{"id":83370,"date":"2021-05-14T22:20:48","date_gmt":"2021-05-14T22:20:48","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2021\/05\/14\/una-fiaccolata-per-chiedere-giustizia-per-giulio-regeni-a-roma-25-gennaio-2019-francesco-fotia-agf-egitto-un-nuovo-tentativo-di-diffamare-giulio-regeni\/"},"modified":"2021-10-13T17:03:56","modified_gmt":"2021-10-13T15:03:56","slug":"una-fiaccolata-per-chiedere-giustizia-per-giulio-regeni-a-roma-25-gennaio-2019-francesco-fotia-agf-egitto-un-nuovo-tentativo-di-diffamare-giulio-regeni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2021\/05\/14\/una-fiaccolata-per-chiedere-giustizia-per-giulio-regeni-a-roma-25-gennaio-2019-francesco-fotia-agf-egitto-un-nuovo-tentativo-di-diffamare-giulio-regeni\/","title":{"rendered":"Un nuovo tentativo di diffamare Giulio Regeni"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-219457\" src=\"https:\/\/www.nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/7.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"564\" \/>di <span class=\"box-article-author\"><a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/tag\/autori\/catherine-cornet\" rel=\"author\">Catherine Cornet<\/a><\/span><\/p>\n<div id=\"p_760431_i_0\" class=\"item_text\">\n<p>Dopo cinque anni di lotta e sofferenze, la famiglia del ricercatore italiano Giulio Regeni, assassinato al Cairo nel gennaio del 2016, \u00e8 riuscita a ottenere un inizio di giustizia. Si avvicina infatti il processo contro quattro esponenti dei servizi segreti egiziani, accusati di aver avuto un ruolo nel sequestro, nelle torture e nell\u2019omicidio di Regeni. La prima udienza preliminare, fissata per il 29 aprile a Roma, \u00e8 stata rinviata al 25 maggio perch\u00e9 uno degli avvocati d\u2019ufficio della difesa \u00e8 in isolamento a causa del covid-19.<\/p>\n<p>Il processo contro il generale Tariq Sabir, i colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Uhsam Helmi e il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif si svolger\u00e0 in contumacia perch\u00e9 le autorit\u00e0 egiziane si sono rifiutate di collaborare e non hanno consentito l\u2019estradizione dei sospetti. I quattro agenti dei servizi segreti sono accusati di \u201csequestro di persona aggravato\u201d e Sharif dovrebbe essere incriminato anche per \u201cconcorso in omicidio aggravato\u201d.<\/p>\n<p><strong>Teorie del complotto<\/strong><br \/>\nIl 28 aprile, alla vigilia dell\u2019inizio del processo, \u00e8 stato pubblicato su YouTube un video in arabo con i sottotitoli in italiano e in inglese, che si presentava come \u201cil primo documentario\u201d che rivela \u201cgli ultimi momenti del ricercatore italiano nella capitale egiziana\u201d. <em>The story of Regeni<\/em>, i cui autori sono ignoti e a cui era associata anche una pagina Facebook (entrambi sono stati rimossi), infanga per l\u2019ennesima volta la memoria di Regeni. Con uno stile vicino a quello delle tv satellitari arabe, il video cerca di screditare Regeni, insinuando che fosse vicino ai Fratelli musulmani e ai servizi segreti occidentali, e di scagionare il regime egiziano da ogni responsabilit\u00e0 per la sua morte, attribuendo invece tutte le colpe all\u2019universit\u00e0 di Cambridge, dove Regeni svolgeva il suo dottorato.<\/p>\n<p>Il linguaggio e le teorie del complotto usate per depistare ricordano molto la propaganda del regime di Abdel Fattah al Sisi, salito al potere nel 2013 in seguito a un colpo di stato che ha deposto l\u2019allora presidente Mohamed Morsi, leader dei Fratelli musulmani. L\u2019appartenenza al gruppo, dichiarato fuorilegge dal 2013, \u00e8 una delle accuse pi\u00f9 gravi che si possano formulare in Egitto e decine di migliaia di suoi affiliati sono in carcere.