{"id":83276,"date":"2021-05-12T20:38:23","date_gmt":"2021-05-12T20:38:23","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2021\/05\/12\/claudio-angeleri-music-from-the-castle-of-crossed-destinies-dodicilune\/"},"modified":"2021-10-13T17:04:08","modified_gmt":"2021-10-13T15:04:08","slug":"claudio-angeleri-music-from-the-castle-of-crossed-destinies-dodicilune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2021\/05\/12\/claudio-angeleri-music-from-the-castle-of-crossed-destinies-dodicilune\/","title":{"rendered":"CLAUDIO ANGELERI. MUSIC FROM THE CASTLE OF CROSSED DESTINIES. DODICILUNE"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_219291\" style=\"width: 625px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-219291\" class=\"size-full wp-image-219291\" src=\"https:\/\/www.nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/IMG_7245-e1620851303333.jpg\" alt=\"\" width=\"615\" height=\"553\" \/><p id=\"caption-attachment-219291\" class=\"wp-caption-text\">Cladio Angeleri &#8220;Music from the castel of crossed destines&#8221;<\/p><\/div>\n<p>Prodotto dall\u2019etichetta pugliese Dodicilune, distribuito in Italia e all\u2019estero da IRD e nei migliori store on line da Believe Digital, marted\u00ec 11 maggio esce \u201cMusic from the castle of crossed destinies\u201d di Claudio Angeleri. Negli otto brani originali, liberamente ispirati al breve romanzo fantastico \u201cIl castello dei destini incrociati\u201d di Italo Calvino, e nella rilettura di \u201cRound about midnight\u201d di Thelonious Monk e Cootie Williams, il pianista e compositore lombardo \u2013 al secondo disco con la Dodicilune dopo \u201cBlues is more\u201d nel 2019 &#8211; \u00e8 affiancato da Giulio Visibelli (sax soprano, flauto), Paola Milzani (voce), Virginia Sutera (violino), Michele Gentilini (chitarra elettrica), Marco Esposito (basso elettrico), Luca Bongiovanni (batteria, percussioni) e, nel brano \u201cTwo or three stories\u201d, Gabriele Comeglio (sax alto).<\/p>\n<p>Dopo la precedente esperienza con lo spettacolo ispirato a \u201cLe citt\u00e0 invisibili\u201d, uno dei libri cult della letteratura del XX secolo, Claudio Angeleri torna a confrontarsi con Italo Calvino e in particolare con il suo periodo della scrittura combinatoria. \u00abNe \u201cIl castello dei destini incrociati\u201d, prima opera di Calvino scritta completamente con questa tecnica, i racconti dei diversi personaggi che si incontrano casualmente in un castello dopo varie peripezie, sono determinati dalla combinazione delle carte dei tarocchi miniati quattrocenteschi\u00bb, spiega il musicista nel corposo booklet del cd. \u00abNella nota conclusiva del romanzo lo scrittore rivela la natura aperta e in divenire del libro che rimane, per certi versi, sospeso e incompiuto. Il testo doveva contenere infatti una terza parte contemporanea basata sulla medesima macchina narrativa. L\u2019idea \u00e8 stata quindi quella di raccogliere la sfida per elaborare nuove storie attraverso il linguaggio dei suoni e realizzare quella parte terza incompiuta, attraverso il racconto musicale. I personaggi e i luoghi raccontati da Calvino qui si trasformano attraverso la combinazione dei 12 suoni sia nella parte composta a tavolino sia in quella improvvisata dai sette musicisti coinvolti \u2013 otto con l\u2019aggiunta di Gabriele Comeglio in un brano\u00bb, prosegue. \u00abOltre ai sedici racconti che compongono il Castello, otto per ogni parte, ne ho composti ancora otto secondo un criterio assolutamente soggettivo lasciando spazio agli stimoli creativi del libro, come dice Calvino: \u201cMi sono applicato soprattutto a guardare i tarocchi con attenzione, con l&#8217;occhio di chi non sa cosa siano, e a trarne suggestioni e associazioni, a interpretarli secondo un&#8217;iconologia immaginaria\u201d. Ho quindi composto un contrappunto affidandolo ai diversi strumenti che rappresentano, per il loro carattere sonoro specifici personaggi: il violino, il flauto, la chitarra elettrica (distorta), la voce, il piano, il basso (elettrico), le percussioni\u00bb.