{"id":176652,"date":"2026-05-01T20:04:19","date_gmt":"2026-05-01T18:04:19","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=176652"},"modified":"2026-05-01T20:04:19","modified_gmt":"2026-05-01T18:04:19","slug":"un-esercito-di-donne-tesse-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/05\/01\/un-esercito-di-donne-tesse-la-pace\/","title":{"rendered":"Un esercito di donne tesse la pace"},"content":{"rendered":"<p>di Angela Maria Trimarchi &#8211;<\/p>\n<p>Il 25 aprile 1945 cos\u2019\u00e8 stato?<\/p>\n<p>\u00abUn esercito regolare che si arrese ad un esercito di popolo\u00bb. Mirella Alloisio, nome di battaglia Rossella in ricordo dei fratelli Rosselli, tra le ultime voci di quel momento storico, testimone delle Resistenza in Liguria, cos\u00ec definisce il 25 aprile nella sua breve e sofferta testimonianza.<\/p>\n<p>Un\u2019insurrezione generale proclamata da Sandro Pertini, allora partigiano e membro del CLN, dai microfoni di radio <em>Milano Libera<\/em>: \u00abCittadini, lavoratori, sciopero generale contro l\u2019occupazione tedesca, contro la guerra fascista per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o morire\u00bb.<\/p>\n<p>Di quell\u2019esercito di popolo facevano parte le donne, che vennero escluse da molte delle sfilate partigiane nelle citt\u00e0 liberate.<\/p>\n<p>\u00abDopo l\u20198 settembre si parlava di cosa fare. Siamo state proprio noi ragazze che volevamo fare qualcosa. Molti hanno cominciato ad andare in montagna. Oh, mi piacerebbe di far la staffetta e andare anch\u2019io in montagna!\u00bb, diceva Lina Baroncini.<\/p>\n<p>Ma il riconoscimento storico non c\u2019\u00e8 stato e si \u00e8 lasciato nell\u2019ombra il loro operato, cos\u00ec come testimonia Lidia Menapace, nome di battaglia Bruna: \u00abTogliatti disse: \u201cE\u2019 meglio che le ragazze non sfilino. Il popolo non capirebbe\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Quel popolo non capiva perch\u00e9 ideologicamente plagiato. La donna nel ventennio fascista aveva, infatti, vissuto la dicotomia lacerante di una doppia immagine: da una parte <em>angelo del focolare<\/em>,<em> regina della casa, <\/em>per sua essenza ontologica destinata al lavoro di cura, madre, moglie, sorella. Ma anche diabolicamente preda dei pi\u00f9 bassi istinti. La donna non doveva lasciare le pareti domestiche, nemmeno per recarsi al lavoro.<\/p>\n<p>\u201cSe fossero state a casa- pensavano e dicevano o lasciavano intendere molti \u2013 non sarebbero state deportate! I guai sono andati a cercarseli!\u201d. \u201cNon erano partigiane! Partigiani erano gli uomini che avevano accanto!\u201d E anche ambiguamente: \u201cChi sa cosa avranno fatto lass\u00f9!\u201d.<\/p>\n<p>Per non destabilizzare lo stereotipo del maschio- guerriero, le ragazze vennero cos\u00ec escluse non solo da molte delle sfilate partigiane nelle citt\u00e0 liberate, ma anche dalla storiografia.<\/p>\n<p>\u00abNel 1965 Liliana Cavani per la prima volta dava voce alla presenza della Resistenza femminile\u00bb con il documentario, <em>Le donne nella Resistenza.<\/em><\/p>\n<p>Sono operaie, con stipendi dimezzati rispetto ai maschi, che hanno rifiutato la tessera del partito fascista. Una di loro racconta che trov\u00f2 nella busta paga la tessera e la paga decurtata di cinque lire. Quando disse che rifiutava la tessera venne deferita al Tribunale speciale.<\/p>\n<p>Sono donne che hanno sfidato il regime scioperando o sabotando e che sono finite nell\u2019inferno di Ravensbr\u00fcck. Molte tra loro, prima di entrare nel campo, non avevano formazione politica, la acquisirono grazie alle \u201cmaestre in Lager\u201d, specialmente alle detenute francesi.<\/p>\n<p>Chi ha una formazione politica o una famiglia antifascista contesta il regime e il manifesto della razza. Cos\u00ec Lidia Menapace e sua sorella nel 1938 si interrogano sul perch\u00e9 le loro compagne ebree, Ester e Ruth, non andranno pi\u00f9 a scuola: \u00abNon sar\u00e0 mica una malattia infettiva essere ebrei? Perch\u00e9, l\u2019unica ragione per cui stavi lontano da scuola era se avevi il morbillo o la scarlattina\u00bb.<\/p>\n<p>Il riconoscimento venne trent\u2019anni dopo: si parla, infatti, di <em>Resistenza taciuta<\/em>; la partecipazione delle donne non fu un contributo ma un\u2019adesione larga e consapevole.<\/p>\n<p>\u00abIo \u2013 racconta Bianca Paganini Mori &#8211; dicevo un giorno a una classe che la donna fu la linfa della Resistenza, perch\u00e9 senza la donna la Resistenza non avrebbe potuto essere. \u00c8 alle donne che i partigiani dovettero tutto. Da chi ricevevano aiuto? Non dagli uomini, perch\u00e9 gli uomini non c\u2019erano pi\u00f9, ma delle donne che a loro portavano da mangiare, offrivano le case, li curavano, li avvisavano in caso di pericolo, li sottraevano alla cattura.\u00bb<\/p>\n<p>Il loro ruolo nella Resistenza diede soprattutto i suoi frutti con due importanti risultati: il diritto di elettorato attivo e passivo.<\/p>\n<p>Dopo il 2 giugno del 1946, ventuno donne fecero parte dell\u2019Assemblea Costituente e si impegnarono affinch\u00e9 i diritti, che il fascismo aveva loro negato, fossero garantiti dalla neonata Repubblica.