<\/p>\n<p>Nel video compaiono le interviste di alcune personalit\u00e0 italiane, tra cui il giornalista complottista Fulvio Grimaldi, due ex ministri, Elisabetta Trenta e Maurizio Gasparri, e il generale Dino Tricarico. Tutti si sono poi dissociati dal documentario spiegando di essere caduti in una trappola, credendo di essere intervistati da un giornalista di Al Jazeera.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"item_quote\">\n<p>Le accuse rivolte negli anni contro Cambridge hanno avuto conseguenze pesanti sulla libert\u00e0 accademica in Egitto e non solo<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"p_760431_i_2\" class=\"item_text\">\n<p>Il finto documentario riprende la tesi sostenuta dal governo egiziano che fin dai primi giorni dopo l\u2019omicidio di Regeni ha messo in dubbio la sua attivit\u00e0 di ricerca sui sindacati indipendenti dei venditori ambulanti egiziani, insinuando che avesse un doppio fine, e ha puntato il dito contro l\u2019universit\u00e0 di Cambridge, incolpando la tutor di Regeni, Maha Abdel Rahman, di essere vicina ai Fratelli musulmani. Le accuse rivolte negli anni contro Cambridge hanno avuto conseguenze molto pesanti sulla libert\u00e0 accademica in Egitto e non solo.<\/p>\n<p>L\u2019omicidio di Regeni rappresenta infatti uno spartiacque per tutti i ricercatori europei ed egiziani. Una commissione d\u2019inchiesta andr\u00e0 a breve a Cambridge per chiarire il quadro giuridico, ma per Khaled Fahmy \u201cl\u2019approccio legale non basta. Perch\u00e9 quello che c\u2019\u00e8 in gioco oggi \u00e8 la libert\u00e0 accademica di tutti noi\u201d.<\/p>\n<p>Khaled Fahmy \u00e8 un eminente professore egiziano, specializzato in storia della polizia e dell\u2019esercito egiziani e quindi non si potrebbe parlare con una persona pi\u00f9 informata sui metodi e i temi tab\u00f9 per la polizia e i servizi segreti egiziani. \u00c8 autore del famoso <em>All the Pasha\u2019s men<\/em> (Tutti gli uomini del pasci\u00e0) che ripercorre la storia dell\u2019esercito egiziano dal novecento. L\u2019elenco delle sue pubblicazioni sui temi legati alle istituzioni statali egiziane <a href=\"https:\/\/khaledfahmy.org\/en\/writings\/\">\u00e8 molto lungo<\/a>. Nel suo percorso accademico ha frequentato le pi\u00f9 importanti universit\u00e0, da Princeton ad Harvard. Dopo anni negli Stati Uniti \u00e8 tornato in Egitto nel 2010 come professore associato e rettore dell\u2019Universit\u00e0 americana del Cairo. In seguito alla rivoluzione ha dovuto lasciare l\u2019Egitto e oggi insegna all\u2019universit\u00e0 di Cambridge.<\/p>\n<p><strong>Il peggior scenario<\/strong><br \/>\n\u201cConosco le linee guida della ricerca in Egitto, ho seguito decine di dottorandi stranieri che sono sempre andati in Egitto per studiare, provenienti da Princeton, Harvard e Cambridge. Quello che \u00e8 successo a Giulio Regeni, considerando il suo tema di ricerca, non era affatto prevedibile. Per i servizi egiziani ci sono argomenti sensibili, argomenti illegali e argomenti pericolosi. Le questioni delle frontiere contestate, dei Fratelli musulmani, delle tensioni confessionali in Egitto e dei beni immobiliari che gli ebrei egiziani non possono pi\u00f9 recuperare sono linee rosse. Chiaramente, se uno lavora su questioni di frontiera viene immediatamente considerato una spia. Quello che studiava Regeni era sensibile, ma il peggiore scenario che si poteva immaginare all\u2019epoca era un visto negato o un allontanamento\u201d.