Rieletto Sergio Mattarella: centralità del Parlamento e possibilità di rifondare la politica?
di Citto Saija -
Sergio Mattarella, con la maggioranza assoluta di 759 voti (il secondo per voti nella storia della Repubblica dopo il grande Pertini), è stato rieletto presidente della Repubblica italiana per i prossimi sette anni.
Le elezioni per il presidente della Repubblica hanno evidenziato, senza alcun dubbio, ciò che tanti di noi cercano di dire da tanti anni.
La fine dei partiti politici previsti dai padri costituenti per la partecipazione alla vita politica e la personalizzazione della politica hanno portato ad una crisi generalizzata della stessa Politica.
Il Parlamento, sede della rappresentanza e quindi della sovranità popolare, è stato “balcanizzato” e occupato dai cosiddetti “peones” che di fatto sono dei “politici” improvvisati. I cittadini non hanno alcuna possibilità di individuare la presenza di vere forze politiche che abbiano una precisa ideologia (non è una parolaccia!), una progettualità ed una strategia.
Sembra purtroppo che nelle aule della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, che compongono il Parlamento, vi sia uno scorazzare di gruppi con “capi” e “capetti” che nulla hanno a che vedere con le grandi scelte di democrazia che i padri costituenti, che hanno liberato l’Italia dalla dittatura fascista, hanno posto alla base della nostra vita democratica.
Il “teatrino” di questi giorni, ha dimostrato che gli attuali “partiti” politici, non partecipati e senza alcun rapporto con gli stessi propri elettori, rischiano di affossare definitivamente la già fragile democrazia del nostro Paese.
Abbiamo potuto notare l’assenza di una classe politica dirigente qualificata (una classe politica non può essere improvvisata!) e la netta sconfitta della leadership di tutti i partiti presenti in Parlamento: quelli di centrosinistra, quelli di centrodestra e quelli cosiddetti né di destra né di sinistra.
L’unica scelta possibile e disperata è stata quindi quella di confermare alla presidenza della Repubblica il bravo Sergio Mattarella.
Mattarella è persona sinceramente democratica e certamente garantirà nel prossimo futuro il rispetto della Costituzione repubblicana per la quale tanti italiani hanno sacrificato persino la vita.
In una situazione di grande crisi e di grande caos, tra tante difficoltà e pretestuosi veti incrociati, la quasi maggioranza dei grandi elettori ha fatto l’unica cosa buona e possibile: è riuscita paradossalmente ad affermare la centralità del Parlamento.
Vorrei ricordare a me stesso e a tutti che, in una democrazia parlamentare quale è e deve continuare ad essere quella italiana, il Parlamento è centrale per la vita democratica del Paese.
I rappresentanti dei gruppi parlamentari, ad eccezione del gruppo di Fratelli d’Italia, e i presidenti delle Regioni hanno chiesto al presidente Mattarella un grande sacrificio: quello di accettare la rielezione a presidente della Repubblica.
Sergio Mattarella, con grande generosità, ha accettato di essere rieletto per dare una mano per la rinascita della politica e per il bene del Paese.
Il governo presieduto da Mario Draghi avrà la possibilità, se ne avrà la capacità, di affrontare, nell’ultimo anno della legislatura, i problemi più urgenti del Paese che riguardano in particolare la pandemia, l’economia e, in Europa e nel mondo, la pace.
Nella prossima legislatura, sperando nella rifondazione della politica, sarà comunque necessario inserire nella Costituzione la clausola della non rielezione del presidente della Repubblica. I partiti ne possono trarre giovamento e stimolo per la loro rigenerazione.
Tutti i dirigenti politici degli attuali partiti presenti in Parlamento dovrebbero avere la capacità di fare una profonda autocritica sullo squallido spettacolo che hanno mostrato in questi giorni. In questo momento tutti sono degli sconfitti e non vi è certo alcun vincitore. Solo la democrazia ha vinto e solo da una vera partecipazione del popolo italiano alla vita politica, attraverso dei partiti rifondati e partecipati, potrà arrivare la medicina che possa curare l’oscurità della politica italiana.
Manca comunque nel Paese una forza politica di vera sinistra e aperta al dialogo che sia punto di riferimento della rifondazione della politica. Per quanto mi riguarda è questo un tema di grande centralità e attualità e certamente ne riparleremo presto.