0 <\/strong>[Rino Malinconico]<strong><br \/>\n<\/strong>Avevamo di fronte uno attacco spudorato e pericoloso alla Costituzione e al principio democratico della divisione dei poteri. Ma ieri e oggi un numero significativo di cittadini e cittadine si \u00e8 messo di traverso, votando No e mandando gambe all\u2019aria l\u2019intenzione delle destre di mettere in riga la magistratura e rafforzare il potere del governo. Il messaggio \u00e8 stato chiaro: l\u2019Italia non vuole che si mettano in discussione gli assetti democratici che abbiamo conosciuti finora. Bench\u00e9 questi assetti abbiano notevoli insufficienze in tema di diritti sociali e di effettiva possibilit\u00e0 di partecipazione alla vita pubblica, in tanti, una netta maggioranza, pensano che l\u2019alternativa rappresentata dalla destra simil-fascista oggi al governo sia peggiore. Di gran lunga peggiore. E io credo che non siano stati pochi neppure quelli che hanno sostenuto il No pensando che l\u2019attuale assetto istituzionale lo dovremmo comunque cambiare in meglio. Non sono pochi, cio\u00e8, coloro che sperano in una democrazia sostanziale e non solo formale, che dia realt\u00e0 effettiva all\u2019art. 3 della Costituzione: \u201c\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono l\u2019uguaglianza effettiva tra i cittadini\u201d\u2026 Cos\u00ec, dopo questa bella giornata, tutti quelli che sono consapevoli delle sofferenze sociali e della crescita drammatica del militarismo e dell\u2019autoritarismo potranno continuare con pi\u00f9 ottimismo l\u2019impegno per una giustizia pi\u00f9 giusta, una societ\u00e0 pi\u00f9 equa, un mondo pi\u00f9 umano e una pace pi\u00f9 sicura. E forse troveranno orecchie pi\u00f9 attente e persone pi\u00f9 disposte a dare una mano. E occorre ricominciare fin da subito, gi\u00e0 da sabato prossimo, 28 marzo, a Roma. Diamo continuit\u00e0 a questa prima vittoria!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni pensieri condivisi dopo la vittoria del No al referendum giustizia. 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