<\/p>\n<p>Classe 1956, Claudio Angeleri inizia a studiare pianoforte con Aldo Sala perfezionandosi successivamente in Italia e negli Stati Uniti con Mark Levine, Cedar Walton, Jaky Byard, diplomandosi in Pianoforte Jazz alla University of West London e ottenendo la certificazione Grade 8 Keyboards al Trinity College London. Parallelamente si laurea in Architettura al Politecnico di Milano. Si esibisce dal 1974 partecipando, nel corso degli anni, ai pi\u00f9 importanti jazz festival e rassegne internazionali: Umbria Jazz, Berlino, Lussemburgo, Milano, Roma, Ravenna, Iseo, La Spezia, Cagliari, Sanremo, Vicenza, Ascona, Palermo, Mantova, Lugano, Reggio Emilia, Padova, Bergamo, Clusone, Bologna, Malta, Torino. In quasi 50 anni di carriera ha suonato e inciso, tra gli altri, con Gabriele Comeglio, Charlie Mariano, George Robert, Steve Lacy, Jerry Bergonzi, Bobby Watson, Franco Ambrosetti, Bob Mintzer, Bob Malach, George Garzone, Herb Pomeroy, Mike Richmond, John Riley, Kenny Wheeler, Marco Esposito, Gianluigi Trovesi, Gianpiero Prina, Tony Arco, Giulio Visibelli, Emilio Soana, Sarah Jane Morris, Franco Cerri, Massimo Urbani, Gianni Basso, Tony Scott, Heiri Kaenzig, Dave Schnitter, Martin Dietrich Wehner, Jesse Davis e Red Holloway. Ha sperimentato il dialogo tra diverse discipline &#8211; musica, teatro, danza, multimedialit\u00e0 \u2013 realizzando diversi progetti. Dal 1987 dirige il CDpM \u2013 Centro Didattico Produzione Musica di Bergamo e ha un\u2019intensa attivit\u00e0 didattica. Info www.claudioangeleri.com<\/p>\n<p>L\u2019etichetta Dodicilune, fondata da Gabriele Rampino e Maurizio Bizzochetti \u00e8 attiva dal 1996 e dispone di un catalogo di quasi 300 produzioni di artisti italiani e stranieri. Distribuiti nei negozi in Italia e all&#8217;estero da IRD, i dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online, ascoltati e scaricati sulle maggiori piattaforme del mondo grazie a Believe Digital.<\/p>\n<div id=\"attachment_219292\" style=\"width: 625px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-219292\" class=\"size-full wp-image-219292\" src=\"https:\/\/www.nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/IMG_7244-e1620851375205.jpg\" alt=\"\" width=\"615\" height=\"630\" \/><p id=\"caption-attachment-219292\" class=\"wp-caption-text\">Claudio Angeleri<\/p><\/div>\n<p>MUSIC FROM THE CASTLE OF CROSSED DESTINIES<br \/>\na cura di Claudio Angeleri<\/p>\n<p>E la mia storia non c&#8217;\u00e8? Non riesco a riconoscerla in mezzo<br \/>\nalle altre, tanto fitto \u00e8 stato il loro intrecciarsi simultaneo.<br \/>\nItalo Calvino<\/p>\n<p>L\u2019idea di realizzare un nuovo progetto intorno alla letteratura di Italo Calvino scaturisce da un invito del maestro Enrico Intra e di Maurizio Franco al MIT Jazz Festival presso il Piccolo Teatro di Milano nel novembre 2019. Non si tratta della mia prima frequentazione di Calvino in quanto nel 2004 avevo gi\u00e0 composto le musiche di uno spettacolo ispirato alle \u201cCitt\u00e0 Invisibili\u201d, uno dei libri cult della letteratura del XX secolo. Tuttavia, il rapporto con Calvino ha radici ben pi\u00f9 lontane e profonde che molti \u201cgiovani\u201d della mia generazione hanno condiviso durante gli anni Settanta, il periodo in cui lo scrittore aveva pubblicato \u201cIl castello dei destini incrociati\u201d, il libro di racconti a cui mi sono riferito per questo nuovo lavoro. Un periodo contraddittorio per molti versi, ma estremamente creativo, fecondo e portatore di numerose trasformazioni sociali, politiche e culturali. Nei libri e nella musica si potevano trovare risposte immediate, plurali, sintetiche e al tempo stesso profonde. Calvino nei suoi racconti mette in atto un\u2019attitudine di pensiero e metodologica che riduce il reale a coordinate essenziali e fondamentali: mente, spazio, tempo. Si tratta della traduzione letteraria di alcuni concetti molto diffusi e condivisi negli anni Settanta: in altre parole, il \u00abless is more\u00bb di Mies van der Rohe in architettura, e per quanto mi riguarda, l\u2019estetica di molti esponenti del jazz, Thelonious Monk e Duke per primi. Calvino \u00e8 tutto questo e molto di pi\u00f9. Lo fa con leggerezza, ironia, rigore e una padronanza quasi \u201cclassica\u201d della scrittura. \u00c8 il periodo della scrittura combinatoria, un nuovo modo di fare letteratura, attraverso alcuni