{"id":85760,"date":"2021-06-04T08:41:21","date_gmt":"2021-06-04T08:41:21","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2021\/06\/04\/soldi-e-interessi-militari-nato-per-i-test-sierologici-covid-19-in-italia-2\/"},"modified":"2021-10-13T17:02:40","modified_gmt":"2021-10-13T15:02:40","slug":"soldi-e-interessi-militari-nato-per-i-test-sierologici-covid-19-in-italia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovosoldo.com\/index.php\/2021\/06\/04\/soldi-e-interessi-militari-nato-per-i-test-sierologici-covid-19-in-italia-2\/","title":{"rendered":"Soldi e interessi militari NATO per i test sierologici COVID-19 in Italia"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_220501\" style=\"width: 289px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-220501\" class=\"size-medium wp-image-220501\" src=\"https:\/\/www.nuovosoldo.com\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/n-279x300.jpg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"300\" \/><p id=\"caption-attachment-220501\" class=\"wp-caption-text\">12070<\/p><\/div>\n<p>di <em>Antonio Mazzeo<\/em><\/p>\n<p>Due milioni di test sierologici su base volontaria per il personale docente e amministrativo di tutte le scuole d\u2019Italia. Uno screening di massa senza precedenti nella storia che il governo Conte-Azzolina-Speranza ritiene necessario per \u201ccontrastare e contenere l\u2019emergenza COVID-19\u201d ma che solleva perplessit\u00e0 nel mondo scientifico e tra gli stessi operatori scolastici per la non comprovata attendibilit\u00e0 delle indagini e l\u2019incerta protezione dei dati personali sensibili che saranno raccolti e sistematizzati.<\/p>\n<p>L\u2019esecuzione dei test sierologici \u00e8 stata demandata ai medici generici e ai laboratori delle aziende sanitarie locali. I dati relativi al loro esito sono trasmessi ai Dipartimenti di prevenzione delle ASL che li comunicano poi alla Regione di appartenenza, la quale \u2013 a sua volta &#8211; li trasmette in forma aggregata all\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 (ISS)\u201d, si legge nell\u2019apposita circolare del Ministero della Salute del 7 agosto 2020. Una procedura complessa e con molteplici attori in campo che rende possibile l\u2019accesso ad una straordinaria mole di dati scientifici e statistici da parte di soggetti terzi con fini e interessi economici (transnazionali e industrie farmaceutiche) o, peggio ancora, militari.<\/p>\n<p>Non far\u00e0 certo piacere al personale scolastico venire a conoscenza che proprio l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 sta realizzando in questi mesi un progetto di sviluppo dei kit diagnostici rapidi per il dosaggio di anticorpi e antigeni specifici del coronavirus nei fluidi biologici, con un finanziamento dell\u2019agenzia Science for Peace and Security della NATO, l\u2019onnipotente organizzazione militare internazionale del Nord Atlantico. Anche questo progetto, secondo l\u2019ISS, punta a \u201ccontribuire a limitare la diffusione della SARS-CoV-2 fornendo nuovi strumenti per la diagnosi rapida che possono essere utilizzati in contesti su larga scala, grazie ad un approccio multidisciplinare con esperti del settore dell\u2019immunologia, della virologia e della biologia molecolare\u201d. Alla sua realizzazione collaborano l\u2019equipe di medici del Policlinico Universitario di Tor Vergata diretto dal prof. Massimo Andreoni e il gruppo di ricerca del prof. Gennaro De Libero dell\u2019ospedale universitario di Basilea (Svizzera).<\/p>\n<p>A coordinare il progetto ISS-NATO \u00e8 stato chiamato il responsabile del reparto\u00a0d\u2019immunologia\u00a0dell\u2019Istituto di Sanit\u00e0, Roberto Nisini, dal 1984 al 1997 ricercatore militare dell\u2019Aeronautica italiana e dal febbraio 2020 responsabile scientifico del programma <em>Real Biodefence<\/em> per la realizzazione di \u201cvaccini a mRNA inserito in liposomi asimmetrici nella difesa da agenti biologici\u201d. Quest\u2019ultimo progetto \u00e8 stato avviato grazie a un accordo di collaborazione tra l\u2019ISS e il Ministero della Difesa; approvato dal consiglio d\u2019amministrazione dell\u2019ISS il 19 novembre 2019, avr\u00e0 una durata di 12 mesi e la spesa di 65.670 euro.<\/p>\n<p>\u201cI fluidi biologici analizzati per i test diagnostici saranno il sangue ma anche la saliva e le secrezioni naso-faringee da tampone e il risultato si potr\u00e0 conoscere in un lasso di tempo variabile da pochi minuti a un\u2019ora\u201d, ha spiegato il dottor Roberto Nisiti il 5 maggio 2020 presentando il progetto dei kit diagnostici finanziato dalla NATO. \u201cIl test sar\u00e0 strumentale per lo screening iniziale in un triage o in una comunit\u00e0. I kit diagnostici consentiranno un rilevamento pi\u00f9 rapido dei SARS-CoV-2 rilasciati nei fluidi corporei umani nell\u2019ambiente e l\u2019identificazione sensibile della risposta immunitaria agli antigeni strutturali. Gli aspetti innovativi di questo progetto includono la possibilit\u00e0 di rilevare e misurare sia le immunoglobuline umane G (IgG), A (IgA) e M (IgM) specifiche per componenti strutturali del SARS-CoV-2 nel siero, che gli antigeni virali nei biofluidi\u201d.