{"id":80827,"date":"2021-02-14T15:11:47","date_gmt":"2021-02-14T15:11:47","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2021\/02\/14\/la-risposta-di-un-archeologo-al-manifesto-la-storia-cambi-passo-di-carlo-ruta\/"},"modified":"2021-10-13T17:11:39","modified_gmt":"2021-10-13T15:11:39","slug":"la-risposta-di-un-archeologo-al-manifesto-la-storia-cambi-passo-di-carlo-ruta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2021\/02\/14\/la-risposta-di-un-archeologo-al-manifesto-la-storia-cambi-passo-di-carlo-ruta\/","title":{"rendered":"La risposta di un archeologo al manifesto &#8220;La storia cambi passo&#8221; di Carlo Ruta"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_214456\" style=\"width: 625px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/IMG_6213-e1613315203948.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-214456\" class=\"size-full wp-image-214456\" src=\"https:\/\/www.nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/IMG_6213-e1613315203948.jpg\" alt=\"\" width=\"615\" height=\"456\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-214456\" class=\"wp-caption-text\">Clemente Marconi<\/p><\/div>\n<p>di <i>Clemente Marconi<\/i>*<\/p>\n<p>In una fase della vita sociale e culturale del nostro paese nella quale la storia viene messa esplicitamente in discussione come materia di studio e implicitamente in dubbio come disciplina e insegnamento, il manifesto di Carlo Ruta non pu\u00f2 che essere bene accetto, come una ulteriore voce a favore a un anno di distanza dall\u2019iniziativa promossa da Andrea Giardina, Liliana Segre e Andrea Camilleri. Se per i tre promotori di quell\u2019iniziativa era al centro l\u2019idea della storia come un bene comune, e della sua conoscenza come un principio di democrazia e di uguaglianza tra i cittadini, questo nuovo manifesto invita invece la disciplina a ripensarsi e innovarsi, traendo nuova linfa da pi\u00f9 stretti rapporti con la scienza e la tecnologia e prendendo esempio al riguardo dall\u2019archeologia.<\/p>\n<p>Indubbiamente, l\u2019archeologia ha un ruolo importante del manifesto di Carlo Ruta, e la lettura del documento non pu\u00f2 che interessare chi, come me, pratica tale disciplina.<\/p>\n<p>Nel suo manifesto, Carlo Ruta introduce l\u2019archeologia in Scenari che mutano, e la presenta come una disciplina di frontiera, contigua alla storia, ma a differenza di quest\u2019ultima rivoluzionata negli ultimi anni dai progressi della scienza e della tecnologia.<\/p>\n<p>L\u2019interesse di Carlo Ruta, al riguardo, si focalizza sulla New Archaeology, altrimenti nota come archeologia \u00abprocessuale\u00bb, sviluppatasi negli anni \u201860 del secolo scorso a partire dagli Stati Uniti. Oggi, al livello di riflessione teorica all\u2019interno della disciplina, ci troviamo ben oltre l\u2019archeologia \u00abprocessuale\u00bb e la successiva archeologia \u00abpost-processuale\u00bb, due termini considerati ormai desueti da diversi archeologi. Ma a voler tornare al pensiero di Lewis Binford, il principale proponente della New Archaeology, c\u2019era di pi\u00f9 di una semplice contiguit\u00e0 dell\u2019archeologia con la scienza e la tecnologia. Binford infatti vedeva nel modo di procedere della scienza, della fisica in particolare, un modello operativo da imitare per la ricerca archeologica, e auspicava per quest\u2019ultima un approccio rigorosamente positivistico che eliminando considerazioni soggettive potesse porre le basi per una interpretazione oggettiva e scientifica dei dati archeologici. Solo cos\u00ec, secondo Binford, gli archeologi sarebbero stati in grado di produrre generalizzazioni oggettive paragonabili a quelle delle altre scienze sociali (come riguardo ai processi di adattamento alle variazioni dell\u2019ecosistema delle diverse culture umane succedutesi nel tempo): prive di pregiudizi etici, e superiori alla stessa comprensione storica, che Binford intendeva come preoccupazione non-scientifica per la ricostruzione nel dettaglio di eventi del passato. Sono questi, certamente, alcuni dei punti pi\u00f9 dolenti della New Archaeology, come la dicotomia tra scienza e storia e l\u2019enfasi su un approccio positivistico capace di produrre risultati oggettivi. Una linea di pensiero, quest\u2019ultima, presto rigettata dall\u2019archeologia \u00abpost-processuale\u00bb che ha avuto ampio modo, in tempi di accresciuto relativismo, di evidenziare come nell\u2019interpretazione archeologica abbiano sempre giocato ulteriori fattori (tra i quali ragioni politiche e sociali) oltre che semplici considerazioni scientifiche oggettive.