{"id":177745,"date":"2026-08-31T18:18:05","date_gmt":"2026-08-31T16:18:05","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/?p=177745"},"modified":"2026-08-31T18:18:05","modified_gmt":"2026-08-31T16:18:05","slug":"pasta-100-di-grano-italiano-per-il-ministero-e-piu-sicura-e-garantisce-piu-salute-ma-non-e-vero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2026\/08\/31\/pasta-100-di-grano-italiano-per-il-ministero-e-piu-sicura-e-garantisce-piu-salute-ma-non-e-vero\/","title":{"rendered":"Pasta 100% di grano italiano: per il Ministero \u00e8 pi\u00f9 sicura e garantisce pi\u00f9 salute. Ma non \u00e8 vero"},"content":{"rendered":"<p>di Roberto La Pira &#8211;<\/p>\n<div class=\"relative z-[1]\">\n<div class=\"z-1 relative md:sticky md:top-(--sticky-padding-top)\" data-testid=\"writing-block-header-sticky-container\">\n<div class=\"relative isolate flex w-full items-center justify-between gap-3 font-sans py-2.5 pe-3\" data-testid=\"writing-block-header-surface\">\n<h2 class=\"bg-token-bg-primary pointer-events-none absolute inset-0 -z-1 dark:bg-[#2a2a2a]\" aria-hidden=\"true\" data-writing-block-fullscreen-header-surface=\"true\">La nuova campagna istituzionale del MASAF invita a scegliere pasta 100% italiana associandola a \u201cpi\u00f9 sicurezza\u201d e \u201cpi\u00f9 salute\u201d: affermazioni senza riscontri scientifici e potenzialmente fuorvianti.<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Dal 21 agosto 2026 sulle reti Rai \u00e8 in onda del primo spot di una nuova campagna istituzionale dedicata alla pasta, realizzata dal Ministero dell\u2019Agricoltura, della Sovranit\u00e0 alimentare e delle Foreste (MASAF) diretto da Francesco Lollobrigida, insieme a ISMEA e alla Federazione italiana pallavolo. I protagonisti sono alcuni campioni delle Nazionali maschile e femminile di volley e il messaggio \u00e8 affidato a volti molto popolari, come Anna Danesi, Carlotta Cambi, Stella Nervini, Paola Egonu, Simone Giannelli, Daniele Lavia, Riccardo Sbertoli.<\/p>\n<h2>Lo spot<\/h2>\n<p>La scena \u00e8 ambientata in un supermercato. Davanti allo scaffale della pasta una delle atlete domanda: <em>\u201cAnna, ma quale prendo? A me sembrano esattamente uguali<\/em>\u201d. La risposta introduce il vero messaggio della campagna: \u201c<em>No, guarda qui, sull\u2019etichetta c\u2019\u00e8 scritto da dove viene il grano. Se scegliamo grano italiano, difendiamo la nostra terra, il lavoro di chi rispetta l\u2019ambiente e tutta la nostra energia\u201d<\/em>. Poi arriva lo slogan: <em>\u201cCon la pasta al grano italiano vince l\u2019Italia<\/em>\u201d. E infine la frase pi\u00f9 discutibile: \u201c<em>Non scegliere solo il prezzo. Pi\u00f9 sicurezza, pi\u00f9 salute, pi\u00f9 sostegno alle nostre imprese. Fai la scelta giusta\u201d<\/em>. La schermata conclusiva ribadisce il concetto: \u201c<em>Leggi l\u2019etichetta. Scegli la pasta 100% italiana<\/em>\u201d, specificando che si tratta di pasta prodotta con grano 100% italiano. Nel 2023 e nel 2025 lo slogan delle campagne sulla pasta realizzate dal MASAF con ISMEA e FIPAV era \u201c<em>La pasta, integratore di felicit\u00e0<\/em>\u201d. Il nuovo messaggio non invita semplicemente a mangiare pasta o a valorizzare un alimento simbolo della cucina italiana, indica quale pasta scegliere in base all\u2019origine del grano.<\/p>\n<h2>Il problema<\/h2>\n<p>E fin qui si potrebbe discutere di una scelta di politica agricola del Ministero che vuole sostenere i cerealicoltori italiani. Lo spot di Lollobrigida per\u00f2 dimentica di dire che la produzione nazionale di grano duro \u00e8 di gran lunga insufficiente e le aziende importano da sempre grano in quantit\u00e0 rilevanti (nel 2025 era il 44% del fabbisogno, ma in alcune annate si \u00e8 arrivati al 60%). Il problema dello spot riguarda la frase recitata da Simone Giannelli, che dice: \u201c<em>Non scegliere solo il prezzo: pi\u00f9 sicurezza, pi\u00f9 salute, pi\u00f9 sostegno alle nostre imprese\u201d<\/em>. Mentre Paola Egonu afferma: \u201c<em>Con la pasta di grano italiano vince l\u2019Italia\u201d. <\/em>L \u2019accostamento fra grano 100% italiano, maggiore sicurezza e maggiore salute \u00e8 privo di qualsiasi riscontro e del tutto scorretto, perch\u00e9 suggerisce al consumatore l\u2019esistenza di vantaggi sanitari inesistenti.