{"id":177661,"date":"2026-08-21T19:57:40","date_gmt":"2026-08-21T17:57:40","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=177661"},"modified":"2026-08-21T19:58:14","modified_gmt":"2026-08-21T17:58:14","slug":"lavorare-a-scuola-non-e-come-stare-in-ufficio-la-meta-dei-docenti-e-in-burnout","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/08\/21\/lavorare-a-scuola-non-e-come-stare-in-ufficio-la-meta-dei-docenti-e-in-burnout\/","title":{"rendered":"Lavorare a scuola non \u00e8 come stare in ufficio, la met\u00e0 dei docenti \u00e8 in burnout"},"content":{"rendered":"<p>Un recente studio prodotto dall\u2019<a href=\"https:\/\/osha.europa.eu\/it\/publications\/psychosocial-risks-education-understanding-work-related-factors-affecting-teachers-well-being\">Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro<\/a>, come riporta <em>La Repubblica, <\/em>spiega che a livello europeo \u201cquasi il 50% degli insegnanti delle scuole secondarie di primo grado sperimenta stress sul lavoro, mentre il 24% degli insegnanti riferisce che il proprio lavoro ha un impatto negativo sulla propria salute mentale e il 22% sulla propria salute fisica\u201d.<\/p>\n<p>Lo studio precisa che \u201cgli ambienti di lavoro dei professionisti dell\u2019insegnamento differiscono significativamente da quelli degli uffici, del settore sanitario e dei servizi e degli ambienti di lavoro industriali\u201d.<\/p>\n<p>Le richieste rivolte ai docenti sono di <strong>tre tipologie:<\/strong> \u201cRichieste quantitative, come il carico di lavoro e i vincoli di tempo; richieste cognitive, che implicano lo sforzo mentale necessario per svolgere i propri compiti; e richieste emotive, che includono la gestione di situazioni emotivamente intense e lo svolgimento di un lavoro emotivo\u201d.<\/p>\n<p>Il corpo docente \u00e8 quindi \u201cesposto a rischi psicosociali significativi sul luogo di lavoro, che comprendono carichi di lavoro elevati, esigenze in termini emotivi, autonomia limitata, precariet\u00e0 lavorativa ed esposizione alla violenza. Questi fattori incidono sulla salute mentale, sul benessere e sulla qualit\u00e0 del lavoro, con possibili ripercussioni sull\u2019assunzione, sulla permanenza e sull\u2019apprendimento da parte del corpo studentesco\u201d.<\/p>\n<p>Il report europeo spiega anche <strong>come si svolge il lavoro dei docenti<\/strong>: \u201cIl 71,5% del carico di lavoro degli insegnanti della scuola secondaria di primo grado \u00e8 legato all\u2019insegnamento, mentre il tempo rimanente \u00e8 suddiviso tra il mantenimento dell\u2019ordine e della disciplina (13%) e lo svolgimento di compiti amministrativi (8%), come la registrazione delle presenze e la distribuzione di informazioni o moduli scolastici\u201d.<\/p>\n<h2 class=\"western\">Le buone pratiche<\/h2>\n<p><a name=\"h-le-buone-pratiche\"><\/a>Lo studio elenca <strong>dieci buone pratiche<\/strong> adottate da alcuni Paesi per migliorare la vita lavorativa degli insegnanti. Per affrontare al meglio i cambiamenti imposti dalla tecnologia e dell\u2019introduzione dell\u2019intelligenza artificiale in alcuni Paesi sono partiti corsi di formazione online sulle tecnologie digitali e sulle metodologie didattiche innovative.<\/p>\n<p>In Finlandia sono stati individuati docenti mentori \u201cper rafforzare la formazione professionale continua degli insegnanti attraverso il tutoraggio tra pari\u201d. In Danimarca, l\u2019istituto danese di ricerca edilizia ha lanciato il progetto che ripensa gli spazi scolastici attraverso la creazione di \u201caree a pianta aperta per l\u2019insegnamento e il lavoro di gruppo\u201d. L\u2019Austria ha lanciato una \u201ccampagna di sensibilizzazione sulla salute e il benessere degli insegnanti\u201d. L\u2019Olanda si \u00e8 fatta carico di \u201cpromuovere il benessere degli insegnanti attraverso un intervento di\u00a0<em>job crafting<\/em>\u201d: un approccio che consente al lavoratore di rendere il la propria attivit\u00e0 lavorativa pi\u00f9 significativa e motivante. La Spagna ha organizzato un servizio di \u201csupporto per gli insegnanti\u201d. Mentre le parti sociali europee hanno scritto \u201cle linee guida per prevenire e combattere i rischi professionali nell\u2019istruzione\u201d.<\/p>\n<p>Diversi Paesi e regioni europei (Catalogna, Croazia, Slovenia, Grecia, Lituania, Lettonia, Cipro, Bulgaria) hanno adottato gli OiRA: <strong>strumenti interattivi online per la valutazione del rischio degli insegnanti. <\/strong><\/p>\n<p>Ecco il commento di <strong>Pacifico<\/strong>: \u201cQuello che servirebbe tantissimo \u00e8 il riconoscimento del burnout per il personale scolastico, come malattia professionale, e l\u2019apertura di una finestra per pensioni a 60 anni dovuta proprio al lavoro usurante che devono svolgere i nostri professionisti della formazione. Lo stress da lavoro correlato \u00e8 una malattia professionale che va riconosciuta: ci\u00f2 permetterebbe al personale scolastico di andare in pensione a 60 anni come per tutti gli altri lavori usuranti\u201d.