<\/p>\n<p>Messa da parte questa precisazione sulla New Archaeology, resta comunque il fatto, ben delineato nel manifesto di Carlo Ruta, che l\u2019archeologia ha uno stretto rapporto con la scienza e la tecnologia, i cui progressi hanno contribuito e continuano a contribuire in maniera determinante ad accrescere le conoscenze relative ai nostri rinvenimenti e agli oggetti della nostra ricerca. Si potrebbe aggiungere che l\u2019archeologia ha preso il posto dell\u2019approccio antiquario nella prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento grazie alla sua aspirazione ad uno studio dei resti del passato di carattere sistematico e scientifico, che ha trovato nuovo alimento e sviluppo con la generazione dei grandi pionieri della fine dell\u2019Ottocento. \u00c8 per\u00f2 specialmente nel corso del Novecento che grazie a una serie di grandi figure e grandi progetti, l\u2019archeologia ha preso la forma di una ampia e complessa impresa multidisciplinare, la cui ricerca e i cui dati attingono all\u2019esperienza di un numero sempre pi\u00f9 ampio di campi, incluse la scienza e la tecnologia. Carlo Ruta sofferma la sua attenzione su quest\u2019ultima, ma pu\u00f2 essere utile ricordare il contributo sempre pi\u00f9 fondamentale di discipline come la zoologia, la botanica, la chimica e, pi\u00f9 di recente, la genetica. In effetti, il livello di intreccio tra archeologia, scienza e tecnologia si pu\u00f2 cogliere nella definizione sub-disciplinare, ora invalsa in ambito anglofono, di science-based archaeology. O, al rovescio, nel ruolo crescente giocato dall\u2019archeologia nel dibattito scientifico contemporaneo, compresi problemi complessi come il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. Quel che pi\u00f9 conta qui, comunque, \u00e8 che la scienza e la tecnologia ci offrono oggi, con i loro ultimi progressi, una quantit\u00e0 di informazioni relative a un numero cospicuo di classi di materiali, inclusi reperti organici e artefatti, semplicemente impensabili una-due generazioni fa: tanto che a livello di riflessione generale, gli sviluppi nella scienza e nella tecnologia sono considerati oggi i fattori che pi\u00f9 influenzano la ricerca archeologica, venendo spesso anteposti agli stessi fattori umani, inclusi quelli sociali, economici, e formativi, compreso il grande problema della differenza tra un curriculum umanistico e uno scientifico per chi intende praticare la disciplina.<\/p>\n<p>Questo ci riporta indietro alle prime considerazioni di Carlo Ruta sull\u2019archeologia come disciplina di frontiera. Indubbiamente l\u2019archeologia ha uno spiccato carattere multi- (e auspicabilmente) interdisciplinare, e in un momento nel quale tale approccio viene considerato come una prospettiva essenziale per la sopravvivenza stessa delle discipline umanistiche, ha un ruolo importante di esempio. Ma per esperienza, \u00e8 bene non far finta di ignorare le difficolt\u00e0 che si celano dietro l\u2019interdisciplinariet\u00e0, derivanti dalle diversit\u00e0 di formazione, linguaggio e approccio insite in campi diversi. Di fronte a tali difficolt\u00e0, e al rischio che le varie discipline coinvolte in uno stesso progetto agiscano fini a se stesse, deve prevalere il senso ultimo dell\u2019archeologia come antropologia culturale e come storia basata sulla cultura materiale, alla cui interpretazione ultima ricondurre i diversi approcci coinvolti.<\/p>\n<p>L\u2019archeologia ritorna nel manifesto di Carlo Ruta in Superando il confine dove, invitando la storia a cimentarsi con l\u2019incerto, le chiede di \u00absporcarsi le mani\u00bb imparando da noi archeologi a cavare la terra dal suolo, ad andare oltre il conosciuto fino al punto di scoprire quello che non si conosce ancora e che \u00e8 tuttavia ipotizzabile e immaginabile alla luce del noto.<\/p>\n<p>Per celia potrei osservare, come archeologo, che la maggior soddisfazione per chi ama sporcarsi le mani nella mia professione \u00e8 riscoprire qualcosa che davvero non si conosce ancora e che non \u00e8 nemmeno ipotizzabile alla luce del noto: come una fase di vita di un insediamento mai documentata prima. E potrei anche osservare come proprio il contributo della scienza e della tecnologia stiano portando gli archeologi a cavare sempre meno terra dal suolo, con trincee sempre pi\u00f9 mirate e ridotte per estensione, alla luce di un necessario riequilibrio tra scavo e analisi scientifica dei materiali, dato che la seconda, ormai, pu\u00f2 produrre assai pi\u00f9 informazione del primo.