A Capo d’Orlando la mostra “Forti, fortissime. 100 anni al femminile”

A Capo d’Orlando la mostra “Forti, fortissime. 100 anni al femminile”

di Franca Sinagra Brisca -

Già dall’anno scorso a Capo d’Orlando s’è fatto un gran parlare sulla prossima centenaria ricorrenza dell’autonomia amministrativa da Naso, celebrata il 27 settembre ’25, quando arrivò dal mare il ministro Giuriati in motoscafo, lo stesso giorno in cui una sortita di fascisti metteva a fuoco la sede dei lavoratori a Naso, paese di storia nobiliare ma anche “sinistro” dal tempo dei fasci siciliani e dell’onorevole Francesco Lo Sardo.

Il nuovo borgo a mare sotto il promontorio, abitato da pionieri dell’imprenditoria agricola, artigianale e commerciale, raggiunse l’autonomia guidato dall’avvocato E. Mancari e da un gruppo di uomini oggi celebrati col titolo di “fondatori”. Un gran rievocare nomi di uomini, luoghi e fatti, di filastrocche battagliere… ma ci si chiede se parteciparono anche le donne, le madri, le figlie, le nonne. Le donne furono forse tacitate, escluse dalla misoginia tipica anche dell’ideologia dell’epoca mussoliniana?

A considerare la presenza significativa delle donne, un libretto di sei racconti su donne tratte dalla comunità eterogenea del tempo, edito in proprio da altrettante scrittrici locali per celebrare l’8 marzo dell’anno scorso, quest’anno ha offerto l’occasione per rivendicare a pieno titolo il pionierismo prezioso di queste orlandine del primo Novecento, valorizzate a nome anche delle tante altre vissute lungo tutto il tempo del centenario. In questa occasione l’orlandina Giuseppina Paterniti ha confermato il suo apporto, iniziato con la prefazione al libro, offrendo i locali per la sede e lo speciale allestimento tecnologico. Inaugurata il 29 agosto (con patrocinio di Comune e Pro Loco), la mostra “Forti fortissime. 100 anni al femminile”, traendo spunto dal titolo e dal contenuto di quel libretto, si è inserita con un allestimento “in proprio” (due sale, installazioni sceniche, foto elaborate con IA, video di orlandine a iosa) e vive sostenuta da un vorticoso passaparola al posto dello scampanio mediatico, mentre testimonia l’interesse generale il numero di visitatrici e visitatori e il giudizio positivo sul realismo dei contenuti espositivi.

Di ciascuna “personaggia” è esposta nella prima sala un’ambientazione simbolica realizzata con oggetti significativi che ne ripropongono realisticamente la presenza, mentre sulla parete i volti dei loro ritratti sembrano riprendere vita presentandosi nel tempo attuale con espressività personalizzata. L’escursus letterario ed espositivo considera il vissuto di donne sconosciute o cadute nell’oblio, da Maria Eugenia Johnson viaggiatrice e scrittrice, proprietaria del Castello Bastione con piantagione di cannamele, alla baronessa Agata Giovanna Piccolo di Calanovella, botanica e amministratrice dei beni di famiglia i cui fratelli si dedicarono alle arti, a Lucia Santaromita Paparoni che, gravata di figlioletti, raccontò la vita del paese durante la guerra 1915-1918 e salvò l’industria familiare sostituendo il marito al fronte, alla signora Ninetta Ventura Lazzaro maestra poetessa e donna vulcanica nel gestire nuove associazioni femminili, a Mariannina Zuino Damiano che da una piccola baracca/bar nella baietta di san Gregorio avviò e ingrandì l’originaria attività turistica orlandina nell’Hotel Tartaruga, alla più recente imprenditoria di Gina Lo Presti che fin da piccola sognò e poi attuò l’apertura di una tipografia in attività fino ad oggi.

Nel video proiettato nella seconda saletta, una folla di foto femminili offerte in massa dalle orlandine scorre mescolandosi a poesie, filastrocche, didascalie e musiche, dove è possibile riconoscere eventi, parenti, amici e se stesse nei cento anni fino all’oggi.

In un angolo dell’uscita dalla mostra la locandina e un gruppo folto di fogli, sottolineando l’attuale tragedia del “genocidio a Gaza”, invita i visitatori a firmare la petizione al Comune orlandino di dare la cittadinanza onoraria ai bambini palestinesi che sopravviveranno.

Si esce dalla mostra emozionate/i per la viva evocazione del passato personale e collettivo. Si può affermare che le donne, centenarie e contemporanee, hanno oggi rivendicato la propria capacità di collaborazione costruttiva superando con moderna creatività esclusioni e percorsi obbligati, e hanno prodotto in perfetto tema “autonomia”, questa loro celebrazione inseribile a pieno titolo fra le altre di pregio esibite in città.