artifici tecnici che vengono espressi e dichiarati al lettore che diventa parte attiva dell\u2019atto compositivo letterario. Ne \u201cIl castello dei destini incrociati\u201d, prima opera di Calvino scritta completamente con questa tecnica, i racconti dei diversi personaggi che si incontrano casualmente in un castello dopo varie peripezie, sono determinati dalla combinazione delle carte dei tarocchi miniati quattrocenteschi. Le carte sono le stesse ma le storie che ne scaturiscono sono tutte diverse. E cos\u00ec Calvino racconta di Orlando pazzo per amore o di Astolfo che va sulla Luna per recuperarne il senno, e ancora di alchimisti, amanti e cavalieri sgangherati. Personaggi connotati apparentemente da una comune collocazione medioeval-rinascimentale dei racconti, eppure, ad una attenta lettura, appaiono estraniati dal tempo e dallo spazio e, per questo motivo, estremamente attuali. In questa ardita ricerca metodologica ho trovato il contatto con il linguaggio musicale. La musica \u00e8 l\u2019arte, infatti, di combinare i suoni e i silenzi. Questa pratica combinatoria avviene attraverso regole e procedure scritte, oppure orali o ancora \u201caudiotattili\u201d. La storia e gli studi musicologici delle musiche occidentali ed extraoccidentali ce ne hanno fatto conoscere molte: dalla modalit\u00e0 alla tonalit\u00e0, dalla serialit\u00e0 alla politonalit\u00e0 e cos\u00ec via, includendo anche le tecniche diffuse in altri continenti. \u201cJazz is not a what, jazz is a how\u201d rispondeva il grande pianista Bill Evans a chi gli chiedeva di definire il jazz. In poche parole, Evans ne sintetizza l\u2019essenza, cio\u00e8 la modalit\u00e0 attraverso cui questa musica riesce ad essere plurale e unica al tempo stesso, accogliendo una molteplicit\u00e0 di influssi culturali metabolizzandoli con una propria estetica. La composizione \u00e8 senza dubbio uno degli aspetti caratteristici del jazz inteso sia in termini &#8220;lenti&#8221; in cui il compositore pu\u00f2 ripensare, modificare e riscrivere la musica, sia la composizione &#8220;veloce&#8221; in tempo reale: in altre parole l&#8217;improvvisazione. Queste riflessioni mi offrivano ulteriori punti di contatto con l\u2019opera e le tecniche di Calvino. Inoltre, nella nota conclusiva del Castello dei destini incrociati lo scrittore rivela la natura aperta e in divenire del libro che rimane, per certi versi, sospeso e incompiuto. Il testo doveva contenere infatti una terza parte contemporanea basata sulla medesima macchina narrativa. L\u2019idea \u00e8 stata quindi quella di raccogliere la sfida per elaborare nuove storie attraverso il linguaggio dei suoni e realizzare quella parte terza incompiuta, attraverso il racconto musicale. I personaggi e i luoghi raccontati da Calvino qui si trasformano attraverso la combinazione dei 12 suoni sia nella parte composta a tavolino sia in quella improvvisata dai sette musicisti coinvolti \u2013 otto con l\u2019aggiunta di Gabriele Comeglio in un brano. Oltre ai sedici racconti che compongono il Castello, otto per ogni parte, ne ho composti ancora otto secondo un criterio assolutamente soggettivo lasciando spazio agli stimoli creativi del libro, come dice Calvino: \u201cMi sono applicato soprattutto a guardare i tarocchi con attenzione, con l&#8217;occhio di chi non sa cosa siano, e a trarne suggestioni e associazioni, a interpretarli secondo un&#8217;iconologia immaginaria\u201d. Ho quindi composto un contrappunto affidandolo ai diversi strumenti che rappresentano, per il loro carattere sonoro specifici personaggi: il violino, il flauto, la chitarra elettrica (distorta), la voce, il piano, il basso (elettrico), le percussioni. La specularit\u00e0 del racconto viene tradotta invece da due serie dodecafoniche. Tuttavia, il risultato non mi convinceva fino in fondo. Era troppo intellettuale e poco comunicativo. Ho lavorato quindi sull\u2019armonizzazione interna delle voci per portare le tensioni e le dissonanze in un territorio ancora diverso, a met\u00e0 strada tra l\u2019affermazione della tonalit\u00e0 e la sua negazione. Si trattava ancora del dualismo suggerito da Calvino? C\u2019era poi l\u2019aspetto ritmico e timbrico che portava la musica ancora altrove oltre alle variabili dell\u2019improvvisazione e dell\u2019azione-reazione dei musicisti rispetto agli stimoli scritti. Si trattava di un bel guazzabuglio creativo che pi\u00f9 si faceva intricato pi\u00f9 diventava appassionante. Buon ascolto.