Mascalucia. Per fare luce sui fatti del 3 Agosto 1943
di Giuseppe Corsaro -
Inizia la Resistenza ai tedeschi
Il 25 Luglio la dittatura fascista era caduta. Implosa, “sotto” le orrende devastazioni umane e materiali della nefasta guerra scatenata. Mussolini, arrestato; da un catanese, il capitano dei carabinieri Vigneri.
La guerra continuava. In Sicilia proseguivano i combattimenti… l’ 8 settembre e l’armistizio dovevano ancora venire. I tedeschi che occupavano ancora la Sicilia….e l’Italia, a seguito dell’infame patto tra nazisti e fascisti, abbandonarono l’isola il 17 agosto.
Gli Alleati entrarono a Catania il 5 agosto.
Giorno 3 agosto, l’enorme risentimento contro la guerra e il disprezzo verso i tedeschi accumulato dal popolo siciliano esplose in due paesini alle falde dell’Etna, a pochi Chilometri da Catania.
Inoltre, non venivano più sopportate le continue razzie messe in opera dai tedeschi. Fu una vera e propria rivolta popolare.
Per prima “esplose” Mascalucia, dove stazionavano circa 2000 soldati tedeschi. Nel paese era presente un nucleo di sodati italiani, addetti alle fotoelettriche.
Soldati tedeschi, dopo avere sottratto la motocicletta ad un miliare italiano portaordini e il fallito tentativo di rubare i quattro cavalli del carrettiere Bonaccorso, tentarono di rapinare i cavalli ad una famiglia catanese (Amato) – sfollata nel paese -; spararono, provocando un morto ed un ferito. In un altro punto del paese, in un casolare, un tedesco ubriaco sparò, uccidendo il soldato Giuseppe La Marra. Successivamente i tedeschi uccisero un altro soldato italiano, Francesco Wagner, ventiduenne mantovano.
I componenti della famiglia Amato – di mestiere, armieri, avevano un deposito nel paese – risposero con le armi. Fu il “segnale” dell’inizio della resistenza popolare.
In breve molti cittadini armati di fucili e pistole (distribuiti dalla famiglia Amato, prelevate dal proprio deposito di armieri) scesero per le strade, sparando ai soldati tedeschi. Molti colpi furono tirati dalle terrazze delle case e dal campanile della chiesa principale del paese. Ai cittadini si affiancarono i soldati italiani, i carabinieri e i Vigili del fuoco, sfollati da Catania. I soldati portarono altre armi e bombe a mano.
La sparatoria durò circa quattro ore. Armi di vario tipo, munizioni e camionette furono catturate ai tedeschi.
I tedeschi, dopo avere lasciato diversi caduti – quattordici, raccontano le cronache dell’epoca, vari cadaveri non furono mai ritrovati -, si ritirarono dal paese. Rimasero uccisi un cittadino del paese e due soldati italiani tra i tanti che si erano schierati con gli abitanti.
Il 17 agosto del 2007, davanti il Palazzo di Città, una lapide è stata inaugurata per commemorare la resistenza dei coraggiosi abitanti di Mascalucia ai nazisti.
[…] Ormai i soldati tedeschi, incalzati dalle truppe Alleate, sono allo sbando. Lasciano Zafferana, liberata definitivamente l’8 agosto. Il giorno prima la liberazione aveva toccato Mascalucia.
La Resistenza iniziò in Sicilia
ANPI Catania