<\/p>\n<h2 class=\"western\">Via d\u2019uscita? La pensione<\/h2>\n<p><a name=\"h-via-d-uscita-la-pensione\"><\/a>La via d\u2019uscita sembra essere, per molti, solo la\u00a0<strong>pensione<\/strong>: ma, al momento, solo chi svolge un lavoro \u201clogorante\u201d pu\u00f2 cercare di smettere di lavorare in anticipo, usufruendo della cosiddetta\u00a0<strong>Ape Sociale<\/strong>, che di recente \u00e8 stata estesa al 31 dicembre 2026.<\/p>\n<p>Con l\u2019Ape Sociale, con\u00a0<strong>63 anni e 5 mesi\u00a0di et\u00e0<\/strong>\u00a0e 36 di contributi, \u00e8 infatti possibile andare in pensione in anticipo, con una piccola decurtazione fino ai 67 anni, per i lavoratori della scuola che svolgono una professione inserita nella lista dei lavori pi\u00f9 faticosi: ad avvalersi di questa facolt\u00e0, ad oggi, sono per\u00f2 solo i\u00a0<strong>docenti di scuola primaria e pre-primaria<\/strong>\u00a0(codice Istat 2.6.4).<\/p>\n<p>Di recente l\u2019INPS ha aggiornato la lista, con il messaggio numero 1808 del 29 maggio. Con il messaggio, si chiariscono le\u00a0<strong>corrispondenze tra vecchi e nuovi codici<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>\u201cOperatori della cura estetica\u201d (CP2011: 5.4.3) corrisponde a CP2021: 5.5.1.<\/li>\n<li>\u201cAddetti all\u2019assistenza personale\u201d (CP2011: 5.4.4.3) corrisponde a CP2021: 5.5.2.3.0;\u201cProfessioni qualificate nei servizi personali ed assimilati\u201d (CP2011: 5.4.4) corrisponde a CP2021: 5.5.2.;<\/li>\n<\/ul>\n<h2 class=\"western\">Le parole di Pacifico<\/h2>\n<p><a name=\"h-le-parole-di-pacifico\"><\/a>Nulla di nuovo per quanto riguarda un probabile <strong>allargamento per i docenti<\/strong>. \u201cNella lista di coloro che svolgono professioni usuranti andrebbero considerati i lavoratori della scuola, come pure dei comparti Ricerca e Afam, sempre pi\u00f9 soggetti a disturbi e patologie conseguenti a forme di burnout pi\u00f9 o meno conclamate\u201d, a dichiararlo \u00e8 stato tempo fa <strong>Pacifico<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cSe davvero vogliamo migliorare e tutelare le condizioni di lavoro di circa 1,4 milioni di lavoratrici e lavoratori dei comparti Istruzione, Universit\u00e0, Afam e Ricerca \u2013 ha continuato <strong>Pacifico <\/strong>\u2013 \u00e8 giunto il momento di dare loro l\u2019opportunit\u00e0 di non ammalarsi di lavoro: parliamo di professionisti plurititolati, oltre che sottopagati, in media tra i 500 e 1.000 euro in meno al mese, poco valorizzati da uno Stato che spesso li sfrutta per anni, anche decenni, da precari e li divide dalle loro famiglie per colpa di norme inutili, e che a fine carriera li mette a serio rischio burnout, per via dell\u2019evidente stress da lavoro correlato ancora disconosciuto. A fronte di tutto questo \u2013 ha concluso il sindacalista \u2013 siamo convinti che non si pu\u00f2 continuare ad andare avanti nell\u2019indifferenza\u201d.<\/p>\n<h2 class=\"western\">I dati del sondaggio<\/h2>\n<p><a name=\"h-i-dati-del-sondaggio\"><\/a>L\u2019alta percentuale non sembra essere relativa solo agli insegnanti con pi\u00f9 esperienza: \u00e8 significativo che anche il <strong>68% dei docenti <\/strong>che hanno meno di 14 anni di anzianit\u00e0 di servizio ritiene di ritrovarsi in <strong>burnout<\/strong>. Questi sono i dati che emergono da un <strong><a href=\"https:\/\/www.tecnicadellascuola.it\/burnout-e-pensione-troppo-lontana-quello-dei-docenti-e-davvero-un-lavoro-usurante-rispondi-al-sondaggio\">sondaggio<\/a> <\/strong>della \u2018<em>Tecnica della Scuola<\/em>\u2018 a cui hanno partecipato 2.188 insegnanti.<\/p>\n<p>Ma anche i <strong>docenti della secondaria di primo e secondo grado<\/strong> dovrebbero essere inseriti nella lista dei <strong>lavori gravosi<\/strong>? La risposta della categoria \u00e8 chiara: lo dichiarano <strong>2.049 docenti su 2.188,<\/strong> che corrispondono al 93,65% dei docenti che hanno partecipato al sondaggio on line.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un recente studio prodotto dall\u2019Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, come riporta La Repubblica, spiega che a livello europeo \u201cquasi il 50% degli insegnanti delle scuole secondarie di primo <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/08\/21\/lavorare-a-scuola-non-e-come-stare-in-ufficio-la-meta-dei-docenti-e-in-burnout\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":177662,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[],"tag_articolo":[8096],"collezione":[],"class_list":["post-177661","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","tag_articolo-scuola"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/177661","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=177661"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/177661\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":177664,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/177661\/revisions\/177664"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/177662"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=177661"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=177661"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=177661"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=177661"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=177661"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=177661"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}