<br \/>\nClaudio Angeleri<\/p>\n<p>APPUNTI FANTASTICI SULLE COMPOSIZIONI<br \/>\na cura di Claudio Angeleri<\/p>\n<p>The knight<br \/>\nUn cavaliere senza tempo e senza luoghi si aggira in un bosco tra mille peripezie, incontri e dialoghi. Si tratta di un brano tonale in cui le progressioni sono per\u00f2 utilizzate in modo prevalentemente coloristico. A volte risolvono, altre rimangono armonicamente vaghe anche per l\u2019utilizzo delle \u2013 vietatissime \u2013 quinte parallele. Il tema principale \u00e8 esposto dalla chitarra e dalla voce su cui si inseriscono gli altri strumenti per concludersi in una improvvisazione a tre voci di chitarra, sax soprano e pianoforte.<\/p>\n<p>The Castle<br \/>\nIl castello \u00e8 il luogo da cui dipartono tutte le storie fantastiche. L\u2019ho immaginato popolato da personaggi contrapposti caratterialmente a ognuno dei quali ho dedicato una sezione specifica prima esposta nel tema e poi smontata nelle singole improvvisazioni. Il violino \u2013 Virginia Sutera \u2013 rappresenta la follia e l\u2019irrazionalit\u00e0 a cui si contrappone la concretezza del sax soprano \u2013 Giulio Visibelli &#8211; e del pianoforte. Quindi interviene la chitarra distorta di Michele Gentilini, volutamente maleducata su una base quasi R&amp;B, mentre la voce di Paola Milzani fluttua nell\u2019aria per essere riportata a terra dal basso elettrico di Marco Esposito.<\/p>\n<p>Wood<br \/>\nCalvino ha un rapporto strettissimo con la natura. \u00c8 nel bosco che succedono le vicende pi\u00f9 strane: agguati, amori illeciti, incontri. La natura parla e consiglia i viandanti quando si addentrano tra i sentieri e le foglie degli alberi. Orlando non ascolta e insegue Angelica per scoprire con chi lo tradisce. Il brano ha una forma ABA. La parte A, quasi classica, gioca su una polimetria pari su un tempo dispari (4+2=3+3). L\u2019intreccio ritmico si unisce a quello melodico di flauto e violino in contrappunto. La batteria \u00e8 l\u2019elemento di disturbo e contrasto a questa piccola perfezione quasi come Orlando quando si muove senza ragione e in modo sconclusionato tra gli alberi. La parte B, in tre quarti, sviluppa l\u2019armonia della prima parte in cui flauto e pianoforte, ora separatamente, ora insieme, raccontano la loro storia.<\/p>\n<p>Improvvisazione n.4<br \/>\nQuesta traccia \u00e8 nata spontaneamente da una improvvisazione di pianoforte sugli accordi del quarto brano, dal titolo Lovers. Come succede quasi sempre, il dialogo tra le due mani va dove porta la melodia e esplora altri territori armonici, melodici e ritmici.<\/p>\n<p>Lovers<br \/>\nQuesta composizione \u00e8 dedicata ai tanti amori \u201cstrani\u201d che si leggono nel libro di Italo Calvino. Amori sbagliati, contrastati, occasionali, opportunistici, traditi. Si tratta di una canzone in cui la linea principale \u00e8 quella del basso e pianoforte, mentre la melodia della voce si sposta tra maggiore e minore, tra tonalit\u00e0 lontane (da C a Db) e modi brillanti, soprattutto il modo lidio.<\/p>\n<p>Twelve<br \/>\nIl brano si basa su due serie dodecafoniche differenti eseguite dalla voce e dal basso che si scoprono solo alla fine all\u2019esposizione del tema del flauto e del violino dopo le improvvisazioni di chitarra e violino. Le voci centrali hanno una funzione solo coloristica e non rispettano alcuna regola tonale. Ho voluto cos\u00ec combinare diverse tecniche apparentemente in modo casuale \u2013 anche questa \u00e8 una tecnica compositiva \u2013 cercando di seguire la linea cantabile della melodia del flauto e violino. Qui stranamente la voce non canta ma accompagna con le note lunghe della serie superiore. \u00c8 l\u2019unico brano che non ha collegamenti diretti con un racconto ma traduce in musica l\u2019approccio letterario di Calvino. I timbri ora acustici ora elettrici completano la tavolozza coloristica della combinazione.