DI QUESTO AZZURRO
Gaston Sebire (Saint Sanson 1920 - Rouen 2001) "A la plage" olio su tela, cm 54 x 73
di Cettina Lupoi
Non è un caso che i primi due versi della poesia richiamino quelli ungarettiani, anzi si tratta di una precisa scelta poetica.
Benché il contesto in cui nasceva e si alimentava la poesia “San Martino del Carso” fosse totalmente diverso, tuttavia un certo legame tra le due situazioni sussiste…
Se è vero che un crimine commesso ai danni dell’umanità sia di certo cosa mostruosa e carica di immani responsabilità morali nei riguardi delle generazioni future, è altrettanto vero che lo scempio operato ai danni dell’ambiente e del patrimonio artistico-culturale investa, in prima persona, la coscienza etico-civile di ognuno di noi prima ancora che quella politica e sociale.
Ed allora il volo forse… non è poi così pindarico.
DI QUESTO AZZURRO
Di questo azzurro
solo qualche brandello di mare ci rimane
e il gorgoglio strozzato si dimena
ansimando
lontanissimi richiami di sirene
che con l’ultimo abbraccio
avvolgeranno per sempre i coraggiosi marinai…
Giacciono inermi
definitivamente abbattuti
dal mostro telematico
i due canuti contendenti
che tante pagine di sublimi memorie
ispirarono
fissando solidi pilastri
nelle menti giovanili…
Straziato si dibatte
dentro opachi labirinti di cemento
cercando ancora
l’ultimo conforto
tra spettri fuggevoli di ninfe
che ora, dileguano per sempre…
E mentre l’alba
s’inchina timorosa
Noi
consegneremo ai nostri figli
solo le
macerie di un glorioso passato…