<\/p>\n<h2>\u201cPi\u00f9 sicurezza\u201d: rispetto a cosa?<\/h2>\n<p>La parola \u2018pi\u00f9\u2019 implica un confronto. Se la pasta prodotta con grano 100% italiano offre \u201c<em>pi\u00f9 sicurezza<\/em>\u201d, vuol dire che quella ottenuta con grano francese, australiano, statunitense o canadese dovrebbe essere meno sicura. Il problema \u00e8 che non esistono dati al riguardo. I controlli ufficiali raccontano una storia molto diversa. Due mesi fa <a title=\"Grano canadese e glifosato: i dati del Ministero smontano la fake news della pasta contaminata\" href=\"https:\/\/ilfattoalimentare.it\/grano-canadese-glifosato-dati-del-ministero.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il Fatto Alimentare<\/em><\/a> ha analizzato gli ultimi dati del Ministero della Salute sui residui di prodotti fitosanitari. La voce <em>\u201cgrano duro in granella\u201d<\/em> riporta l\u2019esito di controlli effettuati su 124 campioni: 92 non presentano residui, 32 contengono residui entro i limiti di legge e nessuno superava i limiti.<\/p>\n<p>Due anni prima, lo stesso MASAF che oggi nello spot parla di \u201c<em>pi\u00f9 sicurezza<\/em>\u201d aveva realizzato un programma straordinario di controlli sul grano duro importato: 19 motonavi, 11 operatori, 21 campioni e circa 420 mila tonnellate di materia prima controllata. Anche in quel caso non era emerso un problema sanitario legato al glifosato o ad altri residui fuori norma. Ma allora perch\u00e9 lo spot evidenzia queste due parole che sicuramente influenzano le scelte dell\u2019ascoltatore. Non esistono elementi che autorizzano il ministero a considerare il grano italiano pi\u00f9 sicuro.<\/p>\n<h2>\u201cPi\u00f9 salute\u201d perch\u00e9?<\/h2>\n<p>Ancora pi\u00f9 pretestuoso e privo di riscontri \u00e8 il richiamo alla \u201c<em>pi\u00f9 salute\u201d<\/em>. Le caratteristiche della pasta dipendono dalla variet\u00e0 del grano, dal contenuto e dalla qualit\u00e0 delle proteine e del glutine e dal processo di produzione. Non dal passaporto della materia prima. Un ottimo grano italiano permette di produrre un\u2019eccellente pasta al pari di un grano importato dal Canada, Stati Uniti, Francia o Australia, spesso pagato molto di pi\u00f9. Chi lascia intendere una cosa diversa dice una falsit\u00e0. La differenza la fa la selezione della materia prima, non la bandiera.<\/p>\n<p>L\u2019origine del grano \u00e8 un\u2019informazione importante e deve essere indicata in etichetta. Il consumatore pu\u00f2 scegliere il 100% italiano perch\u00e9 vuole sostenere gli agricoltori del nostro Paese, perch\u00e9 preferisce una filiera nazionale o semplicemente perch\u00e9 attribuisce valore all\u2019origine. Sono tutte motivazioni legittime. Ma trasformare l\u2019origine geografica in un indicatore di salubrit\u00e0 \u00e8 profondamente scorretto. Sono proprio queste due parole a fare diventare una campagna di promozione della filiera nazionale in un messaggio fuorviante.<\/p>\n<p>L\u2019espressione \u201c<em>pi\u00f9 salute<\/em>\u201d solleva anche un problema sotto il profilo delle regole europee sui claim. Il Regolamento 1924\/2006 si applica anche alle campagne promozionali sostenute dalle autorit\u00e0 pubbliche e consente i riferimenti generici a benefici per la salute solo quando sono accompagnati da un\u2019indicazione salutistica specifica autorizzata. Lo stesso Regolamento vieta inoltre messaggi che possano suscitare dubbi sulla sicurezza di altri alimenti. In questo senso lo spot sembra non rispettare la normativa.