<\/p>\n<p>Sempre secondo i ricercatori dell\u2019ISS, saranno prodotte proteine strutturali ricombinanti codificate e anticorpi monoclonali (mAb) specificamente in grado di riconoscere queste proteine. \u201cLa procedura di immunizzazione che verr\u00e0 utilizzata per generare anticorpi monoclonali fornir\u00e0 anche un modello preclinico di immunogenicit\u00e0 di un vaccino anti-COVID-19\u201d, ha aggiunto Nisiti. \u201cL\u2019identificazione di anticorpi anti-virus potrebbe rappresentare un primo passo nello sviluppo di immuno-terapie basate sulla somministrazione di anticorpi per il trattamento di pazienti infetti\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl progetto che abbiamo lanciato nell\u2019ambito dello Science for Peace and Security Programme della NATO \u00e8 un esempio eccellente degli sforzi di ricerca globale della comunit\u00e0 per combattere il COVID-19\u201d, ha dichiarato Antonio Missiroli, vicesegretario dell\u2019Alleanza Atlantica con delega per le <em>sfide delle emergenze alla sicurezza<\/em>.\u00a0<em>\u201c<\/em>Esso rafforza anche l\u2019impegno della NATO per la resilienza e la preparazione civile delle nazioni alleate e partner in tempi di crisi. Anche se i risultati attesi da questo progetto sono estremamente rilevanti per l\u2019odierna situazione mondiale, noi attendiamo con ansia l\u2019impatto che esso avr\u00e0 a lungo termine in vista di una risposta internazionale contro i virus e i patogeni che si generano in natura o contro quelli creati dall\u2019uomo\u201d.<\/p>\n<p>Anche Philippe Brandt, ambasciatore svizzero in Belgio e capo missione della confederazione elvetica presso il Comando supremo della NATO ha enfatizzato il nuovo progetto di ricerca ISS-NATO. \u201cPer la Svizzera essere associata al Programma Partnership for Peace significa poter condividere le capacit\u00e0 per migliorare la sicurezza in un ambito multilaterale\u201d, ha dichiarato il diplomatico. \u201cCon alcune universit\u00e0 di massimo livello, centri scientifici e una forte relazione tra il settore privato e la ricerca, la Svizzera \u00e8 ben posizionata per partecipare agli sforzi della comunit\u00e0 internazionale per combattere il COVID-19\u201d. Come dire la privatizzazione della ricerca accademica a fini militari.<\/p>\n<p>Lo Science for Peace and Security Programme \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti programmi di partenariato della NATO a supporto della ricerca scientifica per \u201caffrontare le sfide della sicurezza del 21\u00b0 secolo\u201d, in particolare nei settori della cyber defence, delle tecnologie avanzate, dell\u2019antiterrorismo, della sicurezza energetica e della \u201cdifesa contro agenti chimici, biologici, radiologici e nucleari\u201d. Il programma SPS sovvenziona progetti pluriennali, seminari di ricerca, corsi di formazione e istituti di studio avanzati, reti di esperti internazionali e scambi di competenze e know-how tra le comunit\u00e0 scientifiche della NATO e dei paesi partner.<\/p>\n<p>Dopo lo scoppio della pandemia da coronavirus, buona parte dei fondi e degli interventi sono stati indirizzati alla ricerca sul COVID-19, con finalit\u00e0 dichiaratamente di ordine strategico-militare. \u201cAbbiamo ricevuto dalla comunit\u00e0 scientifica oltre 40 proposte di studio per individuare le risposte che devono essere assunte contro questa nuova emergenza\u201d, riporta l\u2019ufficio stampa della NATO in un comunicato del 10 luglio scorso. \u201cSi sta investigando per avere una migliore conoscenza sulla disinformazione che circola sulla pandemia e su come contrastarla; su come assicurare le migliori condizioni sanitarie alle forze armate in caso di pandemia; su come rafforzare l\u2019uso della tecnologia per addestrare i leader militari durante gli interventi in pandemia; sulle lezioni apprese dal COVID-19 per i sistemi di difesa nazionali; sulla dimensione etica del supporto militare alle attivit\u00e0 sanitarie in pandemia\u201d.<\/p>\n<p>Sarebbero oltre 6.000 gli scienziati coinvolti dall\u2019Alleanza Atlantica nei programmi sul coronavirus, a cui si aggiungono pure i ricercatori del Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) di La Spezia, centro d\u2019eccellenza NATO per la realizzazione e sperimentazione di nuovi sistemi d\u2019arma navali e subacquei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Mazzeo Due milioni di test sierologici su base volontaria per il personale docente e amministrativo di tutte le scuole d\u2019Italia. 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