<br \/>\nMa per tornare allo scavo come scoperta di quello che non si conosce, e che \u00e8 tuttavia ipotizzabile e immaginabile alla luce del noto, non posso non notare, dalla prospettiva degli autori pi\u00f9 seri dell\u2019archeologia \u00abpost-processuale\u00bb come Ian Hodder, quanto sia pieno di insidie questo cimentarsi con l\u2019incerto. Il riferimento va qui al circolo ermeneutico, che fonda ogni atto interpretativo, compresa l\u2019archeologia. In effetti logiche circolari sono assai presenti nell\u2019interpretazione in ambito archeologico: dove il rinvenimento non \u00e8 sempre una parte che contribuisce a comporre il tutto, ma ne \u00e8 predeterminato. Questo si applica anche a dati scientifici oggettivi, che non sono affatto garanzia dell\u2019oggettivit\u00e0 del processo interpretativo nel suo insieme e delle sue conclusioni, tentazioni nelle quali diversi colleghi archeologi, anche a causa della loro prolungata frequentazione della scienza, sono proni a cadere. A livello operativo e di metodo, nel suo rapporto con la scienza e la tecnologia, l\u2019origine dell\u2019archeologia come disciplina umanistica non deve andare perduta.<\/p>\n<p>* <i>Clemente Marconi \u00e8 archeologo e storico dell\u2019arte. Dopo aver studiato archeologia greca e romana presso l\u2019Universit\u00e0 di Roma La Sapienza e storia delle fenomenologie artistiche presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, ha perseguito un distinto approccio ermeneutico, sostenendo una stretta interazione tra lo studio dell\u2019arte antica e discipline come la semiotica, l\u2019antropologia e la stessa ermeneutica. \u00c8 docente ordinario alla New York University e all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano. \u00c8 membro corrispondente del Deutsches Archaeologisches Institut e del comitato direttivo della American School of Classical Studies di Atene. Ha svolto incarichi di ricerca per la Boston University, la Columbia University, la Stanford University, la University of North Carolina a Chapel Hill, la University of California-Irvine, la University of California-Los Angeles, la University of South Florida e la Yale University. Collabora con l\u2019American Journal of Archaeologyed. Ha firmato centinaia di saggi scientifici con la Oxford University Press, l\u2019Austrian Science Fund, il National Humanities Center, il Ministero dell\u2019Istruzione, dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca, l\u2019Universit\u00e0 di Roma La Sapienza, il Social Sciences and Humanities Research Council of Canada e l\u2019Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Clemente Marconi* In una fase della vita sociale e culturale del nostro paese nella quale la storia viene messa esplicitamente in discussione come materia di studio e implicitamente in dubbio come disciplina <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2021\/02\/14\/la-risposta-di-un-archeologo-al-manifesto-la-storia-cambi-passo-di-carlo-ruta\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":80828,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[47,26,7176,17],"tags":[18],"categoria_articolo":[8084],"tag_articolo":[8089],"collezione":[],"class_list":["post-80827","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archeologia","category-cultura-e-storia","category-manifesto-la-storia-cambi-passo","category-primo","tag-primo","categoria_articolo-arte-e-cultura","tag_articolo-archeologia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80827","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=80827"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80827\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":91184,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80827\/revisions\/91184"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/80828"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=80827"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=80827"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=80827"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=80827"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=80827"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=80827"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}