{"id":82947,"date":"2021-04-22T16:16:58","date_gmt":"2021-04-22T16:16:58","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2021\/04\/22\/comare-maraini-non-e-gelosa\/"},"modified":"2021-10-13T17:05:30","modified_gmt":"2021-10-13T15:05:30","slug":"comare-maraini-non-e-gelosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2021\/04\/22\/comare-maraini-non-e-gelosa\/","title":{"rendered":"COMARE MARAINI NON E\u2019 GELOSA"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/biografieonline.it\/img\/bio\/d\/Dacia_Maraini.jpg\" width=\"450\" height=\"640\" \/>di Andrea Genovese<\/p>\n<p>Leggendo Trio, pseudo-romanzo epistolare di Dacia Maraini, pubblicato forse per riempire un vuoto editoriale, e magari per strizzare l\u2019occhio agli amici francesi \u201cguardate come sono brava a imitare Madame de S\u00e9vign\u00e9\u201d, mi \u00e8 ritornata in mente la mia infanzia messinese nel malfamato quartiere di Giostra, ai piedi dei Colli San Rizzo. Castanea (delle Furie, per la precisione toponomastica), dove la Maraini fa rifugiare una delle sue due pr\u00e9cieuses ridicules \u2013 motivo boccacesco, la fuga nel contado per fuggire la peste e raccontarsi delle storie \u2013, era a quel tempo, per me, un luogo mitico come Cabbaruso dove la gente andava in pellegrinaggio il lunedi di Pasqua a chiedere grazie non ricordo pi\u00f9 a che santo, fra le centinaia che la paganissima religione cattolica si \u00e8 inventati per addomesticare la povera gente e tenerla sottomessa ai ricchi e ai mafiosi. A quell\u2019epoca pochi potevano avventurarsi in sidecar o balilla su per i tornanti di San Rizzo, n\u00e9 era agevole l\u2019altro estenuante percorso a piedi o a dorso d\u2019asino per la ciumara, che s\u2019arrampicava per un\u2019ardua scalinata a terrazza sino alla statale immersa tra pini e castagni, non ancora andati in fumo per gli incendi dolosi. Castanea per me erano le contadine che scendevano col paniere di uova sulla testa, era il pecoraio che la mattina con le sue capre bannianva il latte fresco, erano gli zampognari che a Natale concertavano in strada per racimolare qualche lira. Ne ho parlato abbastanza nei miei romanzi autobiografici, di cui pochissimi si sono accorti, perch\u00e8 il sottoproletariato urbano siciliano non ha mai interessato nessuno, sono le vicende gattopardesche dell\u2019aristocrazia isolana che fanno eiaculare la critica letteraria. Tant\u2019\u00e8. Ma per venire al romanzo siciliano (non parlo di Bagheria, su cui comunque avrei molte cose da dire, ma de La lunga vita di Marianna Ucr\u00eca) della Maraini, ambientarlo nel \u2018700 era una scelta obbligata per l\u2019autrice, visto che dell\u2019aristocrazia palermitana dell\u2019\u2018800 s\u2019era occupato il Gattopardo, gran successo cinematografico, ma sorta di plagio mediatico a met\u00e0 strada tra I Vicer\u00e8 di De Roberto e I vecchi e i giovani di Pirandello. Stanca in Marianna Ucr\u00eca quella punta di acritico femminismo, appena giustificato dal fatto che la scrittrice ha vissuto pi\u00f9 a Roma che in Sicilia, a contatto dei Moravia, dei Pasolini, dei Siciliano, insomma con femminucce schizofreniche. \u00c8 per questo che tutti i suoi personaggi femminili, anche quello poeticissimo di Marianna Ucr\u00eca, sono inverosimili; quanto ai personaggi maschili quasi sempre sono appena abbozzati, ombre cinesi. Il peggio \u00e8 venuto con questo trio amoroso in cui le due protagoniste discettano tranquillamente, da Castanea a Casteldaccia di Palermo, per corrispondenza. Di tutta evidenza, nel 1743 Castanea doveva essere un\u2019avanguardia postelegrafonica, aveva il suo postino, e peggio per Messina, citt\u00e0 di duecentomila anime, se ancora nel 1950 aveva appena un ufficio postale, dove si faceva la coda a coltellate. E a coltellate si sbrigavano, come in tutta l\u2019isola, anche gli affari di cuore, Cavalleria rusticana docet, questo per quanto riguarda i maschietti, come compar Alfio; per quanto riguarda le femminucce, ancora Cavalleria rusticana ci svela che in fondo gli esemplari dominanti sono stati per secoli la gn\u00e0 Nunzia (la madre di Turiddu, la madre!), la gn\u00e0 Lola e comare Santa, ipostasi questa della gelosia sicula al femminile. Donne che in genere non sapevano n\u00e9 leggere n\u00e9 scrivere, e dalla psicologia piuttosto elementare. Al contrario le due ribbamminuti della Maraini, moglie e amante dello stesso uomo (ombra), non sono per niente gelose l\u2019una dell\u2019altra, occupate a scambiarsi pareri filosofici e letterari, su Aristotele, Calderon de la Barca, Rabelais e via pantagruelando. Francamente \u00e8 troppo, visto anche che la peste alla Maraini non d\u00e0 ali n\u00e9 tucididee, n\u00e9 boccacesche, n\u00e9 manzoniane, n\u00e9 camusiane, n\u00e9 ispira la nuda tragicit\u00e0 del Verga della novella Quelli del colera. Chi ci rimette la pelle, a parte gli anonimi, \u00e8 un inglese, amico dell\u2019uomo-ombra, la cui morte i monatti (i monatti!) vengono (in cinquecento?) da Messina a Castanea per annunciarla alla protagonista, chiedendole se devono spedire la salma in Inghilterra. La carta Visa internazionale, con assicurazione annessa, faceva miracoli anche nel 1743. E, per carit\u00e0 di patria, non parlo del dialetto cinematografaro, da lei (come da Camilleri) italianizzato e montalbanizzato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Genovese Leggendo Trio, pseudo-romanzo epistolare di Dacia Maraini, pubblicato forse per riempire un vuoto editoriale, e magari per strizzare l\u2019occhio agli amici francesi \u201cguardate come sono brava a imitare Madame de <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2021\/04\/22\/comare-maraini-non-e-gelosa\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[8087],"tag_articolo":[],"collezione":[],"class_list":["post-82947","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria","categoria_articolo-senza-categoria"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82947","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82947"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82947\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89898,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82947\/revisions\/89898"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82947"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82947"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82947"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=82947"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=82947"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=82947"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}