<\/p>\n<h2>I test sulle paste smentiscono l\u2019equazione italiano = migliore<\/h2>\n<p>Anche i test comparativi realizzati negli anni dalle riviste dei consumatori non mostrano una superiorit\u00e0 delle paste ottenute esclusivamente con grano italiano rispetto alle altre. Nel test di <em>Altroconsumo<\/em> sulle penne, pubblicato nel 2025, la valutazione migliore \u00e8 andata a una pasta prodotta con grano proveniente da Paesi UE e non UE, risultando contemporaneamente Migliore del test e Miglior acquisto.<\/p>\n<p>Nel test sugli spaghetti pubblicato da <em>Altroconsumo<\/em> nel gennaio 2026 il quadro sulla sicurezza \u00e8 risultato complessivamente molto rassicurante: pesticidi assenti nella maggioranza dei campioni, glifosato individuato in un solo prodotto in quantit\u00e0 molto basse e giudicate senza rischi per la salute. Tra le paste in cima alla classifica troviamo marchi che utilizzano miscele di grani italiani e stranieri. Quando la pasta viene analizzata in laboratorio, l\u2019origine nazionale del grano non determina automaticamente n\u00e9 la sicurezza n\u00e9 la qualit\u00e0 del prodotto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_246648\" class=\"wp-caption aligncenter\" aria-describedby=\"caption-attachment-246648\"><figcaption id=\"caption-attachment-246648\" class=\"wp-caption-text\">La campagna fa passare il messaggio che la pasta prodotta con grano italiano sia pi\u00f9 sicura e pi\u00f9 salutare, senza evidenze scientifiche a supporto<\/figcaption><\/figure>\n<h2>Senza grano importato addio pasta Made in Italy<\/h2>\n<p>C\u2019\u00e8 un altro elemento che lo spot dimentica. L\u2019Italia importa grano duro di alta qualit\u00e0 da oltre un secolo perch\u00e9 i pastifici hanno bisogno di grani capaci di garantire contenuto proteico, qualit\u00e0 del glutine, colore e tenuta alla cottura e quello italiano \u00e8 troppo poco. \u00c8 paradossale che una campagna istituzionale dica \u201c<em>Con la pasta di grano italiano vince l\u2019Italia<\/em>\u201d senza ricordare che il successo mondiale della nostra pasta \u00e8 stato costruito grazie alla capacit\u00e0 dei nostri molini e pastifici di selezionare e miscelare ottimi grani provenienti da diverse parti del mondo.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 il primo produttore, consumatore ed esportatore di pasta in Europa e senza importazioni di grano duro l\u2019industria non potrebbe produrre circa quattro milioni di tonnellate di pasta l\u2019anno, esportandone circa il 60%. Se una grande azienda alimentare invitasse in uno spot ad acquistare la propria pasta perch\u00e9 garantisce \u201c<em>pi\u00f9 sicurezza<\/em>\u201d e \u201c<em>pi\u00f9 salute<\/em>\u201d rispetto ai prodotti concorrenti, sarebbe naturale chiedere su quali studi e su quali dati poggiano queste affermazioni. E, in assenza di prove, un messaggio del genere meriterebbe quantomeno l\u2019attenzione degli organismi chiamati a vigilare sulla correttezza della pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p>La situazione \u00e8 pi\u00f9 delicata perch\u00e9 a parlare \u00e8 il Ministero dell\u2019Agricoltura, insieme a ISMEA, attraverso una comunicazione istituzionale trasmessa dalla Rai e affidata alla credibilit\u00e0 dei campioni delle Nazionali di pallavolo. Valorizzare il grano italiano \u00e8 legittimo. Lasciare intendere che il grano italiano garantisce una pasta pi\u00f9 sicura e pi\u00f9 salutare di quella prodotta con ottimi grani importati non lo \u00e8.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto La Pira &#8211; La nuova campagna istituzionale del MASAF invita a scegliere pasta 100% italiana associandola a \u201cpi\u00f9 sicurezza\u201d e \u201cpi\u00f9 salute\u201d: affermazioni senza riscontri scientifici e potenzialmente fuorvianti. 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