<\/p>\n<p>Il fatto che non si poteva prevedere questa violenza inaudita non significa che il regime di Al Sisi, non sia, per lo storico, \u201cil pi\u00f9 violento e oppressivo regime egiziano della storia recente\u201d. Ma purtroppo Giulio Regeni \u00e8 stato il primo straniero a ricevere questo trattamento. Se per gli egiziani gli arresti arbitrari e le torture sono moneta corrente, agli stranieri prima di Regeni non era mai successo. L\u2019hanno perfettamente capito i genitori del ricercatore quando dicono che il loro figlio \u201c\u00e8 stato ucciso come un egiziano\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Fahmy \u201c\u00e8 importante spiegare al pubblico italiano quale sia il ruolo di un tutor di dottorato: lo studente sceglie da solo il tema da approfondire. Il tutor non sceglie il dottorando, gli \u00e8 assegnato dall\u2019universit\u00e0. Un dottorando viene considerato come un futuro collega, si accompagna la ricerca ma non gli si impongono i temi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come se niente fosse<\/strong><br \/>\nNella tesi del regime egiziano, ripresa nel finto documentario, la tutor Maha Abdel Rahman, e per estensione Cambridge, sono un perfetto capro espiatorio. Elisabetta Brighi, esperta di politica estera italiana e autrice del saggio <em>Illusioni di stabilit\u00e0, illusioni di democrazia<\/em> all\u2019interno del volume <em>Minnena. L\u2019Egitto, l\u2019Europa e la ricerca dopo l\u2019assassinio di Giulio Regeni<\/em> (Mesogea 2020), sostiene che \u201cAbdel Rahman in questo contesto rappresenta il perfetto attore esterno: egiziana, araba, donna, accademica. Avere il colpevole permette alle altre parti di continuare a fare come se niente fosse successo\u201d. E molti in Italia come in Egitto hanno interesse a fare dimenticare il caso Regeni, alla luce di accordi economici e militari mai stati cos\u00ec importanti nella storia dei due paesi.<\/p>\n<p>L\u2019omicidio di Regeni, spiega ancora Fahmy, \u201cci ha fatto tornare indietro di cinquant\u2019anni, quando gli studi mediorientali erano fatti in biblioteca. Si studiavano l\u2019islam e l\u2019arabo al tavolo e si guardava poi alla regione dall\u2019alto di questo sapere. Le cose sono cambiate, fortunatamente per noi, europei come egiziani, con la critica dell\u2019orientalismo di Edward Said. E la conoscenza tra i popoli \u00e8 migliorata immensamente grazie alla ricerca sul campo. Ora, se rifiutiamo il confronto sul campo, avranno vinto i despoti, da Al Sisi a Putin\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"hentry hentry--item hentry--banner\">\n<div class=\"hentry--item__content\">\n<div data-toggle-content=\"\">\n<div class=\"content_adv\">\n<p><span class=\"ads_title\">L\u2019articolo continua dopo la pubblicit\u00e0<\/span><\/p>\n<div class=\"banner_ame opinioni_stream\">\n<div class=\"lazyload_ad opinioni_stream\">\n<div class=\"wrapAd\">\n<div id=\"sas_29515\"><a href=\"https:\/\/www3.smartadserver.com\/click?imgid=26773341&amp;insid=10181787&amp;pgid=527702&amp;ckid=860877429608814248&amp;uii=235419316384703387&amp;acd=1621030496020&amp;opid=e63e4c51-47d2-4af8-aa3d-f65d3be89c43&amp;opdt=1621030496019&amp;pubid=2&amp;tmstp=3516285770&amp;tgt=%24dt%3d1t&amp;systgt=%24qc%3d1307015077%3b%24ql%3dMedium%3b%24qpc%3d95022%3b%24qt%3d197_3368_83564t%3b%24dma%3d0%3b%24b%3d12880%3b%24o%3d11100%3b%24sw%3d1280%3b%24sh%3d1024%3b%24wpc%3d12%3b%24wpc%3d168%3b%24wpc%3d182&amp;envtype=0&amp;imptype=0&amp;clickcapp=1&amp;gdpr_consent=CPGIrVBPGIrVBAKAeAITBZCsAP_AAH_AABCYHytf_X__b39j-_59__t0eY1f9_7_v-wzjhfdt-8N2P_X_L8X42M7PF36pq4KuR4Eu3LBIQNlHOHUTUmw6okVrTPsak2Mr7NKJ7LEinMbe2dYGHtfn91TuZKY7_78_9fz__-__v___9f3r-3_3__59X---_e_V399zLv9__3_4HygEmGpfABdiWODJNGlUKIEIVhIdAKACigGFomsIGFwU7K4CPUEDABCagIwIgQYgoxYBAAIBAEhEQEgB4IBEARAIAAQAqQEIACJgEFgBYGAQACgGhIgRQBCBIQZHBUcpgQESLRQT2VgCUXexphCGUWAFAo_oqMBEoQQLAyEhYAA.YAAAAAAAAAAA&amp;pgDomain=https%3a%2f%2fwww.internazionale.it%2fopinione%2fcatherine-cornet%2f2021%2f05%2f06%2fregeni-video-processo&amp;go=https%3a%2f%2fsorgenia.commander1.com%2fc3%2f%3ftcs%3d3119%26chn%3ddisplay%26src%3dame%26cmp%3dinternazionale%26dt1%3d%26dt2%3ddisplay%26url%3dhttps%3a%2f%2fwww.sorgenia.it%2f%3fcampaign_code%3dame_internazionale%26utm_source%3dame%26utm_medium%3ddisplay%26utm_campaign%3dinternazionale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"img_26773341\" src=\"https:\/\/creatives.sascdn.com\/diff\/1207\/10181787\/970x250_f027565d-7005-429d-b51f-b41c57bad263.jpg\" alt=\"\" width=\"970\" height=\"250\" border=\"0\" \/><\/a><\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www3.smartadserver.com\/diffx\/countgo?10181787;527702;860877429608814248;3516285770;S;target=%24dt%3d1t;systemtarget=%24qc%3d1307015077%3b%24ql%3dMedium%3b%24qpc%3d95022%3b%24qt%3d197_3368_83564t%3b%24dma%3d0%3b%24b%3d12880%3b%24o%3d11100%3b%24sw%3d1280%3b%24sh%3d1024%3b%24wpc%3d12%3b%24wpc%3d168%3b%24wpc%3d182;envtype=0;imptype=0;clickcapp=1;26773341;URL=https%3a%2f%2fsorgenia.commander1.com%2fc3%2f%3ftcs%3d3119%26chn%3ddisplay%26src%3dame%26cmp%3dinternazionale%26dt1%3d%26dt2%3ddisplay%26url%3dhttps%3a%2f%2fwww.sorgenia.it%2f%3fcampaign_code%3dame_internazionale%26utm_source%3dame%26utm_medium%3ddisplay%26utm_campaign%3dinternazionalehttps:\/\/sorgenia.commander1.com\/v3\/?tcs=3119&amp;rand=$3516285770$&amp;chn=display&amp;src=ame&amp;cmp=internazionale &amp;dt1=&amp;dt2=display\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sorgenia.commander1.com\/v3\/?tcs=3119&amp;rand=$3516285770$&amp;chn=display&amp;src=ame&amp;cmp=internazionale &amp;dt1=&amp;dt2=display\" width=\"1\" height=\"1\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"p_760431_i_4\" class=\"item_text\">\n<p>Un\u2019altra accusa molto pericolosa per le prossime generazioni di ricercatori se non si fa chiarezza su questo punto \u00e8 l\u2019accusa di spionaggio. Fahmy spiega che \u00e8 un\u2019accusa diffusa in Egitto: \u201cper i servizi segreti, ma anche per i cittadini, un giovane straniero che parla arabo e fa domande \u00e8 spesso considerato una spia. Ed \u00e8 anche vero che \u00e8 facile essere confuso. Un ricercatore e una spia fanno in un certo modo un lavoro simile, parlare la lingua e capire la situazione. Ma c\u2019\u00e8 anche una grande differenza: la ricerca, in antropologia, in etnografia trova le informazioni sul campo, ma poi le pubblica, rende i suoi ritrovamenti pubblici. Non ci sono rapporti segreti\u201d.<\/p>\n<p>Questa diffidenza verso gli stranieri \u00e8 stata particolarmente accentuata dal regime di Al Sisi dopo il 2016, spiega Fahmy. C\u2019\u00e8 sempre bisogno di una conoscenza pi\u00f9 approfondita, conclude. La differenza \u00e8 nell\u2019approccio: \u201cI ricercatori esplicitano sempre la loro metodologia, non nascondono l\u2019obiettivo della ricerca, non nascondono nulla, come, tra l\u2019altro, si \u00e8 comportato Regeni in quanto eccellente ricercatore\u201d. Filmato a sua insaputa da Mohammed Abdallah, il capo degli ambulanti che lo ha denunciato ai servizi e che, sottolinea Fahmy, \u201c\u00e8 il vero colpevole della faccenda, una persona purtroppo corrotta dentro\u201d, Regeni si \u00e8 comportato come un ricercatore impeccabile: \u00e8 stato coerente, trasparente e moralmente inattaccabile.<\/p>\n<p>Resta ora da augurarsi che tutti gli attori che devono partecipare alla ricerca della verit\u00e0 sul suo omicidio possano essere cos\u00ec coerenti, trasparenti e moralmente inattaccabili quanto lo \u00e8 stato Giulio Regeni.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Catherine Cornet Dopo cinque anni di lotta e sofferenze, la famiglia del ricercatore italiano Giulio Regeni, assassinato al Cairo nel gennaio del 2016, \u00e8 riuscita a ottenere un inizio di giustizia. 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