<\/p>\n<p>Tra loro Teresa Mattei, nome di battaglia Chicchi, che espulsa da tutte le scuole del Regno per non aver voluto assistere alle lezioni in difesa della razza, da staffetta partigiana pass\u00f2 alla lotta per i diritti delle donne e dei bambini. A Teresa Mattei dobbiamo quel \u201c<em>di fatto\u201d<\/em> aggiunto al secondo comma dell\u2019art. 3 Cost., che impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano la libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza.<\/p>\n<p>A Teresa Noce, nome clandestino Estella, anche lei deportata per un breve periodo a Ravensbr\u00fcck, dobbiamo la prima legge di <em>Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri.<\/em><\/p>\n<p>Lina Merlin, che dopo l\u20198 settembre prende parte alla guerra di liberazione ed organizza i \u201cGruppi di difesa della donna\u201d. Eletta alla Costituente, sembra si debba a lei se l\u2019articolo 3 recita oltre a \u201c<em>Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge<\/em>\u201d la precisazione \u201c<em>senza distinzione di sesso<\/em>\u201d. Tra le sue iniziative parlamentari si ricorda quella per l\u2019abolizione delle \u201ccase chiuse\u201d, che entr\u00f2 in vigore nel settembre del 1958.<\/p>\n<p>Queste donne dimostrarono che la Resistenza, al di l\u00e0 della retorica della memoria, \u00e8 stata e pu\u00f2 essere un progetto per la pace e la libert\u00e0 nelle pari opportunit\u00e0. Oggi pi\u00f9 che mai, mentre una donna, <em>capo del governo<\/em> di una destra retrograda, sta cancellando le donne e i loro diritti.<\/p>\n<p>\u00abIn un mondo che pare votato a uno stato di guerra permanente, solo in seno alla societ\u00e0 civile potranno nascere visioni e progetti politici alternativi, perci\u00f2 occorre rigenerare la memoria e farne un perno del pensiero e della lotta\u00bb.<\/p>\n<p>Il progetto di tessitura di arazzi e di relazioni \u201c10 100 1000 piazze di donne per la pace\u201d lega le donne della Resistenza italiana alle donne di tutti i paesi tormentati dalla guerra.<\/p>\n<p>Noi del \u201cCoordinamento donne CGIL Messina\u201d saremo a Roma il 21 giugno a Piazza Campidoglio con <em>un lavoro di cucitura condivisa<\/em> in una grande manifestazione pacifista.<\/p>\n<p>Mentre la madre di Cosimo, il barone che ruppe le relazioni con i genitori e si rifugi\u00f2 tutta la sua vita su un albero, ricamava la guerra, noi tessiamo la pace: \u00abNostra madre stava <em>ritirata<\/em> nelle sue stanze a fare pizzi e ricami a fil\u00e9, perch\u00e9 la Generalessa in verit\u00e0 solo a questi lavori tradizionalmente donneschi sapeva accudire e solo in essi sfogava la sua passione guerresca. Erano pizzi e ricami che rappresentavano di solito mappe geografiche; e stesi su cuscini o drappi d\u2019arazzo, nostra madre li punteggiava di spilli e bandierine, seguendo i piani di battaglia delle Guerre di Successione, che conosceva a menadito. Oppure ricamava cannoni, con le varie traiettorie che partivano dalla bocca da fuoco, o le forcelle di tiro, e gli angoli di proiezione, perch\u00e9 era molto competente di balistica, e aveva per lo pi\u00f9 a disposizione la biblioteca di suo padre il Generale, con trattati d\u2019arte militare e tavole di tiro e atlanti. [\u2026] le era rimasta quella paterna passione militare, forse per protesta contro suo marito\u00bb.<\/p>\n<p>Calvino, il partigiano, attraverso la ribellione di Cosimo e le frustrazioni della madre, che ricama la guerra che non pu\u00f2 fare in quanto donna, prospetta due modi di fare per essere: su un albero in armonia con la natura e su cuscini e drappi per rendere concreti i propri sogni.<\/p>\n<p>Un esercito di donne stanno tessendo nelle piazze sogni di pace per \u201cessere\u201d, perch\u00e9 una nuova Resistenza \u00e8 possibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Angela Maria Trimarchi &#8211; Il 25 aprile 1945 cos\u2019\u00e8 stato? \u00abUn esercito regolare che si arrese ad un esercito di popolo\u00bb. Mirella Alloisio, nome di battaglia Rossella in ricordo dei fratelli Rosselli, <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/05\/01\/un-esercito-di-donne-tesse-la-pace\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":176653,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[],"tag_articolo":[8195],"collezione":[],"class_list":["post-176652","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag_articolo-storia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/176652","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=176652"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/176652\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":176654,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/176652\/revisions\/176654"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/176653"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=176652"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=176652"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=176652"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=176652"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=176652"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=176652"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}