<\/p>\n<p>Palomar (Astolfo va sulla luna)<br \/>\nPalomar, il personaggio di altro libro di Calvino di una decina di anni successivo al Castello, e Astolfo, protagonista del racconto in cui va sulla Luna a recuperare il senno di Orlando, sono uniti dallo stesso ruolo descrittivo. Sono infatti due viaggiatori e conducono il lettore nel sistema di segni del linguaggio. Il linguaggio umano inteso come il fischio dei merli in Palomar, in Astolfo si traduce nei silenzi del primo abitante della Luna, il \u201cpoeta\u201d e nei suoi racconti. Entrambi cercano di tradurre la realt\u00e0 del mondo in un sistema di segni (come i tarocchi nel Castello) che diventano modelli applicabili a tutte le cose. Ho cercato di tradurre questo andamento sghembo ma al tempo stesso lineare, con una successione polimetrica (7, 3, 4, 7) che indirizza la melodia e l\u2019armonia. Si ribalta quindi il consueto procedimento che vede la componente ritmica quasi subalterna alla melodia. La \u201cmisura\u201d o battuta \u00e8 il \u201csegno\u201d, la carta del tarocco che diventa il modello da applicare allo sviluppo compositivo (lento o veloce \u2013 a tavolino e improvvisato). Il risultato finale \u00e8 il brano pi\u00f9 melodico e cantabile di tutto il disco sebbene parta dalla \u201cmelodia ritmica\u201d.<\/p>\n<p>Two or three stories<br \/>\nQuesta composizione si rif\u00e0 all\u2019omologo racconto del Castello in cui le storie di due regine, quella dell\u2019Iliade, Elena di Troia e quella di una generica figura regale dell\u2019Orlando si intrecciano raccontando delle storie molto simili. Il racconto \u00e8 talmente interconnesso da poter essere quasi letto al contrario. In musica ho utilizzato una forma quasi blues in cui due melodie di intersecano (quella della voce, del sax soprano e del violino e quella dei due strumenti armonici, il piano e la chitarra). Questa compenetrazione diventa pi\u00f9 serrata nell\u2019improvvisazione collettiva del bridge. Il proseguo del brano \u00e8 una sorta di spazio aperto lasciato ai musicisti per improvvisare liberamente e di sovrapporre due, tre, fino a otto storie diverse tra cui quella del sax alto di Gabriele Comeglio, ospite di questo brano.<\/p>\n<p>Round about midnight<br \/>\nQuesta composizione non compare nello spettacolo live ed \u00e8 una conclusione per pianoforte e synth che ho aggiunto come una ipotetica colonna sonora dei titoli di coda di un film. Monk e la leggerezza di Calvino hanno molto pi\u00f9 in comune di quello che si pensi ma ho voluto accostarli cos\u00ec come due grandi saggi che mi hanno accompagnato nella mia formazione artistica e umana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prodotto dall\u2019etichetta pugliese Dodicilune, distribuito in Italia e all\u2019estero da IRD e nei migliori store on line da Believe Digital, marted\u00ec 11 maggio esce \u201cMusic from the castle of crossed destinies\u201d di Claudio <a href=\"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2021\/05\/12\/claudio-angeleri-music-from-the-castle-of-crossed-destinies-dodicilune\/\" class=\"more-link\">&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":83277,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"categoria_articolo":[8087],"tag_articolo":[],"collezione":[],"class_list":["post-83276","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria","categoria_articolo-senza-categoria"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83276","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=83276"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83276\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89654,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83276\/revisions\/89654"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/83277"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=83276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=83276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=83276"},{"taxonomy":"categoria_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_articolo?post=83276"},{"taxonomy":"tag_articolo","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tag_articolo?post=83276"},{"taxonomy":"collezione","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/collezione?post=83276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}